Autore: AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamento Ore: 19.43
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7 maggio 2026
La difesa di Andrea Sempio ha ricevuto la notifica dell'avviso di fine indagine BOLOGNA – Chiuse le indagini sul caso di Garlasco: la Procura di Pavia ha notificato oggi pomeriggio l’avviso di fine indagine agli avvocati difensori Andrea Sempio. Secondo l’accusa, fu il 38enne a uccidere Chiara Poggi il 13 agosto 2007. Sempio avrebbe agito da solo. L’accusa è omicidio volontario aggravato dai motivi abietti e dalla crudeltà. Con l’avviso di fine indagine, la Procura ‘svela’ tutti gli indizi messi insieme a carico di Sempio. L’atto prelude solitamente alla richiesta di rinvio a giudizio dal parte dei magistrati. L’ORARIO DELL’OMICIDIO L’omicidio, rivela il Tg1, secondo le ricostruzioni delle nuove indagini, potrebbe essere stato commesso o tra le 9.12 e le 9.58, prima che Sempio alle 9.58 telefonasse ad un amico al telefono (per chiedere aiuto?) oppure tra le 9.58 e le 11.25 (ora in cui Sempio venne chiamato dai genitori). I VIDEO INTIMI COPIATI SULLA CHIAVETTA Centrali, secondo le nuove indagini, sarebbero i video intimi di Chiara e Alberto Poggi, che per gli inquirenti Sempio aveva visto. E, anzi, erano stati copiati dal pc di Chiara Poggi su una chiavetta forse per passarli a qualcuno in giro, e poi cancellati, circa un mese prima del delitto. Ma Chiara lo sapeva? Forse potrebbe averli copiati Marco Poggi per passarli a Sempio o ad altri amici? Per la Procura la visione di questi video avrebbe incoraggiato Sempio nella sua ‘fissazione’ per la vittima. E quelle tre brevi telefonate fatte a casa della vittima nei giorni precedenti al delitto erano forse riferite alla visione di questi video o a un tentativo di approccio con lei. Lui disse che cercava Marco e non ricordava fosse in montagna, ma la cosa apparve subito poco credibile. Non venne però poi approfondita, nelle precedenti indagini, che ci concentrarono invece su Alberto Stasi, allora fidanzato della vittima. Il dialogo di Sempio in auto, intercettato il 14 aprile 2025 , ha fatto il resto: l’indagato parla proprio dei video, di una chiavetta e anche di una conversazione avuta, sembra, con la vittima, di cui imita anche la voce in falsetto, di quando lei gli avrebbe detto: “Con te non ci parlo“, prima di attaccargli in faccia il telefono. IERI L’INTERROGATORIO DI SEMPIO L’avviso di fine indagine è arrivato a strettissimo giro dalla data in cui la Procura aveva convocato Andrea Sempio per l’interrogatorio: il commesso è stato in Procura a Pavia proprio ieri , 6 maggio, ma ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere. All’epoca del delitto Sempio aveva 19 anni ed era uno dei più cari amici di Marco Poggi, fratello della vittima. Secondo quanto emerso dalle indagini, avrebbe ucciso Chiara Poggi, allora 26enne, perchè invaghito di lei e dopo aver ricevuto da lei un rifiuto ad avances di tipo sessuale. L’avrebbe uccisa dopo essersi introdotto a casa sua e averla colpita, molte volte (la nuova perizia dice 12) con un martello. ATTI A MILANO IN VISTA DELLA REVISIONE DEL PROCESSO PER STASI Contestualmente all’invio dell’avviso di fine indagine a Sempio, la procura di Pavia ha trasmesso alla procura generale della Corte di appello di Milano l’informativa con tutti gli elementi ritenuti utili a sostanziare un’istanza di revisione della condanna definitiva ad Alberto Stasi, condannato a 16 anni di reclusione per il delitto. LA NOTA DELLA PROCURA DI PAVIA ( si allega) Questa la nota diffusa dalla Procura di Pavia: “Si è provveduto, in data odierna, a notificare l’avviso di conclusione delle indagini ex art.415 bis nei confronti di Andrea Sempio con conseguente deposito di tutti gli atti del procedimento penale n.642/2025 (gia’ n.8283/2016) relativo all’omicidio di Chiara Poggi. Si provvederà, come già reso noto, ad inoltrare al Procuratore Generale di Milano l’atto contestato all’indagato nel corso del suo interrogatorio del 6 maggio 2026 illustrativo e riassuntivo dei nuovi elementi probatori, raccolti a seguito della riapertura delle indagini 2016/2017, per l’eventuale esercizio di ogni Sua prerogativa”.