Champions League, Real Madrid batte Manchester City e va ai quarti. Tris Psg con il Chelsea

FRV NEWS MAGAZINE • 18 marzo 2026

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Decisi i primi ottavi di finale della massima competizione europea



Real Madrid e Paris Saint-Germain volano ai quarti di Champions League.

 

 I Blancos hanno battuto 2-1 all'Etihad Stadium contro il Manchester City di Guardiola, in una partita decisa dalla doppietta di Vinicius al 22', su rigore, e al 93', con il momentaneo pareggio di Haaland al 41', passando il turno dopo il 3-0 dell'andata firmato Valverde.

Tutto facile invece per il Psg di Luis Enrique, che dopo il 5-2 del Parco dei Principi, ha battuto il Chelsea 3-0 anche a Stamford Bridge grazie alle reti di Kvaratskhelia al 6', Barcola al 14' e Mayulu al 62'.

Ai quarti di finale il Real Madrid sfiderà la vincente di Bayern Monaco-Atalanta, mentre il Psg se la vedrà con una tra Galatasaray e Liverpool.


Recent Posts

Autore: FRV NEWS MAGAZINE - Francesca Romana Nucci 18 marzo 2026
L’avvocato Annamaria Bernardini de Pace interviene in merito alle recenti rivelazioni riguardanti l’eredità di Raffaella Carrà e l’esistenza di un figlio adottivo, Gian Luca Pelloni Bulzoni. L’adozione, rimasta riservata per anni, conferisce all’ex manager il ruolo di unico erede legittimo dell'artista. Una scelta di protezione e riservatezza Secondo l'avvocato Bernardini de Pace, l'adozione di un maggiorenne — seppur percepita come "irrituale" per l'età dei protagonisti è una procedura perfettamente legale e, in questo contesto, assume un alto valore simbolico e morale. " Si tratta di una decisione presa con la proverbiale riservatezza della Carrà", spiega la civilista. "Un gesto nobile che risponde alla volontà di affidare a una persona di fiducia il compito di conservare e tutelare l’immenso patrimonio artistico e umano della propria carriera". Il caso del musical spagnolo e la violazione dei diritti L’analisi legale si sposta poi sulla battaglia giudiziaria intrapresa dall’erede contro una società di produzione spagnola per la realizzazione di un musical non autorizzato sulla vita della Carrà. "Siamo di fronte a una potenziale violazione dei diritti ora si può chiedere il risarcimento" afferma Bernardini de Pace. Nonostante lo spettacolo abbia concluso le rappresentazioni, l’avvocato sottolinea che sussistono i presupposti per una richiesta di risarcimento danni. L’azione legale, sebbene possa apparire tardiva, è lo strumento necessario per riaffermare il controllo sulla memoria dell'artista, impedendo utilizzi impropri della sua immagine.  Conclusione L'intervento di Gian Luca Pelloni Bulzoni, in qualità di erede universale, non è dunque solo una questione patrimoniale, ma un preciso dovere morale derivante dal legame familiare legalmente riconosciuto da Raffaella Carrà per proteggere il suo lascito eterno.
