Fino alle estreme conseguenze

Anna Maria Rengo • 3 marzo 2026

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Lorenzo Priore, protagonista del nuovo libro di Marco Torricelli, raggiunge infine il suo “Punto di rottura”. E niente sarà più come prima.

Un giornalista e scrittore che narra di un giornalista e scrittore: della sua difficile ricerca della verità, del suo vissuto tra rimorsi, rimpianti e desideri, della sua implacabile sete di giustizia. In un’Italia dipinta a tinte decise, tra l’azzurro del mare e il grigio fango del malaffare.

Queste, in pochissime righe che non vogliono anticipare troppo della complessa e sorprendente trama, è “Punto di rottura” (Via Margutta edizioni), il nuovo libro di Marco Torricelli. Un romanzo duro e disincantato, nel quale, come dice il protagonista Lorenzo Priore includendo pure se stesso nella definizione, “nessuno è come sembra” e dove l’unico davvero innocente è un bambino, Samuele.


Marco, quanto c’è di te nel protagonista, anch’egli come te giornalista di lungo corso e, lo può dire chi ti conosce bene, determinato e tenace nell’andare sotto la superficie delle cose, anche e soprattutto in ambito professionale?

“Io credo che, quando proviamo a raccontare una storia, tutti ci mettiamo dentro qualcosa di nostro e cerchiamo anche di fare bella figura. L'importante, però, è non esagerare. In questa, di storia, effettivamente ci sono riferimenti personali, anche importanti, ma ci sono soprattutto cose delle quali sono stato testimone diretto, altre che mi sono state raccontate o delle quali ho trovato traccia nei media. Di me e della mia storia non interessa e non deve interessare nulla a nessuno, ma quello di cui si legge nel libro dovrebbe interessare tutti e spingere ad acquisire maggiore consapevolezza. Ed è questo lo scopo per cui l'ho scritto.”


Il punto di rottura raggiunto da Lorenzo è anche una metafora dei tanti punti di rottura che riguardano ciascuno di noi. Li possiamo/dobbiamo evitare, o affrontare a testa alta?

“Dobbiamo affrontarli, senza dubbio. Evitarli non serve. Perché poi capita, come al protagonista della storia, di dover fare i conti con vicende lontane, con la polvere nascosta sotto il tappeto, con rimpianti e recriminazioni che magari speravamo di aver rimosso. Ma che sono lì, dentro di noi e che prima o poi vengono a presentarci il conto. Certo, quando il punto di rottura è raggiunto e decidiamo di prenderne atto, dobbiamo solo scegliere il passaggio successivo. Lorenzo Priore compie una scelta radicale e chi avrà la pazienza di leggere il libro potrà dare un giudizio soggettivo su questa scelta, ma un fatto è certo: far finta di niente non è possibile.”


Nel tuo libro descrivi uno scenario anche oltre il nazionale caratterizzato da malaffare e violenza, nonché le difficoltà di Lorenzo nel venirne a capo e nel raccontarle. Esiste ancora la possibilità di fare giornalismo d’inchiesta in Italia e qual è il prezzo che si deve essere disposti a pagare?

“Deve esistere questa possibilità e in Italia, anche in un panorama sempre più inquietante, abbiamo degli esempi importanti di giornaliste e giornalisti che si impegnano, giorno dopo giorno, nel portare avanti inchieste scomode, non solo rispetto al potere politico, ma anche ai tanti potentati economici che condizionano la vita delle persone; spesso senza sparare un colpo di pistola, ma distruggendo le radici di quella pianta vitale che è la convivenza civile. Certo, chi decide di provare a scoperchiare il vaso di Pandora corre dei rischi, e gli esempi – anche drammatici – non mancano, ma proprio per questo di persone così dobbiamo essere orgogliosi e manifestare loro tutta la nostra riconoscenza.”


Criminalità, corruzione, mancata sicurezza informatica. Quella che racconti è un’Italia distopica o reale?

