Meloni: “I giudici devono far applicare la legge, non lavorare contro un governo se gli dà fastidio”

AGENZIA DIRE ore 21.20 • 16 marzo 2026

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Non credo di sbagliare a parlare del merito della riforma perché mi sono sempre fidata dell’intelligenza dei cittadini. Penso che la prima cosa che i cittadini vedono in questa campagna elettorale è che i toni sono oggettivamente oltre, e quando i toni sono così accesi e gli scenari che si paventano sono così drammatici, spesso è perché non si può dire la verità: quando non si sta nel merito è perché il merito viene temuto”. Lo afferma la premier Giorgia Meloni nel corso della registrazione di “Quarta Repubblica”, condotto da Nicola Porro su Retequattro.

“E ci sta- ha proseguito Meloni- perché molte delle persone che noi abbiamo visto dire queste cose incredibili in passato sostenevano esattamente quello che c’è scritto dentro alla riforma della giustizia. Il Partito democratico, che sosteneva la separazione delle carriere, che dovrebbe dire? Il Movimento 5 Stelle, che sosteneva il sorteggio per i membri del Csm, che dovrebbe dire? Nicola Gratteri, che sosteneva il sorteggio per i membri del Csm, che dovrebbe dire?”.

“La sinistra non può dire ‘è stato un Governo di centrodestra che ha fatto la riforma che proponevamo tutti perché sono stati più bravi di noi’. E quindi, che devono dire? Attentato alla Costituzione, il fascismo, la deriva illiberale, perché è l’unico argomento che rimane per mobilitare il proprio elettorato su una riforma che è di assoluto buonsenso”.

“Il lavoro dei giudici è far applicare la legge, non è lavorare contro un governo se gli dà fastidio.
Chiaramente parliamo di una minima parte della magistratura, ma di un problema”. Il riferimento della presidente del Consiglio è “all’ultimo dei migranti liberati dall’Albania con a carico i reati di rapina impropria, furto aggravato evasione da misure alternative alla detenzione, violenza sessuale di gruppo, resistenza a pubblico ufficiale, spaccio di sostanze stupefacenti, lesioni personali aggravate, sequestro di persona, furto con strappo, resistenza a pubblico ufficiale, porto di armi con oggetti atti a offendere minacce e atti persecutori cioè stalking, estorsione aggravata, invasione di terreni o edifici, guida sotto l’influenza di alcol, guida sotto l’influenza di sostanze stupefacenti. È una persona sola- sottolinea Meloni- liberata perché chiesto la protezione internazionale”.


La legge è stata scritta male? “Non è scritta male, la legge è scritta bene. È stata approvata dal Parlamento, è in linea con il diritto europeo. Dire ‘è scritta male’ è un tantino discrezionale”, conclude la premier.

“La riforma non entra nel cuore dei problemi della giustizia? Non è così, perché se non si parte da lì, non si arriva da nessuna parte. E non a caso quando si parla di giustizia si discute da qualche decennio. L’obiezione è infondata, perché la riforma mette le basi per risolvere la gran parte dei problemi che noi abbiamo nella giustizia, che sono problemi legati a un’imparzialità del giudice, sulla quale spesso abbiamo avuto tutti quanti dei dubbi”.


Io voglio una riforma che consenta a magistrati bravi che fanno il loro lavoro di poter avanzare di carriera anche se non sono inseriti nel meccanismo spartitorio delle correnti ideologizzate. È esattamente anche per questo che sto facendo la riforma, perché in Italia noi abbiamo migliaia e migliaia e migliaia di giudici che fanno ottimamente il loro lavoro e che spesso sono stati mortificati perché non avevano le amicizie giuste”. Lo ha detto la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni in un’intervista in onda stasera a Quarta Repubblica, su Retequattro.