Autore: Redazione 18 marzo 2026
Il maltempo non molla l'Italia neanche oggi, mercoledì 18 marzo. Un nuovo impulso perturbato proveniente dall’Europa nord-orientale porterà su gran parte dei nostri settori adriatici piogge e precipitazioni nevose a quote di alta collina. Il passaggio della perturbazione attiverà anche un deciso rinforzo della ventilazione su gran parte delle regioni centro-settentrionali. Sulla base delle previsioni disponibili, la Protezione Civile ha emesso un nuovo avviso di condizioni meteorologiche avverse che prevede l'allerta gialla per 9 regioni. L’avviso prevede precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, sulla Puglia in estensione dalle prime ore di oggi, ad Abruzzo, Molise e Marche. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, forti raffiche di vento, locali grandinate ed attività elettrica. Dalle prime ore della giornata di domani si prevedono venti da forti a burrasca dai quadranti settentrionali su Friuli Venezia giulia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Lazio centro-settentrionale. Attese mareggiate lungo le coste esposte. Si prevedono inoltre nevicate: mediamente al di sopra degli 800-1000 metri su Emilia-Romagna con apporti al suolo da deboli a moderati; mediamente al di sopra dei 700-900 metri su Abruzzo e Molise con apporti al suolo da moderati ad abbondanti, specie alle quote più alte. Sulla base dei fenomeni previsti e in atto è stata valutata per la giornata di domani allerta gialla in Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria e su alcuni settori di Marche, Umbria, Lazio e Sicilia.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 18 marzo 2026
Apertura della piattaforma alle ore 12:00 per l’acquisto di veicoli elettrici e ibridi. Disponibili gli ultimi 30 milioni di euro del fondo stanziato dalla Legge di Bilancio. Scatta oggi, mercoledì 18 marzo 2026, il click-day per l’Ecobonus destinato a motocicli e ciclomotori. Dalle ore 12:00, i concessionari possono accedere al portale dedicato gestito da Invitalia per conto del Mimit (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) e prenotare i contributi per i propri clienti. L’agevolazione riguarda esclusivamente l’acquisto di veicoli nuovi di fabbrica a propulsione elettrica o ibrida appartenenti alle categorie L1e, L2e, L3e, L4e, L5e, L6e e L7e. Per l’anno in corso sono stati messi a disposizione 30 milioni di euro, l’ultima tranche del piano di stanziamenti (150 milioni totali) definito dalla Legge di Bilancio 2021. Gli importi del contributo L’entità dello sconto viene calcolata sul prezzo d’acquisto del veicolo e varia in base alla presenza o meno di un mezzo da rottamare: · Senza rottamazione: il contributo è pari al 30% del prezzo di acquisto, fino a un massimo di 3.000 euro. · Con rottamazione: l'incentivo sale al 40% del prezzo d’acquisto, fino a un tetto massimo di 4.000 euro. Per beneficiare della fascia superiore, è necessario rottamare un veicolo della categoria L omologato nelle classi Euro 0, 1, 2 o 3 (o che sia stato oggetto di ritargatura obbligatoria). Come funziona la richiesta I cittadini non devono inserire la domanda direttamente: lo sconto viene applicato dal venditore sul prezzo di acquisto. Sarà poi il concessionario a occuparsi della registrazione sulla piattaforma e a ottenere il rimborso dalla casa costruttrice, che a sua volta recupererà l'importo sotto forma di credito d'imposta. Dato l'esaurimento rapido dei fondi registrato negli anni precedenti, si consiglia di procedere alla prenotazione il prima possibile.
Autore: AGENZIA DIRE 18 marzo 2026
Confronto televisivo tra il Ministro della Giustizia Carlo Nordio e il professore Enrico Grosso, Presidente del Comitato 'Giusto dire No' È partita con una stretta di mano il confronto televisivo tra il ministro della Giustizia Carlo Nordio e il professore Enrico Grosso, Presidente del Comitato ‘Giusto dire No’, su ‘SkyTg24‘. “I due Csm resteranno assolutamente indipendenti e autonomi“, dice il ministro della Giustizia che aggiunge: “Ci saranno assolutamente più garanzie per i cittadini” con la separazione delle carriere. “Io non sono abituato a fare appelli in modo particolarmente emotivo. Io dico soltanto: informatevi, leggete il testo e magari fatevelo spiegare se non siete laureati in giurisprudenza perché nulla di quello che avete sentito, fermo restando la buona fede e il diritto di dissentire, è vero. La magistratura resterà ancora più forte, ancora più autonoma e ancora più indipendente. Vi sarà però un allineamento della nostra civiltà giuridica a quelle che sono le grandi democrazie occidentali. I magistrati che commetteranno degli errori gravi e degli errori non emendabili non saranno più soggetti