Terremoto di magnitudo 5.9 nel Golfo di Napoli, scossa a oltre 400 km di profondità

AGENZIA DIRE • 10 marzo 2026

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Il sisma registrato poco dopo mezzanotte tra Capri e la costa campana. Nessun danno segnalato: la grande profondità lo ha reso quasi impercettibile


Una scossa di terremoto di magnitudo 5.9 è stata registrata nella notte tra il 9 e il 10 marzo nel tratto di mare tra il Golfo di Napoli e l’isola di Capri. Il sisma è avvenuto alle 00:03 italiane ed è stato localizzato dalla Sala sismica dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) di Roma.

  Secondo le rilevazioni dell’Ingv, l’epicentro si trova in mare a pochi chilometri da Capri, mentre l’ipocentro – cioè il punto di origine del terremoto – è stato stimato a circa 414 chilometri di profondità, un valore estremamente elevato per gli standard dei terremoti italiani.

EVENTO PROFONDO E QUASI IMPERCETTIBILE

Proprio la profondità eccezionale del sisma ha fatto sì che la scossa non sia stata praticamente avvertita dalla popolazione, nonostante la magnitudo relativamente alta. Non risultano infatti danni a persone o cose nelle zone vicine all’epicentro.

  Sui social alcuni utenti hanno segnalato lievi percezioni del movimento anche a grande distanza dall’epicentro, ma nell’area napoletana non sono arrivate segnalazioni significative.


 

Recent Posts

Autore: FRV NEWS MAGAZINE 28 aprile 2026
CASO "FAMIGLIA NEL BOSCO": DEPOSITATA LA PERIZIA PSICHIATRICA. CONFERMATA L’INADEGUATEZZA GENITORIALE. In data odierna sono stati resi noti gli esiti della perizia psichiatrica depositata presso il Tribunale per i Minorenni dell’Aquila riguardante Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, la coppia anglo-australiana residente a Palmoli (CH). Il documento di 196 pagine, a firma della psichiatra Simona Ceccoli, delinea un quadro di "incapacità genitoriale", definendo i genitori come figure inadeguate rispetto ai bisogni evolutivi dei tre figli minori. I punti salienti della relazione: Fragilità psichiche: L'analisi ha individuato tratti di personalità nei genitori che hanno interferito negativamente con lo sviluppo neuropsicologico dei bambini, determinando una marcata condizione di immaturità. Diniego al ricongiungimento: La perizia stabilisce che la richiesta di immediato rientro dei minori in famiglia o di affido esclusivo al padre è "priva di fondamento clinico e giuridico". Tutela dei minori: Viene confermata la necessità di mantenere i bambini presso la struttura protetta di Vasto, dove risiedono dal 20 novembre, per garantire loro un percorso graduale di reinserimento sociale e sanitario, lontano dal precedente contesto di isolamento. Nonostante la severità del giudizio attuale, la consulente non preclude la possibilità di un futuro recupero dell’idoneità genitoriale, subordinato a un percorso di revisione delle competenze della coppia. Reazioni politiche: Sulla vicenda è intervenuta duramente la Lega, che ha definito l'attuale gestione del caso come una "inspiegabile forma di violenza istituzionale", contestando le modalità di allontanamento e chiedendo maggior tutela per il nucleo familiare
Autore: AGENZIA DIRE 28 aprile 2026
Nota del Colle dopo aver concesso la clemenza: "Provvedere ad acquisire con cortese urgenza le necessarie informazioni" In riferimento al decreto di concessione della grazia alla signora Minetti adottato dal Presidente della Repubblica, su proposta favorevole del ministro della Giustizia, lo scorso 18 febbraio 2026, e alle conseguenti notizie di stampa in ordine alla supposta falsità degli elementi rappresentati nella domanda di clemenza, su indicazione del Signor Presidente prego di voler provvedere ad acquisire con cortese urgenza le necessarie informazioni idonee a riscontrare la fondatezza