Caso "Famiglia del Bosco": al via l’ispezione ministeriale all’Aquila. Accertamenti in corso tra riserbo e tensioni.

FRV NEWS MAGAZINE • 17 marzo 2026

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È iniziata ufficialmente l’ispezione disposta dal Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, presso il Tribunale per i Minorenni dell'Aquila. Obiettivo del monitoraggio è far luce sulle procedure che hanno portato all'allontanamento dei tre figli minori della coppia che viveva in simbiosi con la natura nei boschi del reatino.


La capo-delegazione del Ministero, Monica Sarti, al termine della prima sessione di lavoro, ha sottolineato il clima costruttivo delle operazioni: 

 

"Stiamo svolgendo tutti gli accertamenti necessari con la massima collaborazione e serenità. Al momento l’attività resta riservata".


Il team, composto da quattro ispettori, rimarrà in città per circa due o tre giorni per acquisire la documentazione e ascoltare i magistrati coinvolti.


Gli sviluppi della settimana


Mentre l'ispezione procede, la vicenda continua a scuotere le istituzioni:

  • Rinvio udienze: La presenza degli ispettori ha causato lo slittamento di alcune attività ordinarie del tribunale.
  • Sicurezza: La Presidente del Tribunale, Cecilia Angrisano, è stata posta sotto vigilanza a seguito di pesanti minacce ricevute via social e per via epistolare.
  • Battaglia legale: I legali della famiglia hanno già depositato il ricorso in Corte d’Appello per chiedere l’immediato ricongiungimento, definendo il provvedimento di allontanamento "sproporzionato".
  • Intervento politico: Il caso è approdato ai massimi livelli istituzionali. È confermato per mercoledì l'incontro tra i genitori e il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, mentre la Premier Giorgia Meloni ha ribadito la necessità di verificare che non vi siano state "forzature ideologiche" nel giudicare lo stile di vita della famiglia.

Prossimi passi


La relazione finale degli ispettori sarà consegnata nei prossimi giorni al Guardasigilli, il quale dovrà valutare se sussistano gli estremi per un'azione disciplinare o per ulteriori interventi correttivi sull'operato del Tribunale abruzzese.


Recent Posts

Autore: Webmaster Italiaonline 17 marzo 2026
Il Presidente americano incassa le risposte negative al piano per liberare lo Stretto di Hormuz: "Gli Stati Uniti non hanno bisogno di nessuno" Non vogliamo più l'aiuto dei paesi della Nato". Donald Trump accantona il piano di una coalizione internazionale formata da paesi Nato per liberare e riaprire lo Stretto di Hormuz, minacciato dall'Iran con la conseguente paralisi del traffico di greggio nel Golfo Persico e con effetti sul prezzo del petrolio. Il Presidente degli Stati Uniti per giorni ha sollecitato la collaborazione dei partner, non solo Nato. Le risposte dai membri dell'Alleanza Atlantica, però, sono state negative. "Nessun paese della Nato vuole aiutarci, è meraviglioso...", dice Trump ironicamente rispondendo alle domande dei media alla Casa Bianca durante l'incontro con il primo ministro dell'Irlanda, Micheal Martin. "La Nato ha appoggiato la nostra azione, nessuno ha detto 'non dovresti farlo'. Ora la Nato sta commettendo un errore stupido. Noi, come Stati Uniti, dovremo ricordarcene", dice Trump. Il Presidente francese Emmanuel Macron ha ufficializzato il no della Francia: "Ah sì? Beh, lascerà la carica a breve...". Bocciato anche il Premier britannico Keir Starmer: "Il Regno Unito si arricchisce grazie all'accordo commerciale con gli Stati Uniti. Starmer avrebbe mandato due portaerei dopo la nostra vittoria, avrebbe dovuto mandarle prima. Keir è una brava persona, ma mi ha deluso. Keir purtroppo non è Winston Churchill...".  Il progetto per la coalizione rimane legato alla cooperazione con i paesi del Golfo: "Abbiamo avuto grande supporto dal Medio Oriente: Emirati Arabi, Qatar, Arabia Saudita. Israele ha garantito grande collaborazione. L'Iran è una minaccia, sono persone terribili, le peggiori dai tempi di Hitler".