a una giurisdizione domestica di persone elette da loro ma da una giurisdizione di altri magistrati, non politici intendiamoci, che però saranno terzi e imparziali, questo produrrà verso i cittadini e per la stessa giustizia una equità molto più intensa di quanto non esista oggi”. “Questa riforma non serve a nulla per risolvere i problemi della giustizia”, per superare i quali piuttosto “servono tanti soldi”. Questa riforma “nessuno ha potuto discuterla”, non ha potuto farlo tanto che si è fatto sì che “nemmeno la maggioranza parlamentare potesse presentare emendamenti”. E allora, “se è fatta così vuol dire che c’è dell’altro sotto, e cioè cambiare l’equilibrio fra poteri” nell’ottica di “introdurre un maggior condizionamento della magistratura da parte della politica”. Di fronte a questo quadro, “se fossero anche solo rischi, nel dubbio meglio non cambiare la Costituzione“. Enrico Grosso, avvocato e presidente onorario del comitato ‘Giusto dire NO’, lo dice nell’appello finale che chiude il faccia a faccia su SkyTg24 con il ministro della Giustizia Carlo Nordio. Poco prima Grosso aveva detto: “Ho notato, soprattutto da parte di alcuni alfieri del sì, una sistematica opera di delegittimazione, non dei magistrati, ma della giustizia in quanto istituzione”. In questo frangente, aveva aggiunto, “mi rammarico del fatto che ci siano state delle modalità talvolta eccessive di campagna elettorale e temo il futuro” e “temo quello che possa capitare, indipendentemente da come andrà a finire il voto”. “Più gente andrà a votare e meglio sarà per il Paese“, dice Grosso. Alla domanda su una stima l’avvocato si aspetta sia “intorno alla metà”. Nordio invece “alta, tra il 50 e il 60%”.
Autore: AGENZIA DIRE ORE: 08.32 18 marzo 2026
È il diciannovesimo giorno di guerra in Medio Oriente. "L’ondata di ripercussioni globali è appena iniziata e colpirà tutti", ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Araghchi È il diciannovesimo giorno di guerra in Medio Oriente. Tutte le notizie della giornata. 7:30 – IL MINISTRO DEGLI ESTERI DELL’IRAN: “L’ONDATA DI RIPERCUSSIONI GLOBALI COLPIRÀ TUTTI” “Un numero crescente di voci, tra cui funzionari europei e statunitensi, proclama che la guerra contro l’Iran è ingiusta. Un numero maggiore di membri della comunità internazionale dovrebbe seguire questo esempio. L’ondata di ripercussioni globali è appena iniziata e colpirà tutti, a prescindere da ricchezza, fede o razza. Il nostro nemico è uno solo”, scrive su X il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. 7:25 – CAPO DELL’ESERCITO IRANIANO: “IL SANGUE DI LARIJANI SARÀ VENDICATO” Il capo dell’esercito iraniano, il generale Amir Hatami, ha dichiarato all’agenzia stampa Tasnim che “Il sangue puro” di Larijani “e degli altri amati martiri sarà vendicato”. 7:20 – RAZZI E DRONI IN ARABIA SAUDITA E KUWAIT. ESPLOSIONI A DOHA, COLPITA L’AMBASCIATA USA A BAGHDAD Un attacco con drone ha colpito stanotte l’ambasciata statunitense a Baghdad. Razzi e droni hanno, poi preso di mira i territori dell’Arabia Saudita e del Kuwait. Esplosioni sono state sentite anche a Doha. 7:15 – RAID ANCHE SU BEIRUT Notte di bombardamenti anche a Beirut e su tutto il Libano dove Israele ha intensificato gli attacchi contro “le infrastrutture di Hezbollah”, come annunciato su X dalle Idf. I raid hanno ucciso almeno sei persone, secondo quanto riferito dal ministero della Salute libanese. 7:10 – MISSILI SU TEL AVIV NELLA NOTTE: DUE MORTI Nella notte è iniziata la rappresaglia iraniana contro Israele per la morte dei due leader Larijani e Soleimani. Due ondate di missili hanno fatto risuonare le sirene a Tel Aviv. Due i morti dopo l’impatto di uno di questi sul quartiere di Ramat Gan. Si tratterebbe di due 70enni che non sono riusciti a rifugiarsi in un luogo sicuro durante l’attacco. Cinque le persone rimaste leggermente ferite. I video che circolano sui social mostrano le strade piene di detriti e le auto parcheggiate danneggiate. Le forze aeree hanno intercettato alcuni missili. 7:00 – NETANYAHU: “NEUTRALIZZATI DUE DEI PRINCIPALI CAPI TERRORISTI. IRANIANI FESTEGGIATE E BUON NOWRUZ”“Nelle ultime 24 ore abbiamo neutralizzato due dei principali capi terroristi, i massimi capi terroristi di questa tirannia. I nostri aerei stanno colpendo i terroristi sul territorio, agli incroci stradali, nelle piazze cittadine. Questo per permettere al coraggioso popolo iraniano di celebrare la Festa del Fuoco. Quindi festeggiate e buon Nowruz. Noi vi guardiamo dall’alto”. Così il premier israeliano Benjamin Netanyahu sull’uccisione di Ali Larijani e di Basij, Gholamreza Soleimani. Su social il messaggio in vista della festività iraniana che dura 13 giorni e dà il benvenuto alla primavera .
