Meloni: “I giudici devono far applicare la legge, non lavorare contro un governo se gli dà fastidio”
Non credo di sbagliare a parlare del merito della riforma perché mi sono sempre fidata dell’intelligenza dei cittadini. Penso che la prima cosa che i cittadini vedono in questa campagna elettorale è che i toni sono oggettivamente oltre, e quando i toni sono così accesi e gli scenari che si paventano sono così drammatici, spesso è perché non si può dire la verità: quando non si sta nel merito è perché il merito viene temuto”. Lo afferma la premier Giorgia Meloni nel corso della registrazione di “Quarta Repubblica”, condotto da Nicola Porro su Retequattro.
“E ci sta- ha proseguito Meloni- perché molte delle persone che noi abbiamo visto dire queste cose incredibili in passato sostenevano esattamente quello che c’è scritto dentro alla riforma della giustizia. Il Partito democratico, che sosteneva la separazione delle carriere, che dovrebbe dire? Il Movimento 5 Stelle, che sosteneva il sorteggio per i membri del Csm, che dovrebbe dire? Nicola Gratteri, che sosteneva il sorteggio per i membri del Csm, che dovrebbe dire?”.
“La sinistra non può dire ‘è stato un Governo di centrodestra che ha fatto la riforma che proponevamo tutti perché sono stati più bravi di noi’. E quindi, che devono dire? Attentato alla Costituzione, il fascismo, la deriva illiberale, perché è l’unico argomento che rimane per mobilitare il proprio elettorato su una riforma che è di assoluto buonsenso”.
“Il lavoro dei giudici è far applicare la legge, non è lavorare contro un governo se gli dà fastidio.
Chiaramente parliamo di una minima parte della magistratura, ma di un problema”. Il riferimento della presidente del Consiglio è “all’ultimo dei migranti liberati dall’Albania con a carico i reati di rapina impropria, furto aggravato evasione da misure alternative alla detenzione, violenza sessuale di gruppo, resistenza a pubblico ufficiale, spaccio di sostanze stupefacenti, lesioni personali aggravate, sequestro di persona, furto con strappo, resistenza a pubblico ufficiale, porto di armi con oggetti atti a offendere minacce e atti persecutori cioè stalking, estorsione aggravata, invasione di terreni o edifici, guida sotto l’influenza di alcol, guida sotto l’influenza di sostanze stupefacenti. È una persona sola- sottolinea Meloni- liberata perché chiesto la protezione internazionale”.
La legge è stata scritta male? “Non è scritta male, la legge è scritta bene. È stata approvata dal Parlamento, è in linea con il diritto europeo. Dire ‘è scritta male’ è un tantino discrezionale”, conclude la premier.
“La riforma non entra nel cuore dei problemi della giustizia? Non è così, perché se non si parte da lì, non si arriva da nessuna parte. E non a caso quando si parla di giustizia si discute da qualche decennio. L’obiezione è infondata, perché la riforma mette le basi per risolvere la gran parte dei problemi che noi abbiamo nella giustizia, che sono problemi legati a un’imparzialità del giudice, sulla quale spesso abbiamo avuto tutti quanti dei dubbi”.
“Io voglio una riforma che consenta a magistrati bravi che fanno il loro lavoro di poter avanzare di carriera anche se non sono inseriti nel meccanismo spartitorio delle correnti ideologizzate. È esattamente anche per questo che sto facendo la riforma, perché in Italia noi abbiamo migliaia e migliaia e migliaia di giudici che fanno ottimamente il loro lavoro e che spesso sono stati mortificati perché non avevano le amicizie giuste”. Lo ha detto la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni in un’intervista in onda stasera a Quarta Repubblica, su Retequattro.
Per Meloni “non è una riforma fatta contro i magistrati, ma una riforma fatta per tutti i magistrati, che è una cosa diversa: è una riforma che introduce la meritocrazia, che introduce la responsabilità e che quindi consente anche una giustizia più efficiente, perché dove c’è responsabilità, dove rispondi anche quando sbagli, quando sei negligente o quando non fai il tuo lavoro, hai una risposta in termini di efficienza”.
Recent Posts















