Iran, Trump: “L’uscita dalla Nato è ormai fuori discussione”, atteso l’annuncio alla Nazione. Starmer: “Vertice con 35 Paesi su Hormuz”

AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamento • 1 aprile 2026

Share this article

Tutti gli aggiornamenti sul conflitto, entrato nel suo trentatreesimo giorno. Mentre i Paesi europei si rifiutano di scendere apertamente in campo per forzare lo stretto di Hormuz, sembra che gli Emirati ci stiano seriamente pensando

 ll Presidente degli Stati uniti Donald Trump aggiorna ancora la timeline sulla fine del conflitto in Medio Oriente, annunciandone la conclusione tra 2-3 settimane. Ma soprattutto anticipa in una intervista al quotidiano inglese The Telegraph il divorzio degli Stati uniti dalla Nato, seguendo così il monito lanciato poche ore prima dal suo vice Marco Rubio per gli alleati che non hanno risposto alla chiamata a forzare lo stretto di Hormuz. Per tutta risposta, il premier del Regno Unito Starmer annuncia un vertice entro la settimana di 35 Paesi per discutere “tutte le misure diplomatiche e politiche possibili” per la riapertura dello Stretto.

  Intanto proseguono gli attacchi sui diversi fronti aperti. Tutti gli aggiornamenti.

13.00 – IRAN: “LO STRETTO DI HORMUZ RIAPRIRÀ, MA NON PER GLI USA”

“Trump ha finalmente realizzato il suo sogno di ‘cambio di regime’, ma nel regime marittimo della regione. Lo Stretto di Hormuz si aprirà sicuramente, ma non per voi”. Così scrive il presidente della Commissione per la Sicurezza Nazionale del Parlamento iraniano, Ebrahim Azizi in un post su X in cui si rivolge agli Stati uniti. Lo Stretto sarà riaperto invece “per coloro che si attengono alle nuove leggi della Repubblica Islamica dell’Iran- prosegue- L’era dell’ospitalità, durata 47 anni, è giunta al termine”. Il riferimento è alla nuova normativa approvata nei giorni scorsi dal Parlamento di Teheran che ha previsto l’introduzione di un pedaggio per le navi che attraversano lo Stretto di Hormuz.

  12.10 – STARMER: “PRONTI A OSPITARE UNA RIUNIONE ENTRO LA SETTIMANA SULLO STRETTO DI HORMUZ” CON 35 PAESI PARTNER

il premier del Regno Unito Keir Starmer ha parlato in conferenza stampa e annunciato che entro la settimana si terrà un vertice in Regno Unito per discutere della riapertura dello Stretto di Hormuz. “Il Regno Unito ha ora riunito 35 nazioni attorno alla nostra dichiarazione d’intenti per promuovere congiuntamente la sicurezza marittima nel Golfo”, ha spiegato, come riporta “The Guardian”. “E oggi posso annunciare- ha proseguito- che, nel corso di questa settimana, il Ministro degli Esteri ospiterà un incontro che riunirà per la prima volta queste nazioni, durante il quale valuteremo tutte le misure diplomatiche e politiche praticabili che possiamo adottare per ripristinare la libertà di navigazione, garantire la sicurezza delle navi e dei marittimi bloccati e riprendere la circolazione di beni vitali”.