Per Meloni “non è una riforma fatta contro i magistrati, ma una riforma fatta per tutti i magistrati, che è una cosa diversa: è una riforma che introduce la meritocrazia, che introduce la responsabilità e che quindi consente anche una giustizia più efficiente, perché dove c’è responsabilità, dove rispondi anche quando sbagli, quando sei negligente o quando non fai il tuo lavoro, hai una risposta in termini di efficienza”.


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Autore: FRV NEWS MAGAZINE 16 marzo 2026
Cala il sipario sui Giochi Paralimpici Invernali di Milano-Cortina 2026 con un bilancio trionfale per la delegazione azzurra. La cerimonia di chiusura, svoltasi stasera in un’atmosfera di festa e orgoglio nazionale, ha celebrato il miglior risultato di sempre per l’Italia in un’edizione invernale. I NUMERI DEL SUCCESSO L’Italia conclude la rassegna con un totale di 16 medaglie, posizionandosi al quarto posto assoluto nel medagliere generale. Un risultato che certifica la crescita esponenziale del movimento paralimpico italiano, capace di imporsi nelle discipline chiave: 7 Medaglie d’Oro: Trascinate dalle prestazioni leggendarie di Giacomo Bertagnolli, Emanuel Perathoner e Jacopo Luchini. 7 Medaglie d’Argento: A dimostrazione di una solidità di squadra che ha visto gli azzurri costantemente ai vertici. 2 Medaglie di Bronzo: Tra cui spicca l'emozionante podio di Davide Romele. IL COMMENTO DELLE ISTITUZIONI Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha espresso il suo plauso agli atleti definendoli "bravissimi" e sottolineando come i loro successi siano motivo di ispirazione per l'intero Paese. Il portabandiera e pluricampione Giacomo Bertagnolli ha commentato a caldo: "Abbiamo battuto ogni record, è stata un’Olimpiade indimenticabile vissuta con il calore del nostro pubblico". IL messaggio di Giorgia Meloni Nonostante fosse partita da Roma per assistere alla cerimonia di chiusura, la Premier Giorgia Meloni si è dovuta arrendere al meteo, che non le ha permesso di atterrare all'aeroporto di Istrana, in provincia di Treviso, dove era attesa. A causa delle condizioni avverse, non è stato possibile per lei proseguire la seconda parte del viaggio verso Cortina in elicottero. La presidente ha voluto ugualmente manifestare la propria vicinanza con un messaggio su X: "Si chiudono i Giochi Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026. Grazie a tutti i nostri atleti della Nazionale paralimpica per le emozioni e per i risultati straordinari che avete regalato all’Italia. Con il vostro talento, la vostra determinazione e il vostro esempio avete reso orgogliosa tutta la Nazione. Grazie per aver portato in alto il Tricolore". VERSO IL FUTURO Con lo spegnimento del braciere paralimpico a Cortina, l’Italia passa il testimone dopo aver dimostrato un’eccellenza organizzativa e sportiva senza precedenti, che fa seguito allo straordinario successo delle paralimpiadi estive di Parigi 2024 (chiuse con 71 medaglie). Il movimento paralimpico azzurro si conferma oggi una delle realtà più competitive e ammirate al mondo.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 16 marzo 2026
Emerge un dettaglio inedito e privato sulla vita di Raffaella Carrà, l’indimenticabile icona della televisione italiana scomparsa il 5 luglio 2021. Secondo quanto riportato in esclusiva dal Corriere della Sera, l'artista aveva un figlio adottivo segreto: si tratta di Gian Luca Pelloni Bulzoni, 62 anni, storico segretario personale e manager della showgirl. La notizia è trapelata a seguito di un contenzioso legale presso il Tribunale di Roma relativo al musical spagnolo "Ballo Ballo". Pelloni Bulzoni ha infatti agito legalmente contro la società produttrice dello spettacolo per tutelare i diritti d’immagine, d'autore e i diritti morali dell'artista, presentandosi formalmente come suo erede legittimo e universale. I