Famiglia nel bosco, Meloni: “Senza parole, Nordio sta mandando un’ispezione”

AGENZIA DIRE • 9 marzo 2026

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"Quello che sta accadendo è terribile. L'allontanamento della madre infligge un trauma ai bambini"


Quello che sta accadendo sul caso della famiglia nel Bosco a me lascia senza parole, è terribile. Si era deciso di affidare ai servizi sociali questi tre bambini che vivevano con i genitori della natura, ma almeno stavano ancora con la madre. Adesso si è deciso di allontanare la madre dalla struttura protetta e io penso che questa sia una decisione che non faccia stare meglio questi bambini, penso che infligga loro un altro pesantissimo trauma”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni nell’intervista a Mario Giordano in onda stasera a Fuori dal Coro, su Retequattro.

  Ora, ha spiegato Meloni, “il ministro Nordio sta mandando un’ispezione”. Ma in questa vicenda “siamo oltre, perché noi dobbiamo assistere inermi a queste decisioni che sono, secondo me, figlie anche di letture ideologiche di uno stile di vita dei genitori, ma lo Stato non ti può togliere i figli perché non condivide il tuo stile di vita. Tra l’altro quando nulla si dice a chi i figli magari li fa vivere nel degrado, per esempio nei campi rom, o li costringe ad accattonare o a rubare, e nessuno può fare nulla”.

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Autore: FRV NEWS MAGAZINE 23 aprile 2026
Il Vicepremier e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, è intervenuto questa sera nel corso della trasmissione "Dritto e Rovescio" su Rete 4, affrontando i temi della crisi energetica, della sicurezza nazionale e della tenuta del governo. Caro carburanti e Decreto Sicurezza Salvini ha confermato l’imminente arrivo di misure contro il rincaro dei prezzi: "Vogliamo che gli interventi su benzina e gasolio diventino subito realtà per fermare ogni speculazione". Contestualmente, ha difeso il Decreto Sicurezza come norma di "buon senso" per il controllo del territorio, garantendo che l’esecutivo procederà spedito nonostante le critiche. L a difesa di Giorgia Meloni e lo scontro con la propaganda russa Ampio spazio è stato dedicato alla ferma condanna delle offese rivolte alla Presidente del Consiglio dal giornalista della tv di stato russa, Vladimir Solovyov. Salvini ha espresso totale vicinanza alla Premier: " Sono orgoglioso di quello che Giorgia Meloni e il governo italiano stanno facendo per i cittadini italiani. Invito certi signori a sciacquarsi la bocca prima di parlare dell'Italia e del nostro governo". Durante la puntata, anche il conduttore Paolo Del Debbio ha replicato duramente agli insulti di Solovyov (che aveva definito la premier "fascista e idiota"), dichiarando: "La vergogna della razza umana, fascista e idiota patentato sei tu, non Giorgia Meloni". Unità del Centrodestra  Salvini ha concluso ribadendo la compattezza della maggioranza: "Il governo è unito e determinato. Non ci faremo intimidire né dalle polemiche interne delle opposizioni, né dai tentativi di interferenza e dagli insulti che arrivano dall'esterno".
