La terza dimensione dell’essere umano

Anna Maria Rengo • 16 aprile 2026

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Con il mental coach Gabriele Sol alla scoperta di un nuovo paradigma di realizzazione personale, frutto di un’esperienza di studio e professionale durata oltre trent’anni.


Si fa presto a dire “crescita personale”. Certo, obiettivo auspicabile, ma da dove iniziare, come proseguire e dove arrivare, sempre che l’arrivo non sia un altro punto di partenza?

Certamente negli ultimi decenni la crescita personale è diventata uno dei linguaggi più diffusi nel mondo del lavoro, dello sport e dello sviluppo individuale, e un po’ ovunque sono fiorite strategie mentali, definizione degli obiettivi, tecniche di performance, entrate stabilmente nella cultura contemporanea. Eppure sempre più persone, anche quando raggiungono risultati importanti, continuano a percepire una sorta di scollamento tra ciò che fanno e ciò che sono.

Da questa osservazione prende forma “Vivi in Tre Dimensioni”, il nuovo libro di Gabriele Sol pubblicato da Mind Edizioni che esplora appunto la crescita personale attraverso una prospettiva non più a due dimensioni (quella fisica e quella mentale) ma a tre. Introducendone dunque una ulteriore, che riguarda il senso, lo scopo e l’allineamento profondo tra identità e azione.

Ma partiamo dal principio, nella nostra chiacchierata con Gabriele che ci porterà infine alla scoperta della terza dimensione.


Innanzitutto, attraverso quale percorso personale e professionale sei arrivato a essere master mental coach, formatore e divulgatore?

“Il mio percorso nasce da una convergenza tra ricerca personale e sviluppo professionale.

Fin da giovane ho coltivato un forte interesse per il funzionamento della mente, i meccanismi decisionali e tutto ciò che determina il modo in cui una persona vive, sceglie, agisce. Per lungo tempo queste sensibilità si sono intrecciate ad attività professionali di altra natura (il giornalismo, la comunicazione, la consulenza) fino alla ‘scoperta’ del coaching, nel 2012. È così che l'interesse di partenza si è progressivamente strutturato attraverso studi riferiti allo stesso coaching, alla psicologia applicata, alle neuroscienze, alla crescita personale, oltre alle culture sapienziali e ad un affaccio sempre più profondo sui temi della spiritualità.

Parallelamente l’esperienza sul campo ha avuto un ruolo determinante. Il lavoro con atleti, imprenditori, manager, professionisti e, in generale, con individui desiderosi di evolvere, mi ha permesso di osservare da vicino dinamiche ricorrenti, successi e blocchi, e di sviluppare un approccio sempre più integrato.

Nel tempo, la formazione si è affiancata alla divulgazione: la scrittura, gli interventi pubblici, il lavoro con gruppi e organizzazioni. È stato un processo naturale, quasi inevitabile, che mi ha portato a sistematizzare il metodo del Three Dimensional Coaching, istituire una scuola per la formazione professionalizzante di nuovi coach (la Three Dimensional Coaching Academy), assumere la presidenza di un'Associazione nazionale di coach professionisti e diffondere la mia visione attraverso il libro ‘Vivi in Tre Dimensioni’, pubblicato da Mind Edizioni.”


Come spieghi il successo del mental coaching e questo successo può a volte portare a che qualcuno si improvvisi mental coach?

“Il successo del mental coaching si spiega con un bisogno sempre più diffuso: quello di orientarsi in un contesto complesso, veloce, ricco di stimoli ma anche di pressioni. Le persone cercano strumenti concreti per migliorare performance, chiarezza, gestione emotiva, qualità delle relazioni. Il coaching risponde a questa esigenza perché è pratico, orientato al risultato e centrato sulla persona.

Allo stesso tempo, proprio questo successo può generare un effetto collaterale: l’idea che si tratti di una disciplina ‘semplice’, accessibile senza una reale preparazione. In realtà il coaching richiede competenze solide, metodo, etica, esperienza. Accompagnare qualcuno nei propri processi decisionali e di cambiamento è una responsabilità importante. Per questo è fondamentale distinguere tra percorsi strutturati e improvvisazione.”


