Il Dott. Giovanni Di Caccamo e l’Eccellenza Odontoiatrica: tra l'Eredità del Fondatore Andrea e la Nuova Frontiera delle Cure Dentali

FRV NEWS MAGAZINE - Francesca Romana Nucci • 10 marzo 2026

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In un'epoca di grandi trasformazioni tecnologiche, la medicina d'eccellenza resta un equilibrio perfetto tra innovazione scientifica e radici umane. FRV News Magazine ha il piacere di ospitare un’intervista esclusiva che ci porta nel cuore della sanità romana d’avanguardia.

Incontriamo oggi un professionista che ha fatto della cura della bocca una vera missione di vita, trasformando uno studio storico in un punto di riferimento multidisciplinare dove la prevenzione non è solo una pratica clinica, ma una cultura tramandata di padre in figlio.


Il Dott. Giovanni Di Caccamo è un odontoiatra con oltre trentacinque anni di esperienza clinica nel campo della parodontologia, implantologia, chirurgia orale e ortodonzia. Nel corso della sua carriera ha visitato e trattato migliaia di pazienti, sviluppando un solido senso clinico maturato attraverso anni di pratica e confronto con casi sempre diversi.

 

Un motivo di grande orgoglio è il rapporto di fiducia costruito con molte famiglie nel tempo: nello studio vengono spesso seguite più generazioni della stessa famiglia, dai nonni ai genitori fino ai figli e ai nipoti.

 

Opera presso il centro odontoiatrico APGR Di Caccamo a Roma, una realtà familiare attiva da tre generazioni.


L’acronimo APGR nasce dalle iniziali dei membri della famiglia coinvolti nello studio: Andrea, Patrizia, Giovanni e Renato.


Il padre Andrea Di Caccamo è stato il fondatore dello studio, che oggi prosegue con i suoi  fratelli Patrizia e Renato e al progressivo coinvolgimento della nuova generazione della famiglia, tra cui il figlio Andrea.


Nel tempo lo studio è cresciuto fino a diventare una struttura multidisciplinare con nove sale operative e una squadra numerosa e qualificata, composta da personale amministrativo, igienisti dentali e diversi medici odontoiatri con competenze specialistiche che collaborano e si confrontano quotidianamente sui casi clinici.

Il Dott. Di Caccamo è inoltre socio attivo della SIdP (Società Italiana di Parodontologia), una delle principali società scientifiche di riferimento in questo ambito.

 


Buongiorno Dottore, grazie per averci concesso questa intervista. Oggi parliamo con Lei di un argomento fondamentale per la nostra salute e il nostro benessere: il sorriso e la cura dei denti. Spesso sottovalutiamo l'importanza dell'igiene orale, ma sappiamo che è legata a doppio filo con la nostra salute generale. Vorremmo capire insieme, da un esperto come lei, come possiamo prenderci cura al meglio della nostra bocca, quali sono le novità nel campo delle cure e della prevenzione, e sfatare qualche mito comune. Dottore partiamo da una domanda semplice ma cruciale: perché il benessere orale è così importante per il nostro benessere?

 

La salute della bocca rappresenta una componente fondamentale della salute generale. Il cavo orale è infatti un ambiente biologico complesso che può riflettere e influenzare lo stato di salute dell’intero organismo. Negli ultimi decenni la ricerca scientifica ha dimostrato come le malattie infiammatorie del cavo orale, in particolare le malattie parodontali, possano essere associate a diverse condizioni sistemiche, tra cui diabete, patologie cardiovascolari e alcune complicanze della gravidanza...

 

 

 Quali sono le innovazioni che hanno rivoluzionato la sua professione negli ultimi anni?"


Negli ultimi anni l’odontoiatria ha vissuto una grande evoluzione sia dal punto di vista tecnologico sia dal punto di vista scientifico. Le tecnologie digitali, la diagnostica radiologica avanzata e la chirurgia guidata implantare hanno reso molti trattamenti più precisi, meno invasivi e più predicibili.

Parallelamente si è sviluppata una maggiore consapevolezza sull’importanza della prevenzione e del controllo della placca batterica, che oggi sappiamo essere il principale fattore responsabile di carie e malattie parodontali. Anche gli strumenti a disposizione dei pazienti sono migliorati molto: pensiamo agli spazzolini elettrici di nuova generazione, ai rilevatori di placca o alle tecnologie che aiutano a monitorare il tempo e l’efficacia dello spazzolamento.