“Si tratta di un'Italia reale, purtroppo, e anche in questo caso gli esempi non mancano. Solo che, secondo me, troppo spesso la nostra indignazione viene orientata, ad arte, nella direzione sbagliata. Ingigantendo paure ancestrali e minimizzando (quando non nascondendo) fatti ed azioni che minano le basi stesse della democrazia. Basta passare un po' di tempo, con spirito critico, su un qualsiasi social network per averne la dimostrazione: si


Tornando un po’ alla domanda iniziale, il protagonista Lorenzo è da un lato un eroe, ma dall’altro è anche una persona con molte ombre, con sensi di colpa e debolezze da domare. Come hai costruito il personaggio e, senza volere svelare nulla della vicenda e men che meno della conclusione del libro, alla fine ne esce sconfitto, vincitore o redento?

“Io non credo che il protagonista della storia sia un eroe. Si tratta di un uomo che, ad un certo punto (quello di rottura, appunto) deve scegliere che strada percorrere. E lo fa, fino in fondo, consapevolmente. Costruire il personaggio è stato complicato, proprio perché non volevo farne un eroe, ma piuttosto provare a renderlo il più normale possibile, con pregi e difetti in bella mostra. Lorenzo Priore siamo noi, tutte e tutti noi. Persone buone e cattive insieme, coraggiose o codarde, generose o egoiste. Misericordiose e crudeli. Secondo me non è importante come da questa storia esce Lorenzo, io credo e spero che la sua parabola possa indurre qualcuno ad andare oltre la superficie delle cose che ci raccontano e da 'come' ce le raccontano. Ecco, in quel caso avrebbe vinto.”


Il libro è proprio in questi giorni in uscita e la sua prima presentazione è alla Biblioteca comunale di Terni sabato 14 marzo alle ore 17.

L’AUTORE – Marco Torricelli è nato a Narni (Tr) e vive a Terni.

È stato operaio, commesso, venditore di aspirapolveri ed enciclopedie, proiezionista al cinema, insegnante supplente. E, per molti anni, giornalista. Raramente è stato disoccupato.

Ha pubblicato “Un cuore d'acciaio – I giorni dell'orgoglio” (2004) e, con lo storico dell'arte Luca Tomìo, “Leonardo da Vinci – Le radici umbre del Genio” (2018) e “Leonardo da Vinci – Il genio che si è fatto uomo” (2018).


