Meta e YouTube condannati nel processo perché creano dipendenza

Redazione • 25 marzo 2026

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La sentenza a Los Angeles, i due colossi dovranno versare 3 milioni come risarcimento a una giovane


Meta e YouTube condannati perché creano dipendenza. A Los Angeles il processo a carico dei due colossi si è chiuso con la sentenza di condanna. Le due compagnie dovranno versare un risarcimento di 3 milioni di dollari ad una giovane, che ha intentato la causa sostenendo di aver sviluppato dipendenza dalle piattaforme delle due aziende fin da bambina. Il processo è durato un mese e nel corso delle udienze ha testimoniato anche il fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg.

 

Il processo di Los Angeles nasce dalla causa intentata da una giovane utente di Instagram e YouTube identificata con le iniziali KGM. La ragazza ha affermato di aver sofferto di ansia e depressione a causa dell'utilizzo dei social media durante l'infanzia. Nel corso del processo, riferisce il Washington Post, i riflettori sono stati accesi sulla progettazione e sulle finalità delle piattaforme: per l'accusa, Meta e YouTube sarebbero stati creati con funzionalità, come la possibilità di 'scrollare' all'infinito, destinate a tenere gli utenti incollati allo schermo dello smartphone. I colossi avrebbero adottato condotte negligenti senza avvertire adeguatamente gli utenti sui rischi relativi in particolare ai minori.

Il verdetto, senza precedenti, crea un precedente per migliaia di querelanti negli Stati Uniti che accusano le grandi piattaforme di essere responsabili di un’epidemia di dipendenza dai social network. Meta, la società madre di Instagram, e YouTube - che appartiene a Google - hanno mostrato "negligenza" nella progettazione dei loro social network e non hanno avvertito adeguatamente gli utenti dei rischi delle loro piattaforme per i minori.

  Meta è "in disaccordo" con la sentenza. "Siamo rispettosamente in disaccordo con il verdetto e stiamo valutando le opzioni legali a nostra disposizione", ha spiegato un portavoce della compagnia.

"Non siamo d'accordo con il verdetto e intendiamo presentare ricorso. Questo caso non comprende correttamente la natura di YouTube, che è una piattaforma di streaming costruita responsabilmente e non un social media", fa sapere un portavoce di Google a proposito della sentenza.

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Autore: FRV NEWS MAGAZINE - Francesca Romana Nucci 25 marzo 2026
Presso il Parco Sportivo del Foro Italico, è stato presentato ufficialmente il countdown per il Longines Versilia Horse Show presented by Giorgio Armani. Sotto la guida visionaria di Guido Grimaldi, socio fondatore di Italian Champions Tour e anima del Comitato Organizzatore, la manifestazione in programma dal 7 al 10 maggio a Lido di Camaiore raggiunge lo storico traguardo delle 5 stelle, il massimo riconoscimento internazionale nel salto ostacoli. L’APERTURA ISTITUZIONALE E IL PRESTIGIO DEL CONI La conferenza stampa si è aperta nel segno della massima solennità con la lettura della lettera inviata dal Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, che ha elogiato l'eccellenza del progetto e il suo valore strategico per l'immagine dell'Italia nel mondo. A suggellare la caratura globale dell'evento è intervenuto il Presidente del CONI, sottolineando come il concorso sia ormai entrato di diritto nell’Olimpo dello sport internazionale, trasformando la Versilia in una capitale mondiale del jumping d’élite. Orgoglioso del traguardo raggiunto in soli due anni, Guido Grimaldi ha dichiarato: " Siamo entusiasti di aver portato questo evento al massimo livello delle 5 stelle. Questa crescita non è solo un successo sportivo, ma la conferma che la sinergia tra eccellenze italiane e partner globali può creare qualcosa di unico. La Versilia diventerà il palcoscenico mondiale del grande salto ostacoli, unendo l'eleganza di Armani alla precisione di Longines in un contesto di assoluto prestigio internazionale." Grazie alla determinazione di Grimaldi, il LVHSGA ha saputo catalizzare l'attenzione dello showbiz internazionale, consolidando un modello di successo sostenuto con forza da Sport e Salute e dal Ministero dell'Agricoltura. IL VALORE DELLA PARTNERSHIP: VERONAFIERE A margine della presentazione, Armando Di Ruzza, responsabile Area B2C di Veronafiere, ha voluto evidenziare la forza del binomio organizzativo: " Siamo orgogliosi di collaborare alla visione di Guido Grimaldi. Insieme abbiamo costruito un format unico, capace di attrarre i più grandi cavalieri del mondo e partner di assoluto prestigio come Armani e Longines, consolidando un evento che è già un punto di riferimento globale per il settore."