Autore: AGENZIA DIRE 23 aprile 2026
Avvelenate con la ricina, sequestrato il cellulare della figlia 19enne. Controlli su un pc di una scuola Continuano senza sosta le indagini sulla morte di Antonella Di Ielsi e sua figlia di 15 anni Sara Di Vita, morte pochi giorni dopo Natale dopo aver assunto ricina, una tossina pericolosissima ROMA – È stato posto sotto sequestro il cellulare di Alice Di Vita, la ragazza di 19 anni che pochi giorni dopo Natale ha perso la mamma Antonella Di Ielsi e la sorella di 15 anni, Sara Di Vita, morte in circostanze misteriose a Pietracatella e, stando a quanto emerso nell’ultimo mese, avvelenate con la ricina , una tossina letale e molto rara. La notizia del sequestro del cellulare è stata data ieri da Chi l’ha visto. Le indagini, da quando è emerso l’elemento dirompente della ricina con l’esito degli esami tossicologici, hanno preso una piega molto diversa: dall’omicidio colposo ipotizzato nei confronti di cinque medici dell’ospedale di Campobasso che avrebbero potuto sottovalutare i sintomi di una possibile intossicazione alimentare. si è passati all’accusa di duplice omicidio premeditato. Il fascicolo della Procura di Larino è al momento contro ignoti. LEGGI ANCHE: Non fu intossicazione, mamma e figlia furono avvelenate come in Breaking Bad LEGGI ANCHE: Che cos’è la ricina? Un’arma biologica micidiale diventata “icona pop” SFILATA DI TESTIMONI IN QUESTURA Nelle ultime settimane, gli inquirenti hanno ascoltato decine e decine di testimoni, sarebbero una cinquantina, tra parenti, amici e conoscenti, per ricostruire i fatti di quei giorni e in particolare hanno ascoltato per molte ore sia il padre e marito Gianni Di Vita, sia la figlia maggiore Alice. Lei, la sera del 23 dicembre, quella in cui nella loro casa di Pietracatella si sarebbe consumata la cena ‘incriminata’ in seguito alla quale sono stati male, era fuori a mangiare una pizza con gli amici. Difficile pensare che l’ingestione del veleno sia avvenuta al pranzo del 24, giorno in cui l’intera famiglia era a casa del nonno. IL MALORE DEL PADRE: COSA GLI SUCCESSE? Sul padre, invece, che la sera del 23 ha cenato a casa con la moglie e la figlia minore, ci sono molti interrogativi sul fatto che abbia assunto anche lui la ricina: l’uomo, in quei giorni, disse di sentirsi male (ma con sintomi più lievi) e venne anche monitorato in ospedale in via precauzionale (dopo l’aggravamento inarrestabile delle condizioni della figlia e della moglie, decedute il 27 e 28 dicembre venne anche inviato allo Spallanzani di Roma), ma poi non ebbe conseguenze. E gli esami tossicologici, a differenza di quanto emerso per le due donne, non hanno rilevato presenza di ricina nel suo sangue: come è possibile? Che possa averla metabolizzata molto in fretta o ingerita in quantità minore? I suoi sintomi erano reali? Negli ultimi giorni, a un quadro già complesso, si è aggiunto il dettaglio di un dialogo captato nella casa di famiglia dove una dottoressa, parlando con un carabiniere, sottolineava i valori fortemente alterati rilevati anche nel sangue di Gianni Di Vita, così come in quello di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, come se anche lui risultasse avere gli stessi effetti. Insomma, il giallo è più intricato che mai. LEGGI ANCHE: Avvelenate con la ricina, sentiti in Questura il padre e la sorella maggiore LEGGI ANCHE: Niente ricina nel sangue di Gianni Di Vita: la moglie e la figlia 15enne morirono a Natale. Cosa succede ora ACCERTAMENTI SUL TELEFONO IL 28 APRILE Ora l’ultimo atto dell’inchiesta è il sequestro del telefono della 19enne, che sarà sottoposto ad accertamenti tecnici irripetibili, che si svolgeranno il 28 aprile alla presenza delle parti (quindi anche i medici indagati dalla Procura di Campobasso e gli avvocati e consulenti di Gianni e Alice Di Vita, al momento parti offese in quel primo provvedimento). Nei fatti, verrà eseguita una copia forense del contenuto del telefono. Le verifiche