dettagli della successione: L’erede: Gian Luca Pelloni Bulzoni, nato a Ferrara nel 1964 e residente a Roma, è titolare della società "Arcoiris edizioni musicali". Da anni era considerato una delle figure più vicine alla Carrà, curandone gli interessi professionali e personali. Il patrimonio: In qualità di figlio adottivo, Bulzoni detiene ora la titolarità esclusiva del patrimonio, oltre ai diritti sulla voce, sul nome e sulle opere dell'ingegno di Raffaella Carrà. La posizione dei nipoti: Nonostante la designazione di un erede unico, resta intatto il profondo legame affettivo che univa l’artista ai nipoti Matteo e Federica Pelloni (figli del fratello scomparso), con i quali si ipotizza siano stati raggiunti accordi privati già durante la vita dell'artista. La vicenda giudiziaria: Il Tribunale capitolino, pur riconoscendo la posizione di Bulzoni come erede, ha recentemente respinto una richiesta di inibitoria riguardante le passate rappresentazioni del musical "Ballo Ballo", poiché le date programmate si sono già concluse. La battaglia legale per eventuali risarcimenti danni proseguirà ora nel processo di merito. Con questa rivelazione si chiude il cerchio sulla gestione della preziosa eredità artistica e culturale lasciata da Raffaella Carrà, affidata alla persona che per decenni ne ha condiviso quotidianità e successi dietro le quinte.
Autore: AGENZIA DIRE AGGIORNAMENTO ORE: 19.01 16 marzo 2026
Tutti gli aggiornamenti dal Medio Oriente: il Presidente degli Stati Uniti aumenta la pressione: "Non possono tirarsi indietro davanti ad un intervento così piccolo" Agenzia dire 19.01 Diciassettesimo giorno di guerra in Medio Oriente. Tutte le principali notizie della giornata. 19 – MERZ: “NON E’ UNA QUESTIONE NATO” Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha escluso una partecipazione della Germania all’offensiva militare di Stati Uniti e Israele contro l’Iran. “Ci manca il mandato richiesto dalla Legge fondamentale da parte delle Nazioni Unite, dell’Unione Europea o della Nato”, le parole del capo di governo, durante una conferenza stampa a Berlino. “Era chiaro fin dall’inizio che questa guerra non riguarda la Nato”. Merz ha aggiunto che la Germania non è stata consultata né dagli Stati Uniti né da Israele prima dell’avvio della loro campagna militare. Questo significa, secondo il cancelliere, che non c’è mai stata una discussione su “se” le truppe tedesche dovessero essere coinvolte. 18:40 – KHAMENEI: “TUTTE LE NOMINE GIA’ FATTE RESTANO VALIDE” “In risposta alla richiesta di alcuni dirigenti e funzionari di istituzioni che erano stati nominati direttamente dal Leader Martire (che Dio santifichi la sua anima pura), annuncio che nessuno dei loro incarichi necessita di rinnovo per il momento”. Così su X In un post su X Mojtaba Khamenei, la nuova Guida Suprema dell’Iran. 18:10 – L’IRAN: “LO STRETTO E’ APERTO, MA NON PER I NOSTRI NEMICI” “Lo Stretto di Hormuz è aperto, ma non per i nostri nemici e i loro alleati”: lo ha detto oggi il ministro degli Esteri dell’Iran, Abbas Araghchi, durante un punto stampa a Teheran. Sull’argomento è tornato ore dopo Donald Trump, parlando alla Casa Bianca. Il presidente degli Stati Uniti ha criticato i Paesi che non si mostrano “entusiasti” di intervenire nella regione, per garantire il passaggio delle petroliere, come richiesto dalla sua amministrazione. Trump ha aggiunto: “Hanno detto che preferirebbero non essere coinvoltià Io so che li proteggeremo comunque, ma se un giorno avessimo bisogno di aiuto, loro non ci sarebbero per noi”. 