Autore: AGENZAI DIRE Ultimo aggiornamento ORE: 19.23
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14 ottobre 2026
Le Parole della premier nel corso delle comunicazioni in aula ROMA – L’intervento della Presidente del Giorgia Meloni alla Camera prima del Consiglio europeo, in diretta. 19:21 – Conte: “Veniamo alle spese militari: ha contestato che ho aumentato le spese militari? Certo, non l’ho mai negato, siamo arrivati all’1,4-1,5%, non certo al 2. Lei il 2 l’ha superato e ha firmato per il 5% a spese degli italiani! Si ricordi che molte di quelle spese sono state aggiuntive durante la pandemia per i nostri militari, che hanno difeso e protetto gli italiani per strada, negli ospedali durante la pandemia. Mentre voi eravate i disertori! I disertori della patria durante la pandemia! Abbia rispetto almeno per i nostri militari! Prima ha chiesto: come mai le forze di opposizione non sottoscrivono la seconda risoluzione? Eh, pensate di esser furbi in maggioranza! Non la sottoscriviamo perché a un certo punto addirittura scrivete che il governo italiano si è costantemente impegnato per porre fine al conflitto tra Russia e Ucraina. Ma quando? Durante la telefonata coi due comici?”. 18:50 – “Lei detto che non abbiamo proposte, ne abbiamo tante ma lei fa orecchie da mercante”. Lo dice il leader M5s, Giuseppe Conte, in Aula alla Camera. “Lei si vanta di essere stabile ma come mai nei passaggi importanti lei sta sempre nella carrozza di coda, a firmare tutto quello che arriva?”. 18:20 – “Abbiamo dei partiti dell’opposizione che quando veniamo qua ci accusano di non fare abbastanza sulle rinnovabili e poi, quando tentiamo di fare di più sulle rinnovabili, i governi delle Regioni ci bloccano la possibilità di fare di più sulle rinnovabili. Mi piacerebbe sapere quale sia la posizione tanto del Pd quanto del Movimento 5 Stelle, perché è quello che sperimentiamo ogni giorno”. 17:56 – “Sul tema del gas russo io riporto quello che è già stato in varie occasioni spiegato da me e ancora meglio di me dall’amministratore delegato di Eni Descalzi: il gas russo non costa meno agli italiani, costa meno ai russi che è una cosa diversa. Immagino che lei sappia che il prezzo del gas in Europa è stabilito dalla borsa olandese del TTF e quando arriva viene venduto a un unico prezzo, anche negli anni di maggiore importazione del gas russo in Italia la componente russa è stata inferiore al 40 per cento del totale, significa che il prezzo era stabilito prevalentemente da altri fornitori, quindi una nuova importazione di gas russo non comporterebbe una riduzione del prezzo almeno non per diversi anni”. La premier in particolare si è rivolta alla deputata di Futuro Nazionale, Laura Ravetto, parlando di “campo larghissimo” e chiedendo: “Se nel reiterare questa proposta” di importare il gas russo “non si stanno difendendo gli interessi italiani, quali sono gli interessi che si stanno difendendo? Se difendete interessi non italiani non mi fate la morale”. “Sull’Ucraina, al Senato noi abbiamo presentato una risoluzione molto snella, molto asciutta, che chiede di sostenere una tregua energetica tra Russia e Ucraina e quindi la conseguente cessazione degli attacchi russi alle centrali elettriche ucraine e degli attacchi ucraini alle raffinerie russe. Il campo largo ha abbandonato l’aula per non far deliberare la votazione e mi chiedo se alla Camera farete la stessa cosa e mi chiedo perché” 17:55 – “Io sono certa che il cambio di posizione in finale di legislatura sia genuino e non sia, diciamo così, determinato dal rischio di una mancata rielezione nei partiti nei quali eravate stati rieletti, ma in questo caso sarebbe più credibile se rassegnaste le dimissioni e vi ricandidaste con le nuove tesi che sostenete. In tutti gli altri casi siamo di fronte a uno dei tanti casi di trasformismo che abbiamo visto nella storia parlamentare e mi perdonerà se questo rende le sue argomentazioni per me meno interessanti”. Lo ha detto Meloni, rispondendo in Aula a Laura Ravetto di Futuro nazionale. 