Autore: AGENZIA DIRE 17 marzo 2026
Il Ministro dei Trasporti suggerisce di rivalutare il petrolio della Russia, altrimenti "aumentano i costi anche per tutto quello che troviamo in negozio o al supermercato" Io faccio il ministro dei trasporti, l’aumento delle tariffe di gasolio e benzina riguarda direttamente automobilisti, autotrasportatori. Se aumentano i costi per l’autotrasporto e per i camion, a cascata aumentano i costi anche per tutto quello che troviamo in negozio o al supermercato. Motivo per cui ho convocato domani insieme al ministro dell’economia a Milano le principali compagnie petrolifere perché non è tollerabile una speculazione come quella che abbiamo visto in questi 15 giorni“.  Lo dice il vicepremier e ministro Matteo Salvini a Rtl 102.5. E qua, sottolinea, “i paesi europei vanno in ordine sparso: qualcuno ha messo un tetto al costo del carburante, qualcuno sta rivalutando le accise, qualcuno continua a comprare petrolio dalla Russia, cosa che secondo me in questo momento dovrebbe essere riesaminata a livello di Bruxelles come hanno fatto anche gli Stati Uniti…perché altrimenti la pagano solo famiglie e imprese questa ennesima guerra”. E quindi, dice ancora Salvini, “domani conto di uscire da quella riunione con degli impegni da parte delle compagnie petrolifere che stanno facendo extraprofitti, così come hanno fatto le banche negli ultimi anni. Abbiamo avuto la forza, primo governo a farlo su spinta della Lega, di chiedere un contributo alle banche di alcuni miliardi di euro l’anno scorso. Se non c’è disponibilità a fermare i prezzi, potremmo chiedere un altro congruo intervento economico da parte dei petrolieri”.
Autore: Redazione 17 marzo 2026
'Disarmare Hezbollah con una missione Onu, altrimenti lo fa Israele. Su Hormuz un'azione delle Nazioni Unite metterebbe tutti d'accordo' Baghdad questa notte, tramite e con l'accordo dei nostri servizi di intelligence che ringrazio per la cooperazione con noi, abbiamo fatto" evacuare alcuni nostri militari "in totale sicurezza: sono già usciti dall'Iraq e sono già arrivati in Kurdistan e adesso arriveranno in Turchia e poi rientrano in Italia". Lo ha annunciato il ministro della Difesa Guido Crosetto a 'Diario del Giorno', parlando del rientro di altri militari "quasi totalmente da Baghdad". Crosetto ha spiegato che ne saranno fatti rientrare "ancora una parte da Erbil, ancora una parte da Kuwait: quelli che rimangono devono avere la garanzia di sicurezza e di avere qualcosa da fare, tutti gli altri sono stati fatti rientrare e saranno fatti rientrare a breve". Sul Libano, "in questi giorni ciò che ci preme, più della missione Unifil, è garantire la sicurezza delle persone che rappresentano le Nazioni Unite in una missione di pace, che sono i nostri militari e quelli degli altri contingenti. Cosa che finora siamo riusciti a fare". Per il ministro "le alternative sono due, o in qualche modo gli Hezbollah vengono disarmati da una missione multilaterale delle Nazioni Unite o li disarma Israele con la guerra, come sta facendo adesso". Riguardo alla sicurezza della navigazione, "la missione Aspides si occuperà del Mar Rosso e quella può essere rinforzata per assicurare la tranquillità nel passaggio del Mar Rosso e nello stretto di Suez. L'altro tema è Hormuz: non è che i Paesi hanno detto di 'no' a mettere in sicurezza Hormuz, hanno detto di 'no' a una missione che poteva sembrare quasi un ingresso in guerra in quel canale. Mentre invece ciò che auspicano tutti i Paesi è una missione multilaterale, internazionale che in qualche modo possa garantire la sicurezza a Hormuz. Bisognerebbe che ci fosse un Onu, magari le Nazioni Unite si mettessero alla testa di questa cosa. Una missione che metta in sicurezza Hormuz riuscirebbe a mettere d'accordo attorno al tavolo quasi tutto il mondo. Perché non provare a farla?".
