Giallo di Anguillara: si cerca l’arma del delitto. Il sospetto degli inquirenti: «Carlomagno ha avuto un complice?»

FRV News Magazine • 24 gennaio 2026

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Le indagini sull'omicidio di Federica Torzullo entrano in una fase cruciale. Dopo la confessione shock di Claudio Carlomagno, che ha ammesso di aver ucciso la moglie con 23 coltellate prima di seppellirla nel piazzale della sua ditta, gli inquirenti si stanno concentrando su due nodi ancora irrisolti: la ricerca dell'arma del delitto e l'ipotesi di una rete di complicità.

Caccia all'arma del delitto

Nonostante la confessione, l'arma utilizzata per l'efferato delitto non è stata ancora ritrovata. Carlomagno avrebbe fornito indicazioni contrastanti agli investigatori del Nucleo Investigativo dei Carabinieri, sostenendo di essersene sbarazzato subito dopo l'omicidio. I militari stanno setacciando le aree limitrofe all'azienda di scavi e i cassonetti della zona, avvalendosi anche di metal detector. L'assenza dell'arma è un tassello mancante fondamentale per la ricostruzione balistica e medico-legale della dinamica.

Il sospetto di complici: "Un uomo solo non può aver fatto tutto"

Il sospetto degli inquirenti, coordinati dalla Procura di Civitavecchia, è che Carlomagno possa aver ricevuto aiuto, se non nell'esecuzione del delitto, almeno nelle complesse fasi di occultamento del cadavere.



  • La profondità della buca: Il corpo di Federica è stato rinvenuto sotto oltre due metri di terra e detriti. Per scavare e ricoprire una fossa di tali dimensioni in tempi rapidi, è possibile che l'uomo abbia utilizzato macchinari pesanti della sua ditta, ma la logistica dell'operazione solleva dubbi sulla possibilità che abbia agito in totale solitudine senza attirare sospetti.
  • I rilievi scientifici: I RIS di Roma stanno analizzando i mezzi di movimento terra e i tabulati telefonici di conoscenti e dipendenti dell'uomo per verificare se qualcuno fosse presente nel cantiere tra il 9 e il 10 gennaio.

Claudio Carlomagno resta nel carcere di Civitavecchia. Le accuse a suo carico sono di omicidio volontario aggravato e occultamento di cadavere. Nei prossimi giorni sono previsti nuovi interrogatori per chiarire i punti oscuri del suo racconto, giudicato in parte "lacunoso" dagli inquirenti.


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Autore: AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamento Ore: 14.35 21 marzo 2026
L’ultimo messaggio del Presidente degli Stati Uniti su Truth: “Degradare i missili iraniani e fermare il nucleare” MISSILI IRANIANI SU BASE MILITARE SULL’ISOLA DIEGO GARCIA L’Iran ha confermato di aver lanciato due missili balistici contro una base militare congiunta anglo-americana sull’isola di Diego Garcia, situata nell’Oceano Indiano, a circa 3.800 chilometri dal territorio iraniano. A riferirlo è l’agenzia Mehr. Secondo quanto riportato, l’operazione rappresenterebbe “un passo significativo nel confronto con gli Stati Uniti”, evidenziando un’escalation nelle tensioni tra Teheran e Washington. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, un missile è caduto nell’Oceano, mentre l’altro è stato intercettato dalla Difesa. Il dato più rilevante riguarda la distanza del bersaglio: il fatto che l’isola sia stata colpita suggerisce infatti che i missili iraniani possano avere una gittata superiore rispetto a quanto dichiarato ufficialmente. Solo il mese scorso, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi aveva affermato che l’Iran aveva scelto di limitare volontariamente la portata dei propri vettori a circa 2.000 chilometri. ORE 10.30 – USA E ISRAELE ATTACCANO L’IMPIANTO NUCLEARE DI NATANZ Israele e gli