di quanto rappresentato da un organo di stampa”. Così la nota dell’ufficio stampa del Quirinale in riferimento all’inchiesta del Fatto quotidiano sulla vicenda dell’adozione del bambino da parte di Nicole Minetti. “Più si scava – si legge su Il Fatto- più le ragioni della grazia traballano. A partire da un presupposto: quel bambino che nell’istanza viene presentato come ‘abbandonato alla nascita’ senza legami familiari non lo era… Gli atti del Tribunale di Maldonado consultati dal Fatto raccontano invece che ancora oggi ha entrambi i genitori viventi e identificati, tanto che Minetti e il compagno Giuseppe Cipriani hanno intentato una vera e propria causa contro di loro per ottenere la ‘Separación Definitiva y Pérdida de Patria Potestad’“. Ed è proprio da queste notizie, dalle quali emergerebbero circostanze diverse da quelle rappresentate al Presidente della Repubblica con la domanda di grazia, che nasce la richiesta del Quirinale. Va ricordato che sia il Procuratore generale di Milano che il Ministro avevano dato il loro parere favorevole alla grazia in quanto l’affidamento in prova della Minetti le avrebbe reso estremamente difficile la cura e l’assistenza di un minore, sottoposto, per una grave patologia, a periodiche visite e a terapie specialistiche all’estero. Fonti del Quirinale, a questo proposito, fanno notare che la richiesta è stata rivolta al Ministero della Giustizia, competente in via esclusiva a svolgere l’attività istruttoria in merito alle domande di grazia, come affermato dalla Corte Costituzionale (sentenza 200 del 2006). Questo perché il Presidente della Repubblica non dispone di autonomi strumenti di indagine per accertare i fatti che vengono prospettati e fonda la propria decisione sui documenti che gli vengono sottoposti nonché sulle valutazioni formulate a tal proposito dall’autorità giudiziaria e dal Ministro della Giustizia. MINISTERO GIUSTIZIA AUTORIZZA PG A NUOVI ACCERTAMENTI “Il ministero della Giustizia ha rappresentato oggi alla Procura generale presso la Corte d’appello di Milano, conformemente alle sue richieste in data odierna, la necessità di acquisire ogni informazione ed elemento utile a consentire l’opportuna valutazione circa le notizie comparse su organi di stampa”. Lo scrive in una nota il ministero della Giustizia in relazione alla procedura di grazia che ha interessato Nicole Minetti e alle recenti notizie di stampa. “In relazione alla procedura di grazia che ha interessato la signora Nicole Minetti”, il ministero della Giustizia in una nota “dà notizia che nessuno degli elementi negativi presentati in recenti articoli di stampa consta agli atti della procedura“.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 28 aprile 2026
L'italiano si è imposto in due set per 6-2 7-5 Prosegue l’inarrestabile marcia di Jannik Sinner nel tabellone del Masters 1000 di Madrid. Il campione italiano ha staccato il pass per i quarti di finale superando con autorità il britannico Cameron Norrie con il punteggio di 6-2, 7-5, in un match durato circa un'ora e mezza. Dopo un primo set dominato grazie a un servizio solido e a colpi da fondo campo estremamente profondi, Sinner ha saputo gestire con freddezza il tentativo di rientro dell'avversario nel secondo parziale. Sul 5-5, l’azzurro ha piazzato il break decisivo che gli ha permesso di chiudere la contesa ed evitare il tie-break. Con questo successo, Sinner conferma il suo straordinario stato di forma nella stagione 2026, consolidando ulteriormente la sua posizione ai vertici del ranking mondiale. L'altoatesino tornerà in campo domani, mercoledì 29 aprile, sulla terra rossa della "Caja Mágica" per affrontare il vincitore della sfida tra Rafael Jodar e Victor Kopriva. L'orario ufficiale dell'incontro verrà comunicato nelle prossime ore dall'organizzazione del torneo.