17:54 – “Quello che stiamo facendo sull’Ucraina è quello che c’è scritto nel nostro programma con cui ci siamo presentati nel 2022 e siamo stati eletti”. 17:49 – “Collega Provenzano, vorrei sapere che cosa intendeva quando ha detto che io non sono andata non so a quale vertice perché Trump non mi vezzeggiava. Ora, vede, vezzeggiare significa trattare qualcuno con carezze e moine. Allora, io non so come devo interpretare questo atteggiamento… perché è una cosa non essere d’accordo con la mia linea politica ma io sono una persona che fa politica da 35 anni e non sono arrivata dove sono arrivata con le carezze e con le moine. Ci sono arrivata combattendo, ci sono arrivata con le mie idee, ci sono arrivata dimostrando il mio valore, ci sono arrivata con il consenso dei cittadini e lei non utilizzerebbe questo tono con un collega maschio, collega Boldrini”. “Mi pare il caso che cominciamo a fare i conti con una certa misoginia che ha impedito infatti alla sinistra in Italia di consentire alle donne di arrivare dove meritavano“, conclude Meloni. 17:47 – “Il Piano Mattei è ingiustamente criticato dalle opposizioni, ma credo che l’Italia lo dovrebbe portare avanti anche quando questo governo non ci sarà più”. 17:46 – “Se parliamo di imperialismo americano, penso anche che ci dobbiate dire qual è, nel caso in cui tornate al governo, la posizione dell’Italia rispetto all’Alleanza Atlantica; se ritenete che l’Italia debba abbandonare l’Alleanza Atlantica o se ritenete invece di no, perché non credo si possa stare con un piede in tutte le scarpe”. Così la presidente del Consiglio riferendosi al pentastellato Riccardo Ricciardi. 17:46 – “Sono certa che voi sareste in grado di fare meglio e portare la pace, ma prima di provare a mettere d’accordo Putin e Trump provate a mettere d’accordo Magi e Fratoianni in un’unica risoluzione…”. 17:44 – “Se l’Unione europea concentrasse le sue energie sulle grandi questioni in cui gli Stati nazionali non competono da soli sarebbe più facile trovare convergenze”. “Se noi vogliamo un’Europa tentacolare che entri nella nostra vita e decida tutto della nostra vita, e io la considero una ricchezza. le nazioni europee molto diverse tra loro e credo che questa specificità vada valorizzata, è più difficile trovare delle convergenze”. “Provenzano dice ‘noi siamo al fianco dell’Ucraina’. Non deve dirlo a me, temo che debba dirlo da quelle parti… Sono quattro anni che questo governo ha una posizione chiara nei confronti dell’Ucraina, mi pare che oggettivamente i problemi siano da un’altra parte”. Così Giorgia Meloni, durante le repliche alla Camera. In mattinata Meloni aveva parlato a lungo nel corso delle comunicazioni al Senato. “La questione che oggi pesa più di tutto sulla competitività della nostra economia è il costo dell’energia. Lo abbiamo detto molte volte: non possiamo chiedere alle imprese europee di competere con i grandi attori globali e, allo stesso tempo, accettare che paghino strutturalmente l’energia molto più dei loro concorrenti. Né possiamo perseguire la transizione ambientale al prezzo della nostra base industriale. La decarbonizzazione non può essere deindustrializzazione. A maggior ragione nell’attuale quadro geopolitico”. “Le tensioni sulle principali rotte commerciali e sulle catene di approvvigionamento incidono sulla sicurezza e sul prezzo dell’energia e dei carburanti. Aumentano i costi di trasporto e assicurazione e, alla fine, si scaricano sulle bollette, sul carrello della spesa e sui conti delle imprese. neando che “l’interesse nazionale si difende contribuendo a indirizzare le scelte che ci riguardano