Crosetto: 'Sull'utilizzo delle basi Usa in Italia valgono i trattati'

a80d0376_user • 4 marzo 2026

Share this article

Il ministro della difesa: 'Azione rapida per sostenere i Paesi del Golfo'. Da chiarire i tempi

 

Su Muos e Sigonella ed altro sono pronto a rispondervi ma vorrei ricordarvi cosa vi ho già detto in Parlamento: l'utilizzo delle basi militari sul territorio nazionale, specie quelle Usa, avviene in aderenza ad accordi quali il Nato Sofa del 1951, il Bilateral Infrastructure Agreement del 1954 aggiornato nel 1973 e attualizzato con il Memorandum d'intesa Italia-Usa del 1995.

Come si può facilmente notare, quindi, tali cornici giuridiche regolamentano queste attività da decenni e nessun governo ha avvertito l'esigenza di modificarle". Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in un tweet di risposta al profilo M5s, in merito all'utilizzo delle basi in Italia da parte delle forze militari Usa.

Dispositivi anti droni e, se sarà possibile, il potente sistema di difesa terra-aria Samp-T per il Kuwait o gli Emirati Arabi. L'Italia si prepara a fare la propria parte in supporto ai territori del Medioriente diventati bersaglio dei missili iraniani. "Tutti i Paesi del Golfo ci hanno chiesto aiuto in questo momento", spiega il ministro della Difesa Guido Crosetto, annunciando un pacchetto che potrebbe arrivare con "un decreto legge o nel modo più veloce possibile".

Ma non c'è certezza sui tempi. La prima data utile in agenda potrebbe essere il Cdm di venerdì prossimo, ma per il momento questa ipotesi resta lontana se non esclusa. In ogni caso le modalità dovrebbero essere le stesse che hanno portato in tempi rapidi al pacchetto di aiuti per l'Ucraina poco dopo l'invasione russa, quattro anni fa: la delibera di uno 'stato di emergenza per intervento all'estero in conseguenza del grave contesto emergenziale in atto nei territori del Golfo' porrebbe quindi le basi per l'avvio del provvedimento, che dovrebbe poi superare l'esame delle Aule.

È anche il vicepremier Matteo Salvini ad annunciare che "il presidente del Consiglio Giorgia Meloni andrà in Parlamento" per affrontare la questione della crisi in Medioriente. Ma è proprio dalla Lega che arrivano i primi avvertimenti: "Ci sono accordi internazionali da rispettare, come la Nato. Dall'altra parte penso che il nostro aiuto dovrebbe essere orientato verso il supporto che abbiamo dato all'Ucraina, cioè di tipo logistico e senza mandare soldati". Al momento negli ambienti di governo si parla di "assetti" e l'intenzione è di muoversi in coordinamento con i Paesi Ue per questo tipo di sostegno. L'altro tema delicato è l'eventuale concessione di basi italiane su richiesta americana per azioni offensive nei confronti dell'Iran. Questo aspetto diventa ancora più critico alla luce delle recenti minacce di Teheran, secondo cui "azioni difensive da Paesi europei sarebbero considerate un atto di guerra".

Su questo, Crosetto prende tempo: l'utilizzo delle nostre basi da parte degli Usa "è una decisione del governo. Quando ce lo chiederanno, risponderemo". Intanto si sta già ragionando sulle forniture. Tra i primi a chiedere supporto all'Italia sono stati gli Emirati Arabi e nelle ultime ore anche il Kuwait. Roma ha a disposizione i radar e una serie di strumenti di intelligence elettronica attraverso la rete satellitare. Potrebbero risultare utili anche assetti navali e aerei spia. Il tutto considerando che le capacità italiane sono già fortemente impegnate rispetto alle esigenze europee sul fianco Est, per il sostegno assicurato all'Ucraina. Il mezzo di difesa più potente - che farebbe la differenza sul peso della bilancia dei nostri aiuti - è sicuramente il Samp T: il sistema terra-aria che intercetta e poi neutralizza con i missili le minacce provenienti dal cielo, già fornito in due esemplari a Kiev (uno però è stato distrutto dalle truppe di Mosca), è assemblato in collaborazione con la Francia e la produzione dei suoi componenti richiede tempi lunghi. L'Italia dovrebbe averne attualmente a disposizione altri quattro: uno è in Estonia e resterebbe a in Europa orientale per garantire la sicurezza dell'area, altri due sono a Sabaudia a difesa del nostro Paese e un terzo è a Mantova.

