IPPICA: AL VIA IL MEETING PRIMAVERILE ALL’IPPODROMO S. ARTEMIO DI TREVISO - L’INAUGURAZIONE E L’OMAGGIO ALLE DONNE

FRV NEWS MAGAZINE • 5 marzo 2026

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Con l’arrivo della bella stagione, l’IPPODROMO S. ARTEMIO annuncia l’apertura ufficiale del suo attesissimo meeting primaverile. Un mese di marzo che si preannuncia vibrante per gli appassionati, grazie a un calendario d’eccellenza che vedrà alternarsi sulla pista trevigiana le spettacolari discipline del trotto e del galoppo.

 

L’INAUGURAZIONE E L’OMAGGIO ALLE DONNE
Il sipario si alzerà domenica 8 marzo con la prima giornata dedicata al galoppo. L’evento sportivo di punta sarà la 18^ edizione del Gran Premio Steeple Chases di Treviso, una prova di resistenza e tecnica che da anni rappresenta un punto di riferimento nel panorama ostacolistico nazionale.

In concomitanza con la Festa della Donna, l’IPPODROMO S. ARTEMIO renderà omaggio a tutte le spettatrici con un cocktail di benvenuto e un omaggio floreale, confermando la vocazione dell’impianto come luogo di aggregazione e festa per le famiglie.

 

IL RITORNO DEL TROTTO E IL GRANDE EVENTO DI TRIESTE
Dopo i successivi appuntamenti di galoppo (sabato 14 e venerdì 20 marzo), i riflettori si sposteranno sul trotto domenica 22 marzo. La giornata segnerà un momento storico per l’IPPODROMO S. ARTEMIO: per la prima volta, la struttura ospiterà il prestigioso Gran Premio Giorgio Jegher, traslocato dalla sua sede storica di Trieste.

 

CULTURA E INTRATTENIMENTO: LA FESTA DI PRIMAVERA
Oltre all’aspetto agonistico, domenica 22 marzo l’ippodromo si trasformerà in una vetrina d’eccellenza per il territorio con la Festa di Primavera. Il programma prevede:

Mostre di artigianato locale e florovivaismo;

La rassegna artistica del maestro Letterio Riso, con opere dedicate al mondo del cavallo;

Aree giochi e attività didattiche dedicate ai più piccoli.



L’appuntamento per il debutto stagionale è fissato per domenica 8 marzo. L’inizio delle competizioni all’IPPODROMO S. ARTEMIO è previsto per le ore 13.45.

 