Autore: Anna Maria Rengo 28 aprile 2026
La curatrice della raccolta di racconti “Omicidio, lei scrisse”, Federica Marchetti, a tutto campo sull’opera di recente pubblicazione e su un genere letterario la cui popolarità non conosce crisi. Creatività, tenacia e sorellanza, a unire, nel segno del giallo, diciannove scrittrici. La raccolta di racconti “Omicidio, lei disse” (Giulio Perrone editore) rappresenta però anche un omaggio a due icone del genere giallo. Innanzi tutto, “Omicidio, lei disse” è una frase scritta da Agatha Christie nel romanzo Istantanea di un delitto. Inoltre, Murder, She Wrote (in italiano Omicidio, lei scrisse) è il titolo originale della celebre Signora in giallo televisiva, a sua volta omaggio alla regina del giallo inglese. Una raccolta arrivata in libreria (e negli store online) dopo due anni di lavoro, avvicendamenti, vicissitudini e che è curata da Federica Marchetti, che figura anche tra le autrici, assieme a Carolina Invernizio, una delle maestre della letteratura d’appendice e anche una delle prime scrittici italiane di giallo, scelta come testimonial d’eccezione di questa impresa che non è solo in giallo, ma anche in rosa! La raccolta “Omicidio, lei scrisse” mette assieme una terna storicamente discriminata: racconto, giallo, donne. Soffermiamoci innanzitutto sul racconto: quanto è difficile condensare la complessità della trama di un giallo e mascherare l’indizio rivelatore in una forma breve? La parola alla curatrice, Federica Marchetti. “Dipende dal modus operandi dell’autore: chi è prolisso e descrittivo preferisce il romanzo, chi invece è più succinto trova la forma breve del racconto la sua misura ideale. Il romanzo, a causa della lunghezza, può rappresentare un’insidia soprattutto per il genere giallo che deve quadrare e non deludere nel finale. Nelle poche pagine di un racconto è difficile ma non impossibile rispettare le regole: occorre tenere a bada la propria creatività e limitarsi alle linee generali senza perdersi nei dettagli. Personalmente preferisco il romanzo ma tenere le fila di una storia più lunga e complessa comporta altri rischi.” Il “giallo” è spesso considerato un romanzo “di genere” con un’accezione vagamente critica e sminuente, come se si limitasse a trame avvincenti, sì, ma prive di spessore letterario, psicologico e storico. Possiamo spezzare una lancia a favore dei gialli e degli indimenticabili scrittori e scrittrici che vi si sono dedicati? “Il genere ‘giallo’ ha sofferto la sua posizione subalterna rispetto alla letteratura con la ‘L’ maiuscola dalle sue origini fino al 1980 cioè fino a quando Umberto Eco uscì con ‘Il nome della rosa’ che, dall’alto della sua caratura letteraria, offrì al genere un posto d’onore. Il giallo o poliziesco (in Italia) o mystery o detection o thriller (nei paesi anglofoni) o polar o noir (in Francia) è il genere perfetto per raccontare le pieghe della società di fronte al crimine peggiore: il delitto. L’umanità uccide per tre motivi: denaro, amore e paura. La struttura del giallo classico obbliga alla risoluzione dell’enigma e all’inevitabile cattura del colpevole: il suo finale è rassicurante e catartico. Per queste ragioni il giallo è il genere principe degli ultimi anni, quello ha raggiunto i vertici delle vendite in ogni ambito. Gli autori si sono centuplicati, gli editori non pubblicano altro, le serie televisive hanno toccato ogni ambito del genere, trame e personaggi sono scesi negli abissi della società. All’epoca delle sue origini (dalla seconda metà dell’Ottocento), i personaggi avevano poco spessore, gli autori sembravano più interessati a raccontare i vizi della società e le successive indagini che mettevano in risalto l’intuito degli investigatori (Dupin, Holmes, Poirot ecc). In tempi più recenti, invece, la psicologia è entrata a gamba tesa nei romanzi gialli/thriller trasformando le storie in vere e proprie discese agli inferi dove l’animo umano viene letteralmente sezionato a vantaggio delle indagini.” Quanto alle donne, credo che nell’ultimo secolo il loro valore e contributo alla letteratura mondiale sia stato