 

Recent Posts

Autore: REDAZIONE 4 marzo 2026
"Non si possono organizzare le migliori Olimpiadi immaginabili, e così abbiamo fatto, senza organizzare anche delle grandi Paralimpiadi". L'equazione è di Giovanni Malagò, presidente della Fondazione Milano Cortina 2026, che a pochi giorni dal gran finale dei Giochi invernali vuole continuare a far sognare il Paese. Il passaggio di testimone ufficiale avverrà dopodomani, 6 marzo, nella cornice dell'Arena di Verona, ma l'attesa è finita: domani la fiamma paralimpica arriverà in Italia. Inizia così un percorso in tredici tappe che, in undici giorni, vedrà impegnati 501 tedofori, trasformando l’Italia in un palcoscenico di partecipazione collettiva. La volata finale è stata lanciata oggi dall'evento "Passione senza limiti" presso la Torre Allianz di Milano, celebrando il ventennale della partnership tra il gruppo assicurativo e il Comitato Paralimpico Internazionale. "Chiudiamo un capitolo meraviglioso per aprirne un altro che vogliamo sia altrettanto bello. È un dovere, una missione", sostiene Malagò. Con oltre 600 atleti pronti a sfidarsi tra Milano e le vette alpine, le Paralimpiadi offriranno performance capaci di ispirare: "Il valore dei Giochi non si misura solo nelle medaglie, ma nella capacità di trasmettere determinazione e coraggio". Il modello organizzativo ricalca il successo olimpico: la Ice Hockey Arena di Milano Santa Giulia ospiterà il para hockey su ghiaccio; a Cortina d’Ampezzo si terranno sci alpino, snowboard e curling in carrozzina, mentre a Tesero spazio a fondo e biathlon. Il Presidente del CIP (Comitato Italiano Paralimpico) ha sottolineato la competitività della delegazione azzurra, ribadendo però l’obiettivo ultimo: "Portare sempre più persone a praticare sport". In merito all'importanza dell'evento, dal Governo arriva la conferma della rilevanza paritaria della manifestazione: "L’Italia sta dando un’immagine eccezionale nel mondo e conto che continui a darla. Le Paralimpiadi hanno per noi e per gli italiani la stessa importanza dei Giochi appena conclusi; un ringraziamento va ai centinaia di volontari che riprenderanno a lavorare nei prossimi giorni".  Non mancano le tensioni internazionali. Il claim dell’IPC, "Change starts with sport", si scontra con le polemiche sulla presenza di atleti russi e bielorussi (con inno e bandiera). Il presidente Andrew Parsons ha chiesto di "non politicizzare le Paralimpiadi" per non oscurarne il significato sociale di uguaglianza.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 4 marzo 2026
In occasione della Giornata Mondiale dell’Obesità, le istituzioni sanitarie e la comunità scientifica lanciano un appello globale: l’obesità non è una scelta, ma una patologia cronica complessa che richiede interventi sistemici immediati. Lo slogan scelto per l'edizione 2026, "8 miliardi di ragioni per agire", sottolinea l’urgenza di proteggere la salute di ogni individuo sul pianeta. Il quadro nazionale per il 2026 conferma una tendenza allarmante. Sebbene l'Italia vanti la tradizione della Dieta Mediterranea, il 40% della popolazione adulta convive con un eccesso ponderale. Il dato più critico riguarda le nuove generazioni: 1 bambino su 3 presenta problemi di peso, spesso legati a scorrette abitudini mattutine (il 40% non consuma una colazione adeguata) e a uno stile di vita troppo sedentario. L’APPELLO DEGLI ESPERTI "Non possiamo più limitarci a dare consigli alimentari," dichiarano i portavoce della World Obesity Federation. "Dobbiamo agire sugli ambienti in cui viviamo, rendendo le scelte sane accessibili a tutti. Entro il 2035, se non invertiamo la rotta, il tasso di obesità tra gli adulti in Italia potrebbe triplicare, raggiungendo il 31%". CONSIGLI PRATICI PER LA GIORNATA Le autorità sanitarie invitano i cittadini a monitorare regolarmente il proprio girovita (indicatore chiave della salute cardiometabolica) e a riappropriarsi dell’attività fisica quotidiana, fondamentale per contrastare le complicanze motorie e metaboliche associate all'eccesso di peso.
Autore: Redazione 4 marzo 2026
Il ministro a Taranto per un incontro sulle ragioni del sì organizzato da FdI La riforma ha un grande disegno democratico e liberale". Lo ha detto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio intervenendo all'incontro pubblico 'Referendum per la Giustizia, le ragioni del sì', organizzato a Taranto da Fratelli d'Italia. Presenti, tra gli altri, il deputato Dario Iaia, presidente provinciale del partito e responsabile unico del Cis per Taranto. Nordio ha richiamato la figura del professor Giuliano Vassalli, "grande eroe della Resistenza", che "40 anni fa introdusse un processo liberale e accusatorio modellato su quello anglosassone che presupponeva la separazione delle carriere". "All'epoca non fu possibile farla per la volatilità dei governi e dei Parlamenti, oggi la nostra stabilità lo consente e la faremo", ha aggiunto. Il Ministro ha respinto le critiche: " Chi dice che la magistratura sarà controllata dal potere politico o è in malafede o è disinformato. L'articolo 104 è chiarissimo: la magistratura - ha sottolineato - si divide in requirente e giudicante ed è autonoma e indipendente da qualsiasi altro potere". Per Nordio "questa riforma ci allineerà alle grandi democrazie occidentali".
