Stretto di Hormuz, Meloni firma l’intesa con i grandi partner mondiali: “Garantire il passaggio sicuro delle navi”

FRV NEWS MAGAZINE • 20 marzo 2026

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 A margine dei lavori del Consiglio Europeo, il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha siglato una dichiarazione congiunta con i leader di Regno Unito, Francia, Germania, Paesi Bassi e Giappone per affrontare la crisi nello Stretto di Hormuz. L'obiettivo dell'intesa è la riapertura immediata dello snodo marittimo, attualmente bloccato dalle forze iraniane.


La posizione dei leader e l'allarme globale
Il documento condanna duramente le recenti aggressioni iraniane contro mercantili disarmati. I sei Paesi firmatari denunciano come il blocco della navigazione rappresenti una minaccia alla sicurezza internazionale, con conseguenze economiche che rischiano di colpire le fasce più deboli della popolazione mondiale. L'appello a Teheran è netto: interrompere subito l'uso di mine, droni e missili che ostacolano il commercio globale.


Il ruolo dell'Italia e l'egida ONU
La firma del Presidente Meloni sancisce l'impegno dell'Italia a difesa del diritto internazionale e della libertà di navigazione. Il Governo italiano ha però chiarito un punto fermo: qualsiasi intervento operativo dovrà avvenire sotto il mandato delle Nazioni Unite, sottolineando la natura multilaterale e diplomatica dell'iniziativa.



La precisazione della Difesa
In merito al dibattito politico interno, il Ministro della Difesa Guido Crosetto ha ribadito la linea dell'esecutivo: l'impegno italiano non riguarda una missione di guerra, ma la partecipazione a sforzi internazionali proporzionati per tutelare i traffici commerciali e la stabilità energetica.


Recent Posts

Autore: FRV NEWS MAGAZINE - Francesca Romana Nucci 2 agosto 2026
"Oggi Leonardo Maria Del Vecchio ha fatto visita all'ex compagna Sara Soldati, ricoverata da ieri al San Raffaele. Soldati, alla richiesta del padre di portare la piccola Bianca a casa sua, ha replicato che non era il caso. Ha però specificato che l'uomo poteva andare a trovare la bimba nella casa di via Gabba, dove sarebbe stata con la nonna materna. Mentre erano in ospedale lui era d'accordo. Poi è uscito e, probabilmente consigliato da qualcuno, ha cambiato idea. Ma l'accordo c'era, un accordo verbale tra le parti. E a riprova di questo c'è l'e-mail inviata alle 15.12 dall'avvocato Eramo ai legali di Del Vecchio in cui glielo comunica". Così all'Adnkronos Annamaria Bernardini de Pace, avvocato della donna ricoverata, risponde alle accuse dei legali dell'imprenditore-editore riguardo agli ultimi sviluppi della controversia per l'affidamento della bambina. Il provvedimento del giudice ignorato "Del Vecchio ha rinunciato ad andare dalla figlia insistendo sul fatto che voleva portare la bambina a casa sua. Ma esiste una pronuncia del giudice che non si deve ignorare. C'è un provvedimento di collocamento esclusivo della bambina presso la madre fino al 10 agosto. Questo consente al padre di sentirla solo per pochi minuti al giorno in videochiamata. Videochiamata che lui, fino ad oggi, non ha mai fatto. Oggi avrebbe potuto passare alcune ore con la figlia invece di videochiamarla ma ha rinunciato, perché ha prevalso l'idea che deve 'vincere'. Ma si tratta della vita di una bambina, non c'è un avvocato che deve vincere ma un figlio". La ricostruzione del ricovero e la smentita sulla sicurezza della bambina Bernardini de Pace ricostruisce quindi quanto avvenuto nelle ultime ore. "Soldati si è sentita male in Sardegna. È stata visitata a Porto Cervo dove le hanno detto che era grave e doveva farsi curare in un ospedale più attrezzato. Io a quel punto mi sono attivata per farla ricoverare al San Raffaele di Milano. Qui mi sono premurata di trovarle non una stanza qualunque ma una suite dove potessero stare la mia assistita e la bambina insieme alla nonna. Questo perché, visto che Del Vecchio pretende che dovunque ci sia la figlia siano sempre presenti delle guardie di sicurezza, e non potendo la mia assistita in quelle condizioni occuparsi di trovare un servizio di sorveglianza, l'ospedale era il posto più sicuro dove farle passare la notte. Bianca non ha passato la notte in un trasportino come affermano i legali di Del Vecchio, ma in un lettino comodo tutto per lei. Lo ha potuto constatare lo stesso Del Vecchio quando oggi ha visto la bambina in ospedale. Poi, una volta predisposta la sicurezza, la piccola è stata portata a casa. Non solo: la bambina ha sempre avuto con sé tutte le sue cose. La mamma è venuta via dalla Sardegna con i soli vestitini e oggetti di Bianca". La replica sulla querela ai legali di Del Vecchio Quanto alla querela evocata da parte dei legali di Del Vecchio, Domenico Aiello e Daniela Missaglia, la legale lancia la sua contromossa. "Quando verificherò che è vero che mi hanno denunciato, risponderò con la difesa dell'avvocato Davide Steccanella, che è uno dei migliori avvocati che esistono in Italia.  Comunque non mi risulta che mi abbiano denunciato. Gli avvocati dovrebbero combattere ad armi pari e non cercando di abbattere gli avversari con le querele, un comportamento che trovo imbarazzante".
