Ferruccio Badi: Visione Internazionale e Radici Rurali nel Futuro dell'Equitazione

Redazione FRV NEWS MAGAZINE • 23 febbraio 2026

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Nel cuore di Sumirago, la Badi Farm non è solo un punto di riferimento per l’allevamento del Quarter Horse, ma un laboratorio di eccellenza dove la passione si fonde con la strategia d'impresa. Abbiamo incontrato Ferruccio Badi, leader in Confagricoltura e voce degli allevatori a Bruxelles, per tracciare la rotta di un comparto che vale miliardi di euro.

 

 

 

Non chiamatelo solo allevamento. La Badi Farm è l’incarnazione del modello di Imprenditore Agricolo Professionale 4.0. Qui, tra le colline varesine, Ferruccio Badi ha costruito un ecosistema dove la tradizione della doma dolce e la precisione della mascalcia convivono con una visione manageriale che guarda direttamente alle istituzioni europee.

Badi, figura di vertice in Confagricoltura e Presidente del Gruppo di Lavoro "Cavalli" presso il Copa-Cogeca a Bruxelles, è l’uomo che sta portando le istanze degli allevatori italiani sui tavoli dove si decide il futuro della Politica Agricola Comune (PAC). In questa intervista esclusiva, analizziamo la metamorfosi di un settore che sta finalmente uscendo dall'ombra del "lusso" per reclamare la propria dignità agricola e sportiva.

 


Ferruccio, l'allevamento equino è spesso visto come un'attività di nicchia, ma i numeri dicono altro. Dal suo osservatorio in Confagricoltura, come si posiziona oggi il comparto equino nell’economia agricola nazionale e quanto pesa il riconoscimento del cavallo come "atleta" ai fini fiscali?


In Italia vivono circa mezzo milione di cavalli, con tantissime diversità sia nel loro uso che attitudine. In Europa circa undici milioni. Il comparto pesa a livello europeo per cento miliardi di Euro (includendo allevamento, addestramento, competizioni e servizi) e in Italia sforiamo i cinque miliardi, anche se il tracciamento a livello nazionale è sempre controverso per mancanza di dati completi. Il cavallo è parte del genoma di tutti noi: i nostri nonni forse lo avevano più presente mentre noi lo diamo per scontato e lo bistrattiamo, ma se il “ricordo” è bipartisan al cavallo dobbiamo tutto.

L’evoluzione del rapporto con il cavallo, quello che in ambito Europeo e Nazionale io chiamo il cavallo moderno, sorpassa il suo uso per alimentazione, e per creare un maggiore reddito agli allevatori, diventa cavallo per attività sportive e per diporto. In Europa abbiamo diverse interpretazioni della figura del cavallo: dalla Svezia con una delle normative più avanzate del mondo, sul benessere di questo animale, sino ad arrivare in Italia con il riconoscimento del cavallo come “atleta”. In Italia usciamo dall’idea populista di cavallo come bene di lusso ed entriamo in quella dove il cavallo diventa strumento tecnico per attività sportiva, questo sancisce anche il fatto che il cavallo non debba più entrare nelle stime di reddito, ma possa invece essere detraibile. La nostra battaglia sindacale sulla riduzione dell’Iva per le vendite di puledri sotto i due anni, iniziata in Europa è terminata in Italia con la diminuzione dal 22% al 5%, grazie alla lettura del Ministro Giorgetti. Noi come allevatori ci auguriamo che tutte queste manovre portino maggiori investimenti nel settore che, come capite, non è marginale. Entrando poi un'altra dimensione devo citare che oltre al valore economico c’è un valore morale e sociale che è intrinseco nel cavallo: il sorriso di un bambino che si rapporta con il cavallo diventa invalutabile e penso che arricchisca tutti noi che animiamo il mondo del cavallo.

 


L'aumento delle materie prime e dell'energia ha messo a dura prova le aziende agricole. Quali misure sta promuovendo al Copa-Cogeca affinché la prossima Politica Agricola Comune (PAC) preveda sostegni specifici per la biodiversità equina e per gli allevatori professionali?