17:50 – TRUMP NON E’ CONTENTO Parla Trump, che non è una notizia in questi giorni in cui parla tantissimo. Ora dice che l’esercito statunitense ha colpito oltre 7.000 obiettivi in tutto l’Iran, “principalmente obiettivi commerciali e militari”. E che gli Stati Uniti hanno “ottenuto una riduzione del 90% dei lanci di missili balistici e una riduzione del 95% degli attacchi con droni”. “I missili stanno arrivando a poco a poco perché non ne hanno più molti a disposizione. Più di 100 navi della marina iraniana sono state affondate o distrutte nell’ultima settimana e mezza”. Trump dice quindi che gli Stati Uniti stanno “indebolendo” la capacità dell’Iran di minacciare la navigazione commerciale nello stretto di Hormuz. Secondo le sue stime, più di 30 navi posamine sono state distrutte, e gli Stati Uniti non sono certi che siano state effettivamente calate delle mine nello stretto. “Abbiamo colpito, per quanto ne sappiamo, tutte le loro navi posamine… ma non sappiamo se qualcuna sia stata effettivamente sganciata, non siamo sicuri che lo sia stata. Non sappiamo se ne abbiano sganciati altri, ma abbiamo colpito tutte le loro 30 navi”. Ma soprattutto Trump ha ribadito il suo appello ad altri Paesi affinché contribuiscano a riaprire il traffico marittimo nello stretto. Non gli è piaciuta la risposta, e gli ha fatto un po’ il verso. 16:45 – “GLI USA NON HANNO PROBLEMI A FAR PASSARE LE NAVI IRANIANE”Gli Stati Uniti “non hanno problemi” con il transito di alcune navi iraniane, indiane e cinesi attraverso lo stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato il segretario al Tesoro americano Scott Bessent. Qualsiasi cosa pur di mitigare l’aumento dei prezzi. “Stiamo assistendo a un numero sempre maggiore di navi cisterna che iniziano a transitare. Le navi iraniane sono già partite, e lo abbiamo permesso per rifornire il resto del mondo. Abbiamo visto anche navi indiane partire, e crediamo che anche alcune navi cinesi siano partite. Quindi pensiamo che ci sarà un’apertura naturale da parte degli iraniani. E per ora, per noi va bene. Vogliamo che il mondo sia ben rifornito”, ha detto Bessent. Alla domanda se l’ amministrazione Trump avrebbe utilizzato strumenti diversi dal rilascio delle riserve petrolifere per mitigare l’aumento dei prezzi e gli impatti della guerra, Bessent ha risposto: “Dipenderà dalla durata del conflitto”.
Autore: AGENZIA DIRE: Ultimo aggiornamento Ore: 16.07 16 marzo 2026
Il ministro degli Esteri: "Il nostro atteggiamento nei confronti della Russia non cambia" “È una polemica inutile perché il viceministro Cirielli ha ricevuto un ambasciatore accreditato presso la Repubblica Italiana e noi non abbiamo rotto le relazioni diplomatiche con la Federazione Russa. L’incontro è servito a ribadire la nostra posizione, la stessa che ho ribadito 5 minuti fa a Rutte”. Lo dice il vicepremier e ministrod egli esteri Antonio Tajani a Bruxelles. “Non si è svolta in segreto- aggiunge-, si è svolta al Ministero degli Esteri, il viceministro era assistito da funzionari della Farnesina, quindi tutto alla luce del sole. Ma poi è roba di parecchie settimane fa. Noi avendo relazioni diplomatiche con tanti Paesi, se un ambasciatore chiede di parlare, parla. Non è che cambia il nostro atteggiamento nei confronti della Russia perché è venuto alla Farnesina l’ambasciatore della Federazione Russa. La posizione è quella ribadita anche da Cirielli, quindi non c’è nulla di cui scandalizzarsi”. “Non abbiamo rotto le relazioni diplomatiche con la Federazione Russa- ripete Tajani-. C’è un’ambasciata d’Italia a Mosca, ci sono 340 imprese italiane che nel rispetto delle sanzioni operano lì. Siamo a favore delle sanzioni, l’ho anche detto che non siamo per cambiare posizione sull’acquisto del petrolio russo, quindi mi sembra che la nostra posizione sia sempre coerente. Si riceve un ambasciatore per dirgli qual è la posizione italiana, è stato ricevuto anche l’ambasciatore iraniano, non è che… Quindi abbiamo, con i Paesi con i quali abbiamo relazioni diplomatiche, sempre ribadito la nostra posizione ufficiale, che è quella di condanna dell’invasione. Noi siamo dalla parte dell’Ucraina e non siamo dalla parte della Federazione Russa”.
