Mattarella: "Voto donne 2 giugno 1946 autentica rivoluzione, pose fine a secolare storia di discriminazione"
Si è tenuta questa mattina al Palazzo del Quirinale la celebrazione della Giornata Internazionale della Donna. Nel corso del suo intervento, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha voluto sottolineare il valore profondo delle radici della nostra democrazia.
"Quest’anno la celebrazione riveste un significato speciale – ha dichiarato il Capo dello Stato – poiché ricorrerà tra breve l’ottantesimo anniversario della Repubblica, nata il 2 giugno 1946. In quell'occasione le italiane diedero il loro apporto decisivo alla costruzione della nuova Italia".
Il Presidente ha definito l'accesso al suffragio universale come un’autentica rivoluzione che ha posto fine a una secolare storia di discriminazione. "Dopo secoli in cui la donna era confinata nella sfera familiare, il voto ha segnato l’inizio di una stagione dove responsabilità e diritti valgono finalmente su un piano di totale parità".
Ricordando il sacrificio delle staffette partigiane e delle attiviste che hanno sostenuto il Paese durante i conflitti mondiali, Mattarella ha ribadito che l’eguaglianza scolpita nell’Articolo 3 della Costituzione non è una concessione, ma un diritto fondamentale.
"Quanti talenti abbiamo perduto nel passato", ha ammonito il Presidente, concludendo con un monito per il presente: "Si avrà vera parità quando non si chiederà più alle donne di assumere, nei diversi ambiti della società, modelli di comportamento maschili".
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