 

A livello comunitario il rapporto tra cavallo e agricoltura non è mai stato chiarito in modo lapidario, anzi alcune resistenze proprio in seno agli stati del Nord lo hanno limitato, mentre alcuni paesi come la Francia, lo sostengono con fermezza, in Italia sino a poco tempo fa veniva quasi demonizzato come bene di lusso.

Come Copa Cogeca stiamo premendo sull’acceleratore e abbiamo fatto presente questa mancanza al consiglio Europeo. Ormai è certa la revisione a cui la UE dovrà sottoporre la proposta PAC (2028 - 2034), rigettata dalla Corte dei Conti Europea (ECA) a febbraio di quest’anno; qui noi vediamo uno spiraglio per l’inserimento del nostro settore, sarà una azione a favore di tutti riconoscendo di fatto il cavallo come bene agricolo anche se non destinato all’alimentazione; chi ne fruirà saranno gli allevamenti e le aziende agricole attive.

Ma il nostro operato non si ferma solo a livello Europeo: a livello nazionale abbiamo promosso e stiamo caldeggiando una PDL, in discussione alla Camera (PDL Ippicultura), presentata da Maria Chiara Gadda, vicepresidente commissione agricoltura della Camera, che rappresenta il giusto collocamento, nel suo punto 1, del cavallo: determinazione di una FILIERA del cavallo inserita come produzione agricola sino alla fuoriuscita dalle aziende agricole sia come giovane cavallo che come cavallo “lavorato”.

L’Italia oltre a una grande rappresentanza di razze diverse, ha una sua biodiversità (più di 30 razze autoctone) che coniuga il territorio le aree marginali e la difesa dell’ambiente e degli ecosistemi. Per queste, ma in generale per tutti i cavalli DPA / Non DPA, da corsa da Equitazione o solo divertimento, se allevati in aziende agricole si devono attivare tutti i sostegni agricoli alle imprese, senza più discriminazioni.

 Noi siamo agricoltori e quindi siamo pronti ad aspettare, ma come detto a molti politici, anche a dimostrare se non verrà fatta chiarezza e ridato dignità al nostro settore, Bruxelles e Strasburgo ne sono testimonianza e vorremmo evitare di arrivare a Milano e Roma con i nostri cavalli.

 
Badi Farm è un esempio di "azienda multifunzionale". In un mercato globale competitivo, quanto è fondamentale per un allevatore oggi integrare servizi come l’addestramento tecnico e la formazione per garantire la sostenibilità economica dell’impresa?

 

 Come detto prima il cavallo nel 2026 deve essere considerato “moderno”. E deve essere considerato “moderno” anche l’approccio dell’imprenditore a riguardo.

Ho grande stima dei miei colleghi che riescono a produrre in modo professionale e in grande selezione cavalli da competizione che vengono proposti con successo in tutti i mercati internazionali, senza tutta una filiera che invece noi abbiamo dovuto mettere a regime.

Per noi e i nostri cavalli l’importanza della filiera è imprescindibile. Cosa significa? La nostra idea sino dall’inizio nel 1983 è stata collegare tutti gli strumenti che il legislatore ha creato in ambito agricolo per poter produrre al meglio con risultati.

Siamo partiti dall’allevamento con capi selezionati e genetica importante, per poi collegare la stazione di fecondazione equina, con stalloni testati; poi si doveva creare proselitismo e pubblicizzare i nostri prodotti e quindi abbiamo partecipato a competizioni internazionali, ben piazzando i nostri prodotti; si è creata la scuola di equitazione e i nostri prodotti vengono lavorati e preparati per avere un compratore, sia in ambito agonistico o anche come compagno di una vita ed equiturismo, proprio come chi ha bovine da latte, produce il latte e poi lo caseifica.


La cura di tutti questi settori con anche la pensione dei nostri cavalli venduti a clienti che li tengono in agriturismo è la chiave per la sopravvivenza e per creare reddito anche a chi del nostro personale vi lavora. Ovviamente si deve lavorare anche su sé stessi ecco perché da 25 anni sono giudice internazionale per l’American Quarter Horse Association, Paint, Appaloosa e altre ancora.