successive riguarderanno in particolare le chat degli ultimi cinque mesi (ma soprattutto quelle di quei giorni convulsi e i messaggi scambiati con madre e sorella che stavano male), così come le telefonate, gli appunti e le comunicazioni varie, anche rispetto a quanto dicevano i medici. Questi dati saranno fondamentali per dare a tutta la vicenda una scansione temporale esatta, fatta di orari forniti dalle comunicazioni tra le persone. GLI APPUNTI SUI PASTI DI QUEI GIORNI Ci sarebbe anche, tra gli elementi contenuti nel telefono, una sorta di nota in cui figurano appunti dei pasti consumati in quei giorni a cavallo di Natale, tra il 22 e il 25 dicembre. Una volta preso in mano il contenuto del cellulare, ovviamente verrà analizzata anche la cronologia del traffico telefonico e le ricerche Google effettuate dalla ragazza. Banalmente, il cellulare potrà anche dire con certezza anche dove si trovava la ragazza la sera del 23 dicembre, quella in cui sarebbe avvenuto con tutta probabilità l’avvelenamento. A casa, Gianni, Antonella e Sara mangiarono cozze (pare avanzate da un pranzo aziendale del giorno prima), giardiniera e salumi. Tra le persone ascoltate più volte dagli inquirenti negli ultimi tempi c’è anche la cugina di Gianni Di Vita, Laura, convocata due volte per diverse ore: è a casa di lei che l’uomo e la figlia si sono trasferiti dopo le morti di fine dicembre. La casa di famiglia, al momento, è ancora sotto sequestro. Questa donna, che le due ragazze chiamavano ‘zia’, era una persona molto vicina alla famiglia. E nella casa di Pietracatella sono rimasti ancora anche i telefoni delle due vittime, Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi: anch’essi potrebbero essere successivamente sottoposti ad accertamenti. LEGGI ANCHE: Madre e figlia avvelenate a Pietracatella, ma la ricina è stata usata davvero? Cosa non torna IL 29 I VETRINI ANALIZZATI A BARI Entro la fine del mese dovrebbe arrivare anche la relazione conclusiva sugli esami tossicologici eseguiti al centro anti veleni di Pavia (e poi per verifica anche in Svizzera e in America). Il 29 aprile, poi, è un’altra data importante: a Bari verranno esaminati i vetrini istologici delle autopsie. LE RICERCHE ONLINE IN UNA SCUOLA Ma la ricina, chiunque la abbia utilizzata, come se la sarebbe procurata? È una sostanza per nulla facile da reperire, per cui in un primo tempo si era subito pensato al dark web. C’è però un’altra possibile pista su cui ragionano gli inquirenti, e cioè che il veleno non possa essere stato realizzato artigianalmente a partire dalla pianta, che in Molise è presente. Ma isolarla e renderla veleno non è per nulla una procedura semplice. In particolare, negli ultimi giorni, sono stati avviati accertamenti all’istituto agrario di Riccia, a pochi chilometri da Pietracatella, dove uno dei pc scolastici presenterebbe tracce di una ricerca Google sull’argomento diversi mesi prima di quanto accaduto a dicembre. Gli inquirenti ci sono arrivati attraverso le parole di un testimone tra i 50 ascoltati. Le verifiche, poi, si sono estese anche a negozi specializzati in prodotti agricoli, per capire se la tossina o sostanze riconducibili possano essere contenute o ricavabili da materiali in vendita. Intanto, proseguono le audizioni: ieri sono state ascoltate diverse ex compagne di classe di Sara, per cercare di ricostruire le relazioni in famiglia e se la ragazza avesse confidato a qualcuno di dissapori o problemi. (Foto da Chi l’ha visto)
Autore: Redazione 23 aprile 2026