Autore: AGENZIA DIRE Ultrimo aggiornamneto Ore: 19.10 25 marzo 2026
La donna resta in prognosi riservata ma sarebbe fuori pericolo. L'aggressione fuori dall’istituto Leonardo Da Vinci di Trescore Balneario. Valditara: "Fatto di una gravità sconvolgente" Un’insegnante di 57 anni, Chiara Mocchi, è stata accoltellata in una scuola media di Trescore Balneario, in provincia di Bergamo. Autore dell’aggressione, avvenuta poco prima delle 8, sarebbe uno studente di 13 anni. L’allarme è scattato intorno alle 7.45 quando la donna – che insegna francese e ha 57 anni – è stata avvicinata dall’allievo fuori dall’istituto Leonardo Da Vinci e l’ha, poi, colpita nei corridoi. Secondo quanto riferisce Repubblica, lo studente indossava un pantalone mimetico e una maglietta con la scritta “Vendetta”. Oltre al coltello, il 13enne avrebbe avuto con sé una pistola scacciacani. Il ragazzo, spiegano i Carabinieri in una nota, dopo l’aggressione è stato poi immobilizzato da un altro insegnante e da due collaboratori che lo hanno tenuto fermo fino all’arrivo dei militari. Gli investigatori stanno sentendo lo studente da circa 7 ore alla caserma di Trescore, dove è stato portato dopo il fermo, e “le operazioni sono ancora in corso”. La professoressa, 57 anni, è in prognosi riservata al Papa Giovanni dopo due ore di intervento sulle ferite al collo e all’addome. LA PROF È STATA TRASPORTATA IN ELICOTTERO Sul posto si sono precipitati i carabinieri di Trescore Balneario, un’ambulanza, un’auto medica e un elicottero che ha trasportato la professoressa all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. La donna, in condizioni gravi, è stata portata in sala operatoria per un intervento d’urgenza durato due ore. La paziente, in Terapia Intensiva, è in prognosi riservata, ha fatto sapere un portavoce dell’ospedale bergamasco Papa Giovanni XXIII. BERTOLASO: “PROF VIVA IN OSPEDALE GRAZIE ALLE TRASFUSIONI IN VOLO” La docente accoltellata a Trescore Balneario è arrivata viva al Papa Giovanni di Bergamo grazie alle tecnologie salvavita impiegate durante il trasporto verso l’ospedale: “ricevuto l’allarme, l’invio dell’elisoccorso è stato immediato”. Lo sottolinea l’assessore al welfare della Lombardia, Guido Bertolaso, rivelando dei dettagli sull’intervento che ha salvato la vita alla docente accoltellata da uno studente. “E’ stata applicata con successo la tecnica ‘Blood on Board’. Questa procedura ha permesso di iniziare una trasfusione di sangue direttamente a bordo dell’elicottero, stabilizzando i parametri vitali della donna prima ancora dell’arrivo in Pronto Soccorso”. “Regione Lombardia- ha detto dal canto suo Simona Tironi, assessore a Istruzione, Formazione e Lavoro- sta investendo in modo significativo sugli sportelli della ‘scuola in ascolto’, presìdi fondamentali all’interno degli istituti per intercettare fragilità, bisogni e segnali che non possono essere ignorati. I dati che emergono da questi servizi– aggiunge– ci stanno offrendo una traccia chiara su cui orientare le nostre politiche: c’è una crescente domanda di ascolto, di supporto e di presenza da parte degli adulti di riferimento”. VALDITARA: “LA DOCENTE IN PROGNOSI RISERVATA, MA SAREBBE FUORI PERICOLO “ “Questa mattina sono stato costantemente in contatto con l’ospedale dove è stata portata la professoressa e devo dire che l’operazione è andata bene, i medici hanno detto che sarebbe fuori pericolo, è ancora in prognosi riservata ma ci sono notizie confortanti sull’esito dell’operazione”. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, in collegamento da Parigi con la trasmissione ‘Diario del giorno’ di Retequattro in riferimento a quanto avvenuto a Bergamo dove una professoressa è stata ferita a coltellate da uno studente di 13 anni. “Credo che si debba fare una riflessione a 360 gradi-ha continuato il ministro- capire il perché di questa aggressività giovanile così diffusa. Ieri, per esempio, in Messico uno studente di 15 anni ha ucciso 2 insegnanti. Oggi, parlandone con il direttore Unesco concordava sul tema dell’impatto estremamente negativo dei social, sembra che anche su quanto successo a Bergamo i social siano coinvolti. Dobbiamo intervenire impedendo l’accesso ai social sotto i 15 anni“.