Tuttavia la vera innovazione è anche culturale. Sempre più studi odontoiatrici dedicano tempo all’educazione del paziente, con dimostrazioni pratiche, istruzioni personalizzate di igiene orale e supporti visivi o video dimostrativi che aiutano a migliorare le abitudini quotidiane.


Nel nostro studio molti professionisti partecipano attivamente ai congressi e ai programmi di aggiornamento della SIdP – Società Italiana di Parodontologia, una delle principali società scientifiche di riferimento in questo ambito. Questo ci permette di rimanere costantemente aggiornati sulle più recenti evidenze scientifiche e sulle innovazioni cliniche.

 

 

 

 "Come può un paziente 'pauroso' approcciare il dentista con serenità?"


La paura del dentista è molto più diffusa di quanto si pensi e spesso nasce da esperienze negative vissute in passato oppure semplicemente dalla paura del dolore o di non sapere cosa aspettarsi. Oggi però l’odontoiatria è cambiata profondamente e molti trattamenti possono essere eseguiti in modo molto più confortevole rispetto a qualche decennio fa.


Il primo passo per aiutare un paziente ansioso è dedicare tempo all’ascolto e alla spiegazione. Comprendere cosa verrà fatto, con quali strumenti e con quali tempi aiuta moltissimo a ridurre l’ansia. Nel nostro studio cerchiamo sempre di instaurare un rapporto di fiducia con il paziente, spiegando ogni fase del trattamento e procedendo con gradualità.


Un altro aspetto importante è la prevenzione. Quando i pazienti effettuano controlli regolari e mantengono una buona igiene orale domiciliare, spesso è possibile intercettare eventuali problemi nelle fasi iniziali, evitando interventi più complessi. Questo rende l’esperienza dal dentista molto più semplice e serena.

Anche le tecnologie moderne hanno migliorato notevolmente il comfort delle cure. Un esempio molto concreto riguarda proprio l’igiene dentale professionale, che molti pazienti ricordano come una procedura fastidiosa. Oggi utilizziamo strumenti molto più delicati, con tecnologie basate sull’utilizzo di polveri specifiche che permettono di rimuovere placca e pigmentazioni in modo più gentile rispetto ai sistemi tradizionali. Questo significa meno utilizzo di ablatori ultrasonici, una sensazione molto più confortevole per il paziente e anche un getto d’acqua meno freddo e meno invasivo. Studi clinici hanno dimostrato come queste tecnologie di air polishing con polveri a base di glicina o eritritolo possano essere efficaci e allo stesso tempo più tollerabili per i tessuti gengivali (Hägi et al.; Petersilka et al.).

Infine, soprattutto nei pazienti più giovani, è fondamentale iniziare il rapporto con il dentista in modo positivo. Per questo motivo dal nostro studio APGR è nato anche Dr. White, uno studio dedicato interamente alla salute orale dei bambini, a pochi metri dalla sede principale, dove l’ambiente e l’approccio clinico sono pensati per rendere la visita dal dentista un’esperienza serena e costruire fin da piccoli un rapporto di fiducia con le cure odontoiatriche.

 

  Quali sono i pilastri fondamentali della prevenzione dentale per evitare cavie, placca e paradontite, specialmente in una famiglia con bambini e adulti?


La prevenzione dentale si basa su alcuni principi molto semplici ma estremamente efficaci. Il primo riguarda l’igiene orale quotidiana, che deve essere eseguita con attenzione e con una tecnica corretta. Spazzolare i denti con calma per almeno due minuti, utilizzando uno spazzolino manuale o elettrico e pulendo anche gli spazi interdentali, permette di controllare efficacemente la placca batterica.

Il secondo elemento fondamentale è rappresentato dai controlli periodici e dalle sedute di igiene professionale, che consentono di rimuovere il tartaro e di individuare eventuali problemi nelle fasi iniziali, quando sono più semplici da trattare.

Infine è fondamentale l’educazione alla salute orale, soprattutto nelle famiglie. Le abitudini si costruiscono fin dall’infanzia e coinvolgere genitori e bambini in un percorso educativo è uno degli aspetti più importanti della prevenzione. Le linee guida della European Federation of Periodontology sottolineano proprio come il controllo della placca rappresenti il principale fattore per mantenere gengive sane nel corso della vita (Tonetti et al.).