Nuove tensioni alla Roma, e stavolta l'epilogo - secondo indiscrezioni da Trigoria - potrebbe addirittura essere il divorzio da Claudio Ranieri. Claudio Ranieri si prepara a lasciare la Roma. È ai titoli di coda il rapporto tra il club giallorosso e il senior advisor, che oggi, giovedì 23 aprile, dovrebbe mettere fine al proprio rapporto di lavoro. A quanto apprende l'Adnkronos è infatti atteso a breve il comunicato del club giallorosso con il quale annunceranno l'addio all'ex tecnico, da tempo ai ferri corti con il tecnico Gian Piero Gasperini. Proprio nella giornata di oggi il dirigente giallorosso era tornato a parlare dopo il battibecco a distanza con l'allenatore della Roma prima della partita interna con il Pisa: "Ci aspettiamo il meglio. I ragazzi stanno dando tutto, quindi forza Roma sempre comunque vada. E tutti uniti per un unico scopo", aveva detto il senior advisor al Salone d'Onore del Coni, dove ha ricevuto il 'Premio Città di Roma', in quello che sembrava un messaggio di 'pace' verso tutto l'ambiente.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 23 aprile 2026
Il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) della Lombardia ha respinto i ricorsi presentati dal Comune di Milano e da alcuni comuni del varesotto, confermando ufficialmente l'intitolazione dell'aeroporto di Milano-Malpensa a Silvio Berlusconi. Il commento di Marina Berlusconi Marina Berlusconi, primogenita del Fondatore, ha espresso profonda soddisfazione per la sentenza: "La decisione del Tar finalmente rimette le cose al loro posto", ha dichiarato, sottolineando come i ricorsi fossero "intrisi della solita ideologia trita e ritrita". Secondo Marina Berlusconi, dedicare lo scalo al padre rappresenta il giusto riconoscimento per un uomo capace di "guardare oltre l’orizzonte", il cui lascito oggi "sovrasta le piccole miserie di coloro che restano prigionieri di vecchi rancori". La posizione di Barbara Berlusconi Anche Barbara Berlusconi è intervenuta definendo la scelta "giusta e legittima". Per la figlia del Cavaliere, la decisione dei giudici amministrativi certifica l'infondatezza di azioni legali mosse da ragioni puramente ideologiche, restituendo valore al "meritato riconoscimento per il contributo dato da mio padre all’Italia e per il suo legame profondo con la Lombardia". Con questa sentenza, viene ribadita la piena legittimità formale del provvedimento, archiviando il contenzioso giuridico sollevato dalle amministrazioni locali contrarie alla nuova denominazione dello scalo internazionale.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 23 aprile 2026
Si registra un nuovo e violento attacco mediatico proveniente dalla Russia. Durante l'ultima puntata del suo programma "Appello all’Italia - finanziatori del nazismo", il noto giornalista della TV di Stato russa, Vladimir Solovyov, ha puntato il dito contro il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e le principali cariche dello Stato italiano. L'attacco al Presidente e alle Istituzioni Il giornalista TV ha rivolto accuse dirette al Presidente Mattarella, contestando le sue recenti prese di posizione sulla Federazione Russa. Secondo l'anchorman moscovita, le istituzioni italiane avrebbero perso il contatto con la realtà storica, arrivando a definire i leader nazionali come figure che "non comprendono di cosa parlano" nel loro supporto alla causa ucraina. Revisionismo e appelli storici Nel corso della trasmissione, Solovyov ha utilizzato toni accesi per evocare il passato bellico dell'Italia, richiamando la memoria dei "nonni e bisnonni" impegnati sul fronte sovietico durante la Seconda Guerra Mondiale. Il giornalista ha parlato di "vergogna" storica, tentando di colpevolizzare l'attuale classe politica e l'opinione pubblica attraverso parallelismi con i conflitti del passato. Accuse alla leadership europea L'invettiva non ha risparmiato la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e i vertici dell'Unione Europea. Il giornalista della TV russa ha accusato i leader occidentali di alimentare il "nazismo ucraino", definendo l'attuale sostegno a Kiev come un tradimento delle radici antifasciste dell'Europa a favore di ideologie collaborazioniste. Questo episodio segna un ulteriore deterioramento dei rapporti diplomatici e mediatici, confermando l'uso della televisione russa come principale strumento di propaganda e pressione politica verso l'Italia.