Autore: AGENIA DIRE 25 marzo 2026
I genitori della 'famiglia nel bosco' sono arrivati al Senato con l'auto blu e hanno incontrato per circa un'ora Ignazio La Russa Abbiamo scelto l’Italia perchè aveva i nostri valori con cui crescere i nostri figli e cioè l’amore, la pace, lo stare insieme e il vivere e mangiare in modo naturale. Abbiamo vissuto in pace e in armonia nel rispetto delle leggi dello stato e della Costituzione italiana e non abbiano mai fatto del male ai nostri bambini”. Lo dice la madre della cosiddetta famiglia del bosco, Catherine Birmingham al termine dell’ incontro con il presidente del Senato , Ignazio La Russa a Palazzo Giustiniani a cui ha preso parte insieme al marito Nathan Trevallion. La coppia è uscita dopo poco meno di un’ora di colloquio con la seconda carica dello Stato. Catherine, con la voce rotta dalle lacrime, ha letto un messaggio in inglese tradotto in in italiano da una interprete. Indossava un vestito bianco con ricami floreali che richiamavano lo stile di vita bucolico scelto dai due e al posto della borsa, una cesta di vimini. “Siamo una madre e un padre che adorano i loro bambini– prosegue la donna- essere attaccati nel modo in cui lo siamo stati va oltre la nostra capacità di accettazione e comprensione. Vogliamo tornare ad essere di nuovo una famiglia“. Catherine ha quindi salutato in italiano i – tanti – cronisti presenti con un “grazie”. A palazzo Giustiniani, Nathan Trevallion e Catherine Birmingham sono arrivati in auto blu e sono entrati direttamente nel palazzo. LA RUSSA: “VOLEVO STEMPERARE IL CLIMA” “Per me è un piacere ricevere Nathan e Catherine perchè era mia intenzione cercare di stemperare il clima che si è creato intorno a questa vicenda”. Lo dice il presidente del Senato, Ignazio La Russa nel corso dell’incontro con i genitori della famiglia nel bosco a Palazzo Giustiniani. “Non ho i titoli per giudicare le decisioni dell’autorità giudiziaria- prosegue La Russa nel suo video messaggio- nè tantomeno voglio giudicare lo stile di vita dei due. Voglio però invitare tutti a eliminare le rigidità per favorire il ritorno di una famiglia unita, con i bambini che tornino col padre e la madre”. Questo “dopo che vengano assicurate delle condizioni normali. Sono lieto che da parte vostra non vi è nessuna obiezione sul fatto che i bambini possano frequentare il doposcuola e che la casa possa avere i servizi igienici richiesti. Sono fermamente convinto che non vi è maggiore felicità per i bambini dello stare con i propri genitori”, conclude.
Autore: AGENZIA DIRE I n aggiornamenento 25 marzo 2026
La ministra del Turismo ha lasciato con un messaggio inviato a Giorgia Meloni: "Obbedisco, ma non sono un capro espiatorio" Si è dimessa la ministra del Turismo Daniela Santanchè, con un messaggio inviato a Giorgia Meloni. Ecco il testo integrale della nota: “Cara Giorgia ti rassegno, come hai ufficialmente auspicato, le mie dimissioni dal ruolo di ministro che avevi voluto affidarmi e che credo di avere svolto al meglio delle mie possibilità e senza alcuna controindicazione. Ti ringrazio per i riconoscimenti e per la fiducia che mi hai dimostrato in questi anni di guida del ministero del turismo. Ho voluto (e spero mi capirai) che fosse pubblicamente chiaro che eri tu a chiedermi di lasciare questo ruolo perché, come ho sempre detto, mi sarei dimessa solo di fronte ad una tua esplicita e pubblica richiesta. Volevo fosse chiaro, per la mia onorabilità, che faccio un passo indietro, non dovuto solo di fronte alla richiesta che il capo del mio Partito ritiene utile e opportuna. Mi premeva e mi preme sottolineare che ad oggi il mio certificato penale è immacolato e che per la vicenda della cassa integrazione non vi è nemmeno un semplice rinvio a giudizio”. Poi: “Ieri forse bruscamente (capirai il mio stato d’animo) ti ho rappresentato la mia non disponibilità ad una mia immediata dimissione perché volevo fosse separata sia dai commenti sul referendum perché non vorrei esssere il capro espiatorio di una sconfitta che non è certo stata determinata da me, atteso anche il risultato in Lombardia e sinanche nel mio municipio. Volevo che le mie dimissioni inoltre fossero separate dalla vicenda contingente ed assai diversa che ha riguardato l’On Del Mastro che pure paga un prezzo alto. Chiarito questo non ho difficoltà a dire ‘obbedisco’ e a fare quello che mi chiedi”. Infine: “Non ti nascondo un po’ di amarezza per l’esito del mio percorso ministeriale ma nella mia vita sono abituata a pagare i miei conti e spesso anche quelli degli altri. Tengo di più alla nostra amicizia e al futuro del nostro movimento. Cari saluti. Daniela”.
