La passione dietro al libro stampato

FRV NEWS MAGAIZNE A cura di Anna Maria Rengo • 8 settembre 2026

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Jean Luc Bertoni racconta la storia della casa editrice umbra che porta il suo cognome e che occupa ormai un ruolo di rilievo nel panorama nazionale.

 

Ogni libro racconta una pluralità di storie. Certamente dei personaggi dell’opera e dell’autore o autrice che lo ha scritto. Ma anche di chi c’è dietro e che ha reso possibile la sua pubblicazione: gli editori che ogni giorno selezionano, scelgono, investono, rischiano, combattono, gioiscono o si rammaricano. Un universo di umanità accomunata dall’amore per la scrittura e per la lettura, certamente pure in un’ottica imprenditoriale, che “L’angolo del libro” vuole raccontare così sta già facendo per quanto riguarda i premi e gli eventi letterari, oltre che naturalmente gli autori.

Con piacere ospitiamo dunque Jean Luc Bertoni, fondatore della casa editrice che porta il suo cognome: una realtà umbra che nel tempo si è fortemente sviluppata e che è ormai ampiamente nota fuori dai confini regionali.

 

La casa editrice Bertoni è nata nel 2000. Quale percorso professionale e umano ti ha portato a fondarla?

 

“Fin da ragazzo ho avuto un rapporto speciale con i libri, la carta, la grafica, la lettura: tutte passioni che si sono intrecciate nel tempo fino a portarmi a fondare una piccola casa editrice. Non è stato un percorso lineare: fondarla in una regione dove mancavano certe competenze specifiche del settore editoriale ha significato dover imparare tutto da autodidatta, spesso proprio a partire dai miei errori. È stata una formazione sul campo, fatta di tentativi, correzioni e tanta ostinazione.”

 

Da allora come è cambiato il panorama letterario italiano e il mestiere dell’editore?

 

“Quando ho iniziato non esisteva l’intelligenza artificiale, e persino il digitale era qualcosa di lontano: tutto era più analogico, più lento, forse più artigianale. I grandi gruppi editoriali c’erano allora come ci sono oggi, quella dinamica non è cambiata. Quello che è cambiato in me è la consapevolezza di questo mestiere — e mi piace proprio chiamarlo così, ‘mestiere’, perché richiama l’artigianalità. In fondo ogni piccolo editore, a modo suo, è un artigiano: lavora con le mani e con la testa su un prodotto che ha un’anima.”

 

Giunti al 2026 e guardando alle sfide future, quali ti preoccupano e quali invece ti entusiasmano di più?

 

“Ciò che mi preoccupa è la scarsa marginalità con cui un editore si trova a fare i conti: un margine così ridotto che spesso non permette di remunerare come si dovrebbe collaboratori e autori, persone che invece meriterebbero un riconoscimento economico adeguato al loro lavoro. Quello che invece mi entusiasma ancora, come ai primi giorni, è la stessa cosa che mi ha spinto a iniziare: innamorarmi delle storie, delle belle storie, e avere la possibilità di dar loro una casa.”

 

Contrariamente a case editrici piccole o medie, tu hai fatto la scelta di spaziare a molti generi letterari. Qual è stata la motivazione che ti ha spinto a essere un editore “generalista”?

 

“Fa parte del mio essere poliedrico: mi piace esplorare, spaziare, non fermarmi a un solo genere. Cerco — spesso invano — di dare ordine a questa varietà, ed è proprio da qui che nasce l’idea dei diversi marchi editoriali: strumenti pensati per uniformare le singole linee editoriali e aiutare il lettore a orientarsi tra le diverse anime della casa editrice.”

 

Molti autori, soprattutto esordienti, vengono calati in un mondo dell’editoria assai variegato e talvolta, spesso, a pagamento. Quale consiglio daresti a un giovane autore che volesse pubblicare la sua opera?