Autore: FRV NEWS MAGAZINE - Francesca Romana Nucci 2 agosto 2026
Sta sollevando un’ondata di aspre polemiche la decisione del Presidente del Governo spagnolo, Pedro Sánchez, di pubblicare sui propri canali social la "playlist musicale" delle sue vacanze estive. L'iniziativa mediatica è giunta nelle stesse ore in cui l'enclave di Ceuta si trova a gestire una drammatica e complessa crisi migratoria, riaccendendo il dibattito sulla presenza e la costante attenzione che i leader politici devono garantire ai cittadini nei momenti di massima emergenza. Il Premier spagnolo, arrivato a Lanzarote insieme alla moglie Begoña Gómez per un periodo di riposo nella residenza di La Mareta, ha condiviso un video su Instagram definendo la sua selezione musicale come "piuttosto eclettica". Tra i brani inseriti nella lista spiccano tracce come "El Baifo" di Quevedo, "SS26" di Charli XCX e "Tantas Cosas" di Melani. La scelta della tempistica ha scatenato l'immediata reazione delle opposizioni politiche e degli utenti sul web. Il post è stato infatti pubblicato all'indomani della visita istituzionale dello stesso Sánchez a Ceuta, dove la pressione migratoria e gli arrivi record di queste settimane stanno mettendo a dura prova le strutture di accoglienza e la sicurezza del confine. Il contrasto tra la gestione dell'emergenza e i contenuti leggeri pubblicati dal premier ha spinto l'opinione pubblica a riflettere sul senso di responsabilità istituzionale e sulla costante reperibilità dei capi di governo di fronte alle crisi nazionali.
Autore: AGENZIA DIRE 2 agosto 2026
Il bilancio è di dieci edifici inagibili e 144 nuclei familiari sgomberati NAPOLI – La direttrice dell’Ingv Osservatorio Vesuviano, Lucia Pappalardo, ha comunicato la chiusura dello sciame sismico alle 11:59 odierne. È questo uno degli elementi comunicati dalla Prefettura di Napoli dove oggi, presieduto dal prefetto Michele di Bari, si è riunito il Centro coordinamento soccorsi, al quale hanno partecipato, tra gli altri, anche il presidente della Regione Campania Roberto Fico ed il vescovo di Pozzuoli e di Ischia, monsignor Carlo Villano, per un aggiornamento sugli interventi dopo la scossa bradisismica di magnitudo 4.7 del 31 luglio scorso con epicentro a Pozzuoli in zona Solfatara. La Asl Napoli 2 Nord ha riferito sullo stato di salute delle 5 persone ricoverate dopo l’evento sismico che risultano in miglioramento. Proseguono gli interventi dei Vigili del fuoco, le cui squadre sono state rafforzate con personale proveniente dai Comandi delle province della regione; ad oggi sono stati eseguiti complessivamente 86 interventi ed altri 130 sono in coda. Tra questi anche la messa in sicurezza della chiesa di San Francesco d’Assisi e Sant’Antonio da Padova in via Pergolesi a Pozzuoli. Risultano dichiarati inagibili dai Vigili del fuoco 10 edifici e 7 attività commerciali con l’allontanamento di 144 nuclei familiari, la maggior parte dei quali ha trovato autonoma sistemazione. Risultano infatti accolte presso il Palatrincone 88 persone, di cui 17 minori. La Regione Campania ha anche assicurato l’attivazione del residence dell’Ospedale del Mare e degli ospedali di comunità per l’assistenza alle persone fragili. Ancora, al termine della riunione è stato comunicato che Federalberghi, in convenzione con la Regione Campania, ha messo a disposizione alcune strutture alberghiere. Il Porto di Pozzuoli è in attività già dalla serata di ieri e questa mattina è ripreso regolarmente il traffico marittimo verso le isole di Ischia e Procida. Nel corso dell’incontro particolare attenzione è stata dedicata alla galleria chiusa della Cumana, nella tratta Bagnoli – Torregaveta, per la quale la Regione Campania, attraverso l’EAV, sta predisponendo appositi sopralluoghi per verificare costantemente lo stato della situazione, poiché al momento quella tratta ferroviaria resta chiusa, con un servizio sostitutivo su gomma. Sono state anche avviate le verifiche sugli edifici scolastici di competenza di Città metropolitana presenti sul territorio di Pozzuoli per la programmazione degli interventi da effettuare prima dell’inizio dell’anno scolastico. Dalla Prefettura informano inoltre che proseguono i servizi antisciacallaggio da parte delle forze di polizia a tutela delle abitazioni degli sfollati.