Autore: AGENZIA DIRE Ore: 12.58 25 marzo 2026
L'allarme è scattato intorno alle 7.45 quando la donna - che insegna francese - è stata avvicinata dall'allievo fuori dall’istituto Leonardo Da Vinci di Trescore Balneario. Il ministro Valditara: "Fatto di una gravità sconvolgente" Un’insegnante di 57 anni è stata accoltellata in una scuola media di Trescore Balneario, in provincia di Bergamo. Autore dell’aggressione, avvenuta poco prima delle 8, sarebbe uno studente di 13 anni. A riferirlo è L’Eco di Bergamo. L’allarme è scattato intorno alle 7.45 quando la donna – che insegna francese – è stata avvicinata dall’allievo fuori dall’istituto Leonardo Da Vinci e l’ha, poi, colpita nei corridoi. Secondo quanto riferisce Repubblica, lo studente indossava un pantalone mimetico e una maglietta con la scritta “Vendetta”. Oltre al coltello, il 13enne avrebbe avuto con sé una pistola scacciacani. Il ragazzo, spiegano i Carabinieri in una nota, è stato poi immobilizzato da un altro insegnante e da due collaboratori che lo hanno tenuto fermo fino all’arrivo dei militari. Sul posto si sono precipitati i carabinieri di Trescore Balneario, un’ambulanza, un’auto medica e un elicottero che ha trasportato la professoressa all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. La donna, in condizioni gravi, è stata portata in sala operatoria per un intervento d’urgenza. Il minore, invece, è stato fermato dai carabinieri che indagano sull’accaduto. VALDITARA: “GRAVITÀ SCONVOLGENTE. APPROVARE NUOVE NORME PER CONTRASTARE LA CRIMINALITÀ GIOVANILE” “Quanto accaduto in provincia di Bergamo, presso l’Istituto comprensivo di Trescore Balneario, è un fatto di una gravità sconvolgente– dichiara, in una nota, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara-. Esprimo innanzitutto la mia forte vicinanza alla docente, ai suoi famigliari, alla scuola”. “Questo fatto dimostra che è necessario approvare rapidamente le nuove, severe norme predisposte dal governo per contrastare la criminalità giovanile e in particolare la diffusione di armi improprie fra i giovani– prosegue il ministro-. Misure necessarie da accompagnare a quelle che abbiano già avviato nelle scuole sulla condotta e l’educazione al rispetto e che a breve saranno avviate come quella sulla assistenza psicologica”. Nella nota, Valditara conclude: “Oggi a Parigi, porrò la questione presso l’evento di lancio del Report 2026 Gem – Global Education Monitoring dell’Unesco. Chi lavora per il futuro dei nostri figli non deve correre alcun rischio”. 