 

“Il primo consiglio è di non affidarsi mai a una casa editrice a pagamento: se l’obiettivo è semplicemente vedere il proprio libro stampato, meglio orientarsi verso l’autopubblicazione, che almeno è trasparente su costi e ruoli. Se invece si crede molto nel proprio lavoro e si punta alla massima visibilità, la strada è tentare con una grande casa editrice, capace di garantire una distribuzione e un’esposizione che i piccoli editori non possono offrire. Se invece si desidera costruire un vero e proprio percorso da autore, fatto di accompagnamento e crescita nel tempo, allora si può pensare a una realtà come la mia.”

 

La tua attività non si “limita” all’editoria ma anche alla promozione di attività sociali. Come questi due elementi si sposano e quali sono i tuoi progetti più recenti?

 

“Oltre al lavoro editoriale, coordino diversi festival letterari in giro per l’Italia, un’attività che mi permette di portare i libri e gli autori fuori dalle pagine, dentro le comunità. Il progetto più recente è la costituzione di una cooperativa sociale, FONT, che si occuperà di cultura e sociale, con l’obiettivo principale di dare lavoro a persone con disabilità. È un modo per far convivere la mia passione per l’editoria con un impegno concreto verso l’inclusione.”

 

Luogo comune è che se vieni pubblicato da un piccolo editore non vincerai mai i grandi premi letterari nazionali, che sono appannaggio di pochissime e monopolistiche case editrici. È davvero così?

 

“Sì, i grandi premi letterari nazionali restano di fatto un terreno riservato a poche grandi case editrici, che hanno il peso economico e la rete di relazioni per portare i propri titoli fino in finale. Non è una regola scritta, ma nei fatti funziona quasi sempre così: un piccolo editore può pubblicare un libro di grande valore, ma raramente riesce a competere sullo stesso piano. Questo non significa che i piccoli editori non possano regalare soddisfazioni: semplicemente, i riconoscimenti arrivano più spesso a livello locale o territoriale, dove la qualità viene valorizzata senza le logiche dei grandi numeri.”