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Autore: AGENZIA DIRE ORE: 09.38 5 marzo 2026
"E' una bufala che punti a far vincere il centrodestra. Numeri alla mano, con questa legge, il campo largo potrebbe avere una maggioranza molto più ampia" “Considero un’altra bufala” quella secondo cui la proposta di modifica della legge elettorale presentata dalla maggioranza “servirebbe a far vincere il centrodestra che altrimenti perderebbe. Questa è una legge proporzionale, con indicazione non del leader della coalizione ma del premier, ma è una legge proporzionale. Significa che governa chi prende un voto in più, solo che a chiunque prenda un voto in più dà un premio di governabilità. Perché la cosa più importante, almeno per me, è dare stabilità a questa nazione. Cioè mettere chiunque vinca nella condizione di governare”. Lo afferma la premier Giorgia Meloni intervistata su Rtl 102.5. “Numeri alla mano, con questa legge, il campo largo – ammesso che esista – potrebbe avere una maggioranza molto più ampia di quella che avrebbe con l’attuale sistema. Quindi l’unica cosa che la legge impedisce, questo è il punto, sono gli inciuci. Adesso io non so se la sinistra la osteggia per questo, perché negli ultimi anni è riuscita a governare solo con i giochi di palazzo. Però io penso che i cittadini debbano scegliere chi deve governare questa nazione. Quindi meritano un governo scelto da loro, con un mandato chiaro, indipendentemente da chi poi dovesse vincere le elezioni. Meritano che, quando loro decidono, con un sistema proporzionale e quindi a maggioranza, chi loro decidono che deve governare abbia anche la possibilità di farlo”, conclude Meloni.  “Secondo me la cosa che non va bene nell’attuale proposta” di riforma della legge elettorale presentata dal centrodestra “è che mancano le preferenze per l’elezione dei parlamentari. Proprio su questo voglio dire che ho chiesto e so che Fratelli d’Italia presenterà un emendamento per inserirle. Speriamo di convincere la maggioranza in Parlamento”.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 5 marzo 2026
I risultati dell’operazione 'Vinum Mentitum' confermano l'efficacia del nostro sistema di controllo nella tutela delle eccellenze italiane. Il sequestro di 2,5 milioni di litri di vino, falsamente certificato DOP e IGP, è la prova che la sinergia tra Guardia di Finanza e ICQRF funziona a pieno regime per proteggere il nostro Made in Italy”. Lo dichiara in una nota il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida. “Chi prova a inquinare il mercato con certificati falsi compie un atto di concorrenza sleale che non viene tollerato”, prosegue il Ministro. “Chi opera onestamente sa che lo Stato è dalla sua parte e tutela la reputazione costruita in anni di duro lavoro. Difendere il marchio Italia significa proteggere la qualità dei nostri territori. Ringrazio le Fiamme Gialle e gli ispettori dell'ICQRF per questo straordinario impegno”.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 5 marzo 2026
È ufficiale la convocazione dei comizi elettorali per il 22 e 23 marzo 2026: i cittadini italiani saranno chiamati alle urne per il referendum confermativo sulla riforma della magistratura (ddl costituzionale Nordio). Trattandosi di un referendum ai sensi dell’articolo 138 della Costituzione, non è previsto il raggiungimento di un quorum: la riforma entrerà in vigore se i voti favorevoli supereranno quelli contrari, a prescindere dall'affluenza. I CONTENUTI DEL VOTO Il quesito referendario sottopone al giudizio degli elettori tre pilastri fondamentali che puntano a ridisegnare l'assetto giudiziario del Paese: Separazione delle carriere: la distinzione netta tra magistratura giudicante e requirente, con l'istituzione di due CSM separati. Sorteggio dei membri del CSM: un nuovo meccanismo di selezione per eliminare l'influenza delle correnti interne. Alta Corte disciplinare: un organo esterno per giudicare gli illeciti dei magistrati, garantendo maggiore imparzialità. LE POSIZIONI Il dibattito vede una contrapposizione netta. I sostenitori della riforma rivendicano la necessità di una giustizia più rapida e di un giudice "terzo", realmente distaccato dall'accusa. Di contro, l’Associazione Nazionale Magistrati e le opposizioni denunciano il rischio di un indebolimento dell'autonomia della magistratura e di un possibile controllo della politica sull'azione penale. MODALITÀ DI VOTO Le urne resteranno aperte domenica 22 marzo (dalle 7:00 alle 23:00) e lunedì 23 marzo (dalle 7:00 alle 15:00). Per esercitare il diritto di voto, i cittadini dovranno presentarsi presso il proprio seggio elettorale muniti di tessera elettorale e documento di riconoscimento valido.