e non a subirne le conseguenze”. Nel suo intervento, la premier ha posto l’accento sulla concretezza dell’azione politica europea, focalizzandosi in particolare sul tema dell’energia: “Non ci interessa una riga da scrivere sotto un accordo, vogliamo lavorare in Europa per avere bollette più leggere per famiglie e imprese”. Meloni ha inoltre ribadito la centralità della protezione dei cittadini rispetto a impostazioni burocratiche o obsolete: “Non siamo qui per difendere le regole dalla realtà, ma i cittadini dalle regole sbagliate”. MELONI: INTERESSE NAZIONALE SI DIFENDE INDIRIZZANDONE SCELTE NON A SUBIRLE “Quello che accade fuori dai nostri confini incide sempre di più nella nostra vita quotidiana e mette alla prova la capacità del nostro Paese di difendere la propria prosperità e sicurezza”. Lo ha dichiarato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso delle comunicazioni in aula del Senato in vista del prossimo Consiglio europeo, sottolineando che “l’interesse nazionale si difende contribuendo a indirizzare le scelte che ci riguardano e non a subirne le conseguenze”. UE. MELONI: PER IMPRESE CONCORRRENZA GLOBALE SEMPRE PIÙ AGGRESSIVA Richiamando l’azione dell’esecutivo, la presidente del Consiglio ha ricordato il lavoro svolto per raggiungere un accordo in ambito G7, che ha previsto il rilascio sui mercati di un significativo quantitativo di carburante per prevenire il rischio di un blocco delle esportazioni americane, potenzialmente in grado di impattare pesantemente sulle economie. Da qui la necessità di un cambio di passo a livello comunitario: “Serve il coraggio di guardare a ciò che possiamo fare noi, in Europa. A partire dalla cosa più scontata: evitare che regole pensate in un contesto completamente diverso da quello che viviamo finiscano oggi per aggravare gli effetti delle crisi che stiamo attraversando”. La premier ha evidenziato come le imprese affrontino una concorrenza globale sempre più aggressiva e come “ogni costo in più che l’Europa impone a sé stessa è un vantaggio che regala ai suoi concorrenti”, avvertendo che “il tempo per correggere la rotta non è infinito. È su questo che l’Italia ha concentrato il proprio lavoro”. UCRAINA E POSIZIONE DEL GOVERNO La Russia ha avviato una nuova campagna d’autunno, colpendo duramente la popolazione civile e le infrastrutture – tra centrali elettriche, condomini e ospedali – con l’obiettivo di piegare il popolo ucraino attraverso il terrore, il freddo e il buio. Per Meloni, i fatti smentiscono la propaganda del Cremlino: lo stallo sul campo è il risultato del coraggio degli ucraini e del sostegno dell’Occidente, e rappresenta l’unico strumento efficace per spingere la Russia a un tavolo negoziale. “Il sostegno all’Ucraina non è l’alternativa alla pace: è ciò che la rende possibile. Se l’aggressore può puntare alla resa dell’avversario, che bisogno ha di negoziare? Solo che la resa non è pace, è conquista”. L’indirizzo del governo non cambia: supporto a Kiev, pressione su Mosca, attenzione ai civili e unità euro-atlantica. L’Italia sostiene inoltre una tregua sulle centrali energetiche, ringraziando Zelensky per la disponibilità immediata e auspicando che la Russia faccia altrettanto. L’INTESA SUL GASOLIO RUSSO E LA GOVERNANCE EUROPEA La premier ha definito “molto rischiosa” la recente intesa annunciata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump sul gasolio russo, considerandola una legittimazione di Mosca mentre continuano i bombardamenti e una contraddizione rispetto agli sforzi occidentali per le trattative. “Chiaramente tutti comprendiamo, e condividiamo, l’esigenza di contenere i prezzi dell’energia che pesano su famiglie e imprese, anche in Italia. Ma dobbiamo essere consapevoli che l’impennata dei prezzi del carburante è dovuta soprattutto alla guerra in