 

 

 Come insegnare ai bambini e ai genitori una routine di igene orale efficace, inclusi spazzolino, filo interdentale e collutorio, adatta alla propria eta’?


L’educazione all’igiene orale nei bambini deve essere semplice, pratica e soprattutto coinvolgente. I bambini apprendono molto meglio quando possono vedere concretamente cosa succede nella loro bocca. Per questo motivo utilizziamo spesso strumenti come i rivelatori di placca, che colorano le zone dove lo spazzolamento non è stato efficace e permettono di capire immediatamente dove migliorare.

Nel nostro percorso educativo spieghiamo ai bambini e ai genitori l’importanza del tempo di spazzolamento, della tecnica corretta e dell’utilizzo del dentifricio al fluoro, che secondo numerose revisioni scientifiche riduce significativamente il rischio di carie nei bambini (Marinho et al., Cochrane Reviews). In questa fase il ruolo dei genitori è fondamentale, perché fino agli otto o nove anni i bambini non hanno ancora una manualità sufficiente per eseguire una pulizia davvero efficace.

Proprio per dare ancora più attenzione alla salute orale dei più piccoli, dal nostro studio APGR è nata una realtà dedicata interamente all’odontoiatria pediatrica, lo studio Dr. White, che si trova a pochi metri dalla sede principale. Si tratta di uno spazio pensato specificamente per i bambini, dove lavorano professionisti dedicati alla prevenzione, alla cura e all’educazione alla salute orale in età pediatrica.

 

    In qualità di esperto di paradontologia, quali errori comuni nelle abitudini famigliari favoriscono la paradontite e come prevenirla con controlli e igene professionale?


La parodontite è una malattia infiammatoria cronica che spesso si sviluppa lentamente e senza sintomi evidenti nelle fasi iniziali. Proprio per questo motivo molti pazienti tendono a sottovalutarla.


Tra gli errori più comuni nelle abitudini familiari troviamo uno spazzolamento troppo rapido o superficiale, la mancata pulizia degli spazi interdentali e la tendenza a rimandare i controlli periodici dal dentista. Anche il sanguinamento gengivale viene spesso considerato normale, mentre in realtà rappresenta quasi sempre il primo segnale di infiammazione gengivale.


La prevenzione della parodontite si basa principalmente sul controllo della placca batterica e sulla diagnosi precoce. Le evidenze scientifiche dimostrano che un programma di prevenzione e mantenimento parodontale regolare può arrestare o controllare efficacemente la progressione della malattia nella maggior parte dei pazienti (Tonetti, Greenwell & Kornman).

 

 

 Quali consigli igenici può dare alle famiglie durante trattamenti ortodontici, per mantenere gengive sane e prevenire complicanze?


Durante i trattamenti ortodontici è particolarmente importante prestare attenzione all’igiene orale, perché la presenza di attacchi ortodontici e fili può facilitare l’accumulo di placca batterica.

In questi casi consigliamo spesso l’utilizzo di spazzolini elettrici o spazzolini ortodontici specifici, insieme a scovolini interdentali che permettono di pulire efficacemente intorno agli apparecchi. È altrettanto importante dedicare il giusto tempo allo spazzolamento e programmare controlli di igiene professionale più frequenti.

Mantenere gengive sane durante un trattamento ortodontico è fondamentale per evitare infiammazioni o demineralizzazioni dello smalto. Per questo motivo nel nostro studio dedichiamo sempre tempo alle istruzioni di igiene orale personalizzate, con dimostrazioni pratiche e supporti educativi che aiutano i pazienti a gestire al meglio la propria igiene domiciliare.

 

"Qual è il suo consiglio più importante per mantenere un sorriso sano e duraturo?" 

Il consiglio più importante è non aspettare il dolore per prendersi cura dei propri denti. La salute orale si costruisce ogni giorno attraverso piccoli gesti quotidiani: uno spazzolamento corretto, l’utilizzo degli strumenti interdentali e controlli regolari dal dentista.

La prevenzione rimane sempre la strategia più efficace. Intervenire precocemente permette infatti di evitare trattamenti più complessi nel tempo e di mantenere denti e gengive sani per molti anni.

Nel nostro studio APGR cerchiamo proprio di promuovere questa cultura della prevenzione, accompagnando i pazienti in percorsi personalizzati di mantenimento della salute orale.