Stati Uniti hanno colpito l’impianto nucleare iraniano di Natanz, come confermato dall’Organizzazione per l’energia atomica dell’Iran. In una nota diffusa dall’agenzia Tasnim l’ente ha parlato di “attacchi criminali” attribuiti a Washington e a quello che ha definito “il regime sionista”, precisando che il sito di arricchimento è stato preso di mira nelle prime ore della giornata. Nonostante l’attacco, le autorità iraniane hanno riferito che non si sono registrate fuoriuscite di materiale radioattivo nell’area dell’Iran centrale. Sulla stessa linea anche l’Agenzia internazionale per l’energia atomica, che ha invitato tutte le parti alla moderazione e ha comunicato che, dalle prime verifiche, non è stato rilevato alcun aumento dei livelli di radiazione al di fuori del sito. ORE 9 – IL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE RUSSO A TEHERAN ROMA – Il presidente russo Vladimir Putin ha inviato un messaggio di congratulazioni alla leadership iraniana in occasione del Nowruz, il capodanno persiano, ribadendo il sostegno di Mosca a Teheran. Secondo quanto riferito dal Cremlino, Putin si è rivolto alla Guida Suprema Mojtaba Khamenei e al presidente Masoud Pezeshkian, augurando al popolo iraniano di superare “con dignità” le attuali difficoltà e sottolineando che, “in questo momento difficile”, la Russia resta “un amico leale e un partner affidabile”. Il messaggio arriva mentre cresce l’instabilità nella regione mediorientale. Mosca attribuisce la crisi all’escalation militare che coinvolge Iran, Stati Uniti e Israele, con ripercussioni anche sul piano energetico globale. Secondo quanto riportato da media internazionali, il rafforzamento dei rapporti tra Russia e Iran passa anche attraverso la cooperazione militare e tecnologica, con il possibile supporto di Mosca in termini di intelligence e sistemi avanzati. Nonostante la vicinanza politica, il partenariato tra i due Paesi non prevede una clausola di difesa reciproca. Mosca ha inoltre più volte ribadito la propria contrarietà allo sviluppo di armi nucleari da parte dell’Iran, temendo un’escalation regionale. Il messaggio per il Nowruz si inserisce quindi in un quadro geopolitico complesso, segnato da tensioni crescenti ma anche da un consolidamento dei rapporti tra Mosca e Teheran. ORE 3.15 – TRUMP: “FERMARE IL NUCLEARE IRANIANO” “Siamo molto vicini a raggiungere i nostri obiettivi” e stiamo “valutando di ridurre i nostri grandi sforzi militari in Medio Oriente”. Donald Trump affida a Truth un nuovo aggiornamento sulla strategia Usa nella regione. Nel messaggio, il presidente elenca le priorità: “Degradare completamente la capacità missilistica iraniana, i lanciatori e tutto ciò che li riguarda”, ma anche “distruggere la base industriale della difesa”. Tra gli obiettivi indicati anche “eliminare la marina e l’aeronautica, comprese le armi antiaeree”. Trump ribadisce poi la linea sul nucleare: “non permettere mai all’Iran di avvicinarsi alla capacità nucleare”, assicurando che gli Stati Uniti resteranno “in una posizione tale da poter reagire rapidamente e con forza” a eventuali sviluppi. Nel post sottolinea anche la protezione “al massimo livello” degli alleati in Medio Oriente, citando Israele, Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Bahrain e Kuwait. Infine, il passaggio sullo Stretto di Hormuz: “Dovrà essere controllato da altri Paesi che lo utilizzano, gli Stati Uniti non lo fanno”. Washington, aggiunge, potrà aiutare “se richiesto”, ma “non dovrebbe essere necessario una volta eliminata la minaccia iraniana”. Per Trump si tratterebbe di “un’operazione militare facile”, mentre gli Stati Uniti valutano un possibile ridimensionamento della loro presenza nella regione.