Autore: AGENZIA DIRE 4 marzo 2026
In contemporanea ai funerali, al Monaldi si terrà una messa, l'Azienda dei Colli: "Vogliamo essere vicini alla famiglia nella preghiera" Si terranno oggi mercoledì 4 marzo, alle 15, alla cattedrale di Nola (Napoli), i funerali di Domenico Caliendo, il bambino di due anni e mezzo morto lo scorso 21 febbraio all’ospedale Monaldi di Napoli. La cittadina si stringe tutta intorno alla famiglia: la mamma Patrizia Mercolino, il papà Antonio, il fratello e la sorella. La locandina del necrologio spiega che le spoglie del piccolo arriveranno da Napoli, dove oggi si è tenuta l’autopsia , al Duomo di Nola alle 11, mentre la cerimonia si celebrerà alle 15. “Un angelo di 2 anni è volato in cielo” è la frase di apertura dell’annuncio funebre. LUTTO CITTADINO A NOLA “In un giorno dolorosissimo per la nostra comunità, ho disposto la proclamazione del lutto cittadino per mercoledì 4 marzo 2026, in occasione delle esequie del piccolo Domenico Caliendo”. Lo scrive sui social il sindaco di Nola (Napoli), Andrea Ruggiero. “Nola – prosegue il primo cittadino – si stringe a mamma Patrizia e papà Antonio ed a tutta la famiglia, colpiti da una tragedia che ha scosso nel profondo l’intera città e non solo. Non esistono parole capaci di colmare un vuoto così grande, ma esiste il silenzio rispettoso di una comunità unita, capace di farsi abbraccio e conforto”. IL SINDACO INVITA I CITTADINI A PARTECIPARE “CON COMPOSTEZZA E PROFONDO RISPETTO” Ruggiero invita “tutti i cittadini a partecipare con compostezza, ritegno e profondo rispetto, condividendo il dolore della famiglia in un clima di raccoglimento e silenziosa solidarietà. In momenti come questo, il senso di comunità deve prevalere su tutto, nel rispetto di una sofferenza che merita discrezione e serietà. L’accesso al Duomo sarà regolato dalla polizia municipale e dai volontari della protezione civile, ai quali va il mio ringraziamento per il prezioso servizio. Chiedo a tutti la massima collaborazione affinché ogni fase della giornata possa svolgersi in modo ordinato e dignitoso, nel segno di un cordoglio comune e sincero. Nola si ferma. Nola si raccoglie per abbracciare Domenico e la sua famiglia”. ALL’OSPEDALE MONALDI UNA MESSA IN CONTEMPORANEA A FUNERALI DOMENICO Domani alle 15, in contemporanea con i funerali di Domenico Caliendo a Nola, sarà celebrata una messa all’ospedale Monaldi. Lo comunica l’Azienda ospedaliera dei Colli. “Con questo momento di raccoglimento e preghiera, l’intera comunità dell’Azienda ospedaliera dei Colli – si legge – desidera stringersi con rispetto e partecipazione al dolore della famiglia, condividendo un lutto che ha profondamente colpito operatori sanitari, professionisti e personale tutto. La scelta di celebrare la funzione nello stesso orario delle esequie nasce dalla volontà di essere vicini alla famiglia nella preghiera. L’iniziativa vuole anche lanciare un segnale di unità e responsabilità: nel rispetto del dolore dei familiari e della comunità, l’Azienda rinnova la fiducia nel lavoro degli organi competenti e ribadisce l’auspicio che si possa fare piena e tempestiva chiarezza su quanto accaduto”.
Autore: AGENZIA DIRE ULTIMO AGGIORNAMENTO ORE: 08.26 4 marzo 2026
La scossa, avvertita in tutta la città, si è verificata alle 7.05 Terremoto a Catania alle 7.05: la città siciliana, pochi minuti dopo le 7, è stata svegliata da una forte scossa di magnitudo 4.5. Questa la stima dell’Ingv. Il terremoto sisma è stato nettamente avvertito dalla popolazione in città, provincia e anche in altri centri, ad esempio Augusta o Messina. L’ipocentro del sisma sull’Etna, in una zona a nord-ovest di Ragalna, a una profondità di circa 4 chilometri. Non si hanno notizie di danni a cose o persone. Un’altra scossa di assestamento, magnitudo 2.7, si è verificata alle 7.58. SCUOLE CHIUSE A CATANIA Oggi, 4 marzo, a Catania le scuole resteranno chiuse per precauzione. Lo ha annunciato il sindaco Enrico Trantino spiegando che le lezioni sono sospese oggi a scopo precauzionale: verranno fatti sopralluoghi di controllo. Scuole chiuse anche in alcuni comuni della provincia.