 

 

 Per le famiglie e molte persone, la spesa economica per le cure dentali è difficile da sostenere, con il vostro studio APGR avete delle agevolazioni oppure consigli, per il fare le cure e prevenzioni dentali?


Comprendiamo bene che per molte famiglie le cure dentali possano rappresentare un impegno economico importante. Per questo motivo il nostro approccio parte sempre dalla prevenzione, perché mantenere una buona salute orale nel tempo permette spesso di evitare trattamenti più complessi e costosi.


Nel nostro studio cerchiamo inoltre di costruire piani di trattamento personalizzati e programmabili nel tempo, in modo da rendere le cure più sostenibili e accessibili.



L’obiettivo è accompagnare i pazienti e le famiglie in un percorso di salute orale a lungo termine, dove prevenzione, controlli periodici e mantenimento diventano parte integrante della cura della persona.

 

 



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Autore: FRV NEWS MAGAZINE Francesca Romana Nucci 13 marzo 2026
Si è tenuto presso la Camera dei Deputati l'evento di presentazione della campagna "Colite ulcerosa, io esco" , promossa da Alfasigma in collaborazione con Amici Italia e il patrocinio di IG-IBD. L'iniziativa nasce per rispondere ai bisogni insoddisfatti dei pazienti affetti da Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI), con particolare focus sul supporto psicologico e l'appropriatezza terapeutica. Ad aprire i lavori è stato l'On. Giorgio Mulè , Vicepresidente della Camera, che ha dichiarato: " Ospitare alla Camera un momento di confronto come quello promosso dalla campagna 'Io esco' significa riconoscere il valore di un’interlocuzione sinergica e virtuosa tra Istituzioni, comunità scientifica e Associazioni di pazienti. Al contempo, significa anche comprendere quanto sia importante ascoltare la voce delle persone che ogni giorno si confrontano con la complessità delle Ibd". I dati dell'indagine "Sunrise" rivelano una realtà critica: sebbene il 65% dei pazienti sia in remissione, il 97% desidererebbe un supporto psicologico alla diagnosi, supporto che 2 pazienti su 3 non hanno mai ricevuto. Il progetto propone quindi l'integrazione di valutazioni del benessere emotivo nei PDTA e il rafforzamento delle IBD Unit attraverso la multidisciplinarietà. Sul fronte clinico, il Prof. Alessandro Armuzzi , Presidente eletto della European Crohn’s and Colitis Organisation (ECCO), ha sottolineato: " In pratica significa prevedere un inquadramento iniziale strutturato definendo estensione e severità, fattori prognostici, comorbidità, preferenze del paziente, e valutare da subito rischio di progressione di malattia; dare obiettivi condivisi e misurabili, cioè concordare obiettivi clinici e obiettivi 'di vita'; monitorare costantemente in modo oggettivo e soggettivo per evitare undertreatment o overtreatment".  La campagna promuove inoltre l'uso dell' intelligenza artificiale per l'analisi avanzata dei dati clinici, al fine di intercettare precocemente le mancate risposte alle terapie e migliorare sensibilmente la qualità di vita dei pazienti.
Autore: AGENZIA DIRE 13 marzo 2026
Secondo Marina Terragni "il loro trasferimento in un'altra struttura, così come disposto dalla recente ordinanza del Tribunale, costituirebbe un ulteriore trauma" “Ho incontrato i bambini Trevallion. Stanno fisicamente bene ma la loro notevole agitazione psicomotoria, insieme a un atteggiamento di paura e diffidenza nei confronti degli estranei, rivela un disagio evidente che non sorprende visti i ripetuti traumi a cui sono stati sottoposti, ultimo l’improvvisa separazione dalla madre che ha vissuto con loro questi quasi quattro mesi nella casa-famiglia di Vasto”. A parlare è Marina Terragni, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza all’indomani della visita compiuta nella casa-famiglia che ospita i bambini della famiglia nel bosco. “Avevo richiesto di essere accompagnata nella visita da un consulente medico esperto indipendente- prosegue- ma il Tribunale non lo ha consentito dati ‘gli effetti che ulteriori invadenze potrebbero avere sull’equilibrio emotivo dei minori’. Affermazione sorprendente, viste anche le modalità di allontanamento della madre dalla struttura che di questo equilibrio emotivo non sembrano avere tenuto gran conto. Inutile dire che il loro trasferimento in