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Autore: FRV NEWS MAGAZINE • 23 ottobre 2026
Il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (Masaf) ha dato ufficialmente il via, attraverso AGEA, al bando per l’acquisto di olio extravergine di oliva DOP e IGP. L’iniziativa è interamente destinata all’aiuto alimentare per i cittadini in condizione di fragilità economica. L'intervento prevede la fornitura minima di 1.809.954 litri di prodotto in confezioni da un litro, per un valore complessivo di 16 milioni di euro finanziati dal Fondo sociale europeo Plus (FSE+). Gli obiettivi della misura Il provvedimento persegue una doppia finalità strategica per il Governo: Solidarietà sociale: Offrire un aiuto concreto e alimenti di altissima qualità a chi si trova in condizioni di deprivazione materiale. Valorizzazione del Made in Italy: Sostenere i produttori e la filiera olivicola italiana, promuovendo le eccellenze territoriali certificate DOP e IGP. “Con questa misura mettiamo insieme due priorità del Governo: sostenere le famiglie che vivono una condizione di difficoltà e valorizzare una delle eccellenze più rappresentative dell’agroalimentare italiano”, dichiara il ministro Francesco Lollobrigida. “I prodotti DOP e IGP sono un patrimonio che deve essere accessibile anche a chi fatica ad arrivare a fine mese. Allo stesso tempo, questa misura contribuisce a rafforzare una filiera che genera occupazione, custodisce le identità dei territori e crea valore economico per l’intera Nazione”. Dettagli finanziari e attuazione La misura fa parte del Programma nazionale “Inclusione e lotta alla povertà 2021-2027” (Priorità 3 “Contrasto alla deprivazione materiale”). Si inserisce nel piano di distribuzione alimentare per il 2027 approvato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, che ha un valore complessivo di 130 milioni di euro. Il Masaf opera in sinergia con il Ministero del Lavoro e con AGEA, che agisce come Organismo intermedio per l'attuazione dei fondi FSE+. Modalità di partecipazione La procedura d'appalto è articolata in 4 lotti e si svolgerà interamente per via telematica. La partecipazione è riservata agli operatori economici già ammessi al Sistema dinamico di acquisizione “Alimenti e Ristorazione” di Consip. “Le risorse europee devono tradursi in risultati concreti e produrre benefici per i cittadini”, conclude il ministro Lollobrigida. “Con questo intervento mettiamo a valore circa 16 milioni di euro di fondi europei destinati al contrasto della povertà, trasformandoli in un aiuto concreto”.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE - Fonte Fise • 23 ottobre 2026
Fine settimana da seguire con attenzione per la disciplina delle lunghe distanze con l’edizione 2026 della Coppa delle Regioni in programma a Bocca d’Arno, a Marina di Pisa. Evento di interesse federale, per l'endurance la Coppa delle Regioni è da sempre uno degli appuntamenti clou della stagione, ed anche quest’anno conferma il suo appeal con ben 229 binomi in gara nelle varie categorie in rappresentanza di 14 regioni: Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Umbria, Trentino Alto Adige, Valle d’Aosta, Veneto e il Lazio, quest'ultimo detentore dei titoli 2025 sia tra gli ‘under 14’ chegli ‘over 14’. Con l’organizzazione curata dalla ASD Le Vigne dei Guelfi in collaborazione con il Country Club Boccadarno, la Coppa delle Regioni torna in Toscana otto anni dopo l’edizione 2018 disputata a Follonica e, in particolare, torna sui terreni del parco di San Rossore dopo quella bel più lontana del 2001. Domani, venerdì 23 ottobre, i primi a confrontarsi sul tracciato di gara che si snoda anche all’interno della pineta e della macchia mediterranea a due passi dal mare, sono i concorrenti iscritti nelle categorie riservate agli atleti ‘over 14’: CEN A e Debuttanti. Sabato, invece, sarà la volta dei più giovani impegnati nelle categorie CEN B/R Under 14, CEN A Under 14 e Debuttanti Under 14. Le loro prove completeranno il programma sportivo delle due giornate, al termine delle quali saranno proclamate le rappresentative regionali vincitrici che entreranno nell’albo d’oro di questo prestigioso appuntamento.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE • 23 ottobre 2026