Autore: Agenzia dire: ultimo aggiornamento Ore: 15.06 16 marzo 2026
Fa discutere l'iniziativa del presidente del Senato a pochi giorni dal referendum sulla Giustizia Un invito in Senato per Nathan e Catherine a pochi giorni dal Referendum sulla giustizia: e la vicenda della Famiglia nel bosco diventa sempre più un caso politico e che divide la politica. Mentre proprio oggi, lunedì 16 marzo, scadono i termini per presentare ricorso contro il provvedimento di allontanamento di mamma Catherine dalla casa famiglia di Vasto , e proseguono i tentativi di mediazione tra assistente sociale, tribunale e legali della “famiglia nel bosco” per riavvicinare i Birmingham-Trevallion ai loro tre figli minori, il presidente del Senato Ignazio La Russa compie una iniziativa istituzionale verso la coppia che dal novembre scorso è stata privata della potestà genitoriale. Ha infatti invitato Nathan e Catherine a Palazzo Madama mercoledì 18 marzo, a pochi giorni dal voto sulla giustizia, come visitatori. A darne notizia il quotidiano locale “Il Centro” e lo confermerebbero le reazioni di esponenti politici tutt’altro che in linea con l’iniziativa. Infatti l’invito viene duramente criticato da esponenti del Partito democratico e del Movimento 5 stelle. VERINI(PD): “LA RUSSA USA ‘CASA DEL BOSCO’ E I BAMBINI CON CINISMO “ “Ancora una volta La Russa interpreta il suo ruolo con faziosità e scarso rispetto per le istituzioni. Tutti abbiamo davvero profondo rispetto per la tragedia emotiva che stanno vivendo i bambini Travallion e la sua famiglia. Proprio per questo mai e poi mai avremmo pensato che qualcuno – l’altro ieri la Presidente del Consiglio, ieri il Ministro Salvini, oggi addirittura la seconda carica dello Stato, domani Nordio con gli ispettori – avesse usato la vicenda per bassi scopi elettorali in vista del referendum. Tutto ciò è molto grave, dimostra cinismo, spregiudicatezza istituzionale, ma anche nervosismo in vista di domenica. In vicende come queste che riguardano ragazzini ci vogliono sensibilità, delicatezza, confronto serrato e disponibilità tra famiglia, psicologi, assistenti sociali, magistrati minorili, legali. La Russa In qualche modo ricorda lo stesso cinismo che venne usato in occasione della vicenda di Bibbiano”. Così il senatore Pd Walter Verini, intervistato da Radio Popolare. RANDO (PD): “L’INVITO ALLA FAMIGLIA DEL BOSCO IN SENATO, ATTO GRAVE DI LA RUSSA “ “Invitare i genitori della cosiddetta ‘famiglia del bosco’ in Senato a tre giorni dal referendum, dopo mesi di campagna orchestrata dalla destra su questa vicenda per delegittimare il lavoro dei giudici che hanno solo applicato le leggi, è un atto grave e profondamente inopportuno”. Lo dichiara la senatrice Enza Rando, responsabile Legalità e lotta alle mafie del Partito democratico. “Il presidente del Senato dovrebbe svolgere una funzione di garanzia e di equilibrio istituzionale. Invece – prosegue Rando – ancora una volta Ignazio La Russa dimentica di essere la seconda carica dello Stato e sceglie di intervenire in modo plateale su una vicenda delicata, che riguarda decisioni dell’autorità giudiziaria e la tutela di minori”. “Le istituzioni non possono essere utilizzate per alimentare polemiche o per sostenere campagne politiche contro la magistratura, tanto più alla vigilia di un voto che riguarda proprio la giustizia. Dal presidente del Senato – conclude Rando – ci si aspetterebbe senso delle istituzioni e rispetto per il ruolo che ricopre”. MAIORINO (M5S): “DA LA RUSSA BECERA PROPAGANDA” “L’invito in Senato che il Presidente