Autore: AGENZIA DIRE 17 marzo 2026
La Premier si è seduta al tavolo di Pulp Podcast e ha conversato su alcuni dei temi più rilevanti dell'attualità politica e internazionale, in una puntata registrata eccezionalmente a Roma La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni è la nuova ospite di Pulp Podcast. L’annuncio è arrivato oggi sui canali social di Fedez e Mr. Marra che lo conducono. La puntata, in uscita alle 13 di giovedì 19 marzo, è stata girata in via eccezionale a Roma e vede la premier affrontare alcuni dei temi più rilevanti dell’attualità politica e internazionale: il referendum sulla riforma della giustizia, il conflitto in Medio Oriente e il rapporto tra Europa e Stati Uniti all’interno dell’attuale sistema internazionale. MELONI SUL REFERENDUM Nel corso della conversazione con Fedez e Mr. Marra, la premier ha ribadito che il referendum sulla giustizia non dovrebbe essere trasformato in uno scontro politico tra governo e opposizione: “Non si vota sulla Meloni, si vota sulla giustizia. Anche chi non condivide questo governo dovrebbe valutare nel merito una riforma che punta a migliorare il funzionamento del sistema”. Secondo la presidente, il referendum rischia di essere utilizzato come strumento di mobilitazione politica invece che come occasione per affrontare i problemi strutturali della giustizia italiana. Così, dice la premier, il fronte del “No” starebbe cercando di trasformare la consultazione in un voto contro il governo perché avrebbe difficoltà a contestare nel merito la riforma. Nel dialogo vengono affrontati i principali punti della riforma, tra cui la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, il nuovo assetto disciplinare della magistratura e il sistema di selezione dei membri di quelli che sarebbero i nuovi Consigli superiori della magistratura e dell’Alta Corte. Meloni ha difeso la separazione delle carriere come strumento per rafforzare l’imparzialità del sistema giudiziario: “Separare le carriere significa rafforzare il principio costituzionale del giudice terzo e imparziale”. Uno dei passaggi più rilevanti riguarda il metodo con cui verrà costruita la lista dei candidati, tra cui il Parlamento potrà selezionare i membri laici. Meloni, per la prima volta, ha chiarito che con la successiva legge di attuazione la lista dovrà essere approvata con una maggioranza qualificata dei tre quinti, rendendo necessario il coinvolgimento delle opposizioni: “La lista dovrà essere costruita insieme all’opposizione. Io voglio mantenere la soglia dei tre quinti, perché significa che nessuna maggioranza potrà decidere da sola”. Secondo la premier, questo sistema è pensato per ridurre il peso delle logiche correntizie e garantire maggiore autonomia all’organo di autogoverno della magistratura. A tal proposito Giorgia Meloni ha aggiunto che, qualora dovesse vincere il referendum il fronte del Sì, è intenzione del governo inserire nella legge d’attuazione una norma che impedisca, almeno per un periodo di tempo, a chi fa politica di entrare al CSM: “In questo modo – spiega Meloni – possiamo rafforzare ancora di più l’incapacità della politica di incidere in questo meccanismo, perché questo è l’obiettivo della riforma”. E se invece dovesse vincere il No, quale sarebbe la decisione del governo e di Meloni? Su questo la posizione della premier è molto chiara: “Non mi dimetterei perché è mia intenzione terminare il mandato, portare a termine il lavoro e confrontarmi al cospetto degli italiani, facendomi poi giudicare sul complesso del lavoro che ho fatto. Quindi, se tu oggi voti No solo