un’altra struttura, così come disposto dalla recente ordinanza del Tribunale, costituirebbe un ulteriore trauma ad aggravare una situazione psicologica già evidentemente problematica: bene, dunque, che tutrice e curatrice presentino, come annunciatomi, un’istanza per sospendere il provvedimento e consentire la permanenza dei minori nella casa-famiglia di Vasto”. “Resto dell’opinione- continua Terragni- che vi sia un’evidente sproporzione tra le problematiche riscontrate nella famiglia Trevaillon e la decisione di sradicare i bambini dalla loro casa, dai loro affetti e dalle loro abitudini di vita. E che la radice di questa sproporzione sia nel sostanziale fallimento del progetto elaborato dai servizi sociali . Alle iniziali difficoltà di relazione con il nucleo – difficoltà che probabilmente, sia pure in gradi diversi, si presentano ogni volta che una famiglia viene attenzionata – non si è saputo rispondere con adeguata professionalità. Il che torna a porre il tema, già da tempo alla nostra attenzione, di un’inadeguata formazione degli operatori dei servizi che intervengono nella delicatissima trama delle relazioni e dei legami familiari. Sarebbe stato importante un confronto con l’assistente sociale impegnata nel caso, confronto al quale purtroppo l’operatrice non si è resa disponibile. Non resta che auspicare una rapida risoluzione della vicenda per il bene dei bambini e per la salvaguardia del loro futuro, intraprendendo ogni possibile mediazione e tenendo conto che la misura del tempo nell’età evolutiva non è paragonabile a quella degli adulti, e in particolare ai tempi dei procedimenti giudiziari. E che la famiglia è e deve restare un’isola, come ha affermato il giurista Arturo Carlo Jemolo, ‘che il mare del diritto deve solo lambire’. A meno di non volerla ridurre a definitiva insignificanza rispetto a uno stato che intenda surrogarla con altre istituzioni”.
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“L’Italia, al fianco dei partner internazionali, inclusi i Paesi del Golfo maggiormente colpiti, resta fermamente impegnata nel promuovere un allentamento della tensione. Continueremo a lavorare con determinazione affinché la pace e la stabilità nella regione siano ristabilite”. Lo dice la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni che aggiunge: “A nome del Governo italiano e mio personale, esprimo il più profondo cordoglio alla Francia per la scomparsa di uno dei militari rimasti coinvolti da un nuovo, ingiustificabile attacco a Erbil. Alla sua famiglia e alle autorità francesi va la nostra vicinanza in questo momento di dolore. Rivolgo inoltre- aggiunge- un pensiero di pronta guarigione agli altri militari feriti, nell’auspicio di un rapido e completo recupero.
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“Andiamo avanti per una de-escalation; spingiamo per un accordo tra le parti, che deve portare a un blocco della bomba atomica dell’Iran, che sarebbe un rischio enorme”. Così il ministro degli Esteri Antonio Tajani, in merito al conflitto cominciato con i bombardamenti di Stati Uniti e Israele. Le dichiarazioni sono state rese durante la trasmissione ’10 minuti’, in onda su Retequattro. Secondo Tajani, “l’obiettivo di Stati Uniti e Israele è proprio impedire l’atomica”. Il conflitto, stando alla sua versione, è cominciato proprio quanto Washington e Tel Aviv “hanno capito che era impossibile far recedere l’Iran”. 
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TRUMP: “VA BENE SE PUTIN STA AIUTANDO L’IRAN… UN POCHINO” Durante la trasmissione “The Brian Kilmeade Show” su Fox News Radio, Donald Trump ha risposto ad una domanda sull’intervento di Putin nella guerra al fianco dell’Iran. E Trump ha risposto così: “Penso che li stia aiutando un po’, sì, immagino, e probabilmente lui pensa che stiamo aiutando l’Ucraina, giusto?” “Sì, li stiamo aiutando anche noi, e lui dice questo, e la Cina direbbe la stessa cosa. È come dire: ‘Ehi, lo fanno loro e lo facciamo anche noi, in tutta onestà. Lo fanno loro. E lo facciamo anche noi'”.  “NESSUN NEGOZIATO SOTTOBANCO PER HORMUZ” “Non è in corso nessun negoziato riservato per garantire il passaggio ad Hormuz di navi o petroliere italiane”. Lo fanno sapere fonti interne alla Farnesina in merito a un articolo del Financial Times, che riferisce di presunti colloqui di Paesi europei tra cui Francia e Italia con le autorità di Teheran per garantire un transito sicuro alle navi cargo battenti bandiera di quei Paesi lungo lo Stretto di Hormuz, che le autorità iraniane continuano a tenere chiuso per fare pressioni su Israele e Stati Uniti. Le fonti aggiungono: “Palazzo Chigi e Farnesina confermano che nei loro contatti diplomatici i leader italiani vogliono favorire le condizioni per una de-escalation militare generale, ma non esiste nessun ‘negoziato sottobanco’ che punti a preservare soltanto alcuni mercantili rispetto ad altri”.