Recent Posts

Autore: AGENZIA DIRE 1 aprile 2026
Esecutivo al lavoro per prorogare il taglio sui costi dei carburanti, deliberato il 18 marzo e in scadenza il 7 aprile l Governo, si apprende da fonti di Palazzo Chigi, è al lavoro per prorogare il taglio delle accise sui carburanti, deliberato il 18 marzo e in scadenza il 7 aprile. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è in stretto contatto con il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, per definire gli aspetti tecnici e reperire le risorse necessarie. MIMIT: PREZZO MEDIO SELF BENZINA A 1,754 EURO/L, GASOLIO A 2,076 Il ministero delle Imprese e del Made in Italy rende noto che, in base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, in data odierna – mercoledì 1 aprile 2026 – il prezzo medio dei carburanti in modalità ‘self service’ lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,754 euro/l per la benzina e 2,076 euro/l per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 1,821 euro/l per la benzina e 2,142 euro/l per il gasolio. A MARZO ITALIANI HANNO SPESO 470 MLN IN PIÙ PER FARE IL PIENO Quattrocentosettanta milioni di euro; è questo l’aggravio che, secondo le stime di Facile.it, gli italiani hanno dovuto sostenere nel solo mese di marzo per fare il pieno di carburante. I prezzi di diesel e benzina sono schizzati alle stelle e, nonostante l’intervento del Governo, il conto inizia a farsi sentire sulle tasche dei consumatori. L’analisi è stata realizzata prendendo in considerazione i consumi di carburante rilevati sulla rete a febbraio 2026 (pari a 655.000 tonnellate di benzina e 1,11 milioni di tonnellate di gasolio) e l’aumento del prezzo di diesel e benzina. Se a febbraio la spesa per rifornirsi è stata di circa 3,7 miliardi di euro, a marzo, per la stessa quantità di carburante, a causa del conflitto in Iran il conto ha quasi raggiunto i 4,2 miliardi di euro (+12%). Nello specifico, il prezzo medio mensile della benzina alla pompa è passato da 1,65 euro/litro di febbraio a 1,77 euro/litro di marzo, rincaro che si è tradotto in un aggravio di circa 97 milioni di euro. Per il diesel, invece, il prezzo medio mensile è passato da 1,70 euro/litro di febbraio a 1,98 euro/litro di marzo, comportando un aumento di circa 372 milioni di euro a carico di tutti gli italiani che si sono riforniti sulla rete. Per un pieno di benzina (50 litri), la spesa media è passata da 83 euro di febbraio a 88 euro di marzo; per un pieno di diesel, invece, il costo è passato da 85 euro a 99 euro.
Autore: AGENZIA DIRE 1 aprile 2026
Dimissioni, di Gravina e di tutta la Federazione calcio. Dopo il fallimento degli Azzurri in Bosnia, scatta il 'processo' al numero uno della Figc. Che dice: "Ci sono abituato" Per la terza volta di fila, la Nazionale italiana di calcio resta fuori dai Mondiali, non riuscendo a passare i playoff. Una delusione cocente, soprattutto per i più giovani tifosi di calcio, che ancora una volta restano senza il sogno delle ‘Notti magiche’ di inizio estate dove ci si ritrova tutti a vedere le partite e l’Italia ritrova una sua unità unica, per poche settimane, intorno a un pallone di calcio. Dopo la delusione di ieri sera sono arrivate subito le scuse del Ct, Rino Gattuso , che si è detto dispiaciuto di non aver centrato l’obiettivo. Ma allenatore a parte, è partito subito il processo a Gabriele Gravina, presidente della Federazione calcio, verso cui sono scattate richieste di dimissioni da più parti. Ora basta, serve un ricambio, fare posto a nuove generazioni. Di più, c’è chi ha evocato anche la necessità di una “rifondazione” del calcio a tutto tondo e dell’intera Figc. Gravina, chiamato in causa, ha fatto il serafico: “Dimettermi? Sono abituato alle richieste di dimissioni. Deciderà il Consiglio federale“. ABODI: “IL CALCIO VA RIFONDATO, RIPARTIRE DA RINNOVAMENTO VERTICI FIGC” “Il calcio è uno sport e, in un tempo di crisi militari ed economiche come questo, non va caricato di significati eccessivi. D’altra parte è innegabile che non sia solo uno sport. Particolarmente in Italia, dove il calcio si fa cultura popolare, rito comunitario, prestigio internazionale. Mi dispiace pensare che ci sia un’intera generazione di bambini e ragazzi che non abbia ancora provato l’emozione di veder giocare la Nazionale in un mondiale di calcio. Ringrazio la squadra e il suo allenatore per l’impegno che hanno dimostrato anche ieri sera, ma è evidente a tutti che il calcio italiano va rifondato e che questo processo debba ripartire da un rinnovamento dei vertici della FIGC”. Così in una nota il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi. “Il Governo ha dimostrato concretamente, in questi anni, l’impegno a favore di tutto il movimento sportivo italiano. I nostri atleti ci hanno regalato enormi soddisfazioni in tante discipline, e io reputo obiettivamente scorretto