Autore: Webmaster Italiaonline 17 marzo 2026
Il Presidente americano incassa le risposte negative al piano per liberare lo Stretto di Hormuz: "Gli Stati Uniti non hanno bisogno di nessuno" Non vogliamo più l'aiuto dei paesi della Nato". Donald Trump accantona il piano di una coalizione internazionale formata da paesi Nato per liberare e riaprire lo Stretto di Hormuz, minacciato dall'Iran con la conseguente paralisi del traffico di greggio nel Golfo Persico e con effetti sul prezzo del petrolio. Il Presidente degli Stati Uniti per giorni ha sollecitato la collaborazione dei partner, non solo Nato. Le risposte dai membri dell'Alleanza Atlantica, però, sono state negative. "Nessun paese della Nato vuole aiutarci, è meraviglioso...", dice Trump ironicamente rispondendo alle domande dei media alla Casa Bianca durante l'incontro con il primo ministro dell'Irlanda, Micheal Martin. "La Nato ha appoggiato la nostra azione, nessuno ha detto 'non dovresti farlo'. Ora la Nato sta commettendo un errore stupido. Noi, come Stati Uniti, dovremo ricordarcene", dice Trump. Il Presidente francese Emmanuel Macron ha ufficializzato il no della Francia: "Ah sì? Beh, lascerà la carica a breve...". Bocciato anche il Premier britannico Keir Starmer: "Il Regno Unito si arricchisce grazie all'accordo commerciale con gli Stati Uniti. Starmer avrebbe mandato due portaerei dopo la nostra vittoria, avrebbe dovuto mandarle prima. Keir è una brava persona, ma mi ha deluso. Keir purtroppo non è Winston Churchill...".  Il progetto per la coalizione rimane legato alla cooperazione con i paesi del Golfo: "Abbiamo avuto grande supporto dal Medio Oriente: Emirati Arabi, Qatar, Arabia Saudita. Israele ha garantito grande collaborazione. L'Iran è una minaccia, sono persone terribili, le peggiori dai tempi di Hitler".