Autore: AGENZIA DIRE ULTIMO AGGIORNAMENTO ORE: 11.32 25 marzo 2026
Depositata una mozione di sfiducia unitaria: "Dimissioni subito, la sua permanenza al governo pregiudica la credibilità delle istituzioni" L’hanno già chiamata la “purga pasquale” o con un tono più casalingo le “pulizie di primavera”: il taglio post-referendario dei rami secchi nella compagine governativa, scatenato direttamente dalla premier Giorgia Meloni, non era poi così inatteso. Ma inatteso senz’altro è il braccio di ferro inscenato in queste ore tra due lady di ferro. L’ULTIMATUM DI MELONI: VIA GLI INDAGATI DAL GOVERNO Tutto è filato liscio, per quel che riguarda i dimissionari del ministero della Giustizia , il sottosegretario Andrea Delmastro e la capa di gabinetto Giusi Bartolozzi, nomi ormai da giorni nell’occhio del ciclone e degli scandali giudiziari. Ma il diktat di Palazzo Chigi è stato ancora più forte: via gli indagati dal governo, togliere immediatamente loro la copertura garantita finora dell’iron dome meloniano. Anche se si chiamano Daniela Santanché. “LA MINISTRA SARÀ REGOLARMENTE IN UFFICIO” La non-reazione della ministra tutta borse griffate e tacchi vertiginosi non si è fatta attendere. “Domani il ministro Santanchè sarà regolarmente in ufficio: tutti gli appuntamenti sono confermati”, è la nota uscita ieri sera, alle 19:55 dal ministero del Turismo, dopo una giornata in cui il pressing per le sue dimissioni da parte del partito, Fdi, era stato ai massimi livelli: incaricato in prima linea alla ‘mediazione’ sarebbe stato l’amico Ignazio La Russa, seconda carica dello Stato. Ma non era stato ancora raggiunto il suo apice. Ovvero, le parole ufficiali di Meloni affinché prendesse esempio da Delmastro e Bartolozzi, sono arrivate 9 minuti dopo. Quasi una risposta al suo presenzialismo enfatizzato in ufficio. Una battaglia giocata a colpi di comunicati, insomma. “IL MIO CASO È DIVERSO” Pare infatti che la stessa ministra non si accontenti di venire fatta fuori da note stampa: “Deciderà il parlamento”, sarebbe stata la sua reazione stizzita all’emissario La Russa. E ancora stamane non è arrivato un suo commento ufficiale. Di certo non le sta bene fare da capro espiatorio per l’esito referendario, la vittoria dei “No” non è colpa sua, insomma. “Il mio caso è diverso”, avrebbe detto per prendere le distanze da Delmastro e Bartolozzi. IL PROCESSO PER VISIBILIA A inguaiare Santanché e farla entrare nella lista nera della premier è però il suo coinvolgimento nel caso Visibilia, società fondata dalla stessa e coinvolta in diverse vicende giudiziarie. La ministra è stata infatti rinviata a giudizio il 17 gennaio 2025 dal Gup di Milano con l’accusa di falso in bilancio (false comunicazioni sociali). Il processo riguarda in sostanza i conti della società Visibilia Editore di cui Santanché è stata fondatrice, presidente e amministratrice delegata fino al dicembre 2021 e di cui ha mantenuto il controllo tramite la sua controllante Athena Srl. Nonostante le indagini e il rinvio a giudizio, Santanchè ha sempre sostenuto la sua estraneità ai fatti, dichiarando di non aver mai truccato i bilanci. Per cui, perché dovrebbe mollare il ministero senza una sentenza che dimostri il contrario? DALLE OPPOSIZIONI MOZIONE UNITARIA DI SFIDUCIA ALLA CAMERA Ora però non si mette comunque bene per la ministra, due le sliding doors che l’attendono: farsi da parte e accettare la volontà della premier o affrontare il patibolo della sfiducia parlamentare. Dall’opposizione infatti Luca Pirondini del M5S ha annunciato per primo già stamane il deposito di una mozione di sfiducia contro di lei: “Ne chiediamo la calendarizzazione urgente”, ha puntualizzato. “Serviva evidentemente la sconfitta clamorosa al referendum per scaricare Santanchè- prosegue il capogruppo pentastellato al Senato-. Chiediamo a Fratelli d’Italia e alla maggioranza di essere conseguenti, dando dare seguito a ciò che la stessa Meloni, con ritardo mostruoso, chiede. Santanchè deve lasciare la poltrona. Subito”. La mozione di sfiducia alla Ministra Santanchè, depositata