 


Il settore del Reining e dei cavalli americani attira molti giovani. Qual è il rischio economico più grande per chi decide di investire oggi in una startup agricola equestre e quali sono, invece, i mercati esteri più promettenti per l’export della genetica italiana?

 

La mia esperienza in campo equestre parte da piccolo con l’equitazione classica. Dopo i primi anni si è spostata verso quella Western, nel 1980 una novità. Ho sempre cercato di andare verso nuovi interessi vincendo anche un Futurity di Reining, poi proponendo Mountain Trail e non da ultimo le discipline Ranch che oggi sono la vera novità del mercato.

Abbiamo in azienda molti tirocinanti mandati da università e scuole professionali agricole, il sogno dei più è aprire una struttura simile alla nostra e iniziare a lavorare nella filiera. Ma tante sono le difficoltà eccone alcune:


-La terra, Badi Farm è partita da un nucleo di circa sei ettari e ora conta più di cento ettari di terreno dove produciamo l’alimentazione dei nostri cavalli e gestiamo la nostra parte agricola, cosa non facile in un territorio come, ad esempio, Varese dove la densità abitativa è grande.


-La burocrazia: mi ricordo ancora oggi il dilemma inziale “..per essere agricoltore si deve avere una azienda agricola e per essere azienda agricola si deve essere agricoltori” un mantra che sembrava invalicabile, ma che con calma e pazienza si era risolto a nostro favore.


- Gli investimenti: senza capitale non si parte; sapete il detto “sai come diventare milionario con i cavalli? Importante è partire miliardari” …in effetti penso sia il lavoro con meno soddisfazioni economiche che si possa intraprendere, si è in balia del meteo se il fieno non si è prodotto per qualche problema meteorologico il precedente anno, il costo del fieno quadruplica, così anche per i cereali, ma si è in balia anche delle crisi economiche: se c’è crisi quale privato pensa di investire in un cavallo che è un costo? Dei mercati: quando a livello generale uno stato o una coalizione litiga con uno stato quel mercato sparisce (vedi quello Russo) e tu che avevi investito rimani a piedi.


-L’emozionalità: ovvero tutti noi siamo dopati dagli interessi di settore, ma essendoci una scarsità di dati ufficiali, l’impresa intraprende verso i propri interessi, mai con il raziocinio.


-Il mercato: produrre.. si tutti bravi a prendere una cavalla e farla ingravidare, ma poi l’inserimento nel mercato locale, regionale e nazionale? Nella gara più importante del nostro settore western lo scorso anno riservati ai cavalli di tre anni, ben tre soggetti erano figli della medesima madre (embrio transfert a più soggetti), e tutti sanno che una cavalla genera un solo puledro all’anno, quindi la lotta non è più solo con chi ha idee e investe ma con chi ha più soldi di te e si può permettere una genetica, una lavorazione embrio e tutta una filiera di eccellenza.

 

L’Export: la genetica vende, ma costa: l’Italia è uno dei primi centri di interesse per i mercati esteri a fianco degli Usa. Ma seguire questi mercati è complicato… e soprattutto sono tutti in balia del nuovo arrivato, colui che ha vinto e che a statistica (per noi gli USA) è il più nominato dell’anno.


Quindi meglio coltivarsi un piccolo mercato di nicchia e provare a diventare leader del proprio mercato… questa la ricetta più semplice…

 

 

 


