Emergenza migranti in Spagna, cosa cambia per i viaggiatori con lo stop a Schengen

AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamento Ore: 08.12 • 31 luglio 2026

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Palazzo Chigi studia il ripristino dei controlli di frontiera per arginare l'effetto domino dei flussi secondari. Dai voli ai traghetti, tutte le conseguenze operative per i viaggiatori

 

ROMA – L’escalation della crisi migratoria nell’enclave spagnola di Ceuta rischia di produrre un’onda d’urto diretta sulle dinamiche istituzionali dell’Unione Europea. Di fronte all’arrivo di oltre duemila persone in soli dieci giorni lungo il confine marittimo con il Marocco, l’esecutivo italiano sta valutando la sospensione dell’accordo di Schengen per i collegamenti provenienti dalla Spagna. L’ipotesi, confermata da fonti di Palazzo Chigi, nasce dalla necessità di monitorare la tenuta della frontiera esterna iberica e di prevenire un potenziale incremento dei flussi migratori secondari verso la Penisola.

LEGGI ANCHE L’assalto dei migranti dal Marocco all’enclave spagnola di Ceuta. Il Governo italiano valuta la sospensione di Schengen con la Spagna

L’EMERGENZA A CEUTA E LE VALUTAZIONI DI PALAZZO CHIGI

La decisione di vagliare lo stop alla libera circolazione poggia sulla particolare natura giuridica di Ceuta. Pur essendo collocata sul territorio nordafricano, la città autonoma costituisce un varco d’accesso diretto al territorio dell’Unione Europea. Chi riesce a superare il frangiflutti del Tarajal entra a tutti gli effetti nello spazio Schengen. Di fronte al quadro di assoluta emergenza denunciato dal presidente locale Juan Jesús Vivas, il governo italiano intende disporre misure preventive per evitare che le rotte marittime e aeree in partenza dalla Spagna si trasformino in una via di transito non tracciata verso i confini nazionali.

CONTROLLI NEGLI AEROPORTI E NEI PORTI: COSA CAMBIA IN PRATICA

L’eventuale formalizzazione del provvedimento non comporterebbe la chiusura delle frontiere, ma il ripristino sistematico dei controlli di Polizia sui passeggeri in arrivo dalla Spagna. Negli scali aeroportuali i collegamenti dalle città spagnole e dalle isole perderebbero lo status di voli interni europei. I viaggiatori non potrebbero più accedere direttamente alle uscite o ai ritiri bagagli, ma dovrebbero incolonnarsi presso i varchi di frontiera per l’esibizione dei documenti d’identità e dei passaporti, con un conseguente allungamento dei tempi di sbarco.


Una procedura analoga verrebbe applicata negli scali marittimi italiani di Civitavecchia, Genova, Livorno e Napoli. I traghetti e le navi di linea commerciali provenienti dai porti spagnoli verrebbero sottoposti a ispezioni mirate, con la verifica dei documenti sia per i passeggeri a piedi sia per i conducenti dei veicoli sbarcati.

NORMATIVA EUROPEA E PRECEDENTI ALLE FRONTIERE

Dal punto di vista del diritto comunitario, la misura si inquadra negli articoli del Codice Frontiere Schengen che consentono agli Stati membri di riattivare temporaneamente le verifiche ai confini interni in presenza di gravi minacce per l’ordine pubblico o la sicurezza nazionale. L’iniziativa italiana si sommerebbe a precedenti già attuati nel contesto europeo, come i controlli disposti dall’Italia al confine terrestre con la Slovenia o le verifiche attuate dalla Francia lungo il valico di Ventimiglia, confermando la linea di estrema cautela adottata di fronte alla gestione delle emergenze di frontiera.