Dall’5 all’8 novembre 2026, la 128ª edizione della manifestazione trasforma Veronafiere nella capitale del panorama equestre. Nel Padiglione 9 riflettori accesi sulle tradizioni iberiche e americane, tra competizioni di alto livello, show morfologici e progetti dedicati all'inclusione sociale. L’eccellenza del comparto allevatoriale mondiale si dà appuntamento a Verona. Fieracavalli, il punto di riferimento assoluto per la comunità equestre internazionale, si appresta a inaugurare la sua 128ª edizione, in programma a Veronafiere dal 5 all’8 novembre 2026. Quest'anno la fiera ospiterà oltre 2.200 cavalli appartenenti a 60 razze diverse, offrendo a professionisti, appassionati e curiosi un viaggio unico alla scoperta delle caratteristiche morfologiche e attitudinali di ogni esemplare attraverso un ricco palinsesto di competizioni, caroselli ed esibizioni. Il cuore pulsante delle razze estere sarà il Padiglione 9, che per il 2026 si rinnova profondamente trasformandosi nell'International Horse Breeds. All'interno di questo spazio, la tradizione iberica prenderà vita grazie agli show e alle attività curate da Equitacion Iberica Italia: il pubblico potrà assistere a sessioni di addestramento classico Freestyle, presentazioni di morfologia e attese masterclass di Doma Vaquera. I riflettori saranno inoltre puntati sul Master Iberico, l'evento che mette in luce l'eleganza e le attitudini al dressage del cavallo di Pura Razza Spagnola e del Puro Sangue Lusitano, mentre la sezione Arte Eleganza celebrerà il fascino della monta all’amazzone e la spettacolarità del lavoro in libertà. Dalle atmosfere solenni della penisola iberica si passerà all’energia della tradizione americana. I padiglioni dedicati vedranno protagonisti i Quarter Horse, gli Appaloosa e i Paint, impegnati in un fitto calendario di gare gestite dall’Associazione Italiana Quarter Horse. Tra gli appuntamenti agonistici spiccano le prove di Halter, il suggestivo concorso Most Colorful, il Campionato Italiano Appaloosa e l’APHA Special Event, oltre alle sfide aperte All Breed (inclusa la Challenge dedicata a puledri svezzati e yearling). A completare il quadro delle razze d'oltreoceano non mancherà il cavallo Criollo, fiero simbolo della cultura equestre sudamericana. Fieracavalli 2026 riafferma inoltre il proprio impegno sociale con le prove di ASI Discipline Integrate. Questo speciale programma vedrà gareggiare fianco a fianco atleti normodotati e persone con disabilità fisiche, sensoriali, intellettive o in condizioni di disagio sociale, dimostrando concretamente come il cavallo possa abbattere ogni barriera e farsi motore di uno sport totalmente inclusivo.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE • 23 ottobre 2026
Ricorre oggi il quindicesimo anniversario della tragica scomparsa di Marco Simoncelli, avvenuta il 23 ottobre 2011 sul circuito di Sepang. La Regione Emilia-Romagna e l'intera comunità della Motor Valley si uniscono nel ricordo del campione di Coriano, una figura simbolo del motociclismo mondiale e un esempio di passione, autenticità e determinazione sportiva. I l Presidente della Regione, Michele De Pascale, ha voluto ricordare il profondo legame che unisce il territorio alla memoria del pilota: «Ci manchi Sic! Quindici anni fa ci lasciava Marco Simoncelli. Marco vive stabilmente nei ricordi e nell'affetto profondo di chi gli ha voluto bene e di tutti i romagnoli che continuano a rivedere in lui i valori più sani dello sport e della nostra terra». Il tributo della comunità locale si inserisce in un percorso di memoria attiva che, in tutti questi anni, ha visto la città di Coriano e la Fondazione Marco Simoncelli in prima linea. Grazie a numerosi progetti di solidarietà sociale e assistenza ai soggetti più vulnerabili, l'eredità morale e l'umanità del "Sic" continuano a tradursi in un aiuto concreto per il prossimo.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE • 23 ottobre 2026
Con l'avvicinarsi della cerimonia di premiazione del Pallone d'oro, i riflettori dei media internazionali sono puntati su Harry Kane. L'attaccante inglese del Bayern Monaco si presenta come uno dei candidati forti alla vittoria finale, forte di uno straordinario record di 73 gol complessivi messi a segno nel corso dell'ultima stagione tra club e nazionale. Nonostante l'entusiasmo della stampa e dei tifosi, il centravanti mantiene i piedi per terra. Interpellato sulla sua candidatura al premio individuale più prestigioso del calcio mondiale, Kane ha espresso la sua opinione con grande umiltà, pur non nascondendo l'emozione: "Cerco di non pensarci, ovviamente è difficile", ha ammesso il giocatore. I numeri della sua ultima annata calcistica lo proiettano di diritto nell'élite dei favoriti, rendendo la sua presenza tra i papabili vincitori un tema centrale del dibattito sportivo internazionale.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE • 23 ottobre 2026