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Si chiude con numeri da record la quinta edizione di LetExpo, l’evento di riferimento per il trasporto, la logistica sostenibile e i servizi alle imprese. La kermesse veronese ha confermato il suo ruolo centrale nel panorama fieristico internazionale, registrando un’affluenza che ha superato ogni aspettativa. “Il bilancio di questa V edizione di LetExpo è estremamente positivo,” ha dichiarato Guido Grimaldi, Presidente di ALIS (Associazione Logistica dell’Intermodalità Sostenibile). “C’è stata una partecipazione e un entusiasmo molto forti da parte dei giovani, degli imprenditori, dei lavoratori e di tutti coloro che sono intervenuti in queste giornate.” I dati finali sottolineano una crescita strutturale della manifestazione: · Oltre 120.000 presenze totali (+10% rispetto all'edizione precedente); · 550 espositori complessivi; · +25% di espositori internazionali, a testimonianza dell'attrattività globale del format. L'edizione 2026 si è distinta non solo per i volumi, ma per la capacità di connettere il mondo produttivo con le nuove generazioni, mettendo al centro il tema della sostenibilità e dell’innovazione tecnologica nel settore logistico.
Autore: AGENZIA DIRE: Ore 15.31 13 marzo 2026
Doppietta nello snowboard Banked Slalom, SB-UL e SB-LL2. Poi la vittoria nel gigante di sci sitting A Milano Cortina 2026 è record di medaglie per l’Italia in una singola edizione dei Giochi Paralimpici invernali. Con i tre ori di oggi è stata raggiunta quota 14: superati dunque i 13 podi che resistevano da Lillehammer 1994. Jacopo Luchini ha conquistato la medaglia d’oro nello snowboard Banked Slalom (SB-UL) alle Paralimpiadi invernali Milano Cortina 2026. Con il tempo di 56″28 l’azzurro ha preceduto i cinesi Pengyao Wang e Zihao Jiang. Nono posto per l’altro italiano in gara, Paolo Priolo. Emanuel Perathoner ha conquistato la medaglia d’oro nello snowboard Banked Slalom categoria SB-LL2 alle Paralimpiadi invernali Milano Cortina 2026. L’atleta azzurro ha chiuso con il tempo di 54″28, precedendo lo svizzero von Grueningen e l’austriaco Thudope. René De Silvestro ha conquistato la medaglia d’oro nello slalom gigante di sci alpino, categoria sitting, alle Paralimpiadi invernali di Milano Cortina 2026. L’azzurro ha chiuso le due manche con il tempo totale di 2’10”.44, con 57 centesimi di vantaggio sull’olandese Nils De Langen. Al terzo posto si è classificato il norvegese Jesper Pedersen (+4.15). Giacomo Bertagnolli è medaglia d’argento nel gigante vision impaired ai Giochi Paralimpici di Milano Cortina 2026. L’azzurro (AS3) insieme con la guida Andrea Ravelli ha chiuso con un distacco di 0″34 dall’austriaco Johannes Aigner, medaglia d’oro, completa il podio il bronzo del polacco Michal Golas.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 13 marzo 2026
Processo Traversetolo, la Procura di Parma chiede 26 anni per Chiara Petrolini. L’imputata in aula: “Non sono una madre assassina” Svolta decisiva nel processo che vede coinvolta Chiara Petrolini, la 22enne di Traversetolo accusata di omicidio premeditato e soppressione di cadavere per la morte dei suoi due figli neonati, partoriti a maggio 2023 e agosto 2024 e ritrovati sepolti nel giardino della villetta di famiglia. La richiesta della Procura Nella mattinata odierna, la Procura di Parma ha formulato la richiesta di condanna: 26 anni di reclusione. Il calcolo della pena tiene conto del riconoscimento delle attenuanti generiche, considerate però equivalenti alle aggravanti contestate. Secondo l’accusa, Petrolini sarebbe pienamente responsabile di tutti i reati, sottolineando la gravità della condotta e la premeditazione degli atti.  