Anguillara, folla ai funerali dei genitori di Carlomagno
Funerali dei genitori di Carlomagno ad Anguillara, il parroco: "Ora serve silenzio"
Le esequie di marito e moglie alla chiesa Regina Ara Pacis. Bandiere a mezz'asta in comune
Lutto cittadino ad Anguillara Sabazia per i funerali dei genitori di Claudio Carlomagno, il 44enne in carcere a Civitavecchia dal 18 gennaio con l'accusa di aver ucciso la moglie Federica Torzullo. Una settimana fa, il 24 gennaio, l'imprenditore 68enne Pasquale Carlomagno e la 65enne ex assessore comunale Maria Messenio erano stati trovati morti impiccati nella loro villetta. Il sindaco Angelo Pizzigallo ha disposto che le bandiere restino a mezz'asta e ha sospeso le manifestazioni pubbliche nella località sul lago di Bracciano, in provincia di Roma. Le esequie di Maria Messenio e Pasquale Carlomagno si sono celebrate alla chiesa di Regina Pacis.
L'omelia di don Paolo
Durante l’omelia, don Paolo Quattrini ha ricordato che Dio “non fa mai mancare la delicatezza del suo amore anche quando magari i nostri gesti arrivano a non permetterci più neanche di risalire da questo abisso. È per questo che facciamo silenzio. E sono sempre consapevole che ogni parola, in questo momento, per me personalmente, può risultare vuota, insignificante e anche fuori luogo per certi versi. Ancora di più, se le parole che pronunciamo, o che, peggio, ancora scriviamo, diventano macigni duri, pieni di giudizio, pieni di livore, o ancora peggio di morbosa curiosità”.
Le parole per il figlio Davide
E poi, rivolto all’altro figlio della coppia, Davide Carlomagno, don Quattrini sottolinea come sia “il testimone più grande e autorevole di questo bene che i tuoi genitori ti hanno sempre donato”. “Pasquale lo ricordiamo per il suo impegno nel lavoro che lo ha portato a farsi conoscere per stima e professionalità. Non vogliamo dimenticare neanche il ruolo che ha svolto con senso civico Maria nel suo lavoro pubblico, tra la gente, e anche nel suo successivo impegno per la vita buona del nostro comune” prosegue il sacerdote, sottolineando il “momento carico di dolore e di sofferenza. Il nostro cuore è smarrito per questi giorni di morte che si sono accavallati tanto da disorientarci. I nostri occhi rischiano di non riuscire a vedere bene la vita perché sono offuscati dalle nostre lacrime.
La nostra mente è piena di domande, ancora irrisolte e di sentimenti contrastanti”. Fuori dalla chiesa i concittadini non vogliono parlare: chiedono “silenzio, solo silenzio”, parlando di una “tragedia nella tragedia”.

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