Autore: AGENZIA DIRE: Ore: 14.35 21 marzo 2026
Si tratta della quarta italiana a vincere il trofeo dopo Isolde Kostner (due volte, 2001 e 2002), Sofia Goggia (quattro volte, 2018, 2021, 2022 e 2023) e Brignone (2025) E’ Laura Pirovano la regina della discesa femminile. L’azzurra ha vinto a Kvitfjell, in Norvegia, nell’appuntamento finale della stagione dello sci alpino, ma soprattutto ha conquistato la Coppa di specialità. ‘Lolli’ non smette più di vincere e, dopo lo splendido uno-due in Val di Fassa che ha infranto un tabù che sembrava implacabile, ha centrato quindi il terzo successo di fila, nel primo giorno in cui ha vestito il pettorale di leader della classifica di specialità. Un pettorale che ora resterà con lei fino al prossimo autunno: Pirovano è regina della discesa libera con 536 punti ed un margine di 83 punti sulla tedesca Emma Aicher e di 123 sulla campionessa olimpica Breezy Johnson, oggi seconda alle sue spalle. E’ il terzo trionfo consecutivo, in un marzo letteralmente magico per Pirovano che conquista il globo di cristallo, succedendo a Federica Brignone, detentrice del trofeo. Pirovano è la quarta italiana a vincere il trofeo dopo Isolde Kostner (due volte, 2001 e 2002), Sofia Goggia (quattro volte, 2018, 2021, 2022 e 2023) e appunto Brignone (2025). Perchè ora la ventottenne trentina di Spiazzo Rendena sa solo vincere: 1’30″85 il tempo che strozza la gioia di Johnson, seconda a 0″15, con la teutonica Kira Weidle Winkelmann terza a 0″25. Ai piedi del podio, è quarta Ariane Rädler (+0″29) che precede a sua volta una Emma Aicher (+0″37) che vede svanire la possibilità del sorpasso ai danni dell’azzurra. Più che buona la prova di Nicol Delago che è settima a 0″51, mentre Sofia Goggia è nona a 0″81, separata dall’altra azzurra da Cornelia Hütter, ottava. Appena oltre la top ten, Nadia Delago è undicesima a 0″95, scivola invece oltre la zona punti Elena Curtoni, 21esima. Le finali di Coppa del Mondo proseguono domenica 22 marzo con il superG. “NEMMENO NEI SOGNI, E’ INCREDIBILE” “Ho una paura folle di farla cadere, questa coppa- sorride- Davvero non so cosa dire: se già le vittorie in Val di Fassa mi avevano tolte le parole, oggi è davvero incredibile. Al traguardo sono crollata in lacrime. In partenza ero tesa, in gara non mi sentivo perfetta e le prove non erano andate bene. Avevo quasi paura a guardare il risultato perchè non mi aspettavo nulla e poi quando ho visto… è stato devastante. Non sapevo del risultati di Aicher, avevo solo visto la gara di Weidle e mi dicevo che sarebbe stata dura. E’ incredibile – credo sia l’aggettivo migliore – perchè sono passata dall’essere sempre lì ma mai abbastanza vicina, a collezionare risultati che avrei mai immaginato, come questa coppetta. Non era nemmeno nei miei sogni. Tre podi e tutte vittorie: forse tra qualche giorno troverò le parole per esprimere tutto questo. Intanto- conclude Pirovano- oggi ho fatto un bel regalo di compleanno a mio papà”.