Le dichiarazioni spontanee di Chiara Petrolini Per la prima volta, l’imputata ha preso la parola davanti alla Corte d’Assise rendendo dichiarazioni spontanee visibilmente scossa: "Sono stata descritta come un’assassina, come una madre che uccide i suoi figli, ma non sono questo. Io non ho mai voluto fare del male ai miei bambini. Erano parte di me, è una sofferenza che distrugge dentro." La giovane ha poi proseguito tentando di spiegare lo stato emotivo e mentale in cui si trovava al momento dei fatti: "Anche se non mi aspettavo queste gravidanze, sapevo che avrei tenuto i bambini. Quello che ho fatto dopo è stata una scelta sicuramente sbagliata, presa senza ragionare, che oggi sto iniziando a riconoscere. Ma in quel momento, per me, è stata la scelta più giusta." Prossime tappe La parola passa ora alla difesa e, successivamente, alla Corte per la sentenza definitiva. Il caso continua a scuotere l'opinione pubblica per la drammaticità dei dettagli emersi e per il contrasto tra l'apparente normalità della vita della giovane e l'orrore dei ritrovamenti nel giardino di Traversetolo.
Autore: AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamento: ore 15:20 13 marzo 2026
Le ragioni del sì al referendum confermativo del 22 e 23 marzo sul testo della legge costituzionale concernente "Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare" “Il vero fulcro della riforma è il sorteggio, è questo il vero tema e il vero problema che il comitato del no non può dire, ma che in realtà è la sostanza della loro opposizione: perché con il sorteggio si riesce finalmente a separare l’Anm e le sue correnti dal Csm e si libera il Csm da compromissioni e pressioni da parte dei gruppi correntizi“. Lo spiega alla Dire Giuseppe Visone, sostituito procuratore della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, che sostiene le ragioni del sì al referendum confermativo del 22 e 23 marzo sul testo della legge costituzionale concernente “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”. “Nel momento in cui noi recidiamo il rapporto tra controllore e controllato – argomenta – e nel momento in cui i consiglieri non dovranno più rispondere alla loro base elettorale e non dovranno più rendicontare alla fine della consiliatura al proprio gruppo quelli che sono stati i risultati portati, l’azione all’interno del Csm sarà esclusivamente orientata alla valutazione del merito, delle competenze di ciascun magistrato e della loro professionalità”. Visone osserva come chi contesta il sorteggio usi due argomentazioni. “Da un lato – dice – si ritiene che sarebbe una sorta di tombola e dall’altro che minerebbe il principio di rappresentatività della magistratura. Per quanto riguarda la questione della tombola io la trovo francamente offensiva della professionalità dei colleghi perché la base dei sorteggiabili è rappresentata da soggetti che hanno vinto un pubblico concorso di particolare complessità e che ogni giorno amministrano la giustizia in nome del popolo italiano e lo fanno, in alcuni casi, incidendo su diritti fondamentali e sulle libertà individuali delle persone. Poi si dice si viola il principio di rappresentatività, ma rappresentatività di cosa? Il consiglio superiore, ce lo dice il consiglio di Stato nella sentenza 330 del 2021 ‘non è organo politico, ma un organo di alta amministrazione che deve operare le sue scelte secondo canoni di trasparenza e di verificabilità e il vaglio della professionalità in termini di merito e di attitudini va svolto e congruamente motivato secondo rigorosi ed obiettivi parametri strettamente professionali e non mai di altra natura o ordine’. In quel caso il Csm si difese – si trattava della nomina del consiglio direttivo della scuola della magistratura – dicendo che avevano cercato di tenere insieme le diverse aree culturali”.
Autore: AGENZIA DIRE : Ore: 14.33 13 marzo 2026
