Malattia di Crohn: AIFA approva la rimborsabilità di mirikizumab. Prof. Armuzzi (Humanitas): "Il suo meccanismo d'azione è un vantaggio strategico contro l'infiammazione"
- La terapia blocca selettivamente la subunità P19 dell'interleuchina 23, una proteina chiave nel processo infiammatorio cronico della patologia.
- L'approvazione riguarda il trattamento della malattia di Crohn in fase attiva, da moderata a grave.
- Gli esperti sottolineano l'importanza di una diagnosi precoce per personalizzare l'intervento terapeutico.
L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha dato il via libera alla rimborsabilità in Italia di mirikizumab, un innovativo anticorpo monoclonale indicato per il trattamento dei pazienti adulti affetti da malattia di Crohn in fase attiva da moderata a grave. La decisione rappresenta un importante passo avanti per la gestione di una patologia complessa e fortemente invalidante.
La malattia di Crohn è una malattia infiammatoria cronica dell’intestino che colpisce tipicamente i giovani e i giovani adulti, sebbene possa manifestarsi a qualsiasi età. Causata da una risposta immunitaria anomala a livello della parete intestinale scatenata da fattori ambientali su base geneticamente predisposta , la patologia si localizza prevalentemente a livello dell'ileo e del colon destro, manifestandosi con sintomi severi quali dolore addominale e diarrea cronica.
"Esistono diverse estrinsecazioni fenotipiche della malattia di Crohn. È molto importante approntare una diagnosi rapida e iniziare le terapie più efficaci per quel tipo di malattia" ha commentato il Prof. Alessandro Armuzzi, Responsabile dell’Unità Operativa Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (IBD) presso l’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano e Professore Ordinario di Gastroenterologia alla Humanitas University di Milano.
"Avere un nuovo farmaco per questa patologia è sempre un vantaggio, soprattutto se ha un meccanismo molto peculiare. Il mirikizumab, infatti, blocca la subunità P19 dell'interleuchina 23, che è una proteina prodotta dall'infiammazione cronica cardine nella patogenesi e anche nell'estrinsecazione dell'infiammazione nella malattia di Crohn stessa", ha concluso il Prof. Armuzzi.
L'introduzione di questa terapia mirata offre ai clinici una nuova opzione terapeutica ad alta precisione per contrastare i meccanismi molecolari responsabili del danno intestinale, migliorando le prospettive di remissione e la qualità di vita dei pazienti che non rispondono ai trattamenti convenzionali.

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