Autore: AGENZIA DIRE 21 marzo 2026
Nelle indagini sul deragliamento di Milano che ha causato due morti emerge una telefonata di tre minuti e 40 secondi fatta dall'autista pochi istanti prima dell'incidente Spunta una telefonata sospetta nella vicenda del deragliamento del tram numero 9 a Milano, che il 27 febbraio alle 16.11 è uscito dalle rotaie andando a schiantarsi contro un palazzo all’angolo tra via Vittorio Veneto e via Lazzaretto. Si tratta di una telefonata di tre minuti e 40 secondi che l’autista del mezzo, Pietro M., avrebbe fatto a un collega subito prima dello schianto in cui sono morte due persone. Tra la chiusura della telefonata (ovviamente vietatissima quando si è alla guida di tram e autobus) e lo sbandamento, scrive il Corriere della Sera, sarebbero passati appena 12 secondi. E proprio in quei frangenti risulta una fermata saltata, lo scambio non azionato e la curva imboccata a tutta velocità. Pochi istanti dopo, il deragliamento. Insomma, se fino a oggi si era parlato quasi certamente di malore, l’emergere di questa telefonata potrebbe cambiare le cose. A CHI AVEVA TELEFONATO L’AUTISTA L’autista del tram, che è indagato per disastro ferroviario, omicidio e lesioni colpose, ha 60 anni e una lunga carriera in Atm. I colleghi hanno detto di lui che è sempre stato un guidatore molo prudente e, anzi, raccontavano che andava anche troppo piano (e veniva ‘raggiunto’ da chi aveva il turno dopo di lui). La chiamata di quel giorno, Pietro M. l’aveva fatta ad un collega, un altro altro autista, e il Corriere racconta che lo avrebbe chiamato per parlargli del dolore a un piede che si era procuratore poco prima aiutando una passeggero disabile a scendere dal tram. Nell’incidente del 27 febbraio sono morte due persone: Ferdinando Favia di 59 anni e l straniero Okon Johnson Lucky di 49 anni. I feriti sono stati più di 50.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 21 marzo 2026
Oggi, in tutta Italia, si celebra la Giornata Nazionale della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime delle mafie, un appuntamento istituito ufficialmente per legge il 21 marzo di ogni anno. In questa data, che coincide con l'inizio della primavera, la nostra comunità si unisce alla rete nazionale promossa da Libera e Avviso Pubblico per onorare gli oltre 1.100 nomi di vittime innocenti – servitori dello Stato, magistrati, giornalisti, imprenditori e semplici cittadini – che hanno perso la vita per mano della criminalità organizzata. Il Valore della Memoria e dell'Impegno Il tema di quest'anno invita a trasformare il ricordo in azione quotidiana. Come sottolineato dal simbolo della formica, scelto per l'edizione 2026, la lotta alle mafie non è solo compito della magistratura o delle forze dell'ordine, ma richiede uno sforzo corale di cittadinanza attiva. "Fare memoria" significa impegnarsi affinché la verità e la giustizia non restino velate, sostenendo i familiari delle vittime nel loro percorso di dignità e coraggio. Le Iniziative
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 21 marzo 2026
È stata confermata l’identità delle due vittime dell’esplosione avvenuta nella serata di giovedì 19 marzo all'interno del Parco degli Acquedotti. Si tratta di Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, figure già note agli organi di polizia per la loro vicinanza ai gruppi dell'anarco-insurrezionalismo. Secondo le ricostruzioni della DIGOS e degli artificieri, i due sarebbero rimasti uccisi mentre stavano confezionando un ordigno artigianale ad alto potenziale. La deflagrazione accidentale della miscela chimica ha provocato il crollo del solaio dell’ex casa cantoniera che utilizzavano come base logistica. Le autorità collegano l’attività della coppia alla mobilitazione anarchica contro il regime di 41 bis, ipotizzando che la bomba dovesse essere utilizzata per un’azione imminente nella Capitale.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 21 marzo 2026
L’Italia dell’atletica resta sul gradino più alto del podio grazie ad Andy Diaz. Con una prova di forza straordinaria a Torun, l’azzurro ha conquistato la medaglia d’oro, confermandosi campione mondiale indoor nel salto triplo. Subito dopo il successo, Diaz ha espresso tutto il suo orgoglio ai microfoni di Sky Sport, sottolineando il momento magico dello sport italiano: "Siamo un’Italia vincente. Dopo i successi di Kimi Antonelli e Jannik Sinner, l’atletica non poteva essere da meno. Non potevo restare indietro". Il campione azzurro non si è però fermato alle celebrazioni, spostando immediatamente l’obiettivo verso i prossimi appuntamenti all'aperto e lanciando un guanto di sfida diretto al suo grande rivale, il portoghese Pedro Pichardo: "Ti aspetto all'Europeo". Con questa vittoria, Diaz si conferma leader globale della disciplina, trascinando una Nazionale sempre più protagonista nel panorama sportivo internazionale.