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Autore: Redazione 23 febbraio 2026
L'ex ambasciatore britannico negli Stati Uniti, Peter Mandelson, è stato arrestato oggi, lunedì 23 febbraio, dalla Metropolitan Police con l’accusa di abuso d'ufficio. In una nota, citata da Sky News, la polizia ha riferito che un uomo di 72 anni è stato fermato a un indirizzo nel quartiere londinese di Camden e condotto in una stazione di polizia per essere interrogato. L'arresto segue l’esecuzione di mandati di perquisizione in due proprietà nelle aree di Wiltshire e Camden. Mandelson ha in precedenza respinto ogni accusa di illecito. I file saranno resi pubblici, ma è polemica sui tempi Il governo britannico ha inoltre annunciato che la prima tranche di documenti relativi alla nomina di Mandelson ad ambasciatore del Regno Unito negli Stati Uniti sarà pubblicata all'inizio di marzo. Il capo segretario del premier Keir Starmer, Darren Jones, ha spiegato alla Camera dei Comuni che i file saranno diffusi progressivamente, mentre un documento legato all’indagine in corso sarà reso pubblico solo successivamente, in accordo con la polizia. All'inizio del mese i deputati avevano votato per obbligare l'esecutivo a rendere pubblica tutta la documentazione relativa all'incarico diplomatico di Mandelson. Secondo Sky News, i materiali coinvolti sarebbero migliaia. Il ministro ombra conservatore Mike Wood ha criticato i tempi della pubblicazione, accusando il governo di procedere "con l'urgenza di un bradipo stanco in un lunedì festivo". Il ritiro dalla Camera dei Lord e dal Partito laburista All’inizio del mese - dopo essere stato richiamato a settembre dall’incarico di ambasciatore negli Usa in seguito alle prime rivelazioni legate ai file sul caso Epstein - Mandelson aveva annunciato il ritiro dalla Camera dei Lord, con effetto dal 4 febbraio, lasciando anche il Partito laburista sotto la crescente pressione politica e mediatica provocata dalle nuove informazioni emerse dall’ultima pubblicazione del Dipartimento di Giustizia statunitense. La rinuncia al seggio parlamentare non comporta però la perdita automatica del titolo nobiliare di Lord, che può essere revocato soltanto attraverso una specifica legge del Parlamento. Il governo ha indicato l’intenzione di valutare nuove norme in materia, mentre Starmer ha affermato che non sarebbe opportuno che Mandelson continui a utilizzare il titolo. 
Autore: Pier Paolo Pinto 23 febbraio 2026
165 anni fa..Il 13 febbraio 1861, con la resa di Gaeta, si chiude formalmente l’esperienza del Regno delle Due Sicilie. La narrazione ufficiale ha ridotto quell’evento a una sconfitta militare, all’inevitabilità della Storia o all’arretratezza del Sud. Ma questa lettura è rassicurante e incompleta. La vera frattura fu sociale, prima ancora che politica o bellica. Il Regno borbonico non cade perché privo di esercito o di risorse. Cade perché le sue classi dirigenti intermedie smettono di riconoscersi nello Stato. Notabili locali, funzionari, ufficiali, proprietari, borghesia amministrativa: nessuno di questi gruppi si mobilita realmente per difendere l’ordine esistente. Non per idealismo unitario, ma per disaffezione strutturale. Lo Stato borbonico era forte nell’apparato, ma debole nell’integrazione. Centralizzato, verticale, poco permeabile. Non offriva alle élite territoriali un senso di partecipazione, né un vero spazio di negoziazione. Il potere era percepito come distante, statico, non “abitabile”. Quando Giuseppe Garibaldi avanza, non incontra una resistenza compatta, ma attendismo, neutralità, talvolta collaborazione passiva. Non c’è tradimento epico: c’è disimpegno razionale. Il passaggio sotto la Casa Savoia viene letto da molte élite meridionali come un’opportunità di riallineamento. Non un’adesione a un mito nazionale, ma una scommessa di posizionamento. Lo Stato cade perché è già socialmente svuotato. Il popolo, escluso da ogni processo decisionale, resta spettatore. Il parallelo con l’Italia di oggi è meno azzardato di