Trump “convoca” l’Europa nello Stretto di Hormuz. Merz: “Non è una questione Nato”
Tutti gli aggiornamenti dal Medio Oriente: il Presidente degli Stati Uniti aumenta la pressione: "Non possono tirarsi indietro davanti ad un intervento così piccolo"
Agenzia dire 19.01
Diciassettesimo giorno di guerra in Medio Oriente. Tutte le principali notizie della giornata.
19 – MERZ: “NON E’ UNA QUESTIONE NATO”
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha escluso una partecipazione della Germania all’offensiva militare di Stati Uniti e Israele contro l’Iran. “Ci manca il mandato richiesto dalla Legge fondamentale da parte delle Nazioni Unite, dell’Unione Europea o della Nato”, le parole del capo di governo, durante una conferenza stampa a Berlino. “Era chiaro fin dall’inizio che questa guerra non riguarda la Nato”.
Merz ha aggiunto che la Germania non è stata consultata né dagli Stati Uniti né da Israele prima dell’avvio della loro campagna militare. Questo significa, secondo il cancelliere, che non c’è mai stata una discussione su “se” le truppe tedesche dovessero essere coinvolte.
18:40 – KHAMENEI: “TUTTE LE NOMINE GIA’ FATTE RESTANO VALIDE”
“In risposta alla richiesta di alcuni dirigenti e funzionari di istituzioni che erano stati nominati direttamente dal Leader Martire (che Dio santifichi la sua anima pura), annuncio che nessuno dei loro incarichi necessita di rinnovo per il momento”. Così su X In un post su X Mojtaba Khamenei, la nuova Guida Suprema dell’Iran.
18:10 – L’IRAN: “LO STRETTO E’ APERTO, MA NON PER I NOSTRI NEMICI”
“Lo Stretto di Hormuz è aperto, ma non per i nostri nemici e i loro alleati”: lo ha detto oggi il ministro degli Esteri dell’Iran, Abbas Araghchi, durante un punto stampa a Teheran.
Sull’argomento è tornato ore dopo Donald Trump, parlando alla Casa Bianca. Il presidente degli Stati Uniti ha criticato i Paesi che non si mostrano “entusiasti” di intervenire nella regione, per garantire il passaggio delle petroliere, come richiesto dalla sua amministrazione. Trump ha aggiunto: “Hanno detto che preferirebbero non essere coinvoltià Io so che li proteggeremo comunque, ma se un giorno avessimo bisogno di aiuto, loro non ci sarebbero per noi”.
17:50 – TRUMP NON E’ CONTENTO
Parla Trump, che non è una notizia in questi giorni in cui parla tantissimo. Ora dice che l’esercito statunitense ha colpito oltre 7.000 obiettivi in tutto l’Iran, “principalmente obiettivi commerciali e militari”. E che gli Stati Uniti hanno “ottenuto una riduzione del 90% dei lanci di missili balistici e una riduzione del 95% degli attacchi con droni”.
“I missili stanno arrivando a poco a poco perché non ne hanno più molti a disposizione. Più di 100 navi della marina iraniana sono state affondate o distrutte nell’ultima settimana e mezza”.
Trump dice quindi che gli Stati Uniti stanno “indebolendo” la capacità dell’Iran di minacciare la navigazione commerciale nello stretto di Hormuz. Secondo le sue stime, più di 30 navi posamine sono state distrutte, e gli Stati Uniti non sono certi che siano state effettivamente calate delle mine nello stretto. “Abbiamo colpito, per quanto ne sappiamo, tutte le loro navi posamine… ma non sappiamo se qualcuna sia stata effettivamente sganciata, non siamo sicuri che lo sia stata. Non sappiamo se ne abbiano sganciati altri, ma abbiamo colpito tutte le loro 30 navi”.
Ma soprattutto Trump ha ribadito il suo appello ad altri Paesi affinché contribuiscano a riaprire il traffico marittimo nello stretto. Non gli è piaciuta la risposta, e gli ha fatto un po’ il verso.
16:45 – “GLI USA NON HANNO PROBLEMI A FAR PASSARE LE NAVI IRANIANE”Gli Stati Uniti “non hanno problemi” con il transito di alcune navi iraniane, indiane e cinesi attraverso lo stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato il segretario al Tesoro americano Scott Bessent. Qualsiasi cosa pur di mitigare l’aumento dei prezzi. “Stiamo assistendo a un numero sempre maggiore di navi cisterna che iniziano a transitare. Le navi iraniane sono già partite, e lo abbiamo permesso per rifornire il resto del mondo. Abbiamo visto anche navi indiane partire, e crediamo che anche alcune navi cinesi siano partite. Quindi pensiamo che ci sarà un’apertura naturale da parte degli iraniani. E per ora, per noi va bene. Vogliamo che il mondo sia ben rifornito”, ha detto Bessent.
Alla domanda se l’ amministrazione Trump avrebbe utilizzato strumenti diversi dal rilascio delle riserve petrolifere per mitigare l’aumento dei prezzi e gli impatti della guerra, Bessent ha risposto: “Dipenderà dalla durata del conflitto”.
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