La Russa ha rivolto ai genitori della cosiddetta ‘famiglia del bosco’ è l’ennesima operazione di becera propaganda costruita sfruttando una vicenda che fa presa sull’opinione pubblica, ma che non c’entra assolutamente nulla con la scellerata riforma portata avanti dalla maggioranza, che vuole smantellare pezzo dopo pezzo la nostra Costituzione. Non si tratta di tutela di minori, ma è solo teatro politico. Se davvero al governo stessero a cuore i destini dei bambini, metterebbero mano alle norme che producono ingiustizie reali e quotidiane, a partire dalla legge 54 del 2006 sull’affido condiviso, da cui derivano troppe situazioni in cui i figli vengono strappati alle madri e trascinati in contenziosi dolorosi. Questo invito, se confermato, dimostra solo la loro falsa coscienza: molta propaganda, pochissima volontà di risolvere i problemi veri delle famiglie e dei bambini”. Così in una nota la senatrice M5S Alessandra Maiorino. LA POSIZIONE DI LA RUSSA SULLA VICENDA Sul caso della famiglia neorurale di Palmoli, in provincia di Chieti, il presidente del senato non ha mai nascosto le sue posizioni: già lo scorso dicembre La Russa aveva espresso solidarietà ai genitori e auspicato un ritorno a casa dei bambini entro Natale.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 16 marzo 2026
Si chiude con il botto il debutto a "quattro stelle" di Bedizzole. Il Gran Premio Kep Italia (1.55m) ha regalato brividi fino all'ultimo secondo, ma a spuntarla è stato un monumentale Piergiorgio Bucci. In sella a Pallieter Vd N.Ranch, l’azzurro ha fermato il cronometro su un inarrivabile 39.16, bissando il recente successo di Valencia. Niente da fare per la svedese Angelica Augustsson Zanotelli, seconda per un soffio (39.46), e per il giovanissimo talento belga Seppe Wouters, terzo sul podio. Ottimo quarto posto per l'altro azzurro Giorgio Sacco. Negli altri giorni, riflettori puntati su Constant Van Paesschen e Harry Allen, dominatori delle categorie ranking. Il Garda Tour non si ferma: appuntamento al prossimo weekend per il CSI3*.
Autore: a80d0376_user 16 marzo 2026
Il ministro degli Esteri non chiude la porta alla possibilità che l'Italia ricominci a importare petrolio e gas da Mosca, una volta terminato il conflitto. Finché la guerra in Ucraina continua, di importare petrolio e gas dalla Russia non se ne parla nemmeno. Quando sarà finito il conflitto, "vedremo, ne riparleremo". Lo dice il ministro degli Esteri Antonio Tajani, vicepresidente del Consiglio, a margine del Consiglio Ue a Bruxelles. Il premier belga Bart De Wever ha dichiarato che l'Ue dovrebbe fare un accordo con la Russia, e ricominciare ad importare idrocarburi: "Ci sono delle sanzioni inflitte alla Russia - risponde Tajani - per convincerla a venire a più miti consigli. Una volta raggiunta la pace, noi non siamo in guerra con la Russia : si potrà ricominciare a fare quello che si faceva un tempo". Ma adesso, prosegue il ministro, "c'è una situazione che ci impedisce di avere un atteggiamento remissivo o accomodante nei confronti della Federazione Russa. Siamo per le sanzioni, lo abbiamo ribadito anche negli ultimi Consigli, quindi si procede con la stessa linea. Poi in futuro, ripeto, noi non siamo in guerra con Russia". 'Non abbiamo rotto relazioni con Mosca' Con Mosca, prosegue Tajani, "non abbiamo rotto le relazioni diplomatiche, però la nostra posizione è di ferma condanna per quanto è accaduto, per l'aggressione all'Ucraina, per quello che si continua a fare, compresi i bombardamenti a Kiev. Siamo tutti dalla parte dell'Ucraina ".