quanto sembri. Anche oggi viviamo in uno Stato che funziona per procedure, norme, automatismi, ma che fatica a produrre identificazione. Le classi dirigenti sono fluide, mobili, pronte a riposizionarsi. I cittadini partecipano poco, delegano tutto, si ritirano nella lamentela privata. Non c’è conflitto aperto, perché manca il coinvolgimento. È una stabilità apparente, fondata sull’inerzia. La lezione del 1861 è semplice e inquietante: uno Stato non crolla quando viene attaccato, ma quando smette di essere difeso. E uno Stato smette di essere difeso quando non è più sentito come proprio. La storia del Regno delle Due Sicilie non parla solo del Sud. Parla di ogni comunità politica che confonde l’ordine con la legittimità e scopre, troppo tardi, che non coincidono.
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La Premier torna a smentire la sua presenza al festival: "E' la più grande festa della musica italiana, non ha bisogno di ospiti immaginari e non serve infilarci a forza la polemica politica" Leggo da giorni di una mia presunta partecipazione alla prima serata di Sanremo. Una notizia totalmente inventata, smentita immediatamente da Palazzo Chigi e successivamente dallo stesso Carlo Conti", scrive sui social la premier Giorgia Meloni. "Eppure la storia continua: dopo la smentita, oggi il conduttore è stato nuovamente incalzato in conferenza stampa su questa mia fantomatica presenza. A questo punto - ironizza la presidente del Consiglio - forse conviene ricordare a chi inventa notizie di sana pianta che il FantaSanremo è un gioco divertente per gli appassionati del Festival. Le notizie, invece, dovrebbero restare nel mondo reale". "Nel frattempo io continuo a fare il mio lavoro. E sono sicura che Sanremo saprà brillare senza ospiti immaginari. Perché è la più grande festa della musica italiana, e non serve infilarci a forza la polemica politica", conclude Meloni.
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Il vicepremier: "Finita la riunione del G7 Commercio Internazionale, riunirò la Task Force Dazi" “Alla riunione del G7 sul commercio internazionale ascolteremo quello che diranno gli americani. Noi abbiamo bisogno di chiarezza, sapere esattamente qual è la proposta, cosa intendono fare anche con l’accordo che è stato raggiunto. Anche la sentenza della Corte Suprema non è chiara, per esempio, per quanto riguarda la questione eventuale del risarcimento”. Lo dice il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani a Bruxelles. “Quindi noi lavoreremo certamente uniti- aggiunge-. La linea dell’Italia è quella di lavorare insieme all’Europa, ai nostri partner, per far sì che si mantengano gli impegni e soprattutto la nostra preoccupazione è quella di rassicurare tutte le imprese italiane che esportano. Ecco perché, finita la riunione del G7 Commercio Internazionale, riunirò la Task Force Dazi da qui – ma saranno in presenza a Roma o in collegamento decine e decine di imprese e di organizzazioni imprenditoriali – alle quali daremo tutte le informazioni perché in questo momento è importante rassicurare il nostro mondo imprenditoriale”. E conclude: “Le guerre commerciali non servono a nessuno. Noi difenderemo certamente i nostri interessi e i nostri indirizzi e le nostre scelte con serietà, con fermezza, ma anche confidando molto nel lavoro del commissario Maros Sefcovic, che ha raggiunto un ottimo risultato con l’accordo famoso del 15% ed è un interlocutore credibile e rispettato anche negli Stati Uniti”. TAJANI: TUTELARE NOSTRO SISTEMA IMPRENDITORIALE E FARE CHIAREZZA “Gli Stati Uniti sono il nostro principale alleato e rappresentano, insieme all’Unione europea, il mercato principale per l’esportazione. Circa il 40 per cento del nostro Pil si basa sull’export, quindi non si tratta di fare polemica, ma di tutelare il nostro sistema imprenditoriale. Abbiamo fatto un accordo e vogliamo che sia rispettato”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine del Consiglio Affari esteri tenutosi a Bruxelles, sul tema