Autore: Redazione 4 marzo 2026
L’attenzione del governo è "massima", ma per ora non filtra preoccupazione per i risvolti del conflitto sulla sicurezza energetica dell'Italia. E se la crisi dovesse risolversi nell'arco di un mese potrebbero non essere necessari particolari interventi, anche se si stanno valutando "possibili azioni di mitigazione". Il tema è stato affrontato nelle riunioni di governo convocate da Giorgia Meloni, per fare il punto anche sulla sicurezza degli italiani nelle aree del Medio Oriente e del Golfo, a quatto giorni dall'esplosione della guerra con l'attacco di Usa e Israele all'Iran e la controffensiva di Teheran, che ha colpito anche Cipro. Una reazione per cui il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha convocato l'ambasciatore iraniano, ribadendogli che "l'Italia non è in guerra". "Una nuova pericolosa crisi internazionale", l'ha definita la premier a un evento sugli 80 anni del voto alle donne in Italia, esprimendo "ammirazione e profonda gratitudine" per quelle iraniane che "con la loro tenacia ci ricordano quanto preziose siano le conquiste ottenute". Ancora non sono stati comunicati contatti diretti con Donald Trump o Benjamin Netanyahu, al termine di una giornata (agitata da falsi allarmi bomba nelle sedi di FdI e Stampa estera, a Palazzo Grazioli, nonché da quello per una valigia abbandonata vicino a Palazzo Chigi) aperta con una doppia riunione di governo. Alla prima, oltre a Meloni e Tajani, hanno partecipato i ministri Guido Crosetto (Difesa), Gilberto Pichetto (Ambiente e sicurezza energetica) e i sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari: sul tavolo gli "sviluppi della crisi" e le "ulteriori misure per assistere e garantire la sicurezza dei cittadini italiani presenti nelle aree coinvolte", su cui l'esecutivo assicura "massimo impegno". Poi il vertice si è allargato a Claudio Descalzi e Agostino Scornajenchi, amministratori delegati di Eni e Snam, colossi pubblici dell'energia, con cui è stata fatta "un'analisi dell'impatto attuale e potenziale delle ostilità sui mercati dell'energia e sull'economia", nonché di "azioni di mitigazione che il governo potrebbe adottare nel breve e medio periodo". Tajani spiega che sono allo studio misure "soprattutto per le imprese che si occupano di commercio con l'estero", e con "alcune di queste" sono stati avviati colloqui "per valutare gli aiuti che si possono dare". È ancora presto, però, per pensare a portare misure in Cdm (il prossimo potrebbe essere venerdì, e potrebbe essere varato il Piano casa). Sul fronte del gas "non ci sono problemi nel breve periodo", nota una fonte di governo, perché le scorte obbligatorie di opportunità sono "corpose" e lo Stretto di Hormuz per ora non è chiuso. Gli stoccaggi a novembre sfioravano il 95%, secondo i dati di Snam. E il Gnl - per cui il Qatar ha bloccato la produzione nel principale impianto mondiale - per l'Italia vale solo un terzo delle importazioni. Presto, però, bisognerà pensare agli stoccaggi per l'inverno prossimo, e si seguono con attenzione le oscillazioni del Ttf, il prezzo del gas europeo alla Borsa di Amsterdam. Non sono in vista modifiche al decreto bollette, con cui il governo punta a disaccoppiare "di fatto" il prezzo dell'elettricità da quello del gas. Domani sono convocati gruppi di crisi Ue per l'energia e Meloni si aspetta "risposte concrete" dal Consiglio europeo del 19 marzo. Alla vigilia la presidente del Consiglio sarà in Parlamento per le comunicazioni (il 13 maggio ci sarà invece il premier time in Senato), anche se le opposizioni chiedono che riferisca prima alle Camere sull'Iran. Il centrosinistra insiste anche sul caso Crosetto, che a Meloni ha creato non pochi imbarazzi. "Riguarda l'intero governo - l'affondo del Pd con Peppe Provenzano - se Crosetto dice che i Servizi non potevano non sapere e i Servizi dicono che non sapevano nulla. Se c'è un problema tra il ministro della Difesa e l'autorità delegata ai Servizi bisogna discuterne in Parlamento". Per il M5s, Crosetto deve dimettersi: "I suoi chiarimenti sulle sue ferie in zona di guerra sono contraddittori e grotteschi". E, aggiunge il partito di Giuseppe Conte, deve chiarire anche "se le basi di Sigonella e la stazione Muos di Niscemi sono già coinvolte".