Autore: REDAZIONE 21 marzo 2026
La scossa più significativa alle ore 2.46 di magnitudo 4.6 a Nord di Cefalù, a Ovest di Alicudi, a una profondità di 29 chilometri con epicentro nel mar Tirreno meridionale Notte di paura a Palermo per delle scosse di terremoto che si sono avvertite in diverse zone della città. L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia parla di uno sciame sismico in corso nell’area delle Isole Eolie, con epicentro in mare, tra Alicudi e Palermo. Secondo i dati ufficiali, nelle ultime ore si sono susseguite almeno 15 scosse intorno all’arcipelago eoliano. La più significativa quella registrata alle ore 2.46 di magnitudo 4.6 a Nord di Cefalù, a Ovest di Alicudi, a una profondità di 29 chilometri con epicentro nel mar Tirreno meridionale. Appena tre minuti dopo, alle 2.49, un’altra scossa - stavolta di magnitudo 4.3 - è stata registrata nella stessa area. A queste due scosse, le più forti finora registrate, sono seguite numerose repliche di minore intensità, comprese tra magnitudo 2.0 e 3.0, che hanno caratterizzato un vero e proprio sciame sismico con oltre 15 eventi rilevati in un paio di ore, dalle 1.19 alle 4.28. In molte zone, soprattutto lungo la fascia costiera tra Palermo e Messina, il terremoto è stato percepito in modo netto. Nonostante l’intensità delle scosse principali, non risultano al momento danni a persone o cose.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 21 marzo 2026
Matteo Berrettini vola al terzo turno dell'Atp Masters 1000 di Miami. L'azzurro, al secondo round, supera in 2 set il kazako Alexander Bublik, testa di serie numero 10. Berrettini si impone per 6-4, 6-4 in 1h28'. Il romano affronterà il vincente della sfida tra l'argentino Mariano Navone e il monegasco Valentin Vacherot, testa di serie numero 24.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 21 marzo 2026
Nelle ultime ore si è registrata una gravissima escalation della tensione internazionale a seguito di una serie di attacchi incrociati che coinvolgono Iran, Stati Uniti e Israele. L’attacco a Diego Garcia Secondo fonti ufficiali citate dal Wall Street Journal, l’Iran ha lanciato due missili balistici a raggio intermedio verso l’isola di Diego Garcia, nell’Oceano Indiano, sede di una strategica base militare americano-britannica. L’operazione non ha causato danni alla struttura: Il primo vettore ha subito un malfunzionamento tecnico durante la traiettoria. Il secondo è stato intercettato con successo da un sistema SM-3 lanciato da una nave da guerra statunitense. Resta incerta la tempistica esatta dell'azione, che segna però un precedente di estrema gravità per la portata geografica dell'offensiva iraniana. La risposta di Israele Contemporaneamente, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno dato il via a una serie di "attacchi mirati" su larga scala. Gli obiettivi includono postazioni di Hezbollah a Beirut e, in una mossa senza precedenti, "obiettivi terroristici" direttamente a Teheran. In Libano, i media locali riportano il primo bilancio civile del raid: un morto e due feriti a seguito della distruzione di un’abitazione nel sud del Paese. Fronte energetico e sanzioni  Parallelamente allo scontro militare, si muove la diplomazia economica. Gli Stati Uniti hanno autorizzato la vendita del petrolio iraniano già in fase di navigazione. La deroga resterà valida fino al prossimo 19 aprile, una misura volta probabilmente a stabilizzare i mercati petroliferi in attesa di ulteriori sviluppi della crisi.