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 16 marzo 2026
Mercoledì prossimo, Palazzo Madama ospiterà un incontro di rilievo istituzionale e umano: il Presidente del Senato, Ignazio La Russa , riceverà Catherine Birmingham e Nathan Trevallion . La coppia, nota come la "famiglia del bosco" di Palmoli, è al centro di una complessa vicenda giudiziaria che ha portato, dallo scorso novembre, al collocamento dei loro tre figli in una casa famiglia di Vasto su ordine del Tribunale per i minorenni dell'Aquila. L’invito del Presidente La Russa, anticipato dalla stampa locale, conferma la sensibilità già manifestata in passato dalla seconda carica dello Stato verso la situazione dei coniugi Trevallion, segnata dal profondo dolore per la separazione dai minori. LE REAZIONI POLITICHE L’iniziativa non è passata indenne al vaglio delle opposizioni. Il senatore del Partito Democratico, Walter Verini , ha espresso duri commenti ai microfoni di Radio Popolare, definendo l’incontro un atto di “faziosità”. Secondo Verini, l’interessamento delle massime cariche istituzionali — che segue le recenti prese di posizione della Presidenza del Consiglio e del Ministero delle Infrastrutture — rischierebbe di trasformare una delicata tragedia familiare in uno strumento di propaganda elettorale in vista dei prossimi appuntamenti referendari. “In vicende che coinvolgono minorenni,” ha dichiarato Verini, “servono delicatezza e un confronto serrato tra specialisti, assistenti sociali e magistrati, lontano dal cinismo della strumentalizzazione politica.” PROSPETTIVE Mentre la famiglia attende di poter esporre le proprie ragioni in Senato, il dibattito resta acceso sulla necessità di bilanciare il supporto umano alle famiglie con il rispetto per l'autonomia della magistratura minorile e dei servizi sociali coinvolti nel percorso di tutela dei bambini.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 16 marzo 2026
In un’intervista rilasciata al quotidiano Il Dubbio, la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha ribadito la linea del Governo in vista della consultazione referendaria, confermando la piena volontà di dialogo con gli operatori del settore giustizia per la successiva fase attuativa. Apertura al confronto e legge attuativa La Presidente ha sottolineato che l’esecutivo manterrà un atteggiamento aperto al dialogo indipendentemente dall’esito del voto: “Il governo è sempre stato aperto al confronto e continuerà a esserlo in futuro. Ascolteremo tutti, ma porteremo avanti le nostre idee nella definizione della legge attuativa”. Un tavolo a Palazzo Chigi In caso di conferma della riforma da parte dei cittadini, la Premier ha annunciato un’iniziativa immediata: “Farò avviare a Palazzo Chigi un tavolo con i rappresentanti dei magistrati e dell'avvocatura. L’obiettivo è raccogliere proposte e suggerimenti per scrivere norme di attuazione che saranno cruciali quanto la riforma stessa”. Una riforma “per”, non “contro” Respinte con fermezza le accuse di un provvedimento punitivo nei confronti dell’ordine giudiziario. “Non vogliamo punire nessuno e non accetto che qualcuno lo sostenga”, ha dichiarato Meloni, precisando che la riforma non è indirizzata contro la magistratura, ma è pensata “per tutti i magistrati e per tutti i cittadini”.