dell’annuncio del presidente Trump dell’aumento dei dazi e a proposito delle eventuali ripercussioni sull’accordo con l’Unione europea. Tajani ha anche annunciato l’intenzione di creare una task force sui dazi e invocato chiarezza da parte degli Stati Uniti. A circa quattro anni dall’inizio della guerra in Ucraina, il vicepremier e ministro ha sottolineato: “Noi siamo favorevoli alle sanzioni e alla linea maggioritaria in Ue. Sbaglia chi non vuole fare scelte che portino Mosca a più miti consigli. Il nostro obiettivo è la pace, che però non deve danneggiare l’Ucraina”. Sulle politiche d’immigrazione Tajani ha elogiato l’Italia: “Le scelte europee ci hanno dato ragione e continueremo in questa direzione. Il modello Italia oggi è accettato, seguito e apprezzato da altri Paesi”. Infine, su Israele ha aggiunto: “Come la maggioranza degli europei, siamo contro qualsiasi annessione dei territori della Cisgiordania a Israele. Siamo per infliggere sanzioni ai coloni, come detto anche quando si è verificata l’inaccettabile situazione che ha coinvolto i nostri due Carabinieri”.
23 febbraio 2026
La Procura ha chiesto di procedere con incidente probatorio. Per autopsia deciderà un giudice. Legale famiglia Domenico: "Espianto poteva essere posticipato" Domenico morto in seguito al trapianto di un cuore danneggiato durante il trasporto: sono 7 gli indagati e la Procura ha chiesto di procedere con un incidente probatorio per eseguire l'autopsia. Il pm Giuseppe Tittaferrante che coordina le indagini per la Procura partenopea ha inoltrato al gip del tribunale di Napoli la richiesta di procedere d'ufficio con l'incidente probatorio per l'espletamento dell'esame autoptico e della perizia medico legale collegiale. Un passaggio sul quale il giudice dovrebbe decidere nei prossimi due giorni. Nel registro degli indagati sono iscritti i 6 componenti dell'équipe che il 23 dicembre scorso ha eseguito il trapianto sul piccolo Domenico , morto sabato mattina dopo 60 giorni in coma farmacologico , e una dirigente dell'ospedale Monaldi. La madre di Domenico: "Giustizia, nessuno deve soffrire come noi" "La costituzione di una fondazione nasce dall'idea evitare altri casi di malasanità e spingere maggiormente per agevolare i trapianti". Lo ha spiegato Patrizia Mercolino, la mamma di Domenico, prima di recarsi con il suo legale dal notaio per la costituzione della fondazione a nome del piccolo. "Vedremo meglio come utilizzare questa fondazione, non ci dimentichiamo che mio figlio aveva bisogno di un trapianto. Non dovrà succedere più a nessun altro bambino e a nessuna famiglia di dover soffrire come abbiamo sofferto noi", ha aggiunto la mamma del piccolo. Legale famiglia Domenico: "Espianto poteva essere posticipato" "Il momento dell'espianto poteva essere posticipato, in quanto Domenico non era un bambino moribondo". Così Francesco Petruzzi, l'avvocato della famiglia del bambino. "Domenico era affetto da una patologia - ricorda il legale - ma attendeva un cuore.
23 febbraio 2026
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Autore: FRV NEWS MAGAZINE 23 febbraio 2026
Una conferenza stampa che unisce rivendicazione di autonomia, grandi stelle dello sport e la memoria storica della televisione italiana. Il Direttore Artistico Carlo Conti, affiancato da una Laura Pausini emozionata per il suo ritorno "a casa", ha tracciato la rotta della settantaseiesima edizione del Festival. L'autonomia di Carlo Conti Rispondendo alle sollecitazioni della stampa in merito alle etichette politiche, Carlo Conti ha chiarito con fermezza la sua posizione: «Io meloniano? No, sono un uomo libero». Una dichiarazione che blinda il Festival da ogni condizionamento, riaffermando la centralità dello spettacolo e della musica sopra ogni appartenenza. Mercoledì: L'Ariston si tinge dei colori olimpici Il Vicedirettore Intrattenimento Prime Time Rai, Claudio Fasulo, ha annunciato che la serata di mercoledì sarà un omaggio alle prossime Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano Cortina 