Autore: AGENZIA DIRE 17 marzo 2026
Il Ministro dei Trasporti suggerisce di rivalutare il petrolio della Russia, altrimenti "aumentano i costi anche per tutto quello che troviamo in negozio o al supermercato" Io faccio il ministro dei trasporti, l’aumento delle tariffe di gasolio e benzina riguarda direttamente automobilisti, autotrasportatori. Se aumentano i costi per l’autotrasporto e per i camion, a cascata aumentano i costi anche per tutto quello che troviamo in negozio o al supermercato. Motivo per cui ho convocato domani insieme al ministro dell’economia a Milano le principali compagnie petrolifere perché non è tollerabile una speculazione come quella che abbiamo visto in questi 15 giorni“.  Lo dice il vicepremier e ministro Matteo Salvini a Rtl 102.5. E qua, sottolinea, “i paesi europei vanno in ordine sparso: qualcuno ha messo un tetto al costo del carburante, qualcuno sta rivalutando le accise, qualcuno continua a comprare petrolio dalla Russia, cosa che secondo me in questo momento dovrebbe essere riesaminata a livello di Bruxelles come hanno fatto anche gli Stati Uniti…perché altrimenti la pagano solo famiglie e imprese questa ennesima guerra”. E quindi, dice ancora Salvini, “domani conto di uscire da quella riunione con degli impegni da parte delle compagnie petrolifere che stanno facendo extraprofitti, così come hanno fatto le banche negli ultimi anni. Abbiamo avuto la forza, primo governo a farlo su spinta della Lega, di chiedere un contributo alle banche di alcuni miliardi di euro l’anno scorso. Se non c’è disponibilità a fermare i prezzi, potremmo chiedere un altro congruo intervento economico da parte dei petrolieri”.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 17 marzo 2026
È iniziata ufficialmente l’ispezione disposta dal Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, presso il Tribunale per i Minorenni dell'Aquila. Obiettivo del monitoraggio è far luce sulle procedure che hanno portato all'allontanamento dei tre figli minori della coppia che viveva in simbiosi con la natura nei boschi del reatino. La capo-delegazione del Ministero, Monica Sarti, al termine della prima sessione di lavoro, ha sottolineato il clima costruttivo delle operazioni: "Stiamo svolgendo tutti gli accertamenti necessari con la massima collaborazione e serenità. Al momento l’attività resta riservata". Il team, composto da quattro ispettori, rimarrà in città per circa due o tre giorni per acquisire la documentazione e ascoltare i magistrati coinvolti. Gli sviluppi della settimana Mentre l'ispezione procede, la vicenda continua a scuotere le istituzioni: Rinvio udienze: La presenza degli ispettori ha causato lo slittamento di alcune attività ordinarie del tribunale. Sicurezza: La Presidente del Tribunale, Cecilia Angrisano, è stata posta sotto vigilanza a seguito di pesanti minacce ricevute via social e per via epistolare. Battaglia legale: I legali della famiglia hanno già depositato il ricorso in Corte d’Appello per chiedere l’immediato ricongiungimento, definendo il provvedimento di allontanamento "sproporzionato". Intervento politico: Il caso è approdato ai massimi livelli istituzionali. È confermato per mercoledì l'incontro tra i genitori e il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, mentre la Premier Giorgia Meloni ha ribadito la necessità di verificare che non vi siano state "forzature ideologiche" nel giudicare lo stile di vita della famiglia. Prossimi passi La relazione finale degli ispettori sarà consegnata nei prossimi giorni al Guardasigilli, il quale dovrà valutare se sussistano gli estremi per un'azione disciplinare o per ulteriori interventi correttivi sull'operato del Tribunale abruzzese.
Autore: Redazione 17 marzo 2026
'Disarmare Hezbollah con una missione Onu, altrimenti lo fa Israele. Su Hormuz un'azione delle Nazioni Unite metterebbe tutti d'accordo' Baghdad questa notte, tramite e con l'accordo dei nostri servizi di intelligence che ringrazio per la cooperazione con noi, abbiamo fatto" evacuare alcuni nostri militari "in totale sicurezza: sono già usciti dall'Iraq e sono già arrivati in Kurdistan e adesso arriveranno in Turchia e poi rientrano in Italia". Lo ha annunciato il ministro della Difesa Guido Crosetto a 'Diario del Giorno', parlando del rientro di altri militari "quasi totalmente da Baghdad". Crosetto ha spiegato che ne saranno fatti rientrare "ancora una parte da Erbil, ancora una parte da Kuwait: quelli che rimangono devono avere la garanzia di sicurezza e di avere qualcosa da fare, tutti gli altri sono stati fatti rientrare e saranno fatti rientrare a breve". Sul Libano, "in questi giorni ciò che ci preme, più della missione Unifil, è garantire la sicurezza delle persone che rappresentano le Nazioni Unite in una missione di pace, che sono i nostri militari e quelli degli altri contingenti. Cosa che finora siamo riusciti a fare". Per il ministro "le alternative sono due, o in qualche modo gli Hezbollah vengono disarmati da una missione multilaterale delle Nazioni Unite o li disarma Israele con la guerra, come sta facendo adesso". Riguardo alla sicurezza della navigazione, "la missione Aspides si occuperà del Mar Rosso e quella può essere rinforzata per assicurare la tranquillità nel passaggio del Mar Rosso e nello stretto di Suez. L'altro tema è Hormuz: non è che i Paesi hanno detto di 'no' a mettere in sicurezza Hormuz, hanno detto di 'no' a una missione che poteva sembrare quasi un ingresso in guerra in quel canale. Mentre invece ciò che auspicano tutti i Paesi è una missione multilaterale, internazionale che in qualche modo possa garantire la sicurezza a Hormuz. Bisognerebbe che ci fosse un Onu, magari le Nazioni Unite si mettessero alla testa di questa cosa. Una missione che metta in sicurezza Hormuz riuscirebbe a mettere d'accordo attorno al tavolo quasi tutto il mondo. Perché non provare a farla?".