Autore: AGENZAI DIRE 16 marzo 2026
Aggiornamenti dal Medio Oriente: Trump sollecita la NATO a riaprire lo Stretto di Hormuz e critica il rifiuto della Gran Bretagna Diciassettesimo giorno di guerra in Medio Oriente. Tutte le principali notizie della giornata. TRUMP: STANNO ARRIVANDO DEI SÌ PER LE NAVI DA GUERRA A HORMUZ Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha affermato di aver ricevuto “qualche risposta positiva” dopo la richiesta a diversi Paesi di inviare navi da guerra nello Stretto di Hormuz per rompere il blocco navale imposto dall’Iran. Un invito rivolto in particolare agli alleati della Nato, che secondo Trump andranno incontro “a un futuro molto spiacevole” se non accetteranno. Come riporta l’emittente Cnn, nelle ultime ore ai giornalisti Trump ha detto che vari Paesi “sono stati contattati oggi e ieri sera e abbiamo ricevuto alcune risposte positive . Alcuni hanno preferito non essere coinvolti”. Il capo della Casa Bianca tuttavia non ha chiarito con quali nazioni ci siano state queste interlocuzioni. Tuttavia, alcuni si sono già pronunciati pubblicamente: il ministro dell’Energia Ed Miliband ha detto che il Regno Unito sta valutando “ogni opzione”, un riscontro simile a quello giunto dalla Corea del Sud, che “valuterà attentamente” la proposta “a stretto contatto” con Washington . Giappone e Australia hanno declinato, sostenendo che non è in programma al momento l’invio di navi nel canale di Hormuz, dove transita circa il 20% del commercio energetico mondiale. La Cina ne ha approfittato per tornare a esprimere “forte preoccupazione” per la chiusura dello Stretto e invocato le vie diplomatiche per porre fine all’escalation. Ieri, in una intervista al Financial Times, il presidente Trump aveva inviato un monito anche a Pechino, minacciando di rinviare il bilaterale previsto tra lui e il presidente Xi Jinping se non contribuirà a rompere il blocco iraniano nel canale. “La diplomazia dei capi di Stato svolge un ruolo indispensabile nel fornire una guida strategica alle relazioni sino-americane” ha detto stamani la portavoce del ministero degli Esteri Lin Jian, che ha rinnovato l’appello “a tutte le parti a cessare immediatamente le azioni militari, evitare un’ulteriore escalation delle tensioni e impedire che le turbolenze regionali abbiano un impatto maggiore sullo sviluppo economico globale”. Il ruolo della Cina nella guerra avviata da Stati Uniti e Israele all’Iran preoccupa per i risvolti economici che sta acquisendo: una fonte di Teheran alla Cnn ha riferito che la Repubblica islamica starebbe valutando non solo di consentire alle sole navi cargo battenti bandiera cinese di attraversa Hormuz in sicurezza, ma di concedere tale autorizzazione anche ad altre, a condizione di aver utilizzato lo yuan per tutte le transazioni finanziarie collegate. Ciò romperebbe il dominio dei petrodollari statunitensi sul commercio del petrolio mondiale, che prosegue dal 1974. Per gli analisti non appare una mossa di semplice realizzazione, sebbene i paesi colpiti da sanzioni sul proprio export di greggio – come Russia, Venezuela e, appunto, Iran – negli anni abbiano già tentato di impiegare altre valute. Teheran continua però ad avvertire che se l’offensiva israelo-iraniana non terminerà, Hormuz continuerà a restare di fatto chiuso , generando un aumento incontrollato dei prezzi del gas e del petrolio e di altre materie prime fondamentali, come i fertilizzanti usati in agricoltura oppure altre materie prime indispensabili alla produzione della plastica. L’Iran ha posto in particolare tre condizioni al cessate il fuoco , ma ieri il presidente Trump ha detto che gli Stati Uniti non sono pronti ad accettarle. Stamani invece all’emittente Radio 103FM il ministro israeliano della Cultura e dello Sport, Miki Zohar, ha avvertito: “È molto probabile che la guerra durerà ancora diverse, lunghe settimane”, chiedendo alla popolazione di essere “più che preparata nei prossimi giorni”.
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