tentare di negare le proprie responsabilità sulla terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali di calcio, accusando le Istituzioni di una presunta inadempienza e sminuendo l’importanza e il livello professionistico di altri sport. Noi continueremo, come abbiamo fatto finora, a fare ciò che compete alle Istituzioni ma serve responsabilità, umiltà e rispetto da parte di tutti. L’Italia deve tornare ad essere l’Italia, anche nel calcio mondiale”, conclude Abodi. LEGA: “SERVE UNA RIFONDAZIONE, VIA GRAVINA” “Ancora eliminati. Niente Mondiale per l’Italia: è una vergogna inaccettabile. Il calcio italiano è da rifondare, partendo dalle dimissioni di Gabriele Gravina”. Così una nota della Lega. ANTONIOZZI (FDI): GRAVINA VADA VIA SUBITO, E CON LUÌ TUTTA LA FIGC “Una vergogna. Essere eliminati dalla Bosnia significa non meritare di andare ai mondiali. E la Bosnia va ai mondiali con la sua dignità. Adesso mi aspetto che il presidente Gravina vada via dalla federazione. Si aprano le porte alle nuove generazioni“. Lo afferma il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera Alfredo Antoniozzi. BIGNAMI (FDI): “DOPO ENNESIMO FALLIMENTO DIMISSIONI IMPRESCINDIBILI” “Dopo l’ennesimo fallimento della Nazionale di calcio italiana, il presidente della Figc Gabriele Gravina deve semplicemente dimettersi. Il calcio italiano va rifondato e le sue dimissioni sono imprescindibili”. Così su X il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, Galeazzo Bignami. Il commento del nostro direttore, Nico Perrone Un ragazzo o una ragazza di 12 anni nati in Italia non hanno mai visto la squadra di calcio nazionale ai Mondiali. Dovranno aspettare altri 4 anni, forse. A questo punto, al di là delle tante scuse che ora si tireranno fuori, e i falsi elogi su questo o quello sforzo dei milionari scesi in campo, con l’allenatore Gattuso che si dimetterà magari pure piangendo, è il momento di dire basta. Basta con tutta la dirigenza che ha gestito il calcio così, dalla Figc in giù o in su fate voi, basta con chi ha trasformato questo sport, dove vincono, e lo si è visto anche stasera, quelli che hanno fame e voglia di gol, in una passerella di satolli snob. Tutti a casa. Siamo a terra, valiamo zero, che si ricominci da capo allora. Stasera c’è solo una parola per questi lor signori del calcio italiano: vergognatevi, come ci vergogniamo noi. Prendete le vostre cose e lasciate il posto a chi lo merita. 
Autore: Anna Maria Rengo 1 aprile 2026
Con Giuseppe Smorto alla riscoperta di protagonisti storici nel racconto su “la Repubblica” non solo dello sport tricolore, ma anche del suo legame con la vita e l’evoluzione del Paese: Brera, Clerici, Minà e Mura. Gianni Brera, Gianni Clerici, Gianni Minà, Gianni Mura. Quante cose hanno in comune questi quattro Gianni! Il nome di battesimo, ovvio, ma pure il fatto di essere stati tutti giornalisti (anche) sportivi, di avere tutti lavorato nella redazione di “la Repubblica” e di avere dato un contributo fondamentale alla trasformazione del giornalismo italiano, per il quale, nel corso dei decenni, lo sport ha smesso di essere un semplice fatto di cronaca per diventare linguaggio, visione, racconto del Paese. Quattro firme diverse per stile, temperamento e sguardo sul mondo, unite però da un’idea comune: lo sport come chiave per leggere la società, la politica, la cultura e l’animo umano. Nel cinquantesimo anniversario della nascita del quotidiano, lo scrittore e giornalista Giuseppe Smorto dedica a “I quattro Gianni – Brera, Clerici, Minà e Mura e lo sport di Repubblica” un libro (Minerva Edizioni) che non è solo focalizzato sul giornalismo sportivo, ma anche sulla storia culturale dell’Italia contemporanea. Il racconto di una redazione che diventa laboratorio di idee, di un mestiere vissuto come missione civile, di un’epoca in cui la scrittura contava quanto la notizia. Un volume che restituisce voce, atmosfera e tensione di anni irripetibili, ricordandoci che il giornalismo migliore nasce quando intelligenza, libertà e responsabilità camminano insieme.  Quattro Gianni, quattro diversi modi di essere giornalisti sportivi. Quali differenze e quali somiglianze tra i quattro protagonisti del suo libro? La parola a Giuseppe Smorto. “Non li definisco giornalisti sportivi, ma giornalisti che avevano tutti una predilezione per lo sport. Loro tratto comune era il non essere conformisti e l’essere invece molto convinti delle loro idee in un mondo, quello dello sport, che a volte stimola il silenzio e l’omertà. Basti pensare a quanto succede nelle curve degli stadi. I quattro Gianni avevano il coraggio delle loro idee, anche quando si trattava di mettersi contro delle persone. A Brera, tanto per fare un esempio, bruciarono le copie del giornale sotto casa per colpa delle sue idee, mentre Clerici abbandonò il calcio perché lo