universalmente riconosciuto, sia per qualità che per quantità. Nell’approcciare i gialli, esiste un punto di vista o per così dire una “mano” che si può riconoscere come femminile? “Le donne, si sa, sono state storicamente penalizzate nelle azioni, nei pensieri e nelle opinioni. La letteratura di tutti i tempi e di tutte le nazionalità è soprattutto maschile, le donne non studiavano e non potevano cimentarsi nelle arti senza nascondersi dietro agli uomini. Ovviamente per quanto riguarda il giallo, il primo nome femminile che viene in mente è quello di Agatha Christie, tuttora indiscussa regina del genere, la terza più letta al mondo dopo la Bibbia e William Shakespeare. Christie ha decodificato un genere prettamente maschile (codificato dai suoi colleghi) nobilitando: l’arte del pettegolezzo, usato come strumento d’indagine; il triangolo d’amore costruito come teatro di impensabili delitti; il veleno scelto come arma prediletta. Ancora oggi è vista come una maestra di contenuti, di intrecci e di genialità. Oltre a lei ci sono state anche Margery Allingham, Anna Katharine Green, Dorothy L. Sayers, Mary Roberts Rinehart, Carolyn Wells, Mignon G. Eberhart, Ngaio Marsh, Ethel Lina White che hanno scritto importanti pagine del giallo di quella che ancora oggi è considerata la sua età dell’oro. Se l’autrice vuole, il punto di vista femminile risulta prorompente e riconoscibile ma se la signora in questione si nasconde dietro uno pseudonimo maschile inganna lettori e critici: penso, per esempio, a Robert Galbraith e ai gialli con il detective Strike scritti in realtà da J. K. Rowling (l’autrice della saga di Harry Potter) intensi e ben scritti dove l’animo femminile della loro creatrice non trapela mai.” Come è nata in te l’idea di una raccolta di racconti gialli al femminile e come hai selezionato le autrici? “L’idea mi è venuta anche per fare lo sgambetto a tutti gli ‘amici’ scrittori di giallo che mi hanno spesso ignorata e tagliata fuori dai loro progetti corali dove nella moltitudine di firme maschili inserivano l’esordiente di turno (giovane e carina) o la firma prestigiosa di un’autrice conosciuta (agée). Mi è piaciuta l’idea di un progetto di sorellanza e di come donne di diversa provenienza geografica e letteraria potessero concepire brevi storie con delitti. Ho faticato a creare un gruppo coeso che arrivasse fino in fondo. Non ti nego che ci sono state controversie, defezioni, marce indietro, fraintendimenti ma alla fine la voglia di partecipare a questo progetto ha prevalso e coloro che sono rimaste si sono dette soddisfatte del risultato finale.” Tornando al giallo come supposta forma minore e ampliando questo concetto, c’è da parte di molti intellettuali o supposti tali una sorta di diffidenza verso la letteratura “facile” e verso quegli autori, alcuni molto famosi, che piacciono al vastissimo pubblico. Che cosa ne pensi di questo atteggiamento e, parallelamente, della cosiddetta letteratura d’appendice? “La nostra testimonial Carolina Invernizio, inserita di diritto tra i nostri racconti, è la dimostrazione che l’intellighenzia non apprezza la forma del giallo perché ritenuto mera letteratura di intrattenimento senza spessore né valore letterario ma autori come Eco, Sciascia, Simenon, Poe, Borges, Dürrenmatt, hanno dimostrato il contrario. Purtroppo nell’immaginario collettivo di una parte degli intellettuali la quantità è destinata a danneggiare la qualità quindi se un libro vende tante copie e diventa un fenomeno commerciale perde valore. Invernizio, derisa, criticata, osteggiata ma già ai suoi tempi capace di vendere molte copie (e all’epoca il tasso di analfabetismo era altissimo) è stata poi ignorata e solo in tempi recenti rivalutata e ripubblicata.” Tra i racconti della raccolta ce n’è anche uno tuo. Che stimoli ed emozioni dà la scrittura di un giallo? “Io amo il giallo fin da quando ero bambina. Sono cresciuta a pane e sceneggiati Rai, gialli compresi. Come lettrice ho cominciato da adolescente con i Gialli Mondadori per ragazzi e le storie di Nancy Drew, dei Tre investigatori, degli Hardy Boys. Ho proseguito