per mandare a casa la Meloni, potrebbe esserci il rischio che ti tieni sia la Meloni sia una giustizia che non funziona. Non mi sembra un affarone”, ha chiosato la presidente del Consiglio. L’ARTICOLO 31 DELLA LEGGE SULLA SICUREZZA E IL CONFLITTO IN MEDIO ORIENTE Durante l’intervista la premier è stata incalzata anche su uno dei temi più dibattuti nel corso delle puntate di Pulp Podcast: l’articolo 31 della legge sulla sicurezza, che prevede particolari tutele operative per gli agenti dei servizi segreti. Meloni ha difeso la norma spiegando che non introduce nuovi poteri straordinari, ma aggiorna strumenti già esistenti per adattarli all’evoluzione delle minacce terroristiche. “Quando un agente dei servizi si infiltra in un’organizzazione terroristica lo fa per prevenire un problema di sicurezza, non per crearne uno”. La presidente del Consiglio ha sottolineato che queste operazioni devono comunque essere autorizzate dall’autorità delegata e restano soggette a controlli istituzionali. L’intervista è stata anche l’occasione per fare un punto sul conflitto in Medio Oriente, chiarendo in modo definitivo la posizione dell’Italia rispetto all’attacco contro l’Iran. “L’Italia non partecipa a questo attacco nei confronti dell’Iran e non intende partecipare. Il nostro lavoro è favorire una de-escalation”, ha dichiarato Meloni, evidenziando inoltre come la crisi attuale si inserisca in un contesto più ampio di indebolimento delle istituzioni internazionali. “Stiamo vivendo una evidente crisi del diritto internazionale, con decisioni unilaterali che si moltiplicano e istituzioni sempre meno efficaci”. Tra le criticità citate dalla premier anche le difficoltà delle Nazioni Unite, che secondo Meloni non riescono più a svolgere pienamente il ruolo di garante dell’ordine internazionale. In tal senso, Fedez e Mr. Marra hanno affrontato insieme alla presidente del Consiglio anche il rapporto tra Europa e Stati Uniti, riconoscendo l’influenza americana sulla politica europea negli ultimi decenni. Secondo Meloni, questa dinamica è legata anche alla dipendenza europea sul piano della sicurezza, mandando anche un messaggio a chi contesta gli investimenti per la difesa comunitaria. “Se chiedi a qualcuno di farsi carico della tua sicurezza, non lo fa gratis”, ha specificato Meloni. Per questo la premier ha ribadito la necessità di rafforzare l’autonomia strategica europea, soprattutto nei settori della difesa, dell’energia e delle materie prime. “Per anni abbiamo accettato di dipendere dagli Stati Uniti per la difesa, dalla Russia per l’energia e dalla Cina per le materie prime”. Secondo Meloni, gli shock degli ultimi anni – dalla pandemia alla guerra in Ucraina fino alla crisi in Medio Oriente – hanno reso evidente la necessità di costruire una maggiore capacità di autonomia economica e strategica dell’Europa. L’INVITO DI PULP PODCAST A SCHLEIN E CONTE Sul tema del referendum il podcast di Fedez e Mr. Marra ha ospitato esponenti di entrambi gli schieramenti, quello del Sì e quello del No, facendo sedere al tavolo l’ex magistrato Gherardo Colombo, il magistrato Nicola Gratteri, Antonio Di Pietro, Carlo Calenda e Nicola Fratoianni. Gli autori e i conduttori fanno sapere di aver “inoltre tentato più volte di invitare la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein e il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, così da poter offrire anche a loro lo stesso spazio per perorare la propria posizione. La Segretaria del PD ha declinato l’offerta in data 17 marzo, mentre nessuna risposta è arrivata dal leader 5 Stelle”.