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Autore: FRV NEWS MAGAZINE - Francesca Romana Nucci 17 luglio 2026
L'avvocato Maurilio Prioreschi, storico difensore di Luciano Moggi, ha espresso forti perplessità sulla richiesta di archiviazione della Procura di Milano riguardante l'inchiesta sul mondo arbitrale che coinvolge Gianluca Rocchi e l'Inter. Le sue parole arrivano attraverso un'intervista esclusiva rilasciata all'agenzia di stampa Adnkronos. Secondo il legale, la motivazione dei pm milanesi evidenzia un evidente doppio standard rispetto al passato. Prioreschi sottolinea come a Milano sia prevalso un approccio fortemente garantista, mentre al Tribunale di Napoli, durante il processo Calciopoli, bastò molto meno per arrivare a condanne definitive per frode sportiva. Il confronto con Calciopoli. I magistrati di Milano hanno escluso l'esistenza di un "sistema strutturato", nonostante abbiano rilevato tentativi di ingerenza sull'ex designatore arbitrale Gianluca Rocchi per favorire il club nerazzurro. Prioreschi contesta radicalmente questa interpretazione: Il meccanismo del 2006: In Calciopoli la frode sportiva fu contestata per condotte legate alla formazione delle griglie arbitrali (i cinque nomi da cui si sorteggiava il direttore di gara). ·La situazione attuale: Nelle intercettazioni dell'inchiesta milanese emergono indicazioni dirette ed esplicite su quali arbitri scegliere e quali scartare, senza la variabile del sorteggio.  Per l'avvocato Prioreschi, la condotta emersa a Milano è nettamente più grave e diretta rispetto alle "semplici chiacchierate" che vent'anni fa portarono a pesanti condanne, rendendo difficile comprendere la scelta di archiviare il caso.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE - Fonte ufficio stampa masaf 17 luglio 2026
Nuova circolare Masaf a tutela del consumatore e del Made in Italy: vietato spacciare per EVO i tagli con oli vergini. Controlli più stringenti per un patrimonio da 1 milione di ettari. Trasparenza totale per le famiglie, regole certe per i produttori e tolleranza zero contro le speculazioni. Il Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (Masaf) ha emanato la nuova circolare n. 0347821, firmata dai capi dipartimento competenti, che introduce una stretta rigorosa sulle norme di etichettatura dell'olio d'oliva. La principale novità del provvedimento introduce il divieto assoluto di utilizzare la denominazione “Olio di oliva extravergine” per i prodotti ottenuti dalla miscelazione di olio extravergine con olio vergine. D’ora in avanti, l'etichetta EVO sarà riservata esclusivamente all'olio di oliva di categoria superiore puro. "L’olio è alla base della nostra dieta ed è usato quotidianamente da tutte le famiglie italiane", ha dichiarato il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida. "Per questo c’è bisogno di regole certe per chi produce e imbottiglia e di informazioni chiare per chi acquista e consuma. L’olivicoltura è un patrimonio italiano da proteggere e valorizzare, con oltre un milione di ettari del nostro territorio dedicati a questa attività millenaria. Dare queste regole stringenti, aumentare i controlli e assicurarsi che ciò che viene chiamato olio extravergine di oliva italiano lo sia davvero è una garanzia per la salute, il benessere dei cittadini e per il lavoro dei nostri agricoltori". I pilastri del nuovo provvedimento: Stop ai tagli commerciali: L'olio ottenuto dalla miscelazione tra categoria "extra vergine" e "vergine" perde il diritto alla classificazione commerciale superiore. Trasparenza e tutela del consumatore: Chi acquista avrà la certezza immediata di comprare un prodotto di massima qualità, senza ambiguità informative. Difesa della filiera agroalimentare: Valorizzazione del lavoro degli olivicoltori italiani e protezione del territorio nazionale dalle pratiche commerciali ingannevoli. Inasprimento dei controlli: Previsto il potenziamento dei controlli di filiera e doganali da parte dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF). Le nuove disposizioni entrano in vigore con effetto immediato dalla data di pubblicazione della circolare sul sito del Masaf.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 17 luglio 2026
Un fine settimana spettacolare attende tutti gli appassionati di trotto all’Ippodromo Snai Sesana di Montecatini Terme, con due eventi unici in programma venerdì 17 e domenica 19 luglio. L'azione comincia venerdì sera con una riunione interamente riservata ai Gentlemen Drivers. I cancelli e la biglietteria di viale Leonardo da Vinci 15 aprono alle ore 19:00, dando subito il via all'animazione per i bambini e le famiglie. Le corse iniziano ufficialmente alle ore 20:30, precedute dalle prove di qualifica dei due anni alle 20:00 e alle 20:10. L’intero appuntamento di venerdì è dedicato alla solidarietà e all'Associazione Giuliasmile Aps di Monsummano. L'ente sarà presente in ippodromo con uno stand per far conoscere la storia di Giulia, nata nel 2020 e affetta da una rara Encefalite Epilettica Infantile legata alla mutazione del gene STXBP1. Il programma della serata prevede sette corse totali, tra cui spicca l'equilibrato handicap ad invito valido come Tris-Quartè-Quinte. Completano il cartellone il Premio Sguardo di Speranza per cavalli di tre anni, il Premio Malattie Rare alla seconda corsa per i quattro anni a reclamare e il Premio Solidarietà per Giuliasmile alla penultima corsa, una condizionata sul miglio sempre per i quattro anni. Domenica 19 luglio la scena è tutta per il secondo grande classico della stagione, il Gran Premio Società Terme Memorial Vivaldo Baldi. Si tratta di un'importante prova di Gruppo 3 che vede dieci cavalli di tre anni sfidarsi sulla distanza di 2.040 metri con partenza dietro l'autostart, garantendo uno spettacolo agonistico di altissimo livello.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 17 luglio 2026
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