con Agatha Christie, Arsenio Lupin e Sherlock Holmes. Poi sono arrivati i telefilm polizieschi e da lì il giallo mi è letteralmente entrato nel sangue. Quando ho cominciato a pubblicare libri (perché di scrivere ho iniziato fin da bambina con raccontini e poesie) mi è venuto spontaneo muovermi sul terreno del giallo: immaginare un delitto e risolverlo è un gioco stimolante e divertente che non annoia mai soprattutto chi lo crea. Per il racconto inserito nell’antologia ho scelto le mie due libraie ficcanaso che a Viterbo gestiscono la libreria-caffetteria Il Gatto Nero dove tra clienti, amici, curiosi, turisti, fidanzati, ex mariti e scrittori di passaggio, le due inciampano spesso su un delitto che dovranno risolvere … come vuole la tradizione del giallo classico, da Miss Marple a Jessica Fletcher!” LA CURATRICE - Federica Marchetti è scrittrice, freelance, blogger, webmaster e art director. Nata a Viterbo nel 1966, ha esordito poco più che ventenne con la poesia. Si è laureata in Lingue e Letterature Straniere Moderne con la tesi sullo scrittore francese Léo Malet. Nel 2000 ha creato la fanzine sul giallo “Il Gatto Nero” e per tre anni ha insegnato inglese nella scuola pubblica. Oltre a collaborare con siti e riviste, ha organizzato e curato numerosi incontri culturali tra cui la rassegna “Viterbo in Giallo”. Nella sua città cura club di lettura, ha collaborato con Caffeina Culture e Ombre Festival, ha organizzato cene con delitto (scrivendone anche i testi). Finora l’autrice ha pubblicato venticinque libri tra narrativa, saggistica e un curioso libro autobiografico. Il suo sito è www.ilgattonero.it. LE AUTRICI DELLA RACCOLTA - Alice Bellini, Maria Bellucci, Sonia Bucciarelli, Claudia Celé, Marina Crescenti, Patrizia Debicke, Alessandra D’Egidio, Maria Rosa Donati, Elena Invernizzi, Maria Grazia Mantovani, Federica Marchetti, Laura Marinaro, Anna Maria Pierdomenico, Alessandra Ruspoli, Stefania Sada, Monica Saraca, Monica Testi, Maria Delfina Tommasini. E la partecipazione straordinaria di Carolina Invernizio.
Autore: Pier Paolo Pinto 28 aprile 2026
Il 25 aprile non è una data qualsiasi. È una linea di confine. Un perimetro, appunto, entro cui una comunità nazionale decide cosa ricordare e, soprattutto, come ricordarlo. Eppure, anche quest’anno, tra Roma e Milano, la commemorazione ha mostrato crepe evidenti. Non tanto nei fatti in sé, quanto nel modo in cui vengono interpretati, strumentalizzati, spesso ridotti a terreno di scontro più che di riflessione condivisa. Quando la memoria diventa campo di battaglia simbolico, smette di essere memoria e si trasforma in narrazione competitiva. Ognuno delimita il proprio perimetro, escludendo l’altro. È qui che si consuma il vero rischio: non la perdita del ricordo, ma la sua frammentazione. Il 25 aprile nasce come momento di ricomposizione, non di divisione. È il giorno in cui l’Italia ha scelto di riconoscersi in un’idea di libertà che, pur nelle differenze, trovava un punto comune. Ridurlo a occasione di tensione significa indebolire quella stessa radice. Da sociologo, più che giudicare i singoli episodi, interessa osservare il clima. E il clima restituisce una società che fatica a condividere i propri simboli, che tende a vivere anche le ricorrenze come estensione del conflitto quotidiano. Forse il punto non è chiedersi chi ha ragione, ma cosa stiamo perdendo. Perché quando una comunità non riesce più a stare dentro lo stesso perimetro simbolico, il rischio non è il dissenso — che è sano — ma la disgregazione del senso. Il 25 aprile dovrebbe essere uno spazio. Non neutro, ma comune. Un luogo in cui la memoria non serve a dividere il presente, ma a renderlo più comprensibile. Recuperare questo equilibrio è una responsabilità collettiva. Non per appiattire le differenze, ma per evitare che ogni differenza diventi una frattura. Perché se anche il 25 aprile smette di essere un perimetro condiviso, allora non è solo la memoria a vacillare. È la tenuta stessa della nostra comunità nazionale. E a quel punto, non ci sarà più una ricorrenza da difendere, ma un senso da ricostruire .