Autore: AGENZIA DIRE ORE ore 13:53 17 marzo 2026
È il diciottesimo giorno di guerra in Medio Oriente. Colpita l'ambasciata americana a Baghdad, notte d'allarme per i militari italiani in Kuwait. Tutti gli aggiornamenti  E’il diciottesimo giorno di guerra in Medio Oriente. Tutte le notizie man mano che arrivano: 13:45 – LA FIFA DICE NO ALL’IRAN IN MESSICO ROMA – L’Iran prova a rientrare nei Mondiali dalla porta secondaria. Non è ancora fuori, anche se nel frattempo uno dei tre paesi ospitanti – gli Stati Uniti – lo stanno bombardando. E allora la Federazione calcistica iraniana ha chiesto alla Fifa di spostare le sue partite in Messico. Il presidente della federazione, Mehdi Taj, ha sottolineato che il presidente statunitense Donald Trump “ha chiaramente affermato di non poter garantire la sicurezza della nazionale iraniana” e che, pertanto, la squadra “non si recherà negli Stati Uniti”. La Fifa ha detto che no, non si può. Ormai i biglietti sono venduti. L’Iran dovrebbe affrontare Nuova Zelanda e Belgio a Los Angeles il 15 e il 21 giugno rispettivamente, e l’Egitto a Seattle il 26 giugno. Se loro e gli Stati Uniti dovessero entrambi classificarsi secondi nei rispettivi gironi, si incontrerebbero in un match a eliminazione diretta degli ultimi 32 a Dallas il 3 luglio. 12:50 – ISRAELE BOMBARDA TEHERAN E IL LIBANO Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno dichiarato di aver lanciato una “ondata di attacchi su vasta scala” nella capitale iraniana Teheran. E nel frattempo hanno ordinato alla popolazione libanese di evacuare tutta l’area a sud del fiume Zahrani. È l’ordine di evacuazione più esteso degli ultimi vent’anni. 12:30 – KHAMENEI RESPINGE LA DE-ESCALATION La nuova guida suprema dell’Iran, l’ayatollah Mojtaba Khamenei, ha respinto le proposte di de-escalation trasmesse a Teheran dagli intermediari, chiedendo che Israele e gli Stati Uniti vengano prima “messi in ginocchio”. Lo ha detto un alto funzionario iraniano all’agenzia Reuters. Khamanei ha tenuto la sua prima sessione di politica estera da quando è stato nominato guida suprema ma il funzionario non ha chiarito se abbia partecipato di persona o da remoto.
Autore: AGENZIA DIRE 17 marzo 2026
In occasione del 165esimo anniversario dell'Unità d'Italia, il Presidente della Repubblica ha deposto una corona d'alloro all'Altare della Patria sulla tomba del Milite ignoto L’unità non costituisce soltanto un assetto politico-istituzionale, bensì è un ideale profondo e condiviso, che attraversa e interpreta l’intera vicenda storica del nostro Paese. Costituzione, Canto degli Italiani e Tricolore sono simboli di una comunità fondata sulla partecipazione, sulla solidarietà e sul rispetto delle istituzioni democratiche e di ogni persona”. Così, in una nota, Sergio Mattarella in occasione del 165esimo anniversario dell’Unità d’Italia. Per il Presidente della Repubblica “la ‘Giornata dell’Unità Nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera’ richiama elementi fondanti dell’identità della Repubblica: indipendenza, sovranità popolare, libertà, giustizia e pace. Si tratta di valori maturati lungo un percorso storico complesso e non privo di afflizioni, che trova la sua più alta e compiuta espressione nella Costituzione, autentico presidio dei diritti e delle responsabilità che definiscono la nostra comunità nazionale”. MATTARELLA: OFFRIRE AI GIOVANI FIDUCIA E RESPONSABILITÀ “È questo patrimonio di valori che la ricorrenza del 17 marzo invita a rinnovare e a trasmettere, in particolare alle giovani generazioni, in un dialogo costante e aperto. A loro, chiamate ad affrontare trasformazioni profonde e sfide globali di inedita complessità, le istituzioni sono tenute a offrire orientamento, fiducia e responsabilità, affinché possano contribuire con piena consapevolezza alla costruzione del futuro del Paese”, spiega il Presidente. MATTARELLA: COSTITUZIONE E CARTA NAZIONI UNITE SALDO PUNTO RIFERIMENTO E ancora: “In un contesto internazionale segnato da tensioni, conflitti e dal riemergere di dinamiche di contrapposizione e di aspirazioni egemoniche che turbano l’equilibrio mondiale, i principi che hanno ispirato la nascita della Repubblica e che trovano espressione nella nostra Carta costituzionale e si ancorano alla Carta delle Nazioni Unite sono saldo punto di riferimento”. Continua il Presidente della Repubblica: “Il 17 marzo è Giornata che rinnova l’appello all’impegno civile. Invito a custodire e attuare, con coerenza e lungimiranza, i principi di libertà, giustizia e pace su cui si fonda la Repubblica, affinché essi continuino a guidare l’azione delle istituzioni e della società nel perseguimento di una convivenza pacifica, solidale e autenticamente democratica, in Italia e nella comunità internazionale”. “Il 17 marzo celebra il raggiungimento dell’Unità nazionale, il riconoscimento dell’Italia come Stato sovrano, il coronamento delle aspirazioni e dell’impegno civile che caratterizzarono la stagione del Risorgimento, solennemente riaffermati poi nella lotta di Liberazione, che ha consentito al Paese di riconquistare con la propria unità la propria libertà, ricomponendo la frattura istituzionale e politica determinata dall’occupazione nazifascista, costruendo l’Italia contemporanea”, conclude Mattarella. MATTARELLA DEPONE CORONA ALLORO ALTARE DELLA PATRIA In occasione del 165esimo anniversario dell’Unità d’Italia, il Presidente della Repubblica ha poi deposto una corona d’alloro all’Altare della Patria sulla tomba del Milite ignoto. Alla cerimonia hanno partecipato i presidenti del Senato e della Camera, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, il ministro della Difesa, Guido Crosetto, il presidente della corte costituzionale Giovanni Amoroso. Nel corso della cerimonia le Frecce Tricolori hanno sorvolato l’Altare della Patria.