2026. Sul palco saliranno le leggende dello sport azzurro: Arianna Fontana, l'atleta più titolata della storia olimpica italiana; Francesca Lollobrigida e Lisa Vittozzi, simboli dell'eccellenza negli sport invernali; I campioni paralimpici Giacomo Bertagnolli (con Andrea Ravelli) e Giuliana Turra per il curling in carrozzina. Il tributo a Pippo Baudo: «Il mio Festival è Baudiano» Il momento di massima commozione è stato il ricordo di Pippo Baudo, scomparso lo scorso agosto. Conti ha annunciato che il Festival sarà interamente dedicato a lui: «È doveroso dedicarlo a Pippo, un maestro e un faro. Ho voluto intitolargli il camerino e ringrazio la famiglia Vacchino per avergli dedicato il quaderno dell’Ariston». Anche Laura Pausini ha condiviso un retroscena privato: «Quando ero indecisa se accettare la co-conduzione, ho chiamato Pippo. Mi disse: 'Laura, sei pronta da un po', cosa aspetti?'. Sento la sua presenza forte qui con noi». Sanremo: Una cittadinanza onoraria Tra aneddoti e ricordi, Conti e Pausini hanno ribadito il legame viscerale con la città dei fiori. «Sia io che Amadeus ormai ci aspettiamo la cittadinanza onoraria», ha scherzato Conti, mentre Laura Pausini ha ricordato con tenerezza il suo debutto del 1993, sottolineando come l'Ariston sia per lei, a tutti gli effetti, una seconda casa.
Autore: FONTE AGENZIA AGIMEG 23 febbraio 2026
La Corte di Cassazione ha confermato che la Regione Toscana ha diritto a ricevere la quota dei proventi derivanti dalle scommesse ippiche spettante per legge, respingendo il ricorso del Ministero delle Politiche Agricole. La decisione ribadisce che il trasferimento delle somme non può essere subordinato all’effettivo incasso delle rimesse da parte dei concessionari. La vicenda La controversia nasce dalla richiesta della Regione Toscana di ottenere oltre 2,3 milioni di euro quale quota dei proventi delle scommesse ippiche relativa all’anno 2001. Dopo un lungo contenzioso, il Tribunale aveva accolto la domanda della Regione e la Corte d’appello di Firenze aveva confermato la decisione, ritenendo sussistente la giurisdizione del giudice ordinario e il diritto dell’ente territoriale al pagamento. Le tesi del Ministero Nel ricorso per Cassazione il Ministero ha sostenuto che la controversia rientrasse nella giurisdizione amministrativa e che il pagamento fosse subordinato alla concreta percezione dei proventi delle scommesse ippiche da parte dell’amministrazione. Ha inoltre contestato la motivazione della sentenza d’appello e la valutazione delle prove sulla disponibilità delle risorse finanziarie. La decisione della Cassazione La Suprema Corte ha respinto tutte le censure. In primo luogo ha confermato la giurisdizione del giudice ordinario, chiarendo che la controversia riguarda l’inadempimento di un’obbligazione patrimoniale e non l’esercizio di poteri discrezionali dell’amministrazione. Nel merito, i giudici hanno affermato che la normativa prevede l’obbligo di destinare annualmente alle Regioni una quota dei proventi delle scommesse ippiche e che, una volta determinato l’importo spettante, l’ente pagatore non dispone di discrezionalità nell’esecuzione del pagamento. È stata inoltre ritenuta infondata la tesi secondo cui il trasferimento delle somme sarebbe subordinato all’effettivo incasso dei proventi dai concessionari, anche perché nel corso del tempo erano state adottate misure finanziarie per garantire la copertura delle somme dovute. Le conseguenze Con il rigetto del ricorso, la Cassazione ha confermato il diritto della Regione alla corresponsione delle somme e ha ribadito un principio rilevante per il settore delle scommesse ippiche : la quota spettante agli enti territoriali costituisce un vero e proprio diritto patrimoniale, non condizionato alla riscossione effettiva dei proventi. mg/AGIMEG
Autore: AGENZIA DIRE 23 febbraio 2026