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Autore: AGENZIA DIRE ORE 21.46 segue aggiornamento 31 luglio 2026
In migliaia a nuoto hanno attraversato il confine. Sanchez: "Al lavoro per una risposta immediata" ROMA – Hanno raggiunto a nuoto la città autonoma di Ceuta , enclave spagnola- ed europea- nel Nord Africa. Sono migliaia di migranti che nella giornata di oggi – giovedì 30 luglio- hanno superato il confine del Marocco , difficile ancora quantificali. Un portavoce della Guardia Civil ha dichiarato che numerosi migranti stavano “arrivando in massa dal mare”, riferisce Reuters , attraverso la diga foranea di Tarajal , ma non è stato in grado di fornire alcuna stima di quanti fossero. Il governo italiano sta valutando di sospendere Schengen con la Spagna. Lo si apprende da fonti di Palazzo Chigi . MELONI: “IMMAGINI IMPRESSIONANTI, PRONTE MISURE STRAORDINARIE” “Le immagini che arrivano dalla Spagna sono impressionanti e dimostrano, ancora una volta, che l’immigrazione clandestina fuori controllo rappresenta una minaccia concreta per la sicurezza dei confini europei. Mi sono confrontata con il ministro Piantedosi, L’Italia non resterà a guardare. Stiamo convocando gli organismi preposti, e all’esito di queste riunioni siamo pronti a intervenire anche con strumenti straordinari per difendere i confini e la sicurezza dei cittadini, come la sospensione dello spazio Schengen con la Spagna”. TAJANI: FAVOREVOLE A CHIUSURA SPAZIO SCHENGEN CON SPAGNA “Sono favorevole alla chiusura dello spazio Schengen con la Spagna e ho piena fiducia nell’operato del ministro Piantedosi. L’immigrazione irregolare e incontrollata rappresenta un pericolo per la sicurezza nazionale. Le immagini che arrivano da Ceuta dimostrano come la scelta del Governo di Madrid di dare la cittadinanza spagnola, quindi europea, ad oltre 500mila immigrati irregolari sia profondamente sbagliata e incentivi il traffico di essere umani”. Antonio Tajani , vicepresidente del Consiglio, ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, segretario nazionale di Forza Italia e vicepresidente del PPE, lo scrive su X. LO SBARCO L’emittente TVE invece stima un numero compreso tra i 2 e 3 mila . Si tratta di una vera e propria emergenza migranti che la Spagna- le cui risorse sono in questi giorni già impegnate a far fronte agli incendi che stanno divorando diverse aree del Paese- si trova a dover fronteggiare. Ceuta, invasione di migranti SANCHEZ: “IMPEGNATI PER RIPRISTINARE LA NORMALITÀ” …ll premier Pedro Sancez , mentre su social e media impazzano i video dell’assalto, assicura da X che “il Governo di Spagna è totalmente impegnato a fornire una risposta immediata alla situazione a Ceuta”. E scrive: “Stiamo mobilitando tutte le risorse necessarie, lavorando con le autorità marocchine e internazionali, e preparando le misure necessarie per ripristinare la normalità il prima possibile”. E poi tende la mano a Juan Vivas Lara , presidente della città autonoma di Ceuta, che poco prima aveva lanciato l’appello al governo per “rimboccarsi le maniche” e inviare più risorse per “la frontiera d’Europa in Africa”, già da tempo sotto pressione. “È il momento di costruire soluzioni, con responsabilità e cooperazione”, lo rassicura Sancez.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE In aggiornamento 31 luglio 2026
– Continuano senza sosta le operazioni di ricerca dei sei dispersi a seguito del crollo parziale di una palazzina di tre piani, avvenuto nel pomeriggio di giovedì in contrada Pistunina, lungo la strada statale 114 a Messina. Le attività dei soccorritori sono attualmente gravemente ostacolate da un incendio senza fiamme vive che continua a covare in una porzione dell'edificio collassato. Sul posto sono impegnate diverse squadre dei Vigili del Fuoco. Il bilancio dei dispersi e dei feriti Il comandante provinciale dei Vigili del Fuoco di Messina, Michele Burgio, coordinatore delle operazioni, ha confermato nella notte che non dovrebbero esserci ulteriori persone coinvolte: "Dalle testimonianze acquisite e dalle informazioni indirette fornite dagli operai feriti, possiamo escludere la presenza di altre persone sotto le macerie".  Per quanto riguarda i tre operai rimasti feriti nel disastro e trasportati al Policlinico di Messina, uno di loro – ricoverato inizialmente in codice verde – è stato ufficialmente dimesso nella tarda serata di ieri. Gli altri due operai restano attualmente ricoverati presso la medesima struttura ospedaliera. Le prime ipotesi sulle cause Secondo i primi rilievi, al momento del crollo erano in corso dei lavori di manutenzione al pianterreno dello stabile. La palazzina, strutturata su tre livelli, ospitava un supermercato ormai chiuso da mesi al piano terra e un'attività commerciale gestita da cittadini cinesi al primo piano. Le indagini per accertare l'esatta dinamica e le cause del cedimento sono tuttora in corso.