Autore: AGENZIA DIRE Ore: 07.29 seguono aggiornamenti 4 marzo 2026
Diluvio di bombe sull'Iran per decapitare il regime. Un raid ha preso di mira il palazzo dove era riunita l'Assemblea degli Esperti per eleggere la nuova Guida Suprema. E' Mojtaba Khamenei, 56 anni, figlio dell'ayatollah morto negli attacchi. Il Comando Centrale Usa fa sapere che sono 50 mila i soldati assegnati alla guerra contro l'Iran, e altri sono in arrivo: 'Operazione senza precedenti, raddoppiati gli attacchi rispetto al 2003 in Iraq'. L'Iran prende di mira le sedi diplomatiche Usa nel Golfo: a fuoco il consolato a Dubai, missili sull'ambasciata a Riad, evacuate quelle in Iraq, Bahrein, Giordania e Kuwait. Evacuazioni anche da Arabia Saudita, Oman e Cipro. Nella notte allarme aereo in Israele. L'Idf lancia una vasta offensiva sull'Iran ("colpite dozzine di siti") e attacca il Libano a Beirut e Baalbek: almeno 11 i morti. Trump vede il cancelliere Merz: 'L'Iran ora vuole parlare, ma è tardi'. Poi se la prende con Londra e Madrid per la posizione sulle basi. 'I prezzi del petrolio saranno alti per un po'', aggiunge dicendosi disposto 'a scortare le petroliere nello stretto di Hormuz'. Ma la Repubblica Islamica: 'Ne abbiamo il controllo totale'. La Francia invia la portaerei De Gaulle nel Mediterraneo e dispiega mezzi a Cipro. Teheran piange le studentesse uccise in una scuola: migliaia ai funerali.
Autore: Anna Maria Rengo 3 marzo 2026
Lorenzo Priore, protagonista del nuovo libro di Marco Torricelli, raggiunge infine il suo “Punto di rottura”. E niente sarà più come prima. Un giornalista e scrittore che narra di un giornalista e scrittore: della sua difficile ricerca della verità, del suo vissuto tra rimorsi, rimpianti e desideri, della sua implacabile sete di giustizia. In un’Italia dipinta a tinte decise, tra l’azzurro del mare e il grigio fango del malaffare. Queste, in pochissime righe che non vogliono anticipare troppo della complessa e sorprendente trama, è “Punto di rottura” (Via Margutta edizioni), il nuovo libro di Marco Torricelli. Un romanzo duro e disincantato, nel quale, come dice il protagonista Lorenzo Priore includendo pure se stesso nella definizione, “nessuno è come sembra” e dove l’unico davvero innocente è un bambino, Samuele. Marco, quanto c’è di te nel protagonista, anch’egli come te giornalista di lungo corso e, lo può dire chi ti conosce bene, determinato e tenace nell’andare sotto la superficie delle cose, anche e soprattutto in ambito professionale? “Io credo che, quando proviamo a raccontare una storia, tutti ci mettiamo dentro qualcosa di nostro e cerchiamo anche di fare bella figura. L'importante, però, è non esagerare. In questa, di storia, effettivamente ci sono riferimenti personali, anche importanti, ma ci sono soprattutto cose delle quali sono stato testimone diretto, altre che mi sono state raccontate o delle quali ho trovato traccia nei media. Di me e della mia storia non interessa e non deve interessare nulla a nessuno, ma quello di cui si legge nel libro dovrebbe interessare tutti e spingere ad acquisire maggiore consapevolezza. Ed è questo lo scopo per cui l'ho scritto.” Il punto di rottura raggiunto da Lorenzo è anche una metafora dei tanti punti di rottura che riguardano ciascuno di noi. Li possiamo/dobbiamo evitare, o affrontare a testa alta? “Dobbiamo affrontarli, senza dubbio. Evitarli non serve. Perché poi capita, come al protagonista della storia, di dover fare i conti con vicende lontane, con la polvere nascosta sotto il tappeto, con rimpianti e recriminazioni che magari speravamo di aver rimosso. Ma che sono lì, dentro di noi e che prima o poi vengono a presentarci il conto. Certo, quando il punto di rottura è raggiunto e decidiamo di prenderne atto, dobbiamo solo scegliere il passaggio successivo. Lorenzo Priore compie una scelta radicale e chi avrà la pazienza di leggere il libro potrà dare un giudizio soggettivo su questa scelta, ma un fatto è certo: far finta di niente non è possibile.” Nel tuo libro descrivi uno scenario anche oltre il nazionale caratterizzato da malaffare e violenza, nonché le difficoltà di Lorenzo nel venirne a capo e nel raccontarle. Esiste ancora la possibilità di fare giornalismo d’inchiesta in Italia e qual è il prezzo che si deve essere disposti a pagare? “Deve esistere questa possibilità e in Italia, anche in un panorama sempre più inquietante, abbiamo degli esempi importanti di giornaliste e giornalisti che si impegnano, giorno dopo giorno, nel portare avanti inchieste scomode, non solo rispetto al potere politico, ma anche ai tanti potentati economici che condizionano la vita delle persone; spesso senza sparare un colpo di pistola, ma distruggendo le