Autore: a80d0376_user 21 marzo 2026
Il Presidente: "Valutiamo la graduale riduzione dei nostri enormi sforzi militari in Medio Oriente" Donald Trump valuta il ridimensionamento dell'impegno militare degi Stati Uniti nella guerra contro l'Iran. Lo Stretto di Hormuz dovrà essere sorvegliato dai paesi che lo utilizzano. Il presidente americano per la prima volta, in maniera esplicita, fa riferimento ad un primo passo indietro dopo 3 settimane di conflitto innescato dagli attacchi del 28 febbraio. "Ci stiamo avvicinando sempre di più al raggiungimento dei nostri obiettivi mentre valutiamo la graduale riduzione dei nostri enormi sforzi militari in Medio Oriente in relazione al regime terroristico iraniano", dice Trump in un post su Truth social. L'affermazione, una novità nel diluvio di dichiarazioni e post del numero 1 della Casa Bianca, in realtà sembra in contrasto che le indiscrezioni relative alle operazioni in corso: il Pentagono sta trasferendo almeno 2.200 Marines nell'area del conflitto, dove dovrebbero giungere almeno altre 3 navi. Non proprio segnali di un imminente 'rompete le righe'. Per Trump, evidentemente, la missione è quasi conclusa. "Posso dire che abbiamo vinto a livello militare. Possiamo dialogare, ma non voglio un cessate il fuoco. Non si fa un cessate il fuoco quando si sta annientando completamente l'altra parte. Non hanno una marina, non hanno un'aviazione, non hanno equipaggiamento, non hanno vedette, non hanno difese aeree, non hanno radar. E tutti i loro leader sono stati eliminati, a tutti i livelli", ripete. Gli obiettivi centrati Nel messaggio su Truth, il presidente elenca i 5 target che l'operazione Epic Fury ha consentito di raggiungere: "1. Demolire completamente le capacità missilistiche iraniane, i sistemi di lancio e tutto ciò che è collegato. 2. Distruggere la base industriale della difesa iraniana. 3. Eliminare la Marina e l'Aeronautica, compresi i sistemi di difesa aerea. 4. Non permettere mai all'Iran di avvicinarsi alla capacità nucleare e essere sempre in una posizione tale da consentire agli Stati Uniti di reagire rapidamente e con forza a una tale situazione, se si dovesse verificare. 5. Proteggere, al massimo livello, i nostri alleati mediorientali, tra cui Israele, Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Kuwait e altri", scrive il presidente snocciolando l'elenco, nel quale non viene menzionato il tema del 'regime change'. "Stiamo avendo difficoltà, vogliamo parlare con loro, ma non c'è nessuno con cui parlare", ironizza Trump davanti a microfoni e telecamere. "I loro leader sono tutti spariti -aggiunge- il gruppo successivo di leader è sparito e anche quello ancora successivo è quasi tutto sparito, Ed ora nessuno vuole più essere un leader. Non abbiamo nessuno con cui parlare e sapete, a noi piace che sia così". Lo Stretto di Hormuz non è un problema Usa Quindi, Trump affronta - ancora una volta - il nodo relativo allo Stretto di Hormuz . La via del petrolio è di fatto bloccata di fatto dall'Iran, con la paralisi del traffico del greggio e con effetti dirompenti sui mercati. Gli Stati Uniti, che hanno ottenuto dal Regno Unito l'uso delle basi britanniche, potrebbero agire in tempi brevi per liberare lo Stretto: un'azione è un'ipotesi concreta a giudicare dai movimenti di navi e truppe verso la regione. Quando la situazione sarà stata risolta, "lo Stretto di Hormuz dovrà essere sorvegliato e controllato, se necessario, dalle altre nazioni che lo utilizzano. Gli Stati Uniti non lo usano. Se ci verrà chiesto, aiuteremo questi Paesi nei loro sforzi per la sicurezza dello Stretto di Hormuz, ma non dovrebbe essere necessario una volta eliminata la minaccia iraniana. È importante sottolineare che per loro sarà un'operazione militare semplice", dice. I paesi in questione comprendono gli alleati della Nato - definiti qualche ora prima "codardi" per il mancato sostegno agli Usa -, la Cina e il Giappone. "Sarebbe bello" se Pechino e Tokyo si unissero agli sforzi per riaprire lo Stretto. "Noi non ne abbiamo bisogno. L'Europa ne ha bisogno. La Corea, il Giappone, la Cina e molti altri ne hanno bisogno: quindi dovranno farsi coinvolgere".
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