Il Capo dello Stato in giornata nella città siciliana colpita dal maltempo. Poi a Palermo per gli avvocati Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, a quanto si apprende, è atteso stamattina in visita a Niscemi. Nel pomeriggio, il Capo dello Stato, parteciperà a Palermo, alla cerimonia in occasione della IX Giornata dell’orgoglio dell’appartenenza all’Avvocatura e dell’accoglienza dei giovani. DA OGGI ATTIVATO TEMPORANEAMENTE UN PUNTO INPS A partire da oggi, lunedì 23 febbraio, a Niscemi (Caltanissetta) sarà attivato temporaneamente un Punto Inps per garantire la piena operatività dei servizi in favore della popolazione interessata dalla frana che ha colpito l’area. Lo sportello sarà ospitato nei locali messi a disposizione dal Comune, in stretto coordinamento con l’Amministrazione locale. Il presidio è stato attivato dalla Direzione regionale Sicilia e sarà gestito dal personale della Direzione provinciale di Caltanissetta con il supporto dell’Agenzia di Gela. L’obiettivo è assicurare un punto di riferimento immediato per cittadini, famiglie e imprese, offrendo assistenza sulle prestazioni ordinarie e su eventuali misure straordinarie che potranno essere introdotte dal Governo. Particolare attenzione sarà rivolta al comparto agricolo, fulcro economico dell’area e tra i più esposti agli effetti dell’evento. “L’attivazione di un presidio temporaneo dell’Istituto in una fase così delicata è un segnale di responsabilità e di presenza concreta dello Stato sul territorio”. Le parole del presidente Gabriele Fava. “La frana ha generato difficoltà significative e richiede un intervento rapido, ordinato e continuo. Per questo l’INPS si stringe alla comunità di Niscemi mettendo a disposizione una struttura operativa immediatamente funzionante, per facilitare l’accesso ai servizi e accompagnare le persone nelle procedure più complesse”. Fava ringrazia il Direttore regionale Sergio Saltalamacchia e il Direttore provinciale Antonio Armando Iacono “per la tempestività e la qualità del lavoro svolto, che hanno reso possibile l’apertura del presidio in tempi brevissimi”. “Continueremo a monitorare l’evoluzione della situazione insieme alle autorità locali – conclude Fava – per garantire supporto costante e modulare il nostro intervento in funzione delle esigenze della popolazione e del tessuto produttivo”.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 23 febbraio 2026
“L’Italia ha dimostrato al mondo intero di saper vincere, accogliere e incantare,” hanno commentato le autorità a margine della serata. Si sono chiusi sotto il segno dello spettacolo e dell’orgoglio italiano i Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026. In un’Arena di Verona gremita in ogni ordine di posto, la cerimonia di chiusura ha celebrato il record storico dell’Italia (30 medaglie complessive) con uno show che ha fuso l’eleganza della danza classica alla potenza del pop d’avanguardia. Achille Lauro infiamma l’Arena Il momento più elettrizzante della serata ha visto protagonista Achille Lauro . L'artista ha letteralmente "infiammato" l'anfiteatro romano con una performance iconica di "Incoscienti Giovani" , trasformando l'antico palcoscenico in un set futuristico. La sua presenza scenica ha saputo catalizzare l'energia di migliaia di spettatori, consacrandolo come simbolo di una nazione capace di rinnovarsi pur onorando la propria storia. L’incanto di Roberto Bolle A bilanciare l’energia rock della serata è stata l’étoile Roberto Bolle. In una cornice visiva mozzafiato, Bolle ha danzato sulle note de "Il Mondo" di Jimmy Fontana, interpretata dalla voce di Joan Thiele . Un’esibizione che ha unito tecnica impeccabile e pura poesia, commuovendo la platea internazionale presente a Verona. Un passaggio di testimone storico  La serata, arricchita dai ritmi elettronici di Gabry Ponte e dei Major Lazer, si è conclusa con il formale passaggio della bandiera olimpica verso le Alpi Francesi, sede dei Giochi 2030. L'evento, commentato per l'Italia da Auro Bulbarelli , ha segnato il trionfo organizzativo del Paese, celebrando non solo gli atleti, ma l'eccellenza creativa italiana.
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