Autore: AGENZIA DIRE ORE: 08.20 31 luglio 2026
La storica decisione all'unanimità delle 55 federazioni affiliate: niente tornei Fifa fino a quando non farà un passo indietro sulla cessione ai privati ROMA – Cinquantacinque paesi, un solo verdetto: boicottaggio. L’Europa del calcio ha scelto la strada dello scontro frontale con Infantino, salterà ogni competizione FIFA se il Presidente dovesse insistere con il piano di cedere quote dei Mondiali a investitori privati. E’ una crepa storica: tutti i membri UEFA hanno deciso in blocco di disertare i futuri Mondiali e gli altri eventi organizzati dalla federazione mondiale, respingendo – recita il comunicato ufficiale – “all’unanimità e inequivocabilmente” le proposte sul tavolo. Sono bastate meno di due ore di riunione d’emergenza per compattare un fronte che, fino a poco prima, sembrava tutt’altro che unito: c’era il timore che i paesi più piccoli, sedotti dai finanziamenti promessi dal piano di Infantino, potessero defilarsi. Il presidente FIFA si trova ora davanti a un ostacolo enorme. La scadenza per aderire al progetto era fissata al 19 settembre, ma la pressione per una revisione radicale – se non per un ritiro totale – è ormai fortissima. E se è vero che la maggioranza delle federazioni europee aveva già firmato lettere di sostegno alla sua rielezione di marzo, una presa di posizione così netta da parte della UEFA rischia di sgretolare quella base di consenso. Il comunicato dell’organo di governo europeo è dritto: “A seguito della discussione odierna, nessuna nazionale Uefa parteciperà ad alcuna competizione Fifa finché queste proposte rimarranno in vigore, a meno che non vengano abbandonate nella loro interezza e non vengano fornite garanzie vincolanti che la Fifa non aprirà mai più la sua governance o le sue competizioni alla proprietà privata. Nessuno deve avere dubbi: la Uefa e le sue federazioni nazionali si opporranno a questi piani con assoluta determinazione. Ci sono momenti in cui le istituzioni vengono giudicate non da ciò che sono disposte ad accettare, ma da ciò a cui si rifiutano di cedere. Questo è uno di quei momenti. Alcune cose sono semplicemente troppo importanti per essere vendute. La Coppa del Mondo FIFA appartiene al calcio. E apparterrà sempre a esso. E finché l’Europa avrà voce in capitolo, non sarà mai in vendita”. “Respingiamo all’unanimità e senza riserve- prosegue la nota- la proposta della Fifa di trasferire la proprietà della Coppa del Mondo e di altre competizioni Fifa a investitori privati. La Coppa del Mondo non può essere considerata un prodotto di investimento. È una delle più grandi eredità sportive del calcio. È stata costruita nel corso delle generazioni da giocatori, nazionali e tifosi di ogni continente. Nessuna parte di essa dovrebbe mai essere ceduta a investitori privati. La Coppa del Mondo non è in vendita”. “È irresponsabile e indifendibile che una proposta di tale importanza per il calcio sia stata concepita in segreto e portata quasi all’approvazione senza alcuna consultazione significativa con coloro che sono incaricati di gestire questo sport. Non si tratta solo di una grave mancanza di leadership, ma di una vera e propria abdicazione al dovere della Fifa in quanto custode del calcio mondiale. Le federazioni nazionali di tutto il mondo si trovano ora di fronte a un ultimatum: accettare la conquista irreversibile delle più grandi competizioni calcistiche o subirne le conseguenze. Questa non è una ‘decisione democratica’, bensì un governo basato sull’intimidazione, un atto di coercizione indegno di un’istituzione a cui è affidata la gestione del calcio mondiale. Ma la nostra opposizione va ben oltre la procedura. Nel momento in cui investitori esterni acquisiscono quote di proprietà nelle competizioni Fifa, il calcio cambia per sempre. Il profitto commerciale diventa un obbligo permanente. Le aspettative degli investitori diventano una pressione quotidiana. Da quel momento in poi, ogni decisione sul calendario internazionale, ogni decisione sui formati delle competizioni e ogni decisione che plasma il futuro del calcio non è più guidata da ciò che è meglio per il gioco, ma da ciò che è meglio per gli azionisti. Questo modello non ha posto nel calcio mondiale. Il