questa mattina alla Camera, è stata sottoscritta da tutte le forze di opposizione. Di seguito il testo firmato da Chiara Braga (Pd), Riccardo Ricciardi (M5s), Luana Zanella (Avs), Matteo Richetti (Azione), Maria Elena Boschi (IV) e Riccardo Magi (+Europa). “La Camera, premesso che: l’articolo 94 della Costituzione attribuisce a ciascuna Camera il potere di revocare la fiducia mediante mozione motivata; la responsabilità politica dei singoli ministri costituisce elemento essenziale del corretto funzionamento dell’Esecutivo e del rapporto fiduciario con il Parlamento; considerato che: la Presidente del Consiglio dei ministri, con dichiarazione resa nel tardo pomeriggio del 24 marzo c.a. ha pubblicamente auspicato le dimissioni della Ministra del turismo Daniela Garnero Santanché; tali dichiarazioni evidenziano il venir meno del rapporto fiduciario tra la Presidente del Consiglio e la Ministra, determinando una situazione di oggettiva incompatibilità con la permanenza in carica; la mancata assunzione di responsabilità mediante dimissioni volontarie, a fronte di una esplicita presa di distanza del vertice dell’Esecutivo, configura una grave anomalia istituzionale; tale situazione compromette la credibilità dell’azione di governo e arreca pregiudizio all’immagine delle istituzioni; visto l’articolo 94 della Costituzione e visto l’articolo 115 del Regolamento della Camera dei deputati, esprime la propria sfiducia alla Ministra del turismo, senatrice Daniela Garnero Santanchè, e la impegna a rassegnare le proprie dimissioni”. GLI SFOTTÒ DEI LEADER DI MINORANZA: “MELONI FATICA A FAR DIMETTERE LA SUA MINISTRA” Nel frattempo da ieri sera proseguono i quasi-sfottò dell’opposizione su tutta la faccenda all’indirizzo in primis della premier. “Scopriamo che Meloni fatica a far dimettere la sua Ministra e compagna di partito Santanchè. Che situazione indecorosa per le Istituzioni!!, scrive sui social Giuseppe Conte, leader del M5s. Anche le parole contro la ministra del Turismo sono durissime: “Santanchè è senza vergogna e dignità. Alla mancanza di senso del limite morale si associa la mancanza del senso del limite istituzionale. Non avevamo dubbi”. Lo scrive sui social il leader di Azione Carlo Calenda. “Stamattina a Mattino Cinque ho chiesto che la Presidente del Consiglio venga in Aula a riferire. È impensabile chiedere le dimissioni di un ministro a mezzo social e non venire in Senato a parlarne”. Lo scrive sui social il leader di Italia Viva Matteo Renzi. “
Autore: FONTE UFFICIO STAMPA FISE 25 marzo 2026
La Federazione Italiana Sport Equestri celebra il suo Centenario con la pubblicazione de “Il padrone della vittoria. Graziano Mancinelli, storia di un campione”. Il volume racconta la vita di un uomo e le imprese sportive di un atleta tra i più grandi protagonisti degli sport equestri italiani, divenuto simbolo e punto di riferimento per generazioni di cavalieri e amazzoni azzurre. Un campione capace di superare le difficoltà che l’infanzia e l’adolescenza gli hanno posto, riuscendo a realizzare, grazie alla sua caparbietà e al suo talento naturale, il sogno di ogni sportivo: vincere una medaglia d’oro ai Giochi Olimpici. Nato dalla penna di Umberto Martuscelli, giornalista, scrittore e conoscitore del mondo degli sport equestri, il libro - edito dalla casa editrice Rubbettino - è in vendita nelle librerie, nei circuiti elettronici e sul sito della stessa casa editrice (Clicca QUI ). Nell’ambito delle iniziative ufficiali che la Fise metterà in campo nel corso del 2026 proprio per celebrare l’anno del centenario, saranno organizzate due presentazioni del volume: la prima lunedì 20 aprile a Roma presso la Società Ippica Romana – La Farnesina, la seconda martedì 28 aprile presso il Centro Ippico Castellazzo in Lombardia, entrambe con inizio alle ore 11:00. Due eventi che rappresentano non solo un’occasione per incontrare l’autore e scoprire da vicino la storia di Graziano Mancinelli, ma anche un momento di celebrazione per una federazione che ha fatto la storia degli sport equestri italiani