Autore: AGENZIA DIRE 2 agosto 2026
Coinvolti un pullmann, un camper e 3 automobili ROMA – Grave incidente sulla strada statale 79 ‘Ternana’ al confine tra Lazio e Umbria, all’altezza del Lago di Ventina. Coinvolti un pullmann, un camper e 3 automobili. Il bilancio al momento è di cinque morti, tre persone in codice rosso trasportate in elicottero dal 118 e 24 feriti tra codici gialli e verdi. Stando a quanto riporta Rai News, il pullman avrebbe centrato in pieno un camper causando la morte di tutte le persone che si trovavano a bordo.
Autore: AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamento Ore: 17.46 2 agosto 2026
La petroliera, partita il 16 luglio dal porto di Cotonou, in Benin, e diretta a Istanbul, è stata intercettata a ovest di Pantelleria ROMA – Questa mattina, la Nave Thaon di Revel, ammiraglia dell’Operazione EUNAVFOR MED IRINI, missione dell’Unione europea nel Mediterraneo, ha effettuato un controllo sulla petroliera Toa Payoh, sottoposta a sanzioni dell’Unione europea e appartenente alla cosiddetta ‘flotta ombra’ russa, per verificarne la nazionalità, che per le navi è determinata dalla bandiera che sono autorizzate a battere. Lo fa sapere il ministero della Difesa. La Toa Payoh naviga dichiarando bandiera del Camerun. CROSETTO: CONTRIBUTO ITALIANO A SICUREZZA MEDITERANNEO “Desidero complimentarmi con il personale di Nave Thaon di Revel e con tutti i militari coinvolti nell’operazione per la professionalità, la preparazione e la fermezza dimostrate. Anche questa attività testimonia concretamente il contributo dell’Italia alla sicurezza del Mediterraneo e all’azione dell’Unione europea”, ha dichiarato il Ministro della Difesa Guido Crosetto. La petroliera, partita il 16 luglio dal porto di Cotonou, in Benin, e diretta a Istanbul, è stata intercettata a ovest di Pantelleria. Il comandante della petroliera, inizialmente, non ha fornito la collaborazione richiesta. Una squadra di militari italiani ha quindi raggiunto la nave con un elicottero di Nave Thaon di Revel e ha effettuato i controlli previsti. L’attività, svolta con il supporto di una nave greca e di un aereo da pattugliamento polacco, è durata circa due ore e si è conclusa regolarmente e in piena sicurezza. L’operazione, condotta in acque internazionali nell’ambito del mandato europeo, si è svolta nel pieno rispetto dell’articolo 110 della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS), che consente a una nave militare, in presenza delle condizioni previste, di procedere alle verifiche necessarie sulla nazionalità di un mercantile e sulla bandiera che è autorizzato a battere. Sono in corso le verifiche sulle informazioni e sulla documentazione acquisita durante il controllo.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 2 agosto 2026