futuro del calcio non può essere dettato dalle aspettative di coloro il cui primo dovere è massimizzare il profitto finanziario. Né gli interessi delle federazioni nazionali, delle leghe, dei club, dei giocatori e dei tifosi possono essere subordinati ai profitti degli investitori. Il calcio non può ipotecare il proprio futuro per un guadagno finanziario. La posizione dell’Europa è chiara. Non daremo mai legittimità a questo modello. Nessuno ha l’autorità morale per vendere ciò che è semplicemente custodito in custodia per la prossima generazione”. Secondo le linee guida stabilite dalla UEFA, il boicottaggio scatterebbe già a partire dalla Coppa del Mondo femminile del prossimo anno. L’organo europeo ha inoltre lanciato un appello alle altre confederazioni affinché seguano lo stesso percorso, mostrandosi fiducioso soprattutto rispetto ad alcuni paesi asiatici. Le roccaforti tradizionali di Infantino si trovano proprio al di fuori dei confini europei, e un’eventuale erosione del sostegno in quelle aree potrebbe rivelarsi un colpo durissimo per il presidente FIFA. Parallelamente, la UEFA ha avviato colloqui con la CONCACAF, la confederazione nordamericana che ha già espresso contrarietà ai piani della FIFA senza però schierarsi apertamente a favore del boicottaggio. Le 41 federazioni della CONCACAF hanno convocato una riunione d’emergenza a loro volta, con un annuncio ufficiale atteso in serata.
Autore: Redazione 31 luglio 2026
Il Presidente statunitense Donald Trump ha annunciato tramite il suo social Truth il raggiungimento di uno storico accordo per il disarmo completo di Hamas e di tutti i gruppi armati a Gaza, definendolo un passo fondamentale verso una pace e una sicurezza durature. L'intesa, confermata anche da Hamas per quanto riguarda l'avvio della seconda fase della tregua, si svilupperà attraverso un piano attentamente pianificato. Il fulcro del progetto prevede che, una volta completata la smobilitazione delle milizie, le forze israeliane si ritireranno dalla Striscia. A quel punto, la sicurezza dell'area sarà affidata a una Forza Internazionale di Stabilizzazione che collaborerà strettamente con una nuova forza di polizia locale. Questo percorso mira alla definitiva istituzione di un nuovo governo palestinese a Gaza che lavorerà insieme al Consiglio per la Pace per assistere la popolazione, garantendo al contempo che il territorio non sia mai più utilizzato come base per attacchi terroristici. Nel suo messaggio, Trump ha inoltre espresso un ringraziamento ufficiale per l'importante impegno di mediazione.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 31 luglio 2026
Una leggenda non muore mai, ma oggi il mondo dello sport si ferma, avvolto da un silenzio irreale. AC Milan comunica con infinito dolore la scomparsa del suo eterno Capitano, Franco Baresi, spentosi all’età di 66 anni. Il club, la squadra e l'intero popolo rossonero si stringono in un abbraccio commosso alla famiglia Baresi in questo momento di devastante dolore, unendosi al cordoglio di tutta la Figc e dei tifosi italiani. Franco Baresi non ha semplicemente vestito la maglia del Milan e della Nazionale: ne ha tracciato la storia. Campione del Mondo nel 1982 e pilastro azzurro, ha incarnato l'eleganza, il coraggio, la fedeltà e la leadership che hanno reso grande il nostro calcio nel mondo. Ha guidato i compagni con la forza silenziosa del suo esempio, diventando il punto di riferimento insostituibile per generazioni di sportivi. La sua maglia numero 6 rimarrà per sempre il simbolo del DNA milanista e una guida luminosa per chiunque ami questo sport.  Oggi l'Italia intera piange l'uomo, il campione, il mito. Ciao, Franco. Sarai per sempre il nostro Capitano.
Autore: REDAZIONE 30 luglio 2026
La Procura di Vicenza ha iscritto nel registro degli indagati il giornalista Adriano Cappellari, ipotizzando che abbia interamente pianificato e simulato l'attentato dinamitardo avvenuto lo scorso 30 maggio davanti alla sua abitazione a Enego. L'inchiesta, inizialmente aperta per fare luce sull'esplosione che aveva danneggiato gli immobili confinanti, ha subìto una svolta clamorosa grazie agli accertamenti tecnici condotti dai Carabinieri della Compagnia di Bassano del Grappa. I militari sono riusciti a tracciare la provenienza dei materiali utilizzati per confezionare l'ordigno, scoprendo che le bombolette di gas, l'alcol e i liquidi infiammabili erano stati ordinati online e pagati direttamente dal cronista tramite una carta di credito a lui intestata. La Procura contesta ora a Cappellari i reati di