Autore: AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamento Ore: 19.47. 23 aprile 2026
"Nessuno può dire che l'Italia oggi non ha i conti in ordine sottolinea Meloni- si può dire che li aveva molto in disordine ieri", ha detto la presidente del Consiglio ROMA – Rispetto all’ipotesi di uno scostamento di bilancio “vediamo, dobbiamo vedere intanto quali sono le regole che abbiamo e poi nelle prossime settimane ovviamente decidiamo come muoverci a livello nazionale. Ad oggi non stiamo escludendo niente, ovviamente la nostra priorità è dare delle risposte, però preferiremmo farlo in una cornice più confortevole”. Giorgia Meloni, presidente del Consiglio, lo dice in un punto stampa alla Riunione informale dei capi di Stato o di governo ad Agia Napa, Cipro. “CONTI NON IN ORDINE? NO, MOLTO IN ORDINE MA CI HANNO LASCIATO DEBITI” “Che i conti non siano in ordine non mi pare corretto dirlo. I conti sono molto in ordine“. Semmai, “c’è chi ci ha lasciato debiti“. Giorgia Meloni, presidente del Consiglio, lo dice in un punto stampa alla Riunione informale dei capi di Stato o di governo ad Agia Napa, Cipro. “Quando ci siamo insediati avevamo un deficit all’8,1%, oggi lo abbiamo al 3,1%. La previsione del governo era il 3,3%, abbiamo fatto meglio delle nostre stesse previsioni”, spiega Giorgia Meloni, presidente del Consiglio, da Cipro. “Avrei voluto scendere sotto il 3%? Certo, avrei voluto fare ancora meglio, ma nessuno può dire che l’Italia oggi non ha i conti in ordine- sottolinea Meloni- si può dire che li aveva molto in disordine ieri. E purtroppo pesa, quel disordine ancora pesa perché finirò di pagare i debiti del Superbonus quando arriveranno le elezioni politiche”. Insomma, “qualcuno ha lasciato dei debiti che il governo successivo doveva per cinque anni ripagare e questo purtroppo pesa”, lamenta la presidente del Consiglio. “Un impatto da 140 miliardi è importante, 40, 38, 35 miliardi l’anno” e “io faccio leggi di bilancio da 18 miliardi”. Dunque, “noi abbiamo fatto tutto quello che potevamo per centrare l’obiettivo e non penso che si potesse andare oltre la politica seria che abbiamo fatto- argomenta Meloni- spendendo le risorse che potevamo spendere su delle priorità che erano giuste, evitando di spendere risorse su cose che non avevano senso”. Infine, “alcuni membri dell’opposizione ci accusano di cose che però non sono quelle reali“, conclude la Presidente del Consiglio, “un miliardo in Albania non lo abbiamo mai speso, lo sanno tutti, sono 138 milioni di euro in un anno, quindi di quale miliardo stiamo parlando?” “UN MILIARDO IN ALBANIA NON LO ABBIAMO MAI SPESO” “Alcuni membri dell’opposizione ci accusano di cose che però non sono reali. Un miliardo in Albania non lo abbiamo mai speso, lo sanno tutti, sono 138 milioni di euro in un anno, quindi di quale miliardo stiamo parlando?”. Giorgia Meloni, presidente del Consiglio, lo dice in un punto stampa alla Riunione informale dei capi di Stato o di governo ad Agia Napa, Cipro.
Autore: Redazione 23 aprile 2026
– Nonostante la tregua formale a tempo indeterminato, la tensione nel Golfo Persico raggiunge nuovi picchi critici. Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha impartito ordini restrittivi alla Marina Militare, autorizzando l’eliminazione immediata di qualsiasi unità navale posamine iraniana nello Stretto di Hormuz. "Abbiamo il controllo totale", ha dichiarato il Tycoon, confermando che il blocco navale ha già costretto 31 imbarcazioni a invertire la rotta. Mentre Teheran riscuote i primi proventi dai pedaggi per il transito nello Stretto, il fronte israeliano alza i toni dello scontro. Il Ministro della Difesa, Israel Katz, ha annunciato che le forze di Tel Aviv sono in attesa del "via libera" da parte degli USA per procedere all'abbattimento della dinastia Khamenei e "riportare l'Iran al Medioevo". Sviluppi sul campo e assetti politici: Raid in Libano: Un attacco mirato delle IDF ha colpito un veicolo a Nabatieh, causando tre vittime. Vertice di Sicurezza: Il Primo Ministro Netanyahu ha convocato per questa sera una riunione d'urgenza del gabinetto di sicurezza. Nessuna fretta diplomatica: Trump ha rassicurato che le scadenze elettorali di midterm non influenzeranno i tempi di un eventuale accordo con l'Iran, ribadendo una linea di massima prudenza. Terremoto al Pentagono: In piena crisi, si registra l’uscita di scena del Segretario alla Marina, Phelan, rimosso dal Pentagono. La situazione resta in costante evoluzione, con la comunità internazionale che guarda con apprensione agli esiti della riunione serale del gabinetto israeliano.