radici di quella pianta vitale che è la convivenza civile. Certo, chi decide di provare a scoperchiare il vaso di Pandora corre dei rischi, e gli esempi – anche drammatici – non mancano, ma proprio per questo di persone così dobbiamo essere orgogliosi e manifestare loro tutta la nostra riconoscenza.” Criminalità, corruzione, mancata sicurezza informatica. Quella che racconti è un’Italia distopica o reale? “Si tratta di un'Italia reale, purtroppo, e anche in questo caso gli esempi non mancano. Solo che, secondo me, troppo spesso la nostra indignazione viene orientata, ad arte, nella direzione sbagliata. Ingigantendo paure ancestrali e minimizzando (quando non nascondendo) fatti ed azioni che minano le basi stesse della democrazia. Basta passare un po' di tempo, con spirito critico, su un qualsiasi social network per averne la dimostrazione: si Tornando un po’ alla domanda iniziale, il protagonista Lorenzo è da un lato un eroe, ma dall’altro è anche una persona con molte ombre, con sensi di colpa e debolezze da domare. Come hai costruito il personaggio e, senza volere svelare nulla della vicenda e men che meno della conclusione del libro, alla fine ne esce sconfitto, vincitore o redento? “Io non credo che il protagonista della storia sia un eroe. Si tratta di un uomo che, ad un certo punto (quello di rottura, appunto) deve scegliere che strada percorrere. E lo fa, fino in fondo, consapevolmente. Costruire il personaggio è stato complicato, proprio perché non volevo farne un eroe, ma piuttosto provare a renderlo il più normale possibile, con pregi e difetti in bella mostra. Lorenzo Priore siamo noi, tutte e tutti noi. Persone buone e cattive insieme, coraggiose o codarde, generose o egoiste. Misericordiose e crudeli. Secondo me non è importante come da questa storia esce Lorenzo, io credo e spero che la sua parabola possa indurre qualcuno ad andare oltre la superficie delle cose che ci raccontano e da 'come' ce le raccontano. Ecco, in quel caso avrebbe vinto.” Il libro è proprio in questi giorni in uscita e la sua prima presentazione è alla Biblioteca comunale di Terni sabato 14 marzo alle ore 17. L’AUTORE – Marco Torricelli è nato a Narni (Tr) e vive a Terni. È stato operaio, commesso, venditore di aspirapolveri ed enciclopedie, proiezionista al cinema, insegnante supplente. E, per molti anni, giornalista. Raramente è stato disoccupato. Ha pubblicato “Un cuore d'acciaio – I giorni dell'orgoglio” (2004) e, con lo storico dell'arte Luca Tomìo, “Leonardo da Vinci – Le radici umbre del Genio” (2018) e “Leonardo da Vinci – Il genio che si è fatto uomo” (2018).
Autore: FRV NEWS MAGAZINE - Francesca Romana Nucci 3 marzo 2026
In attesa della quinta edizione di LetExpo, la fiera di riferimento per il trasporto e la logistica sostenibile organizzata da ALIS in collaborazione con Veronafiere (10-13 marzo 2026) , il Vice Presidente e Direttore Generale Marcello Di Caterina traccia un bilancio traccia un bilancio con FRV News Magazine del lavoro svolto al fianco del Presidente Guido Grimaldi. Un percorso che dura da oltre 9 anni, durante i quali Di Caterina ha operato in sinergia con il Presidente Guido Grimaldi per costruire un cluster che oggi rappresenta oltre 2.500 realtà aziendali e un fatturato aggregato di circa 160 miliardi di euro. La visione condivisa ha trasformato ALIS nel principale interlocutore istituzionale per l’intermodalità sostenibile, rendendo l’imminente appuntamento di Verona il cuore pulsante del dibattito su innovazione e transizione ecologica. La Partnership con Guido Grimaldi e la Storia di ALIS Dottor Di Caterina, Lei lavora al fianco del Presidente Guido Grimaldi da oltre 9 anni per la crescita di ALIS. Qual è il segreto di questa intesa professionale che ha permesso di trasformare un’intuizione coraggiosa nel cluster logistico più importante d’Italia? Non esiste un segreto, la nostra intesa professionale risiede in una profonda stima reciproca, nella condivisione di una visione strategica di lungo periodo e nella predisposizione al necessario sacrificio volto al raggiungimento di obiettivi che riteniamo importanti per il Paese. Il Presidente Grimaldi ha sempre dimostrato una straordinaria capacità di anticipare le dinamiche del comparto. Ed è grazie alla fiducia che mi è stata accordata sin dall’inizio che ho potuto fare la mia parte, lavorando per trasformare quella visione in relazioni istituzionali solide, in proposte imprenditoriali concrete e in una crescita organizzativa strutturata dell’Associazione. In questi anni così intensi con ALIS abbiamo dimostrato che il trasporto sostenibile non è fatto teorico, ma una vera leva per lo sviluppo di una politica industriale al servizio