incendio, calunnia, simulazione di reato continuata, procurato allarme e truffa ai danni di un ente pubblico. Secondo l'ipotesi investigativa, questo episodio presenta forti analogie con una serie di passati atti intimidatori denunciati dallo stesso Cappellari tra la fine del 2025 e l'inizio del 2026, che includevano lettere anonime e minacce rivolte anche alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e a don Maurizio Patriciello. Proprio a causa di tali segnalazioni, lo Stato aveva attivato per il giornalista un dispositivo di protezione dedicato con scorta e auto dell'Arma dei Carabinieri, benefici che secondo gli inquirenti sarebbero stati ottenuti in modo illecito attraverso la messinscena.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE - Francesca Romana Nucci 30 luglio 2026
Spero ora cessino inaccettabili strumentalizzazioni di certa parte politica "Ho provveduto ad inoltrare al Procuratore Capo della Repubblica, Dott. Francesco Lo Voi, via PEC la corrispondenza intercorsa relativa alle chat al centro delle polemiche di questi giorni, non avendo alcunché da nascondere". Lo dichiara in una nota ufficiale Andrea Delmastro, deputato di Fratelli d'Italia. "Spero che ora cessino le inaccettabili strumentalizzazioni di una certa parte politica che ha provato a rimestare nel torbido e ha alzato solo fango, pur non essendo io neanche indagato", conclude il deputato nella nota.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 30 luglio 2026
Le fiorettiste azzurre trionfano sugli Stati Uniti. Il bilancio della spedizione italiana si chiude con otto medaglie totali. L'Italia della scherma chiude il Campionato Mondiale di Hong Kong 2026 sul gradino più alto del podio. La squadra del fioretto femminile ha conquistato la medaglia d'oro al termine di una finale intensa contro gli Stati Uniti. La svolta del match Protagonista: Arianna Errigo trascina il gruppo. La dinamica: Decisiva la rimonta firmata dalla campionessa azzurra. Il podio: Prestazione impeccabile del quartetto italiano, che include anche Martina Batini e Martina Favaretto. La vittoria delle fiorettiste rappresenta l'ottavo sigillo per la delegazione italiana in questa rassegna iridata. L'Italia della scherma conferma così la sua leadership mondiale e chiude la competizione asiatica superando gli obiettivi della vigilia.
Autore: AGENZIA DIRE 30 luglio 2026
Lo slittamento si è verificato a causa delle proteste dell'opposizione. Garante Privacy: "Si al decreto ma con maggiori tutele". Fonti Chigi: "Italia rispetta le norme Ue" ROMA – Il voto della commissione Affari europei della Camera sullo schema di decreto legislativo in materia di riconoscimento facciale è stato rinviato. Dopo il via libera della commissione Politiche Ue del Senato, arrivato ieri, il provvedimento è approdato oggi anche all’esame delle commissioni Affari costituzionali e Giustizia di Camera e Senato per i rispettivi pareri. In quelle sedi, a quanto si apprende, al momento l’iter prosegue senza rinvii. Lo slittamento del voto alla Camera, si è verificato a causa delle proteste dei deputati di opposizione che hanno lasciato l’Aula. Per M5S, Pd e Avs infatti, il provvedimento metterebbe a rischio la libertà individuale, dando via libera ad una profilazione di massa. Le opposizioni, hanno definito inoltre, quello della maggioranza, un vero e proprio “blitz” mirato a ‘forzare’ i tempi di esame prima dello svolgimento delle audizioni informali già programmate. Di contro, maggioranza ed esecutivo, difendono la misura. UE: RICONOSCIMENTO FACCIALE IN SPAZI PUBBLICI È VIETATO “Quanto all’AI Act, il riconoscimento facciale in spazi accessibili al pubblico è una pratica vietata dal regolamento”. A spiegarlo è il portavoce della Commissione europea, Thomas Regnier, durante l’incontro con la stampa, e interpellato sulla situazione italiana. “Non vogliamo che l’IA consenta il monitoraggio da parte delle forze dell’ordine dei nostri spostamenti quotidiani in spazi accessibili al pubblico; si tratta quindi di un divieto chiaro, che riguarda nello specifico anche la situazione italiana“, ha sottolineato. È FONTI CHIGI: SU RICONOSCIMENTO FACCIALE ITALIA RISPETTA NORME UE Sul riconoscimento facciale negli spazi pubblici accessibili l’Italia continuerà a rispettare la normativa europea, a partire dall’AI Act, come fatto finora, in coerenza con le garanzie costituzionali e dei diritti di libertà, la cui verifica spetta all’Autorita giudiziaria. Lo si apprende da fonti Chigi. L’Italia, sottolineano le stesse fonti, si pone all’avanguardia nella governance dell’intelligenza