Autore: Anna Maria Rengo 23 aprile 2026
L’imprenditore e scrittore Sauro Pellerucci scardina i luoghi comuni su un mondo nel quale vincono soltanto diffidenza, sfiducia e narrazioni tossiche. “E se ci svegliassimo scoprendo che il mondo è popolato da persone per bene?” Sarebbe certamente un magnifico risveglio! Ma chissà se, anziché un sogno a occhi aperti, non sia la realtà. Certamente, è il quesito da cui parte Sauro Pellerucci, imprenditore, opinionista e scrittore, per fotografare un’immagine del nostro tempo che raramente trova spazio nel dibattito pubblico: quello in cui la normalità è fatta di persone che ogni giorno scelgono di essere per bene, senza clamori e senza pretese. Un modo di essere, una scelta che “conviene” a tutti, come spiega Pellerucci nelle pagine de “Il mondo delle persone per bene” (Sì! Edizioni, 2024), un saggio che ribalta il paradigma dominante fatto di diffidenza, sfiducia e narrazioni tossiche. Ma che il mondo sia delle persone per bene è una constatazione oppure un auspicio? Con questa domanda iniziamo la nostra conversazione con Sauro. “Direi l’una e l’altro. Sono convinto che il mondo che ci viene raccontato dai media sia ben peggiore di quello reale, semplicemente perché le notizie, per diffondersi, hanno bisogno di essere aggressive, di stimolare, di emozionare. Chi tutti i giorni fa quello che deve, gli incidenti evitati, non sono notizie che troviamo sui giornali e nello stesso senso le persone per bene sono molte di più di quelle che vengono rappresentate. Poi certo, il mio è anche un auspicio: le persone per bene, per potersi riconoscere, devono anche esserne consapevoli. Sicuramente dare loro spazio e fiducia le aiuta a non sentirsi fuori dal mondo e a trovare una cittadinanza.” Come definiresti, in poche parole, una persona per bene? “Innanzitutto una persona perbene è una che non si sente tale e che quindi ha il dubbio se lo sia o no. È proprio il dubbio che ci spinge a migliorare. Poi, la persona per bene non è quella che non sbaglia mai, ma quella che usa l’errore correggersi e migliorarsi. Ancora, la persona per bene non si sente l’unica stella a brillare in un universo di tenebre, ma riconosce anche altre che sono tali. E sceglie di essere per bene, non lo è solo perché non potrebbe essere altro. A me piace dire che esistono persone perbene e persone che perbene non sono ancora, perché non hanno ancora capito come evolve la propria attività umana. La persona per bene sa come ottenere il meglio anche dagli altri, dando fiducia: quando incontra qualcuno non è prevenuta e non si stupisce se l’altro si comporta bene, ma del contrario, dà fiducia fino a prova contraria.” La mia impressione personale è che nel mondo attuale ci sia ancora la possibilità di essere una persona per bene, ma che se vuoi essere tale devi mettere in conto che difficilmente potrai diventare ricchissimo, oppure famosissimo, e che dunque l’essere per bene ha un prezzo che si deve, magari ben volentieri, pagare. Sei d’accordo? “Pensare che l'essere per bene sia un impedimento per raggiungere l'élite significa, in fondo, pensare che tutti quelli che occupano i posti top, dal presidente della Repubblica in giù, non siano in realtà per bene. Questa mi sembrerebbe una contraddizione e vorrebbe dire che stiamo accettando che le posizioni di massimo potere siano occupate da persone che non stimiamo e che non vorremmo neanche avere vicine. E no, non lo credo. Credo invece che per fare carriera nella vita bisogna impegnarsi. Poi, certo, servono anche capacità dialettiche, diplomatiche, a volte un po’ di scaltrezza. Ma una persona per bene è innanzitutto molto preparata, non cerca di ingannare l’esaminatore ma studia. Poi magari, proseguendo con l’esempio del presidente della Repubblica, non tutti saranno state delle persone specchiate ma sicuramente