riteneva troppo violento e troppo lontano dalle sue idee di sport. D’altro canto, Minà divenne famoso per tante cose ma anche perché, durante i Mondiali di calcio del ’78 in Argentina, ebbe il coraggio, di fronte ai membri della giunta militare, di dire che c’erano famiglie che denunciavano la scomparsa dei loro famigliari e di porre dunque la questione dei desaparecidos. Come dimenticare poi Mura, il cui giornalismo non si limitava alle partite e che ogni domenica curava la rubrica, lontanissima per argomento, ‘Sette giorni di cattivi pensieri’ e in essa dava i voti a tutti, anche al Papa!” II tuo libro racconta anche l’ingresso dello sport nel giornalismo targato Repubblica. Come mai il fondatore Eugenio Scalfari all’inizio era contrario a includere il giornalismo sportivo e come gli si fece cambiare idea? “Sì è vero, quando presentò il giornale disse che non avrebbe fatto sport (né pubblicato fotografie) in quanto lo riteneva un mondo elementare. Ma poi si convinse che non è così, che lo sport è importante nella vita delle persone, che è un esperanto. Raccontò che un giorno passeggiava per Milano e vide passare di corsa i podisti della Stramilano e allora si chiese: ‘Ma noi questo evento sul giornale l’abbiamo?’. Inoltre, lo sport si intreccia spesso alla politica. Basti pensare alla Coppa Davis disputata di fronte ad Augusto Pinochet, al boicottaggio delle Olimpiadi di Mosca del 1980…. Convinto infine dell’utilità dello sport Scalfari cercò non solo di prendere i migliori giornalisti, come i quattro Gianni, ma anche di creare una grande squadra. Come ogni squadra, ci devono essere i fuoriclasse e chi lavora attorno a loro.” Come si è evoluto il giornalismo sportivo negli ultimi decenni e nella redazione di Repubblica? “Io racconto un’epoca che precede lo smartphone, in cui lo sport si svolgeva quasi tutto di domenica. L’evoluzione più evidente è stata l’avvento delle televisioni, che condiziona anche il calendario sportivo. Lo sport ha una sua tradizione, le regole sono rimaste le stesse ma è arrivata la tecnologia che cambia qualsiasi settore: anche lo sport dunque, tra Var e moviole, con tante novità buone o cattive.” Il giornalismo sportivo si basa sulle ondate di popolarità dei diversi sport, ma sempre con un’attenzione speciale al calcio. Come definisci lo stato di salute, anche mediatica, del calcio italiano e quello, invece, del tennis? “L’eliminazione in Bosnia è il frutto di politiche scellerate che il calcio adotta da tempo. Troppi stranieri, strapotere dei club, poca attenzione alle squadre nazionali. Poi ci sono gli sport individuali che hanno dei trascinatori, come appunto il tennis grazie non solo a Jannik Sinner ma pure ad altri giovani talenti. Ma dietro c’è sempre una organizzazione che funziona. L’alternativa al calcio esiste: basta pensare al volley e a Julio Velasco. Ma abbiamo esempi anche in altri sport: atletica, basket femminile. Un tempo magari si poteva giocare solo a pallone mentre ora l’offerta sportiva è più ampia. Resta il fatto che il calcio è lo sport più condiviso del mondo, nonostante gli eccessi e i tratti nevrotici. Se poi mi chiedi cosa avrebbero scritto i ‘4 Gianni’ dopo questa sconfitta, rispondo che lo avrebbero scritto prima, perché i segnali per questa disfatta sportiva c’erano tutti”. Che ricordo personale hai dei quattro Gianni? “Io ho lavorato all’ombra di questi giganti ed era molto gratificante. Nel libro racconto tanti episodi, per esempio di come ero orgoglioso di portare la macchina da scrivere a Gianni Brera quando andavamo in trasferta. Poi ci sono molte storie su come nasce un gruppo vincente, ciascuno con le proprie competenze nel nome di un prodotto giornalistico di qualità, come era accaduto in quegli anni grazie a Scalfari. Ecco, io mi sono trovato all’ombra di questi giganti e lì mi sentivo al sicuro.” Quali sono le nuove sfide del giornalismo? “Esso deve misurarsi con i nuovi linguaggi. Del giornalismo ci sarà sempre bisogno ma il modo in cui si esprime può cambiare, prima la carta, poi la tv, e ancora l’online, i social e i nuovissimi linguaggi. Dobbiamo andare dove sono i lettori. Un tempo il concorrente di Repubblica era il Corriere, ora ci sono i podcast, Netflix e in palio c’è il tempo del lettore.” L’AUTORE - Giuseppe Smorto ha fatto sempre il giornalista, anche se sognava una vita da psicanalista. Invece ha vinto una borsa di studio ed è salito sull’astronave “Repubblica”. È stato caporedattore allo Sport, al “Venerdì”, alla cronaca di Torino, poi responsabile e direttore del sito “repubblica.it” e vicedirettore del giornale. Ha scritto vari libri sulla Calabria (dove è nato), è stato co-autore di Semidei, un docufilm sui Bronzi di Riace. Ha firmato due podcast: Dimmi chi era Gianni Brera e Chiamami Mister (insieme ad Aligi Pontani), su un’esperienza di calcio per ragazzi autistici.