Si è spento Mattia Maestri, il bambino di Coredo (Trento) che dal 2017 versava in uno stato vegetativo permanente. All'età di quattro anni, il piccolo aveva contratto una gravissima infezione da Escherichia coli (SEU) dopo aver consumato un formaggio a latte crudo contaminato. La notizia del decesso è stata comunicata dal padre, Giovanni Battista Maestri. In questi anni la famiglia ha trasformato il dramma in una battaglia civile. Il padre ha infatti fondato un’associazione per sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sui rischi legati al consumo di prodotti caseari non pastorizzati in età pediatrica. La vicenda giudiziaria parallela si era conclusa con la condanna per lesioni colpose gravissime dei responsabili del caseificio sociale di Coredo. Si esprime il più profondo cordoglio alla famiglia Maestri. La scomparsa di Mattia rinnova l'urgenza di potenziare i controlli sulla filiera alimentare e di promuovere un'informazione trasparente per proteggere la salute dei consumatori più piccoli.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 2 agosto 2026
Si registrano i primi parziali segni di ritorno alla normalità a Pozzuoli dopo la forte scossa di terremoto che ha colpito l'area dei Campi Flegrei. Le autorità locali comunicano che, a seguito del completamento delle verifiche strutturali urgenti, il porto di Pozzuoli è stato ufficialmente riaperto al traffico marittimo in data odierna. Permane invece una situazione critica per il tessuto economico e logistico della città: il mercato ittico resta chiuso. Lo stop prolungato della struttura sta provocando ingenti danni al commercio locale e alla filiera ittica della zona. Sul fronte dell'emergenza abitativa, la situazione rimane complessa con centinaia di cittadini costretti a lasciare le proprie abitazioni a causa dei danni e delle verifiche di inagibilità ancora in corso sugli edifici colpiti. Le istituzioni e i tecnici continuano a monitorare costantemente l'evoluzione del fenomeno bradisismico per garantire la sicurezza della popolazione.
Autore: AGENZIA DIRE ORE: 12.08 2 agosto 2026
La giornata in ricordo dell'attentato del 1980 in cui persero la vita 85 persone e 200 feriti. Prima il corteo, poi il palco allestito in piazza Medaglie d'oro BOLOGNA – “Per noi è la più importante giornata nella storia della nostra città: il 2 agosto 1980 abbiamo perso 85 persone, ci sono stati oltre 200 feriti. E’ stata una giornata di morte, ma anche l’inizio della speranza, Bologna ha raccolto le sue maceria e da allora la nostra storia è cambiata”. Così il sindaco di Bologna Matteo Lepore, aprendo stamane la cerimonia per l’anniversario della strage incontrano i famigliari delle vittime nel cortile di Palazzo D’Accursio, presente anche il sottosegretario del Viminale Nicola Molteni. Per il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, “hanno fatto male i conti, sia i terroristi di 46 anni fa, sia quelli che oggi continuano con i depistaggi, perché i bolognesi sono ancora qui, ci sono ancora i familiari delle vittime, il Comune di Bologna e tante persone che amano questa città, proprio perché la partecipazione e la presenza nei momenti importanti è la nostra identità”. Ribadisce il concetto il primo cittadino, appena sceso dal palco del 2 agosto in stazione. Interpellato poi dai cronisti sul fatto che non sia arrivato ancora nessun messaggio per l’anniversario della strage dalla premier Giorgia Meloni, che e’ invece intervenuta prontamente altre volte per criticarlo, Lepore spegne ogni polemica: “Io credo che i bolognesi e i cittadini italiani abbiano tutti gli strumenti per poter giudicare e penso questo sia molto importante: nei momenti importanti del nostro paese come è stato l’ultimo referendum sulla Costituzione. Abbiamo visto che al di là delle false notizie, delle dichiarazioni di comodo, poi gli italiani amano la libertà e la democrazia”. “A differenza delle intenzioni di chi ha organizzato l’attentato, la nostra democrazia oggi è più forte. Il nostro corteo di oggi è uno dei pilastri più importanti della nostra democrazia”, ha aggiunto ancora Lepore, che prima di iniziare, tra i saluti di rito, ha chiesto anche un applauso alle forze dell’ordine “per cio’ che fanno per noi ogni giorno”. FAMIGLIA FAKIR IN CORTEO CON LE ISTITUZIONI Hanno sfilato anche i familiari di