Autore: AGENZIA DIRE 17 marzo 2026
La Premier si è seduta al tavolo di Pulp Podcast e ha conversato su alcuni dei temi più rilevanti dell'attualità politica e internazionale, in una puntata registrata eccezionalmente a Roma La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni è la nuova ospite di Pulp Podcast. L’annuncio è arrivato oggi sui canali social di Fedez e Mr. Marra che lo conducono. La puntata, in uscita alle 13 di giovedì 19 marzo, è stata girata in via eccezionale a Roma e vede la premier affrontare alcuni dei temi più rilevanti dell’attualità politica e internazionale: il referendum sulla riforma della giustizia, il conflitto in Medio Oriente e il rapporto tra Europa e Stati Uniti all’interno dell’attuale sistema internazionale. MELONI SUL REFERENDUM Nel corso della conversazione con Fedez e Mr. Marra, la premier ha ribadito che il referendum sulla giustizia non dovrebbe essere trasformato in uno scontro politico tra governo e opposizione: “Non si vota sulla Meloni, si vota sulla giustizia. Anche chi non condivide questo governo dovrebbe valutare nel merito una riforma che punta a migliorare il funzionamento del sistema”. Secondo la presidente, il referendum rischia di essere utilizzato come strumento di mobilitazione politica invece che come occasione per affrontare i problemi strutturali della giustizia italiana. Così, dice la premier, il fronte del “No” starebbe cercando di trasformare la consultazione in un voto contro il governo perché avrebbe difficoltà a contestare nel merito la riforma. Nel dialogo vengono affrontati i principali punti della riforma, tra cui la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, il nuovo assetto disciplinare della magistratura e il sistema di selezione dei membri di quelli che sarebbero i nuovi Consigli superiori della magistratura e dell’Alta Corte. Meloni ha difeso la separazione delle carriere come strumento per rafforzare l’imparzialità del sistema giudiziario: “Separare le carriere significa rafforzare il principio costituzionale del giudice terzo e imparziale”. Uno dei passaggi più rilevanti riguarda il metodo con cui verrà costruita la lista dei candidati, tra cui il Parlamento potrà selezionare i membri laici. Meloni, per la prima volta, ha chiarito che con la successiva legge di attuazione la lista dovrà essere approvata con una maggioranza qualificata dei tre quinti, rendendo necessario il coinvolgimento delle opposizioni: “La lista dovrà essere costruita insieme all’opposizione. Io voglio mantenere la soglia dei tre quinti, perché significa che nessuna maggioranza potrà decidere da sola”. Secondo la premier, questo sistema è pensato per ridurre il peso delle logiche correntizie e garantire maggiore autonomia all’organo di autogoverno della magistratura. A tal proposito Giorgia Meloni ha aggiunto che, qualora dovesse vincere il referendum il fronte del Sì, è intenzione del governo inserire nella legge d’attuazione una norma che impedisca, almeno per un periodo di tempo, a chi fa politica di entrare al CSM: “In questo modo – spiega Meloni – possiamo rafforzare ancora di più l’incapacità della politica di incidere in questo meccanismo, perché questo è l’obiettivo della riforma”. E se invece dovesse vincere il No, quale sarebbe la decisione del governo e di Meloni? Su questo la posizione della premier è molto chiara: “Non mi dimetterei perché è mia intenzione terminare il mandato, portare a termine il lavoro e confrontarmi al cospetto degli italiani, facendomi poi giudicare sul complesso del lavoro che ho fatto. Quindi, se tu oggi voti No solo per mandare a casa la