Autore: AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamento Ore: 09.19 1 aprile 2026
Tutti gli aggiornamenti sul conflitto, entrato nel suo trentatreesimo giorno. Mentre i Paesi europei si rifiutano di scendere apertamente in campo per forzare lo stretto di Hormuz, sembra che gli Emirati ci stiano seriamente pensando ll Presidente degli Stati uniti Donald Trump aggiorna ancora la timeline sulla fine del conflitto in Medio Oriente, mentre il vice Marco Rubio, seguendo la sua linea, lancia un monito agli alleati Nato che non hanno risposto alla chiamata Usa. Intanto proseguono gli attacchi sui diversi fronti aperti. Tutti gli aggiornamenti. 8.30 WSJ: “GLI EMIRATI PRONTI AD AIUTARE USA-ISRAELE PER SBLOCCARE LO STRETTO DI HORMUZ” Gli Emirati Arabi Uniti si stanno preparando a scendere in campo al fianco degli Stati Uniti e altri alleati per forzare lo Stretto di Hormuz. Lo riferisce il quotidiano Wall Street Journal citando come fonte dei funzionari arabi anonimi. In questo modo, gli EAU sarebbe il primo Paese del Golfo Persico a diventare parte attiva nel conflitto, dopo aver subito ripetutamente gli attacchi iraniani. Non solo, secondo il quotidiano statunitense, gli Emirati Arabi Uniti stanno facendo pressing sul Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite affinché adotti una risoluzione che autorizzi l’azione. 8.10 – BOMBA A GRAPPOLO IN ISRAELE, 14 FERITI CIVILI A BNEI BRAK, GRAVISSIMA UNA BAMBINA DI 11 ANNI Una bomba a grappolo lanciata dall’Iran a Bnei Brak, nel centro di Israele, ha causato almeno 14 feriti, di cui una bambina di 11 anni in gravi condizioni, un altro ragazzino di 13 anni è risultato ferito seriamente. Il bilancio è di dieci persone in condizioni critiche evacuate in centri medici dopo il lancio di missili di questa mattina. Lo riferiscono i media israeliani che citano il servizio di soccorso Mda. Dalle prime indagini, è risultato che il missile iraniano era dotato di una testata a grappolo, che ha disperso le bombe su una vasta area. Si è trattato del primo attacco missilistico iraniano contro Israele in quasi 21 ore, sottolinea il quotidiano locale. 8.00 – RUBIO: “GLI USA DOVRANNO RIESAMINARE IL LORO RAPPORTO CON LA NATO “ Il segretario di Stato americano Marco Rubio in una intervista rilasciata a Fox News ha rinnovato le critiche alla Nato. Seguendo la linea di Donald Trump, Rubio ha lanciato l’avvertimento secondo cui gli Stati Uniti “dovranno riesaminare” il loro rapporto con la Nato una volta terminata la guerra contro l’Iran. “Credo non ci siano dubbi, purtroppo, che dopo la conclusione di questo conflitto, dovremo riesaminare tale rapporto- ha detto- Dovremo riesaminare il valore della Nato in questa alleanza per il nostro Paese”. E ha aggiunto: “In definitiva sarà una decisione del Presidente Trump”. Le dichiarazioni di Rubio fanno da corollario a quelle con cui Trump ha recentemente attaccato i partner della Nato per essersi rifiutati di unirsi alla guerra degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran. Il segretario di Stato ha anche sostenuto che la guerra contro l’Iran si avvicina al “traguardo”, mentre il conflitto entra nella sua quinta settimana. “Possiamo vedere il traguardo. Non sarà oggi, non sarà domani, ma arriverà”, ha detto infatti Rubio al programma di Fox News. Ha anche aggiunto che un incontro diretto con i funzionari iraniani potrebbe essere possibile a un certo punto. ORE 7.00 – ATTESA PER IL DISCORSO ALLA NAZIONE DI TRUMP ANNUNCIATO DALLA CASA BIANCA Trump fornirà un “importante aggiornamento” sull’Iran mercoledì sera. La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha dichiarato che il presidente degli Stati Uniti terrà un “discorso alla nazione”, questa notte, mercoledì 1 aprile alle 21 di Washington, (all’una di notte di domani, giovedì 2 aprile in Italia), che “fornirà un importante aggiornamento sull’Iran”. Leavitt