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 28 aprile 2026
INCHIESTA SERIE A, SVILUPPI SULLE INDAGINI RELATIVE AL COMPARTO ARBITRALE Prosegue l’inchiesta coordinata dal Pubblico Ministero Maurizio Ascione della Procura di Milano che sta interessando i vertici e i collaboratori dell’Associazione Italiana Arbitri (AIA) in relazione a presunte irregolarità nella gestione delle designazioni e delle direzioni di gara per la stagione sportiva 2024/25. I PROVVEDIMENTI E GLI INDAGATI La Procura ha notificato avvisi di garanzia, con contestuale iscrizione nel registro degli indagati per il reato di concorso in frode sportiva, ai seguenti esponenti: Gianluca Rocchi, Designatore arbitrale (attualmente autosospesosi dall'incarico); Andrea Gervasoni, Supervisore VAR (attualmente autosospesosi); Daniele Paterna, Assistente VAR; Rodolfo Di Vuolo e Luigi Nasca, Assistenti VAR. IL QUADRO ACCUSATORIO L'ipotesi investigativa verte su presunte pressioni dirette esercitate sui direttori di gara operanti presso la sala VAR di Lissone. Secondo il capo d’imputazione, sarebbero state messe in atto condotte volte a influenzare l’esito di specifici match attraverso la scelta di arbitri ritenuti "graditi" a una delle società coinvolte nel campionato. In particolare, sotto la lente degli inquirenti è finita la designazione di Andrea Colombo per l’incontro Bologna-Inter, oltre a episodi specifici di campo, come il rigore assegnato in Udinese-Parma. POSIZIONE DEI CLUB In merito alle indiscrezioni circolate, si precisa che allo stato attuale delle indagini non risultano iscritti nel registro degli indagati né la società FC Internazionale né i suoi dirigenti. L’inchiesta si concentra esclusivamente sulla condotta dei tesserati del settore arbitrale e su eventuali soggetti terzi, in corso di identificazione, che avrebbero concorso alle presunte designazioni pilotate. La Procura di Milano sta procedendo all’analisi di ulteriori match della stagione in corso per determinare se il presunto sistema di condizionamento abbia interessato altre gare del massimo campionato.
Autore: AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamento Ore: 08.51 28 aprile 2026
Potrebbe arrivare entro oggi l'esito della verifica chiesta ieri dal Quirinale al ministero della Giustizia E adesso cosa succederà? Potrebbe arrivare entro oggi l’esito della verifica chiesta ieri dal Quirinale al ministero della Giustizia a possibili irregolarità o informazioni non corrette nell’istruttoria che le ha fatto guadagnare la grazia. A lanciare quella che è una vera e proprio bomba politica e giuridica è stato Il Fatto Quotidiano, giornale contro cui ora punta il dito la protagonista della vicenda respingendo ogni accusa: “Le informazioni diffuse sono prive di fondamento e gravemente lesive della mia reputazione personale e familiare”, ha affermato Minetti come riporta il Fatto Quotidiano. L’ex igienista avrebbe inoltre dato mandato ai propri legali affinché “procedano con formale diffida nei confronti dei giornalisti e della testata dalla diffusione di ulteriori notizie false, diffamatorie e lesive”. Inoltre, Minetti ha fatto appello alle autorità competenti affinché “vengano adottati i provvedimenti necessari a tutela dei dati sensibili e dei propri familiari”.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 28 aprile 2026
Oggi celebriamo la Giornata Mondiale per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro, un appuntamento fondamentale per rimettere al centro del dibattito pubblico e aziendale la tutela della vita umana in ogni contesto professionale. Il messaggio di oggi è chiaro: la sicurezza non è un costo, ma l'investimento più importante che un'organizzazione possa fare. Non si tratta solo di rispettare le norme, ma di coltivare una consapevolezza diffusa che metta la prevenzione davanti a ogni altra logica produttiva. I nostri obiettivi per la giornata di oggi: Rafforzare la vigilanza: Ricordiamo l'importanza fondamentale dell'uso corretto dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI). Promuovere l'ascolto: Ogni segnalazione di potenziale rischio fatta oggi è un infortunio evitato domani. Garantire il benessere: La nostra attenzione va oltre la sicurezza fisica, includendo la salute mentale e il clima relazionale all'interno dei team. Oggi chiediamo a ogni collaboratore di fermarsi un momento per riflettere sulle proprie pratiche quotidiane. La sicurezza è una responsabilità che condividiamo tutti, in ogni momento della giornata lavorativa. Lavoriamo insieme per un futuro in cui nessuno debba più mettere a rischio la propria vita o la propria salute per adempiere ai propri doveri professionali.