Abderrahim Fakir assieme al sindaco Matteo Lepore e alle istituzioni al corteo. Ci sono la nipote Yossra e la sorella, subito dietro il sindaco, il presidente della Regione, Michele de Pascale e il sottosegretario agli Interni, Nicola Molteni. Due ali di folla hanno accolto il passaggio del corteo, con applausi e grida di incitamento al sindaco, sotto scorta per aver ricevuto minacce on line. “Ci sono tantissime persone oggi in corteo: è una grande giornata di partecipazione democratica che fa bene al cuore e tiene unita la città”, ha detto lo stesso primo cittadino ai microfoni di E’tv. C’era anche la sindaca di Genova, Silvia Salis: in fascia tricolore, la prima cittadina di Genova sfila lungo il corteo. “È la prima volta che vengo ed era importante come sindaca di Genova essere qua e non abbiamo voluto mancare col nostro gonfalone”, spiega alla Dire, imboccando piazza Medaglie d’oro, dove è stato allestito il palco per la cerimonia di ricordo delle 85 vittime e degli oltre 200 feriti dell’attentato. “Possono sempre essere le 10.25 in questo paese, quindi non bisogna dimenticarsi di ricordare quello che è stato”, ha affermato Salis. SCHLEIN: “NON PERMETTEREMO SI RISCRIVA STORIA” A ricordare i 46 anni “dalla infame strage neofascista” c’è a Bologna anche la segretaria Pd Elly Schlein. “Vedo moltissimi sindaci e amministratori da tutta Italia. È una bella risposta”, dice Schlein arrivata nel cortile di palazzo D’Accursio per l’incontro coi famigliari. “Siamo e continueremo a essere a fianco dell’associazione dei familiari delle vittime che da 46 anni lottano per fare emergere tutta la verità e non consentiremo che si provi a riscrivere la storia. La storia che è fissata sulle sentenze ottenute anche in questi anni, grazie al lavoro dell’associazione dei familiari delle vittime, della Procura generale di Bologna, a cui dobbiamo tanta riconoscenza per essere arrivati fino in fondo nella richiesta di verità e giustizia anche nel processo sui mandanti”. La dem sottolinea che è “scritto in quelle sentenze che è stata una strage di matrice neofascista con un intento eversivo e portata avanti anche insieme ad apparati deviati. Ora bisogna che a partire da quelle sentenze che devono essere pubblicate e studiate a fondo, si prosegua nella ricerca della verità e negli approfondimenti necessari, come anche oggi hanno chiesto i familiari delle vittime”. I famigliari, sottolinea poi la segretaria, “hanno ragione anche a chiedere che ci siano tutte le risposte a loro dovute con la piena attuazione della legge sulle vittime. Quindi continueremo a insistere insieme a loro in questa direzione perché la verità è un diritto anzitutto dei familiari delle vittime, ma un diritto di tutte le cittadine e di tutti i cittadini italiani. Noi andremo avanti”. L’ASSOCIAZIONE DEI FAMIGLIARI DELLE VITTIME: “NON BASTA CHE PREMIER DICA ‘BUIA’, È PAGINA NERA NEOFASCISMO” “Da ogni presidente del Consiglio, ci aspettiamo un approccio rigoroso e onesto. Oltre a definire buia la strage del 2 agosto, va trovato il coraggio di dire non solo che è ‘buia’, ma che è qualcosa di più: che è la pagina più nera del neofascismo italiano e dei pezzi dello Stato che tradirono la Repubblica”. È il monito del presidente dell’associazione dei familiari delle vittime della strage di Bologna, Paolo Lambertini, nel suo primo discorso dal palco di piazza Medaglie d’oro, dopo aver preso il testimone da Paolo Bolognesi. “Un coraggio che deve trovare coerenza nei fatti. E tra i fatti va messo in evidenza il lavoro di desecretazione di tutti i documenti sullo stragismo e il terrorismo, Gladio e la P2. Prima Prodi, poi Renzi, poi Draghi hanno emanato direttive a questo scopo. Ed è iniziato un duro lavoro per attuarle, anche grazie all’attività del Comitato che da dieci anni, con fasi