Autore: AGENZIA DIRE 5 marzo 2026
Alla città un finanziamento di un milione di euro per realizzare il programma di attività che ha accompagnato la candidatura. Domani la presentazione del dossier È Ravenna la capitale del mare 2026: il suo dossier ha superato quelli delle 54 città marittime concorrenti. La proclamazione è avvenuta nella Sala monumentale della presidenza del Consiglio dei ministri a Roma. “La proposta progettuale del Comune di Ravenna si è distinta per la coerenza agli obiettivi del bando, per il programma di dettaglio che valorizza la candidatura, nonché per lo strumento di governance e gli indicatori di performance definiti, che rendono i risultati attesi estremamente credibili e gli indicatori economici compatibili con il successo del progetto nell’arco dell’anno di riferimento. Per questi motivi, in conformità alle finalità del bando ministeriale e ai relativi chiarimenti interpretativi, esaminate tutte le proposte pervenute, la Giuria, all’unanimità, ha designato la città di Ravenna quale Capitale del Mare 2026″. È quanto si legge nelle motivazioni della giuria che oggi ha proclamato Ravenna Capitale del Mare 2026. Al comune vincitore sarà riconosciuto un finanziamento di un milione di euro per realizzare il programma di attività presentato nella candidatura. IL MINISTRO MUSUMECI: “CONGRATULAZIONI A RAVENNA MA A VINCERE È L’ITALIA” “Questa iniziativa è nata per rendere competitivo il valore di una comunità nel suo rapporto con il mare- ha ricordato il ministro Nello Musumeci– il governo ha posto al centro del suo programma la valorizzazione del mare, questo significa avviare una interlocuzione seria, concreta, diretta con le comunità che vivono il mare”. “Abbiamo 8 mila km di coste lungo le quali ci sono città di mare e città con il mare, credo sia necessario superare questo divario attraverso un approccio diverso alla cultura del mare, del mare non possiamo occuparci solo da maggio a settembre. L’Italia, per la maggioranza degli italiani, è ancora una nazione terragna, nonostante gli 8 mila km di costa, con il mare dobbiamo avere un rapporto nuovo e diverso, il mare chiede poco, dona tanto e offre opportunità di lavoro, di crescita, di sviluppo. La capitale del mare, complimenti e congratulazioni a Ravenna, è una gara che può stimolare progetti, creatività, sfide e credo che alla fine a vincere sia l’Italia”, conclude Musumeci. DE PASCALE: “CHANCE PER IL PORTO E LA BLUE ECONOMY “ La designazione di Ravenna Capitale italiana del mare 2026 “è un riconoscimento importante, non solo per la città, ma per tutta l’Emilia-Romagna, che valorizza una storia e una vocazione profondamente legate al mare e che rafforza il ruolo di Ravenna nel sistema marittimo nazionale”. E che è una chance in più per rafforzare il porto e l’economia blu. Il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale già sindaco della città, saluta la notizia con grande soddisfazione la notizia, ricordando che “Ravenna è uno dei grandi porti italiani e uno dei principali punti di riferimento dell’economia del mare nel nostro Paese”. Attorno al porto, infatti, “si è sviluppato negli anni un sistema fatto di imprese, lavoro, logistica, industria, energia e turismo, che rende questa città uno snodo strategico per l’Adriatico e per il sistema produttivo nazionale. È una realtà che ha saputo costruire nel tempo una forte identità marittima, capace di tenere insieme tradizione, capacità industriale e innovazione”. Il percorso che ha portato al risultato è stato sostenuto dalla Regione “anche attraverso numerosi progetti” e ora la designazione riconosce il ruolo della città “lo proietta ancora di più su scala nazionale- sottolinea de Pascale-. Saremo al fianco di Ravenna perché questa occasione diventi un’altra opportunità per rafforzare ulteriormente il porto, sostenere le filiere dell’economia del mare e valorizzare il lavoro e le competenze che qui si sono sviluppate negli anni. Un percorso che riguarda Ravenna ma che parla all’intero sistema marittimo dell’Emilia-Romagna e dell’Adriatico”, conclude.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 5 marzo 2026