A quale tipologia di persone il mental coach sarebbe maggiormente consigliato e per quali finalità specifiche?

“Il mental coaching è utile ad una gamma molto ampia di persone, proprio perché lavora su processi trasversali. È particolarmente indicato per chiunque desideri migliorare le proprie performance - in ambito sportivo, professionale o personale - e per chi si trova in una fase di cambiamento o, al contrario, di stasi. Allo stesso tempo, è efficace per chi vuole rafforzare sicurezza, gestione dello stress, chiarezza decisionale, qualità delle relazioni.

In generale, il mental coaching è consigliato a chi sente che esiste uno scarto tra il proprio potenziale e la sua espressione concreta, e desidera colmare quello spazio in modo consapevole e strutturato.”


Venendo al tuo libro, quali sono nel dettaglio le tre dimensioni di cui parli e come, in particolare, si arriva a sviluppare la terza?

“Le tre dimensioni sono Essere, Sentire-Pensare e Agire. L’Essere riguarda identità, valori, il Sé Superiore, ciò che orienta le nostre scelte nel profondo. Il Sentire-Pensare si rifà al dialogo interiore, le emozioni, il modo in cui interpretiamo la realtà. L’Agire concerne le scelte concrete, i comportamenti, ciò che effettivamente facciamo ogni giorno.

Quando ciò che penso è coerente con ciò che sono, l’azione diviene più naturale ed efficace, meno dispersiva. Non si tratta semplicemente di ‘fare di più’ ma di fare in modo più centrato. Senza questa coerenza, anche l’azione più intensa rischia di perdere direzione.”


Non è certo possibile in un articolo spiegare a fondo il percorso di consapevolezza e gli esercizi per poterlo affrontare. Ce ne suggerisci però almeno uno?

“Un esercizio semplice ed efficace consiste nel creare un breve momento quotidiano di allineamento.

Bastano pochi minuti, anche a fine giornata. Ci si può chiedere:

– Oggi, quello che ho fatto è stato coerente con ciò che per me è importante?

– In quali momenti ho sentito maggiore allineamento?

– Quando, invece, ho percepito uno scarto?

Questo tipo di osservazione, se portato avanti con continuità, aumenta il livello di consapevolezza. E la consapevolezza, a sua volta, apre alla possibilità di scegliere in modo più intenzionale.

In realtà, il libro presenta numerose pratiche e vari esercizi - anche tramite la possibilità di scaricare file multimediali - che accompagnano il lettore in un percorso estremamente tangibile e calato sulla propria realtà.”


Quando si raggiunge quella che definisci area di massimo potenziale, scrivi, capacità intuizione e motivazione convergono. Ma si può davvero raggiungere questa area o è solo un obiettivo tanto ambizioso quanto irraggiungibile?

“Nel libro chiarisco che l’Area di Massimo Potenziale non è un luogo statico o definitivo, ma una condizione dinamica. È quello spazio in cui le diverse componenti dell’essere umano - capacità, intuizione, motivazione - entrano in risonanza. Una condizione che si manifesta quando le tre dimensioni risultano allineate e operative insieme. Si tratta di qualcosa di molto concreto: quasi tutti abbiamo già sperimentato momenti simili, magari nello sport, nel lavoro, in momenti di creatività. Situazioni in cui tutto scorre con fluidità, in cui si percepisce una chiarezza particolare e un’energia pienamente disponibile.

La differenza sta nella frequenza con cui questi stati si presentano. Il lavoro proposto nel libro mira a creare le condizioni affinché una tale convergenza divenga progressivamente sempre più accessibile. In questo senso, l’Area di Massimo Potenziale è tutt’altro che irraggiungibile: è una possibilità reale che può essere coltivata, riconosciuta e sperimentata con sempre maggiore continuità.”


