Autore: Anna Maria Rengo
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17 marzo 2026
Nel suo primo romanzo Giuliana Scorsoni racconta, sul filo dell’autobiografia, la vicenda di una brillante professionista la cui vita viene sconvolta da un esame clinico “di troppo”. Un click di troppo sugli esami clinici da svolgere e la vita di Mery, avvocata sessantenne in procinto di partire per le vacanze estive nel suo luogo del cuore, viene centrifugata, per venticinque giorni, come quella di un criceto sulla sua ruota. Un’avventura che la vede protagonista indiscussa ma affiancata da una squadra di amiche che non le faranno mancare il loro sostegno e, perché no, anche tante risate e sorrisi. Queste, in poche righe e senza svelare troppo della trama, è “La ruota del criceto” (edito da Bookabook), il romanzo d’esordio della giornalista e avvocata Giuliana Scorsoni che è pure un’ode all’amicizia e all’amore per se stessi, veri e propri valori fondanti dell’esistenza della neo scrittrice, anche e soprattutto dopo la vicenda, diciamolo pure molto autobiografica, che racconta nel libro. Ma andiamo per ordine. Ciao Mery, ops Giuliana! Chi ti conosce ritrova nella protagonista del tuo libro tantissimo di te. Ma c’è qualche differenza tra Mery e Giuliana? “A essere sincera non c’è alcuna differenza tra Mery e Giuliana. Sia caratterialmente che come storia c’è una sovrapposizione e infatti molti mi dicono che quando leggono di Mery materializzano me davanti. È una cosa che mi fa molto piacere e che mi sono sentita ripetere da quasi tutti.” Il tuo libro affronta, ritengo, tre temi fondamentali. Iniziamo dal primo: quello dell’amicizia al femminile. Che importanza e declinazione hanno per te e, in questo scenario al femminile, quale valore dai a quella con gli uomini? In altre parole, è possibile una vera amicizia tra un uomo e una donna? “La mia esperienza al femminile è che, quando è reale, l’amicizia è qualcosa di profondo e indissolubile e io vi ho attinto a piene mani. Invece, non credo molto all’amicizia tra uomo e donna. Ci può essere conoscenza, rispetto ma, per quanto riguarda la mia personale esperienza di vita, non si tratta di amicizia. L’amicizia è un’altra cosa.” Venendo al secondo tema del tuo libro, la vita ci riserva a volte delle pessime sorprese e, come accade a Mery, per una pura casualità ci fa salire su una ruota del criceto dove scopriamo la nostra fragilità. Quanto è importante scoprirla e cosa cambia da allora in poi? “In realtà le mie fragilità le conoscevo già, anche prima di salire sulla ruota. Le ho sempre accettate e accolte, più che combatterle e dunque non mi è servita questa esperienza per diventarne consapevole. Ma quello che posso dire è che quando scendi dalla ruota dove sei salita, hai un’inversione nella scala dei tuoi valori e ti rendi conto di quali sono le cose veramente importanti nella vita e che prima forse avevi dato per scontate, tipo la salute. Ti rendi conto che ti rovinavi l’esistenza per dei piccoli e risolvibili problemi e che non dovresti fare condizionare dalle sciocchezze. Ecco, il salire su queste ruote ti porta a dare il giusto valore alle cose della vita.” Terzo tema che si dipana lungo il tuo libro, quello della sanità, spesso vituperata in Italia. Mery che esperienza racconta? “Quella che ho vissuto è una buona sanità, fatta di persone che si sono preoccupate per me, che hanno capito il mio stato d’animo, che hanno cercato di aiutarmi psicologicamente e di accelerare, dove era possibile, i tempi del mio percorso. Una buona sanitò, ripeto, anche se racconto di una nottata invernale e di una vecchina che chiede solo di morire in pace a casa sua e in quell’occasione un po’ di… diciamo indifferenza nei suoi confronti l’ho trovata.” Al di là del contenuto del libro, la sua pubblicazione ha una sua storia a parte. Ce la vuoi raccontare? “L’idea di scriverlo è nata di getto. Al ritorno delle vacanze, dopo che avevo ricevuto la bella notizia, mi sono accorta che quando raccontavo quello che mi era successo, le amiche ridevano non solo degli episodi ironici, ma di quelli che pensavo fossero una disgrazia. E quando chiedevo: ‘Ma che ridete?’, mi dicevano che era per il modo che avevo di raccontarli. E mi hanno anche detto: ‘Scrivine!’. Ho dato retta, ho iniziato a scrivere e mi è venuto semplice anche perché la trama c’era già. Mentre scrivevo ridevo e piangevo, in altri momenti ho provato commozione quando ho ricordato la morte dei miei genitori. È nato così! Poi ho mandato il testo a diversi editori ma, come noto, l’editoria è abbastanza ingolfata e infatti nessuno mi ha risposto. Allora mi è venuta in mente un’iniziativa di crowfounding di cui avevo scritto un articolo un anno prima. Ho chiamato l’autore che aveva pubblicato un libro in questo modo e mi ha assicurato che era stata un’esperienza bellissima, che non aveva tirato fuori un centesimo di tasca sua, che il processo di editing era stato bellissimo e la grafica pure, che era stato seguito come se fosse uno scrittore vero… e dunque mi sono detta: ‘Proviamoci’! Mi sono candidata con Bookabook e, era il 14 febbraio, mi è arrivata la risposta: accettavano di sponsorizzare la pubblicazione del mio romanzo, a patto che raccogliessi 200 prenotazioni delle future copie in 100 giorni. Beh.: ci sono riuscita in 12 giorni. Che grande gioia ed emozione: mai avrei pensato che ci fossero 200 pazzi che mi dessero fiducia acquistando il mio libro senza averne letto neanche una riga! Chissà, mi avrà aiutato san Valentino, non so, fatto sta che è stata una bellissima esperienza e continua a esserlo.” L’AUTRICE - Avvocata civilista, da più di trenta anni, ha ricoperto diversi incarichi nelle istituzioni forensi; giornalista pubblicista da trenta, vive ed esercita le proprie attività a Terni. Nata a Marina di Massa agli inizi degli anni sessanta, dove ha svolto gli studi liceali, ha conseguito la Laurea in giurisprudenza presso l'Università di Pisa. Speaker radiofonica in una emittente locale ternana - Radio Antenna Musica - e conduttrice televisiva per programmi sportivi in emittenti private umbre - Canale 58, Umbria Viva -, dal 1990 al 2010. La sua passione calcistica l'ha vista calcare molti stadi di calcio italiani. Collaboratrice de "Il Messaggero", edizione Umbria. Al suo primo romanzo.