e che da cento anni promuove il talento e la passione equestre nel nostro Paese. Il libro di Martuscelli intreccia la vita dell’atleta e quella dell’uomo, due dimensioni strettamente collegate. Mancinelli possedeva un talento naturale raro, capace di trasformare ogni cavallo in un compagno vincente. Ma ciò che davvero lo distingueva era la resilienza: una forza interiore forgiata dalle difficoltà vissute nell’infanzia e nell’adolescenza, che lo hanno spinto a emergere e a eccellere nel mondo dello sport. “Graziano Mancinelli ha incarnato lo spirito del nostro sport: talento, coraggio e determinazione. Questo libro è un omaggio doveroso a un campione che ha fatto la storia” – Marco Di Paola, Presidente FISE. La carriera di Mancinelli è costellata di successi memorabili, tra cui spicca la medaglia d’oro individuale nel Salto Ostacoli alle Olimpiadi di Monaco 1972, il sogno di ogni atleta. Ma il libro non si limita alla cronaca sportiva: Martuscelli porta il lettore dentro le emozioni, i sacrifici, i dubbi e le sfide quotidiane che hanno forgiato l’uomo dietro il campione. Ogni vittoria è raccontata non solo come traguardo agonistico, ma come espressione di forza caratteriale e passione autentica. “La storia di Mancinelli non è solo quella di un atleta, ma di un uomo che ha saputo trasformare ogni ostacolo in una vittoria. Un esempio per tutti i cavalieri italiani” – Vittorio Orlandi, Presidente CR Lombardia Il volume rappresenta anche una preziosa testimonianza storica: attraverso la vita di Mancinelli, si ripercorrono decenni di sport equestre italiano, dai primi successi internazionali fino alla consacrazione olimpica. La pubblicazione, con le due presentazioni del 20 e del 28 aprile, è stata pensata proprio come tributo speciale per il centenario della FISE, sottolineando l’importanza della federazione nella diffusione e promozione delle discipline equestri e nella valorizzazione del talento italiano a livello internazionale. “Scrivere di Graziano è stato un viaggio emozionante: attraverso le sue imprese sportive e la sua vita privata emerge un uomo straordinario, capace di insegnare tanto sul coraggio e sulla determinazione” – Umberto Martuscelli, autore”. Le due presentazioni non sono quindi semplici eventi editoriali: sono un momento di celebrazione, memoria e ispirazione per tutti gli appassionati di equitazione, sportivi e giovani talenti, che possono vedere in Graziano Mancinelli un esempio di come capacità assoluta, dedizione e coraggio possano trasformare le difficoltà in successi straordinari. Le presentazioni ufficiali si terranno: - 20 aprile a Roma, Società Ippica Romana - La Farnesina - 28 aprile in Lombardia, Circolo Ippico di Castellazzo Con testi ricchi di dettagli, fotografie e aneddoti inediti, “Il padrone della vittoria” è più di una biografia: è un racconto motivazionale, un documento storico e un tributo a un’epoca d’oro dello sport italiano.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 25 marzo 2026
La famiglia annuncia con profondo dolore la scomparsa di Gino Paoli, avvenuta ieri, 24 marzo, nella sua residenza di Genova all'età di 91 anni. L’artista si è spento serenamente, lasciando un vuoto incolmabile non solo nella storia della musica italiana, ma soprattutto nel cuore dei suoi cari. La figlia Amanda Sandrelli ha voluto onorare la memoria del padre con una dichiarazione che ne sottolinea il legame profondo: «Babbo mio, te ne sei andato con la stessa libertà con cui hai vissuto. Mi restano il tuo sguardo, le tue canzoni e l'immensa fortuna di essere stata tua figlia. Mi mancherai ogni giorno, ma ti cercherò tra le note e il mare di Genova». Nel rispetto della volontà del Maestro, da sempre schivo e riservato, la famiglia conferma che l’addio avverrà in forma sobria: Esequie: I funerali si terranno a Genova domani, giovedì 26 marzo 2026. Forma Privata: La cerimonia si svolgerà in forma strettamente privata, alla sola presenza dei congiunti. Camera Ardente: Per espressa decisione della famiglia, non sarà allestita alcuna camera ardente pubblica.