Durante la riunione, durata circa due ore e mezza, sono stati anche giudicati inammissibili gli attacchi israeliani al contingente Unifil Il Consiglio Supremo di Difesa ha analizzato lo scenario di crisi che si è determinato con la nuova guerra in corso a seguito dell’azione militare degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran, manifestando grande preoccupazione per i gravi effetti destabilizzanti che questa crisi sta producendo nell’intera regione del vicino medio Oriente e nell’area del Mediterraneo”. È quanto si legge nel comunicato finale dell’incontro presieduto da Sergio Mattarella al Quirinale. Alla riunione – che è durata circa due ore e trenta minuti – hanno partecipato la presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, il ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Antonio Tajani, il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, il ministro della Difesa, Guido Crosetto, il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, il Capo di Stato maggiore della difesa, Generale Luciano Portolano. Hanno partecipato anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano; il segretario generale della presidenza della Repubblica, Ugo Zampetti; il consigliere del presidente della Repubblica per gli Affari del Consiglio supremo di difesa e Segretario del Consiglio, Francesco Saverio Garofani. CONSIGLIO SUPREMO DIFESA: RISCHIO GUERRA IBRIDA E TERRORISMO “Il Consiglio sottolinea come l’estensione del conflitto ad opera dell’Iran rischia anche di aprire spazi a forme di guerra ibrida e a gravissime iniziative di organizzazioni terroristiche” e fa sapere attraverso la nota che “ha preso atto favorevolmente che, con propria risoluzione, il Parlamento si è già espresso sulle richieste ricevute da parte dei Paesi amici ed alleati di assistenza nella loro difesa nonché sulla necessità che l’utilizzo delle infrastrutture militari presenti sul territorio nazionale e concesse alle forze statunitensi avvenga nel rispetto del quadro giuridico definito dagli accordi internazionali vigenti che include fra l’altro attività addestrativa e di supporto tecnico-logistico. Il Consiglio ha inoltre preso atto che eventuali richieste che dovessero eccedere il perimetro delle attività già disciplinate dagli accordi citati saranno sottoposte al Parlamento”. IRAN, CONSIGLIO SUPREMO DIFESA: INACCETTABILI ATTACCHI A CIVILI Durante la riunione è stata espressa anche “forte preoccupazione per il moltiplicarsi di conflitti, in particolare nell’area mediterranea e nel Medio Oriente, dove sono in gioco nostri interessi strategici vitali. Attacchi a civili, di cui troppo sovente sono vittime bambini come nel caso della strage della scuola di Minab, sono sempre inaccettabili”. LIBANO, CONSIGLIO SUPREMO DIFESA: ISRAELE SI ASTENGA DA REAZIONI SPROPOSITATE In merito alla situazione in Libano “Il Consiglio chiede a Israele di astenersi da reazioni spropositate alle comunque inaccettabili azioni di Hezbollah che hanno trascinato il Libano in un nuovo drammatico conflitto. Come sempre il prezzo più alto lo pagano le popolazioni civili, con numerose vittime e centinaia di migliaia di cittadini evacuati dal Sud del Libano e altrettanti dalle aree sciite di Beirut”. Inoltre: “Il Consiglio ritiene allarmanti le continue gravi violazioni della risoluzione n. 1701 del 2006 e il ripetersi di inammissibili attacchi da parte israeliana al contingente di UNIFIL, attualmente a guida italiana”. SUPREMO DIFESA: GRATITUDINE A MILITARI IMPEGNATI IN VARIE OPERAZIONI I presenti alla riunione hanno espresso poi la condanna per l’aggressione ai militari italiani a Erbil in Iraq e “rivolto sentimenti di intensa vicinanza e gratitudine a tutti i militari impegnati nelle varie operazioni in Italia e all’estero, in particolare, per i militari italiani impegnati nella missione UNIFIL nel sud del Libano e in quelli nei Paesi del Golfo, per l’esemplare professionalità manifestata nell’assolvimento del loro compito”. Il Consiglio poi, ha definito “gravi” le azioni dell’Iran per ostacolare la libera navigazione nello Stretto di Hormuz. CONSIGLIO SUPREMO DIFESA: BENE COORDINAMENTO CON ALLEATI UE PER DIFESA INTERESSI COMUNI “Il Consiglio ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa assunta dal Governo di operare insieme ai principali alleati europei, in particolare Francia, Germania e Regno Unito, per coordinare le iniziative sul piano della difesa degli interessi comuni e su quello più generale della sicurezza. Ciò anche in considerazione dell’allarme per i missili lanciati verso Cipro – territorio dell’Unione Europea – e verso la Turchia – territorio dell’Alleanza Atlantica – e intercettati dalle difese NATO nel Mediterraneo orientale nonché dei rischi che il conflitto in Iran sta producendo sul piano della sicurezza economica ed energetica, sia a livello nazionale che internazionale”.
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