SCOOP DI "CHI L'HA VISTO?". UN FILMATO INCASTRA L'AGENTE: «SE TROVI DROGA, ME LA DAI» Nuovi, pesanti tasselli si aggiungono all’inchiesta che vede coinvolto Carmelo Cinturrino, l’assistente capo della Polizia di Stato già fermato per l’omicidio di Abderrahim Mansouri. Durante l'ultima puntata della trasmissione di Rai3 "Chi l'ha visto?", è stato diffuso un video esclusivo che ritrae l'agente in una situazione definita dagli inquirenti "altamente compromettente". Le immagini, risalenti al 2024 e catturate dalle telecamere a circuito chiuso di un esercizio commerciale, mostrano Cinturrino parlare con un uomo (ritenuto un confidente o un complice). Nel video, l'agente pronuncia una frase inequivocabile: «Se trovi la droga me la metti da parte, domani vengo e me la dai». La redazione del programma ha presentato una versione dell'audio ripulita tecnicamente, che non lascerebbe dubbi sulla parola "droga", smentendo ogni altra possibile interpretazione dei dialoghi. Il documento video rappresenta una prova chiave per la Procura di Milano. Secondo l’ipotesi accusatoria, il filmato confermerebbe l’esistenza di un sistema corruttivo e di una gestione opaca dei sequestri nel quartiere Mecenate e nel boschetto di Rogoredo. L’agente non si limitava al controllo del territorio, ma avrebbe preteso dai pusher parte dei proventi o delle sostanze stupefacenti in cambio di protezione o mancati arresti. Lo scoop giornalistico arriva in un momento di massima tensione istituzionale. In seguito ai fatti di Rogoredo e all'emergere di questi nuovi elementi, il Dipartimento di Pubblica Sicurezza ha già disposto la rimozione del dirigente del commissariato Mecenate, mentre la posizione di Cinturrino si aggrava ulteriormente nel quadro dell'accusa di omicidio volontario.
Autore: AGENZAI DIRE ORE: 08.51 5 marzo 2026
"Per le basi americane ci atteniamo agli accordi bilaterali. L'Italia manderà aiuti per la difesa aerea, in quell'area ci sono decine di migliaia di italiani che vogliamo proteggere" Non siamo in guerra, non vogliamo entrare in guerra”. Lo afferma la premier Giorgia Meloni intervistata su Rtl 102.5 parlando della situazione in Medioriente. Le basi militari americane in Italia? “Mi pare che tutti si stiano attenendo agli accordi bilaterali. La stessa portavoce spagnola ha dichiarato ieri che esiste un accordo bilaterale e che al di fuori di quell’accordo non ci sarà alcun utilizzo delle basi. Vale anche per noi: in Italia abbiamo tre basi militari concesse agli americani in virtù di accordi del 1954 che sono sempre stati aggiornati”. “L’Italia come il Regno Unito, come la Francia, come la Germania intende inviare aiuti ai Paesi del Golfo, parliamo chiaramente di difesa, e particolarmente di difesa aerea, non solo perché sono nazioni amiche, ma soprattutto perché in quell’area come dicevamo ci sono decine di migliaia di italiani e ci sono circa 2000 militari italiani che noi vogliamo e dobbiamo proteggere. Tra l’altro il Golfo è anche vitale per l’approprionamento energetico dell’Italia e dell’Europa”. “Dobbiamo impedire che la speculazione faccia esplodere anche ingiustamente i prezzi dell’energia, i prezzi dei generi alimentari, queste sono le priorità sulle quali stiamo ovviamente incessantemente lavorando in queste ore”.
Autore: a80d0376_user 5 marzo 2026
Dopo la decisione di ammettere atleti russi con inno e bandiera, diversi Paesi avevano annunciato il boicottaggio. Come fa sapere il Comitato Paralimpico Internazionale, la decisione è stata presa per garantire "unità tra delegazioni durante l'evento" La cerimonia di apertura delle Paralimpiadi invernali di Milano e Cortina si terrà venerdì 6 marzo, con una novità che sta facendo rumore in queste ore: le bandiere delle nazioni partecipanti non saranno portate da atleti ma da volontari. Questa decisione è stata presa dal Comitato Paralimpico Internazionale (IPC) per garantire l'unità tra le delegazioni durante la cerimonia a Verona. Ma qual è il motivo alla base di questa decisione? Paralimpiadi, cerimonia