artificiale. Siamo stati i primi in Europa ad adottare una normativa di sistema e a darne rapida attuazione. Il Governo continuerà a lavorare in questa direzione, nel rispetto della visione che porta avanti fin dall’inizio, per uno sviluppo e un’applicazione dell’IA centrata sull’uomo e governata dall’uomo. LE NORME CHIAVE DELLO SCHEMA DI DECRETO Il testo dello schema di decreto stabilisce un perimetro per l’uso delle tecnologie biometriche nella pubblica sicurezza: Riconoscimento in tempo reale: Vietato in via generale negli spazi pubblici, tranne che per eccezioni tassative quali la prevenzione di minacce terroristiche o la ricerca di persone scomparse. Riconoscimento ex-post: Ammesso solo a seguito della commissione di un reato e subordinato a un decreto motivato dell’autorità giudiziaria. Conservazione dei dati: Le informazioni biometriche rilevate da impianti di videosorveglianza in aree sensibili possono essere mantenute per un massimo di 7 giorni (con cancellazione automatica in assenza di reati); i registri informatici delle operazioni (log) vanno invece conservati per 5 anni. GARANTE PRIVACY: SI AL DECRETO MA CON MAGGIORI GARANZIE “Parere favorevole del Garante per la protezione dei dati personali sullo schema di decreto legislativo che disciplina l’attuazione in Italia dell’AI Act europeo. Il decreto definisce il sistema nazionale di governance e vigilanza sull’intelligenza artificiale e designa il Garante quale Autorità di vigilanza del mercato per i sistemi di intelligenza artificiale ad alto rischio impiegati nei settori più sensibili per i diritti fondamentali, quali giustizia, attività di contrasto, immigrazione, gestione delle frontiere e processi democratici”, si legge nella nota del Garante Privacy. “Nel dare il via libera, l’Autorità ha tuttavia indicato ulteriori condizioni e osservazioni per rafforzare la tutela dei diritti delle persone. Tra le principali richieste, il Garante propone che gli sia riconosciuto il potere di adottare linee guida, raccomandazioni e buone pratiche al pari delle altre Autorità competenti per l’IA; che siano chiarite le regole per l’applicazione delle sanzioni di sua competenza, secondo quanto previsto dal Codice privacy; e che sia coinvolto nelle attività dello Spazio di sperimentazione italiano per l’intelligenza artificiale”. In particolare, per il Garante occorre rafforzare le tutele sui dati biometrici: “Il trattamento automatizzato e generalizzato dei dati biometrici delle persone che accedono a luoghi o eventi pubblici non è, secondo il Garante, coerente con l’AI Act, che consente il riconoscimento facciale ex post solo per ricerche mirate. L’elaborazione dei dati biometrici dovrebbe quindi avvenire esclusivamente sulle registrazioni già acquisite e in presenza di una specifica esigenza operativa, evitando raccolte massive e preventive. Infine, il Garante chiede che anche le disposizioni relative all’identificazione biometrica disciplinate dal nuovo articolo 359-ter del codice di procedura penale prevedano l’espresso divieto di utilizzare banche dati ottenute mediante tecniche di scraping indiscriminato o in violazione della normativa sulla protezione dei dati personali”.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 30 luglio 2026
È stata inaugurata oggi nella Metropolitana A di Roma la mostra fotografica "Tra Sport e Trasporto" di Ferdinando Mezzelani, un'esposizione che celebra i più grandi eventi internazionali attraverso immagini iconiche destinate a rimanere nella memoria collettiva. L'iniziativa, che rende omaggio a un percorso professionale e umano esemplare, è stata realizzata grazie alla collaborazione con ATAC e al supporto della sua presidente Barbara Marinali. L'amministratore delegato di Sport e Salute, Diego Nepi Molineris, ha espresso profonda stima per l'autore, sottolineando come Mezzelani abbia saputo raccontare le pagine più significative della storia dello sport da prospettive uniche, fermando nel tempo emozioni e imprese straordinarie. Nepi ha poi ricordato la grande forza d'animo del fotografo, definendolo un punto di riferimento e un esempio per tanti colleghi poiché non si è mai arreso davanti alle prove della vita, rialzandosi sempre per tornare a fare ciò che ama. Secondo l'amministratore delegato, Mezzelani non è semplicemente un fotografo di sport, ma un fotografo dello sport, capace di consegnare alle nuove generazioni un patrimonio di straordinario valore che valorizza la bellezza e i valori più profondi di ogni disciplina atletica.
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