alterne, inciampi e conquiste, si impegna per rendere la documentazione accessibile a tutti”, ricorda Lambertini. “Molto è stato fatto, ma le criticità sono numerose: interi archivi sono scomparsi, come quello del ministero dei Trasporti che è stato il più coinvolto negli attentati degli anni ’80: treni, aerei, stazioni ferroviarie. Per questo è stata appena istituita una commissione di indagine amministrativa che dovrà fare chiarezza sul buco enorme nella documentazione dello stesso Ministero proprio per gli anni coevi alle stragi. Le carte non spariscono da sole”, scandisce. “E noi vogliamo che venga fatta chiarezza su questa enorme lacuna di una importante amministrazione dello Stato che ha l’obbligo di conservare al meglio i propri archivi”, conclude. “CONTINUI TENTATIVI DI REVISIONISMO” “Nonostante gli esiti giudiziari e i meticolosi accertamenti che le sentenze contengono, ancora oggi a 46 anni di distanza, assistiamo a continui tentativi di revisionismo e di disinformazione – ha ricordato – Paolo Lambertini, nel suo intervento dal palco. I tentativi di riscrivere la storia del 2 agosto “hanno come obiettivo quello di ‘normalizzare’, nel dibattito pubblico e nella società, le posizioni di stragisti quali Gilberto Cavallini. Come se si trattasse di detenuti comuni e non di eversori dell’ordine democratico. Come se lo stragismo fosse considerabile un reato qualsiasi, anziché un attentato alla nostra democrazia e alla libertà collettiva”, ha aggiunto Lambertini da piazza Medaglie d’oro. Ultimi in ordine di tempo, lo sciopero della fame e la maratona oratoria negli ultimi mesi per “sensibilizzare” l’opinione pubblica e le istituzioni sul tema della carcerazione in isolamento diurno di Cavallini sono “l’ennesima iniziativa pubblica di sostegno ad un esponente dello stragismo neofascista che ha trovato il solerte supporto di parlamentari, non solo della destra, e giornalisti. Tutti storici o giudici improvvisati, che continuano a negare le evidenze dei dati di realtà, emersi da decenni di inchieste della magistratura e dalla imponente mole di documenti raccolti’, ha sostenuto Lambertini.
Autore: Redazione 2 agosto 2026
Secondo grande test internazionale per la nuova Atalanta di Maurizio Sarri. Oggi, domenica 2 agosto 2026 alle ore 15:00, i nerazzurri scendono in campo allo stadio De Kuip di Rotterdam per affrontare gli olandesi del Feyenoord. Dopo il successo per 3-2 contro l'Arezzo, il tecnico toscano cerca nuove conferme tattiche e risposte importanti dal gruppo in vista dell'imminente inizio del campionato. Dove vedere la partita Il match sarà visibile in esclusiva in diretta streaming e on-demand su DAZN. Gli appassionati potranno seguire la sfida scaricando l'applicazione su smart TV, smartphone, tablet e console di gioco, oppure collegandosi al sito ufficiale tramite PC. Le probabili formazioni in campo Sarri si affida al suo collaudato 4-3-3 inserendo Raspadori e Scamacca nel tridente offensivo, mentre il Feyenoord risponde con il 4-2-3-1 guidato in panchina da Van Bronckhorst. [ 1 ] FEYENOORD (4-2-3-1): Ernst; Read, St Juste, Marmol, Vanhoutte; Kraaijeveld, Zechiel; Van Persie, Valente, Borges; Ferri. All. Van Bronckhorst ATALANTA (4-3-3): Carnesecchi; Bellanova, Scalvini, Djimsiti, Zappacosta; Ederson, de Roon, I. Sulemana; Cassa, Scamacca, Raspadori. All. Sarri
Autore: Redazione 2 agosto 2026
Il Presidente Usa, 'ora rapido accordo su Hormuz e stop minaccia nucleare' Il Presidente americano Donald Trump ha detto di aver "accettato di ritirare l'attacco" sull'Iran su richiesta di Teheran "e di altri Paesi del Medio Oriente" a patto che si arrivi "ad un rapido accordo" sulla "totale apertura dello Stretto di Hormuz e sulla fine della minaccia nucleare da parte dell'Iran".
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