apertura senza portabandiera La scelta è stata motivata ufficialmente con ragioni logistiche legate alle lunghe distanze tra i luoghi delle competizioni e Verona, e dall'inizio delle gare previsto per sabato mattina. Per l'Italia, i portabandiera inizialmente previsti erano René de Silvestro, campione paralimpico di monosci, e Chiara Mazzel, sciatrice alpina ipovedente. Tuttavia, questa decisione ha scatenato polemiche dopo che diversi Paesi avevano annunciato il boicottaggio della cerimonia di apertura, in seguito alla decisione di ammettere atleti russi con inno e bandiera. Tra questi ci sono Ucraina, Finlandia, Polonia, Repubblica Ceca, Paesi Bassi, Estonia, Lettonia e Lituania. La Germania aveva inizialmente deciso di partecipare alla cerimonia per poi cambiare idea: il Comitato Paralimpico tedesco (Dbs) ha spiegato che questa decisione serve a focalizzarsi sulle prossime competizioni e a esprimere solidarietà con la delegazione ucraina. Le Paralimpiadi invernali si concluderanno il 15 marzo.
Autore: a80d0376_user 5 marzo 2026
Al piccolo, di 2 anni e 3 mesi, era stato trapiantato un "cuore bruciato" lo scorso 23 dicembre. E' morto il 21 febbraio dopo due mesi in coma farmacologico Applausi, pianti e tanta commozione nella Cattedrale di Nola, dove si sono celebrati i funerali di Domenico Caliendo, il bimbo morto all'ospedale Monaldi di Napoli dopo il trapianto di un cuore danneggiato. Il piccolo è deceduto lo scorso 21 febbraio ma la salma è stata liberata solo ieri sera, dopo l'autopsia. "In questa chiesa cattedrale, casa comune, diocesi, sentiamo realmente nostro il vostro immane dolore. Il vostro bambino Domenico è diventato figlio di tutti noi e se è vero che i figli sono ‘piezz e cor’, quello di ciascuno di noi, si è spezzato nel dolore di questa insensata tragedia” ha detto nella sua omelia Monsignor Francesco Marino, Vescovo di Nola, con cui iniziano i funerali del piccolo Domenico Caliendo. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, arrivata poco prima dell'inizio delle esequie, si è accomodata in prima fila, dopo l'abbraccio alla mamma del piccolo Domenico, seduta accanto al presidente della Regione, Roberto Fico. Sullo stesso banco anche il prefetto Michele di Bari, il presidente del consiglio regionale Massimiliano Manfredi e il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi. "Mi pare che Domenico ci parli ancora, continuando a incoraggiarci sul delicato tema della donazione degli organi" continua il vescovo di Nola. "La sua storia ci racconta la generosità di genitori che hanno donato un cuore e di altri che ne hanno sperato da tempo la compatibilità. Incoraggiamo la donazione degli organi come gesto di grande amore e generosità. Continuiamo a credere nella buona medicina, nella formazione scientifica ed etica e non permettiamo agli errori umani, che pur ci sono stati, di spezzare quell’alleanza fiduciaria tra medico e paziente che è un valore necessario e che, come sappiamo, si rivela occasione di salvezza per tantissimi ammalati nei nostri ospedali, i quali – ricordiamolo sempre – sono delle eccellenze sanitarie". Tante le persone accorse ad abbracciare la mamma, che alla vista della bara alla camera ardente, è scoppiata in lacrime. I genitori in prima fila, sul lato destro della chiesa. Presente anche l'avvocato della famiglia della vittima, Francesco Petruzzi e il sindaco di Nola, Andrea Ruggieri. Sulla bara bianca del piccolo Domenico c'è la sua foto con un peluche. Nella cittadina campana c'è lutto cittadino. "È un momento molto doloroso per tutta la comunità campana, per la città di Napoli, per la città di Nola, per tutta l'area metropolitana, è una situazione che ha colpito tutti per la perdita di questo piccolo angelo che è volato in cielo, adesso è il momento del cordoglio, anche della sobrietà, quindi ci vuole grande rispetto per il dolore della famiglia, poi le responsabilità andranno valutate nella sede opportuna, ci vuole grande senso di responsabilità, di sobrietà e di rispetto", il commento del sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, all'esterno della Cattedrale. L'abbraccio della mamma alla direttrice del Monaldi All'interno della Cattedrale, la mamma del piccolo, Patrizia Mercolino, ha abbracciato a lungo Anna