RIVOLTA STUDENTESCA IN FRANCIA: IL "TERZO ATTO" PORTA MIGLIAIA DI GIOVANI IN PIAZZA. UNION ÉTUDIANTE: "DIGNITÀ E INVESTIMENTI SULL'ISTRUZIONE, NON CI FERMEREMO SENZA 10 MILIARDI DI EURO"
La mobilitazione nazionale degli studenti francesi è giunta oggi alla sua terza giornata consecutiva, confermando una partecipazione massiccia in oltre trenta comuni della Francia, tra cui Parigi, Lione, Marsiglia e Strasburgo. La rabbia giovanile per il degrado dell'istruzione pubblica sta infiammando i centri urbani, dove si registrano forti tensioni e tafferugli con le forze dell'ordine.
A scatenare la protesta è una crisi strutturale della scuola e dell'università che i ragazzi non sono più disposti a tollerare. Le sigle studentesche denunciano condizioni di vita e di studio insostenibili: il sovraffollamento sistematico delle classi, la fatiscenza delle strutture e una cronica carenza di personale docente, che priva gli studenti persino degli insegnanti di materie fondamentali nell'anno del conseguimento del diploma.
"Chiediamo solo il diritto fondamentale di poter mangiare, dormire e studiare con dignità, potendo contare su insegnanti di filosofia per prepararci alla maturità", ha dichiarato ai microfoni di BFMTV Sabrine Kharbach, portavoce dell'Union Étudiante. "La nostra mobilitazione non si fermerà fino a quando sul tavolo delle trattative non ci saranno i 10 miliardi di euro necessari a salvare il nostro futuro".
Il ministro dell'Istruzione, Edouard Géffray, intervenuto su Franceinfo, ha espresso forte fermezza condannando gli episodi di violenza che hanno visto il lancio di sassi contro i commissariati a Lione e la formazione di cortei non autorizzati a Marsiglia. Secondo i dati ministeriali, dall'inizio delle proteste a metà settembre, sono già 715 i membri delle forze dell'ordine rimasti feriti a causa di frange ultra-violente infiltrate nei movimenti. Il Ministro ha ribadito l'invito al dialogo, avvertendo però che le violenze illegali verranno sanzionate.
La determinazione del movimento studentesco resta tuttavia intatta. I blocchi e i cortei selvaggi testimoniano un disagio profondo che va ben oltre la contestazione politica, toccando il diritto elementare delle nuove generazioni a un percorso educativo sicuro, equo e accessibile.

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