della competitività dell’Italia. Inizialmente ALIS nasce con l’obiettivo di promuovere e incentivare l’intermodalità come vera soluzione logistica. Oggi è una realtà più completa e trasversale che mantiene salda la propria mission iniziale implementandola con temi di assoluta rilevanza come la formazione e la crescita occupazionale; la semplificazione e digitalizzazione, l’Internazionalizzazione delle imprese. A mio avviso, oggi ALIS è un cluster che rappresenta l’economia reale del Paese. I n questi 9 anni di attività costante, ALIS è passata dai 40 soci fondatori agli attuali 2.500. Quali sono stati i momenti chiave di questo sviluppo e come sono cambiati gli obiettivi dell’Associazione ora che rappresentate 160 miliardi di fatturato aggregato? Siamo partiti il 17 ottobre 2016 con 40 soci fondatori e un’idea chiara ma controcorrente: che il mondo dei trasporti e della logistica potesse fare sistema, davvero, senza la burocrazia e le rendite di posizione che avevano storicamente indebolito la rappresentanza associativa in Italia. Oggi siamo oltre 2.500 realtà, oltre 511.000 lavoratori, 160 miliardi di fatturato aggregato e questo non è il risultato di una crescita anagrafica, ma di una scelta culturale precisa. I momenti chiave sono stati diversi, e non è un caso che ciascuno corrisponda a un cambio di paradigma. Il primo è stato il riconoscimento istituzionale e sociale di un comparto che in pochi riconoscevano come strategico ed essenziale. ALIS ha trasformato concetti tecnici in priorità di governo, portando al tavolo della politica nazionale ed europea non petizioni, ma dati, proposte operative e una voce unitaria. Il secondo è stata l’affermazione di ALIS come interlocutore stabile della politica: non ci presentiamo alle audizioni parlamentari a fare semplice presenza, andiamo a costruire soluzioni ed è una differenza enorme. Il terzo è la rappresentazione pubblica delle nostro iniziative. LET Expo ne è un esempio perché non è una fiera nel senso tradizionale, ma il luogo fisico in cui i grandi player italiani ed internazionali siedono allo stesso tavolo, parlano lo stesso linguaggio e costruiscono posizioni comuni. Questo è il valore che distingue ALIS da ogni altra forma di rappresentanza: l’orizzontale prima della verticale. I temi su cui ci battiamo (trasporto, logistica, energia, infrastrutture, digitalizzazione, normative europee) li affrontiamo con la compattezza di chi sa che oggi rappresentare aziende come Grimaldi, Amazon, Ita Airways, Leonardo, Trenitalia e tanti altri grandi gruppi non è un titolo, ma una responsabilità sistemica verso l’economia del Paese. Mancano pochi giorni alla quinta edizione di LetExpo. Dopo il record di 500 espositori dell’ultima edizione, quali saranno i temi portanti che porterete nei padiglioni di Verona, specialmente in termini di digitalizzazione e transizione energetica? Sì, Let Expo arriva alla quinta edizione con numeri che raccontano una traiettoria inequivocabile: circa 550 espositori, 65.000 metri quadrati di area espositiva e una presenza internazionale in crescita. Non si tratta solo di una fiera più grande, ma di una fiera più matura, che quest'anno mette al centro ciò che il settore non può più rimandare. Il filo conduttore sarà l'intelligenza artificiale e le tecnologie digitali applicate a trasporti e logistica: dall'ottimizzazione delle flotte e delle supply chain all'automazione dei processi, dall'analisi predittiva alla sicurezza operativa, con dimostrazioni tecnologiche live e applicazioni di realtà virtuale. Le aziende non verranno a Verona a presentare brochure: porteranno progettualità concrete, casi d'uso reali, soluzioni già operative. È la differenza tra parlare di innovazione e mostrarla. Accanto alla digitalizzazione, il dibattito si aprirà ai grandi scenari che ridisegnano le regole del gioco: dazi, nuove politiche protezionistiche, tensioni geopolitiche che stanno alterando rotte commerciali e catene di fornitura. Temi che impattano direttamente sulla competitività del Made in Italy e che meritano un'analisi di sistema, non reazioni frammentate. Torna anche quest'anno il padiglione dedicato allo Stato Maggiore della Difesa, che porterà a Verona assetti operativi, uomini e donne delle Forze Armate italiane: una presenza che non è mai solo celebrativa, ma sostanziale, pensata per costruire ponti concreti tra la logistica civile e quella militare e per aprire ai giovani una finestra su percorsi professionali e vocazionali che vanno ben oltre i confini del comparto tradizionale. È confermato anche il padiglione "ALIS per il Sociale", interamente dedicato al volontariato, all'inclusione e alla solidarietà, e cresce ulteriormente l'area