DALL’ANIMA DI NAPOLI AL TETTO DEL MONDO: IL RISCATTO DI UN POPOLO NELLA VOCE DI SAL DA VINCI
IL TRIONFO DI SAL DA VINCI A SANREMO 2026
"Questa è la vittoria di chi non smette mai di crederci, di chi viene dal basso e porta con sé le proprie radici ovunque vada."
Con queste parole, un commosso Sal Da Vinci ha sollevato il Leone d'Oro sul palco dell'Ariston, dedicando il successo del brano "Per sempre sì" alla donna che è stata la sua bussola per oltre trent'anni: la moglie Paola, conosciuta quando lui era solo un quindicenne con grandi sogni.
Da New York al tetto d'Italia: Un viaggio lungo una vita
La storia di Salvatore Michael Sorrentino, in arte Sal Da Vinci, sembra scritta per un film. Nato quasi per destino a New York il 7 aprile 1969 durante una tournée del padre Mario, Sal ha respirato l'odore del palcoscenico prima ancora di imparare a camminare.
Il debutto precoce: A soli 7 anni, nel 1976, incideva già il suo primo brano, “Miracolo ’e Natale”, dando inizio a una carriera precocissima nel segno della tradizione napoletana.
Il cinema e la fede: Dai set cult con Carlo Verdone e Alberto Sordi in “Troppo forte”, fino all'emozione indescrivibile di cantare davanti a 450.000 persone per Papa Giovanni Paolo II nel 1995.
La rinascita pop: Dopo il boom globale di “Rossetto e Caffè” nel 2024, che ha dominato le classifiche digitali (Dati Spotify Italia), il ritorno a Sanremo dopo 17 anni segna la consacrazione definitiva.
"Vincere con 'Per sempre sì' significa celebrare l'amore che resiste al tempo," ha dichiarato l'artista. "Lo dedico a Paola, che mi ha preso per mano a 15 anni e non mi ha più lasciato, e alla mia Napoli, che mi ha insegnato la dignità del lavoro e la forza della passione."
Sal Da Vinci non ha solo vinto un Festival; ha dimostrato che la coerenza e il talento, se coltivati con umiltà, portano sempre al traguardo più alto.
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