Autore: Anna Maria Rengo 17 marzo 2026
Nel suo primo romanzo Giuliana Scorsoni racconta, sul filo dell’autobiografia, la vicenda di una brillante professionista la cui vita viene sconvolta da un esame clinico “di troppo”. Un click di troppo sugli esami clinici da svolgere e la vita di Mery, avvocata sessantenne in procinto di partire per le vacanze estive nel suo luogo del cuore, viene centrifugata, per venticinque giorni, come quella di un criceto sulla sua ruota. Un’avventura che la vede protagonista indiscussa ma affiancata da una squadra di amiche che non le faranno mancare il loro sostegno e, perché no, anche tante risate e sorrisi. Queste, in poche righe e senza svelare troppo della trama, è “La ruota del criceto” (edito da Bookabook), il romanzo d’esordio della giornalista e avvocata Giuliana Scorsoni che è pure un’ode all’amicizia e all’amore per se stessi, veri e propri valori fondanti dell’esistenza della neo scrittrice, anche e soprattutto dopo la vicenda, diciamolo pure molto autobiografica, che racconta nel libro. Ma andiamo per ordine. Ciao Mery, ops Giuliana! Chi ti conosce ritrova nella protagonista del tuo libro tantissimo di te. Ma c’è qualche differenza tra Mery e Giuliana? “A essere sincera non c’è alcuna differenza tra Mery e Giuliana. Sia caratterialmente che come storia c’è una sovrapposizione e infatti molti mi dicono che quando leggono di Mery materializzano me davanti. È una cosa che mi fa molto piacere e che mi sono sentita ripetere da quasi tutti.” Il tuo libro affronta, ritengo, tre temi fondamentali. Iniziamo dal primo: quello dell’amicizia al femminile. Che importanza e declinazione hanno per te e, in questo scenario al femminile, quale valore dai a quella con gli uomini? In altre parole, è possibile una vera amicizia tra un uomo e una donna? “La mia esperienza al femminile è che, quando è reale, l’amicizia è qualcosa di profondo e indissolubile e io vi ho attinto a piene mani. Invece, non credo molto all’amicizia tra uomo e donna. Ci può essere conoscenza, rispetto ma, per quanto riguarda la mia personale esperienza di vita, non si tratta di amicizia. L’amicizia è un’altra cosa.” Venendo al secondo tema del tuo libro, la vita ci riserva a volte delle pessime sorprese e, come accade a Mery, per una pura casualità ci fa salire su una ruota del criceto dove scopriamo la nostra fragilità. Quanto è importante scoprirla e cosa cambia da allora in poi? “In realtà le mie fragilità le conoscevo già, anche prima di salire sulla ruota. Le ho sempre accettate e accolte, più che combatterle e dunque non mi è servita questa esperienza per diventarne consapevole. Ma quello che posso dire è che quando scendi dalla ruota dove sei salita, hai un’inversione nella scala dei tuoi valori e ti rendi conto di quali sono le cose veramente importanti nella vita e che prima forse avevi dato per scontate, tipo la salute. Ti rendi conto che ti rovinavi l’esistenza per dei piccoli e risolvibili problemi e che non dovresti fare condizionare dalle sciocchezze. Ecco, il salire su queste ruote ti porta a dare il giusto valore alle cose della vita.” Terzo tema che si dipana lungo il tuo libro, quello della sanità, spesso vituperata in Italia. Mery che esperienza racconta? “Quella che ho vissuto è una buona sanità, fatta di persone che si sono preoccupate per me, che hanno capito il mio stato d’animo, che hanno cercato di aiutarmi psicologicamente e di accelerare, dove era possibile, i tempi del mio percorso. Una buona sanitò, ripeto, anche se racconto di una nottata invernale e di una vecchina che chiede solo di morire in pace a casa sua e in quell’occasione un po’ di… diciamo indifferenza nei suoi confronti l’ho trovata.” Al di là del contenuto del libro, la sua pubblicazione ha una sua storia a parte. Ce la vuoi raccontare? “L’idea di scriverlo è nata di getto. Al ritorno delle vacanze, dopo che avevo ricevuto la bella notizia, mi sono accorta che quando raccontavo quello che mi era successo, le amiche ridevano non solo degli episodi ironici, ma di quelli che pensavo fossero una disgrazia. E quando chiedevo: ‘Ma che ridete?’, mi dicevano che era per il modo che avevo di raccontarli. E mi hanno anche detto: ‘Scrivine!’