avranno fatto un percorso che li ha distinti e non per la parte oscura della personalità, ma verso la luce. Io voglio giudicare le persone rispetto al loro risultato migliore e non per i loro incidenti ed errori. Secondo me dobbiamo abbassare il livello delle aspettative e alzare quello della fiducia.” Come definiresti essere una persona di successo? “Il successo non è una manifestazione esterna, denaro, fama, ma è il valore che noi riusciamo ad esprimere e a far percepire a chi è intorno a noi. È crescere noi, non rendere piccoli gli altri.” Secondo te una persona per bene può e deve a prescindere evitare lo scontro, la disobbedienza, la violenza fisica e verbale, la bugia? “Un conto è essere per bene, altro essere perbenisti. La persona per bene deve attuare tutti i comportamenti necessari affinché il bene vinca, chiaramente rifuggendo dalla violenza e da qualsiasi tipo di sopraffazione, ma non dalla resistenza. Nel momento in cui dovesse esserci un elemento di aggressività di qualcuno verso di me, o verso qualcuno che io dovrei difendere, non posso non difendermi o difendere, essendo non aggressivo ma resistente. Chi è buono e basta in fondo non credo che sia per bene, perché risponde solo a un suo imperativo categorico interno che lo fa star bene e che lo spinge a non reagire. Resistere alle forze negative è faticoso, pesante: talvolta è più facile rimanere in silenzio e subire che reagire nella maniera giusta. Io credo nel linguaggio non violento, che non significa per forza gentile e tenero.” Il tuo libro, per chi ti conosce, costituisce una sorta di sintesi di quella che è la tua attività imprenditoriale e soprattutto di impegno nel sociale e nell’associazionismo. Quali sono state le motivazioni che ti hanno infatti portato a creare l’associazione “Io sono una persona per bene”, che conferisce anche dei riconoscimenti a personalità particolarmente meritevoli? “Era l’agosto del 2015, periodo solitamente di pausa per me. Leggendo i giornali mi resi conto che tutte le notizie riportate erano pessime: efferatezze, violenze, omicidi, sversamenti inquinanti… Non mi riconoscevo in questo modo al quale poi si finisce pure per assuefarsi. Da lì l’idea di fondare una fan page sui social che ha raggiunto ben presto i 5-55mila follower e nel quale abbiamo iniziato a raccontare solo belle notizie, ben prima che iniziassero a farlo altri quotidiani nazionali: storie di eroi normali, non di personaggi famosi. Poi, dal 2006, abbiamo iniziato a premiare alcuni dei protagonisti delle storie narrate e da lì è nata l’idea, la filosofia delle persone per bene, che rifugge dall’idea che chi lo è non è intelligente. Con la nascita dell’associazione ho voluto dare una testimonianza, inizialmente minima, solo la mia, ma poi anche dei miei conoscenti, e nel corso del tempo il gruppo è cresciuto fino a diventare riconosciuto a livello internazionale.”  Dal tuo libro, ma anche dalle tue attività, traspare fiducia nel genere umano e nelle sue potenzialità. Di fronte agli scenari di guerre attuali e a una violenza, anche nei rapporti interpersonali e famigliari, come minimo non sopita, questa tua fiducia riesce a non vacillare? “Io ho fiducia nel futuro e del resto non abbiamo altra alternativa che averla. E poi facciamo un’analisi. È vero che ci sono motivi di paura, negatività, pessimismo e che in quest’ultimo periodo sono scoppiate guerre come non ce n’erano da anni, almeno da noi, visto che nel resto del mondo non sono mai cessate. Cerchiamo di non essere cinici, ma realisti. Cosa abbiamo realizzato negli ultimi ottant’anni? Il numero dei poveri è diminuito, non solo in termini percentuali ma anche assoluti e questo vuol dire che c’è una maggiore quantità e capacità dell’umanità di sostenersi. Sono migliorate le condizioni economiche e sanitarie e anche se non sono tuttora