di ALIS Academy con migliaia di studenti da tutta Italia. Perché una fiera di sistema, per essere credibile, deve avere radici nel Paese reale, nelle imprese, nelle istituzioni, nelle persone. LetExpo non è solo una fiera di settore, ma un ponte verso il futuro. Attraverso l’impegno di ALIS Academy , come intendete supportare quest’anno l’ingresso dei giovani in un comparto che oggi richiede competenze sempre più tecniche e specializzate? Il capitale umano è la vera infrastruttura strategica del Paese. Con ALIS Academy lavoriamo per ridurre in modo strutturale il mismatch tra domanda e offerta di competenze professionali, creando un collegamento diretto tra imprese, scuole, università e soprattutto ITS. Gli Istituti Tecnici Superiori, difatti, rappresentano oggi una formula vincente, con percorsi di studi altamente specializzanti e costruiti in stretta sinergia con le aziende, che rispondono in maniera puntuale ai fabbisogni reali del mercato del lavoro. La logistica moderna richiede competenze tecniche, digitali, ingegneristiche e gestionali e investire sugli ITS significa offrire ai giovani opportunità occupazionali concrete e, allo stesso tempo, garantire alle imprese professionalità immediatamente operative. È una scelta strategica per la competitività del sistema nazionale. A LetExpo rafforzeremo ulteriormente questo ponte tra formazione e impresa, con momenti dedicati all’orientamento, al recruiting e al confronto diretto tra studenti e manager. Dopo quasi un decennio di battaglie per l’intermodalità, quali sono le nuove frontiere che Lei e il Presidente Grimaldi intendete presidiare, specialmente nel dialogo con le istituzioni europee per difendere la competitività del sistema Italia? La nuova frontiera è quella in cui si gioca davvero la partita: Bruxelles. Dopo quasi un decennio di lavoro per affermare l'intermodalità come leva di politica industriale in Italia, oggi il punto critico si è spostato sul processo decisionale europeo, dove alcune scelte rischiano di vanificare anni di investimenti e risultati concreti. Il caso ETS è emblematico e lo diciamo con i numeri in mano: nel solo 2025 le nostre imprese hanno sottratto 5,6 milioni di camion dalle autostrade, trasferito 135 milioni di tonnellate di merci su mare e ferro, abbattuto 5 milioni di tonnellate di CO2 e generato 6,5 miliardi di euro di risparmio per le famiglie italiane. Eppure l'applicazione dell'ETS e del regolamento FuelEU Maritime esclusivamente al trasporto marittimo europeo sta producendo distorsioni concorrenziali gravissime, favorendo gli scali extra-UE e innescando un preoccupante back shift modale (il ritorno dei camion sulla strada) che rappresenta un salto indietro di trent'anni. A questo si aggiunge il rischio concreto di una doppia tassazione: quella europea già in vigore e quella internazionale IMO in arrivo. La nostra risposta non è ideologica ma propositiva: chiediamo con forza il potenziamento di Sea Modal Shift e Ferrobonus fino a 100 milioni annui, uno 0,01% del bilancio pubblico in cambio di milioni e milioni di tonnellate di CO2 in meno.  Sul fronte geopolitico, l'Italia come piattaforma naturale nel Mediterraneo deve trasformare la ridefinizione delle rotte globali in un'opportunità strategica, non subire passivamente i nuovi equilibri. L'Europa deve scegliere se essere protagonista o spettatore: noi abbiamo già scelto da che parte stare.
Autore: LANCIO D AGENZIA 3 marzo 2026
In corso controlli anche negli uffici della Fondazione An e alla redazione del 'Secolo d'Italia'. In precedenza altri due allarmi scattati vicino Palazzo Chigi e all'Altare della Patria per due trolley abbandonati Allarme bomba nella sede di Fratelli d'Italia in via della Scrofa. Secondo quanto riferito da fonti del partito, i locali sono stati evacuati. Sul posto polizia e Digos. Sul posto la polizia che sta ispezionando con i cani molecolari anche gli uffici della Fondazione An e la redazione del 'Secolo d'Italia'. Durante le operazioni sono state chiusi via della Scrofa e vicolo della Vaccarella. In precedenza altri due allarmi bomba poi rientrati erano scattati oggi a Roma per due trolley abbandonati in strada. Il primo nei pressi di Palazzo Chigi, davanti al negozio Zara, a Largo Chigi ha fatto scattare i controlli degli artificieri e la chiusura temporanea della strada l'allarme è poi rientrato dopo tutte le verifiche del caso. Gli artificieri sono intervenuti anche per il secondo trolley, abbandonato vicino all'Altare della Patria. Al termine dei controlli, che anche in questo caso hanno dato esito negativo, l'allarme è rientrato. Anche Piazza Venezia è stata chiusa al traffico per il tempo necessario alle operazioni.
Show More