. Ho dato retta, ho iniziato a scrivere e mi è venuto semplice anche perché la trama c’era già. Mentre scrivevo ridevo e piangevo, in altri momenti ho provato commozione quando ho ricordato la morte dei miei genitori. È nato così! Poi ho mandato il testo a diversi editori ma, come noto, l’editoria è abbastanza ingolfata e infatti nessuno mi ha risposto. Allora mi è venuta in mente un’iniziativa di crowfounding di cui avevo scritto un articolo un anno prima. Ho chiamato l’autore che aveva pubblicato un libro in questo modo e mi ha assicurato che era stata un’esperienza bellissima, che non aveva tirato fuori un centesimo di tasca sua, che il processo di editing era stato bellissimo e la grafica pure, che era stato seguito come se fosse uno scrittore vero… e dunque mi sono detta: ‘Proviamoci’! Mi sono candidata con Bookabook e, era il 14 febbraio, mi è arrivata la risposta: accettavano di sponsorizzare la pubblicazione del mio romanzo, a patto che raccogliessi 200 prenotazioni delle future copie in 100 giorni. Beh.: ci sono riuscita in 12 giorni. Che grande gioia ed emozione: mai avrei pensato che ci fossero 200 pazzi che mi dessero fiducia acquistando il mio libro senza averne letto neanche una riga! Chissà, mi avrà aiutato san Valentino, non so, fatto sta che è stata una bellissima esperienza e continua a esserlo.” L’AUTRICE - Avvocata civilista, da più di trenta anni, ha ricoperto diversi incarichi nelle istituzioni forensi; giornalista pubblicista da trenta, vive ed esercita le proprie attività a Terni. Nata a Marina di Massa agli inizi degli anni sessanta, dove ha svolto gli studi liceali, ha conseguito la Laurea in giurisprudenza presso l'Università di Pisa. Speaker radiofonica in una emittente locale ternana - Radio Antenna Musica - e conduttrice televisiva per programmi sportivi in emittenti private umbre - Canale 58, Umbria Viva -, dal 1990 al 2010. La sua passione calcistica l'ha vista calcare molti stadi di calcio italiani. Collaboratrice de "Il Messaggero", edizione Umbria. Al suo primo romanzo.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 17 marzo 2026
La forza dello sport abbatte ogni barriera. Sotto l’egida di Fitetrec Ante (Federazione Italiana Turismo Equestre e Trec - Ante), torna dal 7 all’11 aprile 2026 l’atteso appuntamento con "Paradriving – Ruote e Zoccoli". Giunto alla sua terza edizione, l'evento si conferma un’eccellenza nel panorama nazionale per la promozione del turismo equestre inclusivo. Il viaggio partirà da Cuneo per concludersi a Torino, snodandosi attraverso il cuore del Piemonte in un percorso che trasforma il rapporto uomo-cavallo in un messaggio itinerante di autonomia e libertà. Fitetrec Ante sostiene con vigore questa disciplina, che vede protagonisti atleti con disabilità impegnati nella guida degli attacchi. Grazie a carrozze adattate e alla straordinaria sensibilità del cavallo, il progetto dimostra come la passione equestre possa superare i limiti fisici, offrendo ai partecipanti non solo una sfida sportiva, ma un’esperienza di piena integrazione sociale e valorizzazione del territorio. "Il Paradriving non è solo una disciplina tecnica, è uno strumento di libertà straordinario" – commentano gli organizzatori. "Attraversare le città piemontesi insieme ai nostri atleti significa mostrare concretamente che lo sport equestre è, per sua natura, senza barriere." L’evento coinvolgerà attivamente le comunità locali lungo il tragitto, invitando cittadini e appassionati a celebrare un’avventura dove il battito degli zoccoli detta il ritmo