L’AUTORE - Gabriele Sol è master mental coach, formatore e divulgatore. Da oltre trent’anni esplora il funzionamento dell’essere umano nei suoi snodi fondativi: identità, consapevolezza e scelta. Un percorso che attraversa mondi diversi – lo sviluppo personale, la comunicazione, lo sport, la leadership – e confluisce in una visione unitaria. Fondatore e direttore scientifico della Three Dimensional Coaching Academy e presidente dell’Associazione 3D Coaching Italia, ha ideato il Three Dimensional Coaching, approccio evolutivo che invita ad armonizzare Essere, Sentire-Pensare e Agire, restituendo coerenza al progetto di vita e profondità all’azione. Nel suo lavoro neuroscienze, coaching, filosofia, suggestioni quantistiche e tradizioni sapienziali si uniscono a uno stile radicato nell’esperienza diretta, per tradurre concetti complessi in strumenti vivi, capaci di ispirare e trasformare.


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Dieci anni di incontri, progetti, persone e aziende che hanno scelto di condividere una visione lungimirante per costruire insieme il futuro della logistica. ALIS (Associazione Logistica dell'Intermodalità Sostenibile) festeggia oggi il suo primo importante decennale, un traguardo storico che proietta l'intera filiera del trasporto verso le grandi sfide di domani. L a realtà di ALIS nasce nel 2016 dalla determinazione e dalla chiara visione del suo Presidente Guido Grimaldi. In questo primo decennio il cluster è cresciuto in modo straordinario, evolvendosi fino a diventare il punto di riferimento imprescindibile per dare voce e valore a un comparto strategico per lo sviluppo economico, occupazionale e sociale dell'Italia. Ogni tappa di questo percorso racconta una storia di cooperazione e di successi condivisi. ALIS ha dimostrato di essere molto più di un'associazione datoriale: è una vera e propria comunità che crede profondamente nel valore del fare squadra, nella necessità di accelerare sull'innovazione tecnologica e nella capacità di anticipare i tempi con coraggio. In questa giornata di celebrazioni, il ringraziamento più profondo va ai soci fondatori del 2016, a chi si è unito lungo il cammino e a tutti i player che continuano a investire in questo grande network comune. La chiusura di FRV News Magazine Guardare al passato con orgoglio è il modo migliore per tracciare la rotta del futuro. Il decennale di ALIS non celebra solo il successo di un’associazione che ha rivoluzionato il concetto di intermodalità e sostenibilità, ma conferma che la sinergia tra imprese e istituzioni è il vero motore della competitività italiana. Mentre si spengono i riflettori su questo anniversario, la certezza condivisa è che il viaggio sia appena iniziato, con le sfide della transizione ecologica e della digitalizzazione pronte a essere governate con la solita leadership. La redazione di FRV News Magazine si unisce con entusiasmo ai festeggiamenti, rivolgendo ad ALIS, al Presidente Guido Grimaldi e a tutto il cluster i più vivi auguri per altri dieci anni di eccellenza in movimento. spot 10° anniversario: https://youtu.be/GNIqZGSjfPk?si=l0QPJkC45wcUBQIm
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A pochi giorni dal 33° anniversario della scomparsa di Federico Fellini, la Festa del Cinema di Roma accoglie un'opera straordinaria che restituisce la voce e l'anima del regista riminese. Si tratta di "Ultimo Fellini", il nuovo documentario diretto da Gianluigi Attorre, incentrato sul racconto intimo e profondo degli ultimi dieci anni di vita e carriera del celebre cineasta. I l docufilm si distingue per un eccezionale lavoro di ricerca, portando alla luce immagini di repertorio del tutto inedite e, soprattutto, la viva voce dello stesso Fellini, che guida lo spettatore attraverso le riflessioni, le sfide e la poetica della sua stagione finale. Ad arricchire questo prezioso affresco biografico contribuiscono le testimonianze esclusive di grandissimi nomi del cinema e della cultura internazionale, legati a Fellini da profonda stima e amicizia, tra cui: Roberto Benigni Milo Manara Martin Scorsese "Ultimo Fellini" non è solo un omaggio a uno dei più grandi geni della storia del cinema, ma un tassello fondamentale per comprenderne l'evoluzione umana e artistica negli anni meno documentati della sua straordinaria esistenza.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE • 17 ottobre 2026