Iran, non al conflitto in Ucraina. Dunque, il risultato di questa scelta è dubbio, mentre i rischi sono chiari. Una legittimazione per Mosca mentre le sue bombe continuano a cadere sulle città ucraine, nuove entrate con cui finanziare la guerra, un implicito indebolimento della leva sanzionatoria: sono elementi che non possiamo ignorare, e che contraddicono quanto fin ora fatto dagli Stati occidentali, Stati Uniti compresi, per spingere Putin a sedersi al tavolo delle trattative”. Sul fronte europeo, Meloni ha sottolineato la necessità che l’Europa parli con una voce sola: “Mi interessa a nome di chi si siede al tavolo, e per dire cosa. Mi interessa che l’Europa non vada in ordine sparso, non offra il fianco a chi ha interesse ad alimentare le divisioni e parli con una voce sola”. CRISI IN MEDIO ORIENTE Ricordando l’attacco del 7 ottobre definito come “un attacco barbaro che ha gettato l’intera regione nel caos” e il più orrendo pogrom dai tempi della Shoah in un momento in cui l’antisemitismo è tornato a salire, la premier ha ribadito che gli insediamenti israeliani in Cisgiordania sono illegali, opponendosi allo spostamento forzato della popolazione palestinese. “L’Europa deve poter dire la sua e una finestra per farlo si aprirà con il nuovo governo israeliano chiunque dovesse vincere le elezioni”. A Gaza la situazione resta drammatica: “Servono più aiuti e servono in fretta. E serve un’iniziativa politica per verificare se Hamas sia davvero disposta a deporre le armi. Sarebbe la svolta di cui abbiamo bisogno, e aprirebbe la strada alla ricostruzione, nell’interesse – prima di tutto – della popolazione civile”. BILANCIO UE, AGRICOLTURA E COESIONE Sul piano economico e di bilancio, Meloni è stata netta: “L’Italia non accetterà un bilancio che ridimensioni la Politica agricola comune, la Pesca e la Coesione”. La proposta della presidenza irlandese mantiene criteri di ripartizione penalizzanti per l’Italia, e non è accettabile che il Paese versi di più ricevendo di meno. Infine, per quanto riguarda l’allargamento dell’Unione, la priorità nel breve periodo resta il sostegno al percorso basato sul merito per Montenegro e Albania. MELONI: EUROPA DEVE PROTEGGERE ITALIANI, NON OSTACOLARLI “Andrò con orgoglio e determinazione a Bruxelles, agli italiani dobbiamo un’Europa che li protegga invece di ostacolarli”, ha spiegato Meloni. “Lo dico in maniera molto chiara: l’Italia non accetterà un bilancio che ridimensioni la Politica agricola comune, la Pesca e la Coesione. L’agricoltura e la pesca riguardano la nostra sicurezza alimentare, che è una componente essenziale dell’autonomia strategica europea. La Coesione riguarda la capacità del mercato unico di funzionare senza lasciare indietro interi territori, e conseguentemente indebolire anche la crescita complessiva. E dunque, a mio avviso, non c’è alcuna contraddizione tra politiche tradizionali e nuove priorità. Al contrario: non esiste sicurezza senza sicurezza alimentare e non esiste vera competitività senza pari dignità tra i territori”, ha detto la presidente del Consiglio. MELONI: A BRUXELLES CON ORGOGLIO DI CHI HA DIFESO PAESE “Per anni ci hanno detto che, per contare in Europa, l’Italia doveva rinunciare a difendere i propri interessi. Abbiamo dimostrato il contrario. Perché un’Europa forte ha bisogno di Nazioni forti. E si può lavorare per un’Europa più solida e credibile senza smettere, neanche per un minuto, di difendere l’Italia con orgoglio. È con questo orgoglio che andrò a Bruxelles. Con la stessa determinazione di milioni di italiani che ogni giorno lavorano, producono, innovano e tengono in piedi questa Nazione. Perché a loro dobbiamo un’Europa che li protegga, invece di ostacolarli. E a loro voglio dire che, ovunque si decida il loro futuro, l’Italia c’è per farsi sentire”, ha concluso Meloni.