Iervolino, direttrice generale dell'Azienda ospedaliera dei Colli, a cui afferisce l'ospedale Monaldi, la struttura ospedaliera dove è morto il bimbo. "Nessuno lo dimenticherà, lo stiamo dimostrando con i fatti", ha detto la direttrice dell'Azienda ospedaliera, mentre la mamma del bimbo ha ribadito più volte: "Devono pagare solo quelli che hanno sbagliato, non tutti i medici del Monaldi". Il legale: "Esposto a Ordine medici per cardiochiurghi" "In questo momento abbiamo inviato alle rispettive segreterie dei consigli dell’ordine di Cosenza e Benevento un esposto solo per il dottor Oppido e per la dottoressa Farina che verte sulla mancata comunicazione dell’esito negativo del trapianto ai pazienti", ha detto intanto Francesco Petruzzi, legale della famiglia del piccolo, all'esterno della Cattedrale. "Ci aspettiamo che i consigli dell’ordine e anche il Consiglio nazionale con il presidente Anelli prendano posizione, perché al di là di quello che sarà l’esito delle indagini il fatto che non sia stata data comunicazione dell’esito ai genitori credo sia un fatto abbastanza certo a oggi e che vada sanzionato disciplinarmente", ha spiegato il legale. "Siamo contenti - ha aggiunto - che non sia stata riscontrata una lesione in fase di espianto perché sarebbe stato un ulteriore scempio al corpo di Domenico e poi erano un po’ambigue le dichiarazioni rese dagli austriaci in merito. Quello che ora dovrà essere valutato a livello microscopico sono le lesioni da congelamento ed eventuali lesioni riportate dall’organo in seguito alla congestione che ha avuto durante la fase dell’espianto, il famoso ingrossamento del cuore che avrebbe potuto ledere le camere interne ma questo lo diranno gli anatomopatologi che con tanta forza la difesa ieri ha cercato e ottenuto di far nominare all’interno del collegio di parte in quanto la difesa degli indagati ha cercato di estromettere il dottor Iacobelli dall’alveo del collegio difensivo". "Ci ha pensato però lo stesso medico legale del gip, che dopo che il gip aveva rigettato la nomina da parte della difesa di Iacobelli è stato lui stesso a chiedere in udienza l’ausilio di un anatomopatologo e quindi darci la possibilità di nominare anche noi un anatomopatologo. Gli esami degli anatomopatologi saranno fondamentali all’interno di questo incidente probatorio, perché loro vanno studiare al microscopio le lesioni sui tessuti dovute ai traumi", ha chiuso il legale.
Autore: a80d0376_user 5 marzo 2026
L'Iran e l'evoluzione del quadro internazionale al centro delle comunicazioni alla Camera e al Senato del ministro degli Esteri e del ministro della Difesa L'Iran e l'evoluzione del quadro internazionale al centro delle comunicazioni che il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, e il ministro della Difesa, Guido Crosetto, terranno oggi giovedì 5 marzo in Parlamento. L'appuntamento in Aula alla Camera è alle 10. I due ministri interverranno anche al Senato. Ieri intanto a Palazzo Chigi si è svolto un nuovo vertice dedicato all'analisi degli sviluppi della crisi in Medio Oriente e alle relative implicazioni economiche, presieduto dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Opposizioni chiedono un'informativa della premier Le opposizioni in pressing chiedono un'informativa della premier. "In questo momento bisogna parlarsi pur partendo da posizioni non coincidenti. Ho sentito sabato Tajani, sono venuti in commissioni Esteri Tajani e Crosetto ma è chiaro che questo non è sufficiente. Chiediamo alla Meloni di venire a dare una valutazione politica in Parlamento", dichiara la leader dem Elly Schlein ad Agorà, su Raitre. "Su ogni cosa" le opposizioni "chiedono che Meloni venga in aula. La presidente del Consiglio viene tutte le volte che può, nel frattempo vengono ministri importanti a parlare in Parlamento, sono già venuti Crosetto e Tajani, quindi il governo non si è tirato indietro, anzi si confronta continuamente con il Parlamento - risponde Giovanni Donzelli ai giornalisti - È un momento molto delicato, credo che quello che è importante è che Giorgia Meloni continui a far tenere all'Italia una posizione di cui essere orgogliosi, molto serena, molto determinata, utile". "Le opposizioni chiedono una linea chiara della premier? Legittimo che le opposizioni