Meloni, potrebbe esserci il rischio che ti tieni sia la Meloni sia una giustizia che non funziona. Non mi sembra un affarone”, ha chiosato la presidente del Consiglio. L’ARTICOLO 31 DELLA LEGGE SULLA SICUREZZA E IL CONFLITTO IN MEDIO ORIENTE Durante l’intervista la premier è stata incalzata anche su uno dei temi più dibattuti nel corso delle puntate di Pulp Podcast: l’articolo 31 della legge sulla sicurezza, che prevede particolari tutele operative per gli agenti dei servizi segreti. Meloni ha difeso la norma spiegando che non introduce nuovi poteri straordinari, ma aggiorna strumenti già esistenti per adattarli all’evoluzione delle minacce terroristiche. “Quando un agente dei servizi si infiltra in un’organizzazione terroristica lo fa per prevenire un problema di sicurezza, non per crearne uno”. La presidente del Consiglio ha sottolineato che queste operazioni devono comunque essere autorizzate dall’autorità delegata e restano soggette a controlli istituzionali. L’intervista è stata anche l’occasione per fare un punto sul conflitto in Medio Oriente, chiarendo in modo definitivo la posizione dell’Italia rispetto all’attacco contro l’Iran. “L’Italia non partecipa a questo attacco nei confronti dell’Iran e non intende partecipare. Il nostro lavoro è favorire una de-escalation”, ha dichiarato Meloni, evidenziando inoltre come la crisi attuale si inserisca in un contesto più ampio di indebolimento delle istituzioni internazionali. “Stiamo vivendo una evidente crisi del diritto internazionale, con decisioni unilaterali che si moltiplicano e istituzioni sempre meno efficaci”. Tra le criticità citate dalla premier anche le difficoltà delle Nazioni Unite, che secondo Meloni non riescono più a svolgere pienamente il ruolo di garante dell’ordine internazionale. In tal senso, Fedez e Mr. Marra hanno affrontato insieme alla presidente del Consiglio anche il rapporto tra Europa e Stati Uniti, riconoscendo l’influenza americana sulla politica europea negli ultimi decenni. Secondo Meloni, questa dinamica è legata anche alla dipendenza europea sul piano della sicurezza, mandando anche un messaggio a chi contesta gli investimenti per la difesa comunitaria. “Se chiedi a qualcuno di farsi carico della tua sicurezza, non lo fa gratis”, ha specificato Meloni. Per questo la premier ha ribadito la necessità di rafforzare l’autonomia strategica europea, soprattutto nei settori della difesa, dell’energia e delle materie prime. “Per anni abbiamo accettato di dipendere dagli Stati Uniti per la difesa, dalla Russia per l’energia e dalla Cina per le materie prime”. Secondo Meloni, gli shock degli ultimi anni – dalla pandemia alla guerra in Ucraina fino alla crisi in Medio Oriente – hanno reso evidente la necessità di costruire una maggiore capacità di autonomia economica e strategica dell’Europa. L’INVITO DI PULP PODCAST A SCHLEIN E CONTE Sul tema del referendum il podcast di Fedez e Mr. Marra ha ospitato esponenti di entrambi gli schieramenti, quello del Sì e quello del No, facendo sedere al tavolo l’ex magistrato Gherardo Colombo, il magistrato Nicola Gratteri, Antonio Di Pietro, Carlo Calenda e Nicola Fratoianni. Gli autori e i conduttori fanno sapere di aver “inoltre tentato più volte di invitare la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein e il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, così da poter offrire anche a loro lo stesso spazio per perorare la propria posizione. La Segretaria del PD ha declinato l’offerta in data 17 marzo, mentre nessuna risposta è arrivata dal leader 5 Stelle”.
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