ha fatto l’annuncio in un breve post su X, senza fornire ulteriori dettagli. ORE 5.00- RAID DI DRONI IRANIANO SULL’AEROPORTO INTERNAZIONALE IN KUWAIT L’autorità per l’aviazione civile del Kuwait ha dichiarato che l’aeroporto internazionale del Paese del Golfo è stato oggetto di un attacco di droni iraniani. “L’aeroporto internazionale del Kuwait è stato oggetto di attacchi palesi da parte di droni lanciati dall’Iran e dalle fazioni armate che sostiene”, ha dichiarato il portavoce della Direzione Generale dell’Aviazione Civile all’agenzia di stampa Kuwait News Agency. Colpiti i serbatoi di stoccaggio del carburante da cui si è generato un vasto incendio, per fortuna non sono segnalate vittime.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 1 aprile 2026
Iniziativa del coordinatore nazionale di Progetto Civico Italia e Assessore ai Grandi Eventi di Roma. "Vogliamo una legge elettorale diversa, che faccia scegliere direttamente ai cittadini i propri rappresentanti in Parlamento". “Vogliamo una legge elettorale diversa, che restituisca ai cittadini il potere di scegliere direttamente i propri rappresentanti. La sovranità appartiene al popolo, non a sette leader di partito”. Con questo appello Alessandro Onorato, coordinatore nazionale di Progetto Civico Italia e Assessore di Roma Capitale, annuncia il lancio di una grande mobilitazione popolare. L’iniziativa, partita con una petizione su Change.org, vedrà da sabato i volontari del movimento scendere nelle piazze di tutta Italia per raccogliere le firme necessarie a richiedere l’introduzione delle preferenze e il superamento definitivo delle liste bloccate. “Tra due guerre, con un Paese al collasso, industrie ferme e famiglie sempre più povere – sottolinea Onorato – l’urgenza del Governo Meloni è una nuova legge elettorale per togliere a tutti i cittadini la possibilità di scegliere direttamente chi andrà in Parlamento. È l’ennesimo attacco alla Costituzione: gli articoli 1, 56 e 58 dicono chiaramente che la sovranità è popolare e deve essere espressa senza intermediari. Non possono 7 persone decidere al posto di 59 milioni di italiani”. Secondo il coordinatore di Progetto Civico Italia, per ripristinare il legame tra eletti ed elettori esistono solo due strade: l’introduzione delle preferenze o la creazione di collegi elettorali molto piccoli. “Per questo abbiamo lanciato una petizione per bloccare la proposta del Governo, che inizia oggi l'iter in Commissione alla Camera. Facciamo un appello agli italiani e a tutte le forze politiche: facciamoci sentire. È ora il momento”.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 1 aprile 2026
Dopo quasi un mese di lontananza, Catherine può finalmente riabbracciare i suoi tre bambini. Salvo imprevisti dell'ultima ora, l'incontro avverrà oggi presso la casa famiglia di Vasto, dove i minori risiedono dal 20 novembre 2025. Si tratta di un momento atteso dal 6 marzo, giorno in cui il Tribunale per i Minorenni dell’Aquila ha disposto l’allontanamento della donna dalla struttura. Da quel momento, Catherine ha potuto comunicare con i figli solo tramite videochiamate, supportata dal marito. Il cambio di rotta dei servizi sociali Inizialmente, nonostante il decreto del tribunale non lo esplicitasse, a Catherine era stato permesso di vivere nella comunità insieme ai figli. L’obiettivo dei servizi sociali era quello di rendere il distacco meno traumatico e favorire l'inserimento dei bambini nel nuovo contesto educativo. Tuttavia, le relazioni tecniche redatte dagli operatori della struttura hanno portato a un drastico cambio di valutazione. La presenza costante della madre è stata definita «gravemente ostativa» per il percorso dei minori e «pregiudizievole» per il loro equilibrio emotivo. Questo ha spinto la casa famiglia a negare l'ospitalità alla donna, interrompendo i contatti diretti fino all'istanza presentata recentemente dai legali della difesa, gli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas, che ha reso possibile l'appuntamento odierno.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 1 aprile 2026