Autore: AGENZIA DIRE 17 marzo 2026
"Abbiamo cercato di tenere tenzone nell'ambito dei contenuti, non è andata così" Non siamo stati noi a creare questo clima avvelenato. Avevamo detto, fin dal primo momento, che questa riforma era la logica conseguenza costituzionale del percorso iniziato più di 40 anni fa” con l’introduzione del “processo accusatorio modellato sul modello anglosassone voluto da Giuliano Vassalli, un grande giurista socialista non sospetto di essere massone, piduista”. È quanto dichiara il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, durante un’intervista pubblica al teatro Cartiere Carrara a Firenze nel corso di un’iniziativa di Fdi per il sì al referendum sulla separazione delle carriere del 22 e del 23 marzo. “Abbiamo cercato di tenere tenzone nell’ambito dei contenuti- aggiunge il ministro- non è andata così. L’appello alle armi è stato fatto dalle opposizioni, lo ha fatto Franceschini a pochi metri da me in aula, alla Camera, con un discorso molto forbito, molto aggressivo, con una soavità vescovile tipica di un intellettuale democristiano, però molto duro”. Secondo il ministro il discorso pronunciato dall’ex segretario dem “suonava così: una chiamata alle armi dell’opposizione e della magistratura per opporsi al governo Meloni. Ha un forte impatto politico”.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 17 marzo 2026
Sviluppi indagine Commissariato Mecenate: contestato l'omicidio premeditato all'agente Cinturrino. Salgono a sei i poliziotti indagati. L’inchiesta della Procura di Milano sulla gestione illegale delle piazze di spaccio tra Rogoredo e Corvetto segna una svolta decisiva. La posizione di Carmelo Cinturrino, l’assistente capo di 41 anni già in custodia cautelare, si aggrava drasticamente: i magistrati contestano ora l’omicidio premeditato per la morte di Abderrahim Mansouri, il 28enne ucciso lo scorso 26 gennaio. L’ipotesi investigativa, coordinata dal pm Giovanni Tarzia e dal procuratore Marcello Viola, delinea un quadro di violenze sistematiche e corruzione. Secondo l’accusa, l'omicidio del giovane pusher non sarebbe un episodio isolato, ma la punta di un sistema criminale più ampio. I punti salienti dell’aggiornamento investigativo: Aggravamento delle accuse: A Cinturrino vengono contestati oltre 30 reati (su un totale di 43 nell'inchiesta), tra cui sequestro di persona, estorsione, concussione, tortura, detenzione e spaccio di stupefacenti. Estensione della rete di complicità: Il numero dei poliziotti indagati sale a sei. Gli inquirenti ipotizzano l’esistenza di coperture all'interno del Commissariato Mecenate che avrebbero permesso all'agente di agire indisturbato. Prove materiali: Sono stati avviati accertamenti tecnici su una mazza-sbarra di legno e un martello rinvenuti nell'ufficio e nell'auto di servizio dell’agente, strumenti presumibilmente utilizzati per intimidire o colpire i pusher della zona. Protezione dei testimoni: È stata avanzata richiesta di incidente probatorio per cristallizzare le deposizioni di otto testimoni chiave (tra spacciatori e assuntori di droga) che hanno denunciato il sistema di soprusi, al fine di tutelarli da possibili ritorsioni. Le indagini della Squadra Mobile proseguono per definire l’esatto perimetro delle responsabilità e il coinvolgimento degli altri agenti iscritti nel registro degli indagati.
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