Il capoluogo lombardo si prepara a un fine settimana ad altissima tensione. In vista della giornata di sabato, le autorità hanno disposto un piano di sicurezza straordinario per blindare le aree sensibili della città, prevenire il rischio di disordini e scongiurare possibili episodi di violenza o devastazione. L 'apparato di sicurezza vedrà un dispiegamento di forze senza precedenti sul territorio. Il piano prevede l'impiego operativo di 500 militari, che affiancheranno le forze di polizia nei punti critici attraverso pattuglie miste. Per garantire il massimo controllo e una vigilanza strategica dall'alto, verranno utilizzati droni di ultima generazione per il monitoraggio in tempo reale, supportati a terra da veicoli blindati pronti a intervenire nei quadranti più a rischio. Le eccezionali misure di prevenzione comprendono anche l'attivazione di fermi preventivi nei confronti di soggetti ritenuti a rischio, una mossa volta a disinnescare sul nascere qualsiasi focolaio di tensione. Il drastico rafforzamento dei controlli ha già sollevato un acceso dibattito politico, in particolare attorno alle reali dotazioni operative e ai limiti d'azione del contingente dell'Esercito impiegato per la sicurezza urbana. Nonostante le polemiche, la priorità delle istituzioni resta assoluta: garantire l'ordine pubblico e tutelare l'incolumità dei cittadini milanesi. L'allerta resterà ai massimi livelli per l'intera giornata di sabato, con un monitoraggio costante e un coordinamento permanente tra la Prefettura, la Questura e i vertici militari.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE - Pier Paolo Pinto • 23 ottobre 2026
La protesta degli autotrasportatori contro il caro gasolio pone una questione che va oltre il prezzo del carburante. È una questione economica, certamente, ma anche sociale e territoriale. E soprattutto solleva un interrogativo: perché la protesta ha trovato nel Mezzogiorno il suo epicentro? Le ragioni immediate sono note. Il costo del carburante, i margini sempre più ridotti, le difficoltà di liquidità e tariffe che spesso non compensano l’aumento delle spese mettono a rischio la sostenibilità di molte imprese. Ma questi problemi non appartengono soltanto al Sud. Riguardano l’intero sistema dell’autotrasporto italiano. Eppure è nel Mezzogiorno che il disagio si è trasformato in blocchi, presidi e interruzioni della circolazione delle merci. Un fenomeno che merita una lettura sociologica, senza liquidarlo né come semplice emergenza né come una protesta marginale. Il Sud paga una fragilità strutturale: distanze maggiori dai principali mercati, dipendenza dal trasporto su gomma, collegamenti intermodali insufficienti e un tessuto produttivo composto da tante piccole imprese, spesso con una limitata capacità di assorbire gli aumenti dei costi. Quando il trasporto si ferma, non si blocca soltanto una categoria. Rischiano di fermarsi intere filiere, dalla produzione agricola alla distribuzione alimentare. Ma c’è un altro elemento. Quando le organizzazioni tradizionali faticano a contenere il malessere, possono emergere comitati autonomi e forme di mobilitazione difficili da ricondurre a una regia unitaria. È il segnale di una distanza crescente tra le difficoltà vissute dalle imprese e la percezione di risposte istituzionali sufficientemente rapide. La domanda, allora, non è soltanto perché protesti il Sud. È perché un disagio che riguarda tutto il Paese diventi visibile soprattutto dove le fragilità economiche e infrastrutturali sono più profonde. Naturalmente, bloccare le merci significa trasferire una parte dei costi della protesta su cittadini, lavoratori e altre imprese. La legittimità delle rivendicazioni non cancella la responsabilità verso la collettività. Ma neppure il ripristino della circolazione può essere scambiato per la soluzione del problema. Gli aiuti annunciati possono dare ossigeno. Non bastano, però, se non si affrontano le cause strutturali: costi energetici, competitività, infrastrutture, liquidità e condizioni di lavoro. Un Paese che si accorge delle proprie fragilità soltanto quando si fermano le merci rischia di confondere l’emergenza con la normalità. Il punto non è chiedersi perché il Sud si fermi. È capire perché, troppo spesso, debba fermarsi per essere ascoltato