La Presidente Meloni in Parlamento il 9 aprile. "L'attività dell'Esecutivo prosegue senza sosta, priorità a caro-carburanti e dossier internazionali" La Presidenza del Consiglio comunica che giovedì 9 aprile la Presidente, Giorgia Meloni, interverrà in Parlamento per un’informativa generale sull'azione di Governo. La Presidente sarà alla Camera dei Deputati alle ore 9:00 e al Senato della Repubblica alle ore 12:00. L’intervento si rende necessario per illustrare nel dettaglio la road map dei prossimi mesi, a conferma della piena operatività dell'Esecutivo. Tra i punti centrali all'ordine del giorno, il Governo ribadisce l'impegno prioritario sul fronte economico: è attualmente allo studio un nuovo intervento normativo volto a mitigare l’impatto del costo dei carburanti, in vista della scadenza del taglio delle accise prevista per il prossimo 7 aprile. In merito alle recenti indiscrezioni giornalistiche, il Governo smentisce categoricamente le ipotesi di rimpasto o di rallentamento dell'attività legislativa a seguito della consultazione referendaria sulla giustizia. "L'informativa della Presidente è un atto di trasparenza e un'opportunità di confronto richiesta dal Parlamento che accogliamo con determinazione", ha dichiarato il Ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani. "L’attività di governo non si è mai interrotta. Racconteremo cosa stiamo facendo sui dossier che interessano davvero i cittadini, lasciandoci alle spalle le fantasie su voti anticipati o crisi interne che non trovano riscontro nella realtà". La Presidente Meloni intende ribadire con chiarezza che la coalizione prosegue compatta nel percorso di riforme, garantendo stabilità al Paese e risposte concrete alle emergenze energetiche e internazionali.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 1 aprile 2026
La situazione internazionale registra nelle ultime ore una drastica accelerazione a seguito dell'intensificarsi del conflitto tra la coalizione a guida statunitense, Israele e l'Iran. Discorso alla Nazione del Presidente Trump La Casa Bianca ha confermato che il Presidente Donald Trump terrà un discorso alla nazione stasera alle ore 21:00 (le 03:00 del 2 aprile in Italia). L’intervento fornirà aggiornamenti decisivi sulla strategia militare contro Teheran. Il Tycoon ha anticipato una linea di massima fermezza, dichiarando che il raggiungimento di un accordo formale con l’Iran non è considerato una condizione necessaria per la cessazione delle ostilità. Aggiornamenti dal Fronte Militare Kuwait ed Emirati Arabi: Si segnalano attacchi tramite droni di matrice iraniana. In Kuwait, un’incursione ha provocato un vasto incendio presso lo scalo aeroportuale. Negli Emirati Arabi Uniti, l’intercettazione di un vettore ha causato la caduta di frammenti nella zona di Al Rifaa, provocando la morte di un cittadino di nazionalità bengalese. Raid su Beirut: Operazioni aeree condotte dalle forze israeliane (IDF) nella zona di Jnah, alla periferia sud di Beirut, hanno coinvolto l'area delle sedi diplomatiche. Risulta danneggiata l'ambasciata della Cina; coinvolte indirettamente anche le rappresentanze di Oman e Iran. Revisione dei Rapporti NATO In una dichiarazione rilasciata a Fox News, il Segretario di Stato Marco Rubio ha scosso gli equilibri transatlantici affermando che, al termine del conflitto con l'Iran, gli Stati Uniti procederanno a una "rivalutazione" del proprio rapporto con la NATO. Tale posizione suggerisce un possibile e profondo mutamento negli impegni di difesa collettiva degli USA in Europa. La situazione resta in costante evoluzione. Ulteriori aggiornamenti seguiranno al termine del discorso presidenziale.