eccellenti e positive in maniera assoluta, cresce il numero di persone che vivono in maniera sostenibile. Nonostante le violenze di cui abbiamo notizia tutte le sere in tv le condizioni del medio-periodo sono migliorate, anche se certo gli ultimi dieci anni non sono stati tra i migliori della storia recente. Purtroppo ogni tot di anni nasce una motivazione che scatena litigi su scala planetaria di crescita. Con questo non voglio dire che ci dobbiamo accontentare ma che la storia è ciclica e che ci sono dei momenti in cui il mondo deve trovare dei nuovi equilibri, dei momenti che richiedono maggiore forza nella gestione. Io poi non riesco ad avere una visione che non sia territoriale: ciascuno di noi può incidere nel suo territorio di riferimento. Il mondo delle persone per bene è anche lì.” L’AUTORE - Nato a Narni (Tr) nel 1967, è founder di Pagine Sì! Spa, uno dei principali player italiani nel settore della comunicazione digitale a favore di Pmi, Pa, associazioni e liberi professionisti, con oltre 55 sedi e 450 dipendenti. Oltre ad essere imprenditore è anche opinionista e scrittore di romanzi, saggi ed editoriali. Nel 2015 ha istituito il Premio “Io sono una persona per bene”, per valorizzare quella “maggioranza silenziosa” di persone che contribuisce a rendere migliore la società. Nel gennaio 2024 ha pubblicato “Il mondo delle persone per bene” (Sì!Edizioni), il suo ottavo libro, definito dalla critica un “manifesto del bene” che, in un’epoca dominata da pessimismo e intolleranza, offre una visione di speranza, celebrando l’umanità che opera per il bene comune ogni giorno e in silenzio, lontano dai riflettori. Nel 2025 è diventato presidente del Festival dell’Editoria e del Giornalismo Emergente (Fege), che, su sua iniziativa, ha trovato casa stabile a Terni, rafforzando il legame tra la città e il mondo dell’editoria e dell’informazione.
Autore: Redazione 23 aprile 2026
Sarà Benjamin Bonzi l'avversario di Jannik Sinner nel secondo turno del Masters 1000 di Madrid. Il numero uno del ranking Atp e prima testa di serie del torneo se la vedrà con il francese, numero 104 del mondo in tabellone (attraverso le qualificazioni). Bonzi ha superato oggi, mercoledì 22 aprile, il connazionale Titouan Droguet, numero 113 del ranking (e anche lui passato dal tabellone cadetto), con il punteggio di 6-7 (4-7), 7-6 (7-4), 6-4 dopo due ore e 35 minuti. Sinner e Bonzi si affronteranno venerdì 24 aprile.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 23 aprile 2026
La S.S. Lazio vola in finale di Coppa Italia al termine di una sfida infinita e carica di emozioni contro l’Atalanta. Il 13 maggio, allo Stadio Olimpico, i biancocelesti si giocheranno il trofeo contro l’Inter, dopo aver superato i bergamaschi ai tiri di rigore (2-1) in una serata che resterà nella storia per l'incredibile prestazione di Edoardo Motta. Il match si è deciso negli istanti finali dei tempi regolamentari: al vantaggio laziale siglato da Romagnoli all'84', ha risposto appena due minuti dopo Pasalic, fissando il risultato sull'1-1. Dopo un tempo supplementare di grande equilibrio e tensione, la lotteria dei rigori ha incoronato protagonista assoluto il portiere biancoceleste Edoardo Motta. L’estremo difensore della Lazio ha compiuto un’impresa senza precedenti, neutralizzando quattro conclusioni consecutive degli avversari (Scamacca, Zappacosta, Pasalic e De Ketelaere). Nonostante l'errore di Tavares e il legno colpito da Cataldi, le reti dal dischetto di Isaksen e Taylor hanno garantito alla squadra di Maurizio Sarri l’accesso all’ultimo atto della competizione. Il tecnico e la squadra celebrano un traguardo meritato, frutto di cuore e solidità, con lo sguardo già rivolto alla finalissima contro i nerazzurri per la conquista della Coppa.
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