facciano le opposizioni, noi in questo momento stiamo pensando all'Italia, credo che con la delicatezza della situazione internazionale in questo momento è importante avere una postura in cui ci si preoccupa del bene della nazione, e non solo della nazione, e meno degli interessi di parte", dice Donzelli. Ma le opposizioni incalzano. "Meloni fugge dal Parlamento e non ci mette la faccia di fronte alla guerra scatenata dal suo amico Trump e dal criminale di guerra Netanyahu - afferma Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde - Avevamo chiesto, come opposizioni, la comunicazione della presidente Meloni sulla guerra in Iran e Libano, ma ancora una volta ha deciso di non venire a riferire in Parlamento, mandando Crosetto e Tajani che hanno dimostrato la loro imbarazzante inadeguatezza. Meloni non ha il coraggio di fare quello che ha fatto il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez, che ha detto no a Trump e ha difeso la dignità e la sovranità della Spagna dalla logica folle della guerra. Perché Meloni teme di venire in Parlamento? Perché fugge?", chiede Bonelli. Parlamentari Fdi 'precettati' in Aula per comunicazioni Tajani-Crosetto Tutti precettati in Aula per le comunicazioni di Tajani e Crosetto. È questa, a quanto si apprende, la direttiva partita dai vertici di FdI e indirizzata a tutti i parlamentari alla vigilia delle comunicazioni in Parlamento dei ministri degli Esteri e della Difesa. L'indicazione è chiara: garantire la massima presenza e la puntualità in Aula. Per oggi è inoltre prevista la presentazione di una risoluzione, che sarà sottoposta al voto.
Autore: AGENZIA DIRE ORE: 07.40 5 marzo 2026
Teheran ha lanciato una nuova ondata di attacchi contro Israele e attaccato il quartier generale delle forze curde nel Kurdistan iracheno La nottata, la quinta, è passata. Ma la cronaca della guerra in Medio Oriente corre veloce, e all’alba del sesto giorno Teheran ha lanciato una nuova ondata di attacchi contro Israele. Diverse esplosioni sono state segnalate nell’area di Gerusalemme. La risposta israeliana è arrivata quasi in parallelo: l’esercito ha ripreso a bombardare con intensità Dahieh, il quartiere meridionale di Beirut dove è radicata la presenza di Hezbollah. Poco dopo, le forze armate israeliane hanno annunciato l’avvio di una nuova fase di attacchi diretti contro l’Iran. Secondo quanto comunicato dai militari, l’aviazione sta colpendo strutture collegate al regime nella capitale Teheran e in varie zone della città. E’ la routine di questi giorni che va ormai assestandosi. L’Iran intanto ha dichiarato di aver lanciato missili contro il quartier generale delle forze curde, nel Kurdistan iracheno. E’ stata per ora smentita la notizia di un’azione via terra dei curdi-iraniani. Così come l’Iran ha smentito di aver lanciato il missile – abbattuto – verso la Turchia . “Le Forze Armate della Repubblica Islamica dell’Iran rispettano la sovranità del Paese vicino e amico, la Turchia, e negano qualsiasi lancio di missili verso il territorio di tale Paese”, si legge in una nota. Nel frattempo anche l’Arabia Saudita è tornata a essere coinvolta indirettamente nel conflitto. Riad ha dichiarato di aver intercettato e distrutto diversi missili da crociera e droni. Tre erano diretti verso la regione centrale di Al-Kharj, mentre un quarto drone è stato abbattuto a est della regione di Al-Jawf, vicino al confine con la Giordania. Dall’inizio della guerra, lo scorso fine settimana, l’Iran ha più volte preso di mira il territorio saudita con droni e missili. Martedì anche l’ambasciata statunitense a Riyad aveva riportato danni a causa di un attacco con droni. PIENI POTERI DI GUERRA A TRUMP Intanto nella tarda serata italiana il Senato americano ha respinto una risoluzione presentata dai Democratici che avrebbe obbligato Trump a interrompere le operazioni militari e a consultare il Congresso, come prescriverebbe la legge. 47 senatori hanno votato a favore, 53 si sono espressi contro. Solo due eccezioni negli schieramenti di partito: il senatore Dem John Fetterman ha votato con i Repubblicani contro la misura; il repubblicano Rand Paul si è schierato invece con i Democratici votando a favore. Pari e patta, la guerra continua.
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