Dopo 11 mesi di dolorosa separazione, i figli di Nathan e Catherine Trevallion hanno finalmente potuto riabbracciare i propri genitori per trascorrere insieme il loro primo fine settimana. Questa mattina, poco prima delle ore 10:00, i coniugi Trevallion si sono recati presso la Casa famiglia per accogliere i bambini che, visibilmente emozionati e pieni di gioia, sono saliti in auto con i genitori alla volta di Palmoli. La famiglia ha dedicato la mattinata alla visita del proprio casolare e al contatto con i loro animali, complice anche la favorevole giornata di sole. Nel pomeriggio, il nucleo familiare si è trasferito presso l'alloggio messo a disposizione dall'amministrazione comunale, dove trascorrerà la notte. Il rientro dei minori a Vasto, sempre accompagnati da mamma e papà, è previsto per il pomeriggio di domani, domenica 18 ottobre. "È stato bellissimo vedere la felicità nei loro occhi e sentire Nathan e Catherine finalmente sereni e contenti", ha dichiarato l'avvocato della coppia, Simone Pillon, che ha assistito passo dopo passo la famiglia. Il legale ha poi riportato la commozione del padre, Nathan, che ha definito la giornata odierna come "il giorno più bello da un anno a questa parte". "Si tratta di un ulteriore passo importante nella direzione del rientro definitivo che auspichiamo possa essere ordinato al più presto" , ha concluso l'avvocato Pillon. "Desideriamo ringraziare sentitamente il Sindaco per aver garantito le consuete e necessarie misure di supporto, le istituzioni che hanno svolto un ruolo attivo e costruttivo in questa complessa vicenda, e tutti i giornalisti e gli organi di informazione che hanno saputo rispettare con rigore la privacy della famiglia in questo momento così delicato".
Autore: FRV NEWS MAGAZINE • 17 ottobre 2026
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Giornata di fortissima tensione in tutta la Francia a causa della nuova mobilitazione nazionale contro l'aumento del costo della vita, il caro carburanti e il progressivo peggioramento dei servizi pubblici. La protesta, che vede scendere in piazza un fronte unito composto da sindacati, studenti, attivisti e sostenitori del movimento dei Gilet Gialli, è degenerata in violenti scontri con le forze dell'ordine nelle principali città del Paese. Il bilancio provvisorio diffuso dalle autorità e dal ministero dell'Interno registra già oltre 166 fermi a livello nazionale, con circa 32.800 manifestanti stimati in tutto il territorio. I principali teatri degli scontri: Parigi: La capitale si conferma l'epicentro delle tensioni. La Prefettura di polizia ha intensificato i controlli preventivi disperdendo due cortei non autorizzati. A Place de la République gli agenti sono intervenuti massicciamente con il lancio di gas lacrimogeni per contenere le frange più violente. Si registra inoltre un blitz all'interno della sede dell'emittente televisiva CNews, conclusosi con l'arresto di 21 persone. Marsiglia: Nel Porto Vecchio, un gruppo di manifestanti ha assaltato il palazzo del Municipio, riuscendo a fare irruzione nell'atrio principale e danneggiando gravemente la statua della Marianne, simbolo della Repubblica. Vetrine infrante e cassonetti incendiati si segnalano in tutta la zona circostante via La Canebière. Lione: Nel centro cittadino una filiale dell'ufficio del turismo è stata completamente saccheggiata e data alle fiamme da gruppi di giovani incappucciati, che hanno ingaggiato scontri ravvicinati con la polizia utilizzando sassi e fuochi d'artificio. La risposta delle istituzioni: Di fronte alla gravità della situazione, da Matignon è stata confermata la convocazione d'urgenza di una nuova riunione dell'unità di crisi presso il ministero dell'Interno per le ore 18:00. Al tavolo siederanno i capi di gabinetto del Primo Ministro Sebastien Lecornu, del ministro degli Interni Laurent Nunez e del ministro della Giustizia Gérald Darmanin per fare il punto sulla sicurezza e valutare le prossime misure da adottare. La situazione sul territorio rimane di massima allerta e i dati sui fermi sono in costante aggiornamento.
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