Autore: REDAZIONE • 23 ottobre 2026
Scatta l'allarme per la spesa nei mercati del Nord Italia. Le proteste di agricoltori e autotrasportatori stanno paralizzando la rete logistica nazionale, provocando pesanti ritardi e gravi carenze di pesce e ortofrutta sui banchi dei mercati settentrionali, rimasti quasi del tutto isolati dalle forniture in arrivo da Sicilia, Calabria, Campania e Puglia. A fare il punto sulla crisi è La Borsa della Spesa, l'osservatorio settimanale di Bmti, Italmercati e Consumerismo No Profit, che segnala una netta contrazione dell'offerta (in particolare per gli ortaggi siciliani) ma indica anche le alternative per i consumatori: per ottimizzare il rapporto qualità-prezzo in questo momento di blocco, la scelta deve ricadere sulle giacenze di prodotti locali e a media-lunga conservazione, come mele, cachi e castagne.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE • 23 ottobre 2026
La Santa Sede comunica che il Sommo Pontefice, Papa Leone XIV, al fine di favorire la completa ripresa a seguito del recente intervento di chirurgia toracica subito martedì della scorsa settimana, non potrà essere presente ad Assisi il prossimo martedì 27 ottobre. Il viaggio era programmato in occasione dell'incontro "Pace disarmata e disarmante", nel 40° anniversario della Giornata di preghiera mondiale per la pace convocata da San Giovanni Paolo II. Il Santo Padre, impossibilitato a partecipare fisicamente, desidera comunque far pervenire un suo speciale messaggio di vicinanza e benedizione agli organizzatori, ai capi e ai rappresentanti delle confessioni cristiane e delle diverse religioni, nonché a tutti gli ospiti presenti. Il Pontefice rinnova la sua ferma convinzione che lo "spirito di Assisi", fondato sul dialogo e sulla ricerca costante di gesti concreti di pace, rappresenti una risorsa spirituale e diplomatica preziosa e imprescindibile in un'epoca tragicamente segnata dai conflitti. Bollettino Medico di Controllo L'équipe medica curante, guidata dal medico personale Dott. Luigi Carbone e dal Prof. Stefano Margaritora – direttore della struttura che ha eseguito l'intervento di rimozione tumorale al polmone destro presso il Policlinico Universitario A. Gemelli informa che il Santo Padre è stato sottoposto in data odierna a una radiografia del torace di controllo programmata. L'esame diagnostico ha confermato l'ottimo andamento del decorso post-operatorio, evidenziando una regolare evoluzione clinica. Tuttavia, considerato il breve tempo trascorso dall'importante atto chirurgico, i medici curanti hanno ritenuto opportuno sconsigliare, a scopo puramente precauzionale, il previsto trasferimento in elicottero verso la città di Assisi, così da tutelare pienamente la salute del Pontefice in vista del prossimo viaggio apostolico in America Latina, confermato a partire dal 6 novembre.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE • 23 ottobre 2026
La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è intervenuta oggi all'incontro internazionale di alto livello sulla prevenzione e il recupero dalle dipendenze, promosso da Italia e Francia in qualità di paesi co-fondatori della Coalizione europea contro le droghe (Ecad). Nel corso del suo discorso, la premier ha annunciato una svolta nelle strategie di comunicazione istituzionale e mediatica per il contrasto agli stupefacenti. "Abbiamo avviato una interlocuzione proficua con i principali network per correggere messaggi fuorvianti che troppo spesso abbiamo ascoltato in passato", ha dichiarato la Presidente Meloni, stigmatizzando la narrazione e la banalizzazione del consumo di sostanze che hanno caratterizzato il dibattito pubblico negli scorsi anni. La Presidente del Consiglio ha poi rimarcato l'assoluta centralità delle politiche di contrasto precoce, sottolineando come la prevenzione rappresenti il primo e fondamentale principio cardine incluso nella dichiarazione finale che verrà sottoscritta a conclusione del vertice internazionale.
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