Autore: Redazione 28 aprile 2026
A seguito della decisione della Fondazione Teatro La Fenice di interrompere ogni collaborazione professionale con Beatrice Venezi, la direttrice d’orchestra rompe il silenzio attraverso una nota ufficiale diffusa dal suo ufficio stampa "Prendo atto della dichiarazione del sovrintendente e della decisione della Fondazione Teatro La Fenice, che andrà comunque chiarita nelle motivazioni e a cui si dovrà rispondere in modo opportuno", dichiara Venezi, sottolineando come la notifica formale di risoluzione della nomina sia giunta solo successivamente alle comunicazioni pubbliche diffuse dai vertici del Teatro. In merito alle tensioni degli ultimi mesi e alle accuse di mancanza di rispetto verso le maestranze, la direttrice respinge con fermezza ogni addebito: "Mai sono mancata e mai mancherò di rispetto ai lavoratori di nessun teatro", precisa la nota. Al contrario, l’artista denuncia un clima di forte ostilità interna: "Sono stata offesa e bullizzata dagli orchestrali negli ultimi mesi. Mi hanno costantemente e sistematicamente diffamata, calunniata e offesa, anche sui social". Il comunicato chiarisce inoltre la posizione di Beatrice Venezi riguardo all'intervista rilasciata al quotidiano argentino La Nacion, indicata come l'innesco della rottura definitiva. Viene ribadito che tali dichiarazioni "avrebbero dovuto essere lette nel contesto dell'intervista e non distorte e strumentalizzate", in quanto espressione di "un'idea specifica e circostanziata che non poteva essere travisata". Venezi si definisce come una "ragazza di provincia che si è fatta da sola" e che, proprio per la sua estraneità a determinate dinamiche di potere, risulterebbe sgradita alla "Casta" del settore. L'artista conclude riservandosi di agire per tutelare la propria immagine professionale e personale.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 28 aprile 2026
AL-SADD CAMPIONE DEL QATAR: ROBERTO MANCINI PORTA I "WOLVES" SUL TETTO DELLA QATAR STARS LEAGUE L'Al-Sadd Sports Club annuncia con orgoglio la conquista del titolo della Qatar Stars League 2025/2026. Sotto la guida tecnica di Roberto Mancini, la squadra ha sigillato il primato in classifica grazie alla vittoria decisiva ottenuta questa sera contro l’Al-Shamal. Il successo odierno assume un valore straordinario, arrivando al termine di una settimana caratterizzata da forti tensioni sportive. La vittoria a tavolino assegnata nei giorni scorsi all'Al-Shamal aveva infatti riaperto inaspettatamente la corsa al titolo, annullando il vantaggio dei "Wolves" e rimandando ogni verdetto allo scontro diretto. Sul campo, l'undici di Mancini ha dimostrato carattere e superiorità tecnica, respingendo ogni tentativo di rimonta e riportando lo scudetto nella bacheca del club più titolato del Paese. Per il tecnico italiano si tratta del primo grande trofeo conquistato in Qatar, a coronamento di una stagione dominata grazie a un gioco moderno e propositivo. " Vincere qui è una sfida vinta, " ha dichiarato Roberto Mancini a margine della premiazione. "I ragazzi sono stati eccezionali nel mantenere la calma nonostante le decisioni extra-campo che avrebbero potuto destabilizzarci. Questo titolo appartiene alla loro resilienza e ai nostri tifosi." L'Al-Sadd SC ringrazia lo staff tecnico, i calciatori e i propri sostenitori per questo traguardo storico e si prepara ora ad affrontare i prossimi impegni internazionali con rinnovata ambizione.
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