Autore: AGENZIA DIRE 1 aprile 2026
"Chiedo scusa perchè non ce l'ho fatta, ma oggi i ragazzi non si meritavano una batosta così": la delusione del Ct Gattuso dopo l'eliminazione dell'Italia Penso che oggi i ragazzi non si meritavano una batosta così, per la prestazione, per l’impegno, per l’amore che ci hanno messo. Abbiamo fatto fatica, siamo rimasti in dieci, abbiamo avuto tre palle gol. Dispiace, però questo è il calcio. Sono orgoglioso dei miei ragazzi. Fa male perché ci serviva per noi, per le nostre famiglie, per tutta l’Italia, per il nostro movimento. E una mazzata così è difficile da digerire. Personalmente chiedo scusa, perché non ce l’ho fatta, però i ragazzi veramente oggi mi hanno impressionato”. Lo ha dichiarato il ct dell’Italia Rino Gattuso al termine della finale playoff delle qualificazioni Mondiali persa ai rigori contro la Bosnia Erzegovina . GRAVINA: “HO CHIESTO A GATTUSO DI RIMANERE” “Lo stato d’animo è evidente, anche per come questo risultato è maturato. Voglio fare comunque i complimenti ai ragazzi, in questi mesi sono molto cresciuti. Ho chiesto a Gattuso di rimanere alla guida della Nazionale. La partita l’avete vista tutti, c’è poco da commentare, il ct ha definiti eroici i giocatori, hanno dato tutto. La parte tecnica per me è da salvaguardare al 100%. Poi c’è una parte politica, ci sono le valutazioni che farà il Consiglio federale già convocato. Capisco che adesso ci sono le richieste di dimissioni, ma non è questo il momento“. Così il presidente della Figc, Gabriele Gravina, in conferenza stampa dopo la sconfitta dell’Italia contro la Bosnia e l’addio ai Mondiali.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 1 aprile 2026
Il gelo dello Stadion Bilino Polje non è solo climatico, è l'istantanea di un fallimento che spezza il cuore di un Paese. Il verdetto è definitivo: l’Italia è fuori dai Mondiali 2026. Per la terza volta consecutiva, dopo i disastri del 2018 e del 2022, gli Azzurri subiscono il "terzo calcio" che li sbatte fuori dalla storia. Un’assenza che peserà come un macigno: dal 2014 a oggi, per ben 16 anni, l'Italia sarà solo una spettatrice della Coppa del Mondo. Un gruppo unito, un cuore immenso Nonostante l'esito infausto, non si può rimproverare nulla all'impegno dei ragazzi. La squadra ha mostrato una compattezza eroica, lottando in dieci uomini per oltre ottanta minuti dopo l'espulsione di Bastoni al 42’. Il vantaggio lampo di Moise Kean (13° sigillo in Nazionale) aveva acceso una speranza che sembrava incrollabile, ma la resistenza strenua sotto la neve di Zenica è stata vana. Il gruppo è rimasto unito nelle difficoltà, mostrando un'anima e un sacrificio che avrebbero meritato ben altra sorte. La lotteria crudele dei rigori Il pareggio di Tabakovic al 79’ – viziato da un sospetto fallo di mano di Dzeko che alimenterà polemiche per giorni – ha trascinato la sfida ai supplementari e poi alla lotteria dei rigori. Lì, la pressione è diventata insostenibile: gli errori di Esposito (palla alta) e Cristante (traversa) hanno consegnato la qualificazione alla Bosnia, lasciando l'Italia nel baratro della disperazione. Oltre 12 anni di vuoto: il rito negato Il dato più drammatico è quello umano: un'altra intera generazione crescerà senza l'emozione del Mondiale. Chi oggi ha vent'anni non ha ricordi nitidi della maglia azzurra in una fase finale; l'ultima apparizione risale a Brasile 2014. A differenza della generazione "Over 50", che porta nel cuore i trionfi dell'82 e del 2006, i ragazzi di oggi vivono in un deserto di passioni mondiali che dura ormai da oltre 16 anni. Un rito collettivo negato a milioni di adolescenti che non sapranno mai cosa significhi soffrire e gioire per l'Italia nel torneo più bello del mondo. L'impegno dei ragazzi resta, ma il risultato non cambia: l'Italia guarderà ancora una volta il resto del mondo giocare da casa.
Show More