Autore: AGENZIA DIRE 25 marzo 2026
"Non ho fatto niente di scorretto": così il sottosegretario di Stato per la Giustizia comunica le sue dimissioni 'irrevocabili'. A stretto giro la decisione della capo di Gabinetto. In serata il diktat per la ministra del Turismo Effetto domino sul governo, l’indomani del Referendum sulla Giustizia. La vittoria del “No” e la bocciatura della riforma sostenuta da maggioranza ed esecutivo non è indolore, in particolare, per il Ministero della Giustizia. Nel tardo pomeriggio di oggi, martedì 24 marzo, si sono succedute a distanza ravvicinata le dimissioni del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e del capo di gabinetto Giusi Bartolozzi. A seguire, il diktat- travestito da ‘auspicio’- della premier Giorgia Meloni all’indirizzo della ministra del Turismo Daniela Santanché perché segua l’esempio di Delmastro e Bartolozzi e dimostri la stessa “sensibilità istituzionale”. MELONI: “BENE LE DIMISSIONI DI BARTOLOZZI E DELMASTRO, SANTANCHÈ ABBIA LA STESSA SENSIBILITÀ “ La presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni “esprime apprezzamento per la scelta del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e del capo di gabinetto Giusi Bartolozzi di rimettere gli incarichi finora ricoperti e li ringrazia per il lavoro svolto con dedizione”. Meloni “auspica che, sulla medesima linea di sensibilità istituzionale, analoga scelta sia condivisa dal ministro del Turismo Daniela Santanchè“. Così una nota di Palazzo Chigi. DELMASTRO: “NON HO FATTO NIENTE DI SCORRETTO MA MI DIMETTO” “Ho consegnato oggi le mie irrevocabili dimissioni da sottosegretario alla Giustizia. Ho sempre combattuto la criminalità, anche con risultati concreti e importanti e pur non avendo fatto niente di scorretto, ho commesso una leggerezza a cui ho rimediato non appena ne ho avuto contezza. Me ne assumo la responsabilità, nell’interesse della Nazione, ancor prima che per l’affetto e il rispetto che nutro verso il governo e verso il Presidente del Consiglio”. Lo dichiara in una nota Andrea Delmastro Delle Vedove. ANCHE GIUSI BARTOLOZZI SI È DIMESSA . LA DECISIONE UFFICIALIZZATA DOPO IL COLLOQUIO CON NORDIO Sono ufficialmente arrivate le dimissioni di Giusi Bartolozzi da capo di Gabinetto in Via Arenula. A quanto si apprende da fonti vicine al ministero della Giustizia, il passo indietro ora è stato formalizzato dopo il colloquio con il ministro Carlo Nordio. Le posizioni di Delmastro e Bartolozzi, rispettivamente Sottosegretario e Capo di Gabinetto del Ministero della Giustizia, alla vigilia delle urne, erano considerate a rischio in caso di sconfitta del ‘sì’ al referendum. Due nomi finiti della bufera della campagna referendaria per diversi motivi. IL CASO DELLA “BISTECCHERIA D’ITALIA” Le dimissioni di Delmastro sono l’ultimo capitolo delle polemiche sollevate nei giorni scorsi da un’inchiesta giornalistica lanciata da “Il Fatto Quotidiano”: al centro la rivelazione della sua partecipazione societaria in un ristorante di Roma, denominato “Bisteccheria d’Italia”. Tra i soci dell’attività figura infatti anche la figlia di Mauro Caroccia, recentemente condannato in via definitiva per intestazione fittizia di beni legati al clan mafioso Senese. Il ministro Nordio, proprio in mattinata, si era detto fiducioso nei confronti del Sottosegretario: “Sono certo che riuscirà a chiarire”, ha dichiarato ai microfoni di Sky Tg24. Delmastro a sua volta, nel presentare le dimissioni, ha ammesso di aver commesso una “leggerezza” e di aver ceduto le sue quote non appena appresa la gravità dei legami della famiglia Caroccia. Ha infine ribadito di non aver mai compiuto atti scorretti. QUELLE PAROLE DI BARTOLOZZI: “GIUDICI? UN PLOTONE DI ESECUZIONE” Diverso il caso del passo indietro di Bartolozzi: a renderle la vita difficile al Ministero sono state le reazioni alle sue recenti dichiarazioni pubbliche sui magistrati. Durante la recente campagna elettorale per il Referendum sulla Giustizia. Bartolozzi aveva infatti attaccato duramente i togati, tra l’altro etichettandoli come un “plotone d’esecuzione”. Un’uscita risultata infelice, e a sua volta stigmatizzata sul piano politico dall’opposizione, anche se il Ministro Nordio, ai microfoni di Sky Tg 24, stamane aveva ribadito che la posizione di Bartolozzi non sarebbe stata in discussione. SANTANCHÈ NEI GUAI PER IL CASO VISIBILIA Le ultime parole della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, rivolte alla ministra del Turismo, riguardano il suo coinvolgimento nel caso Visibilia, società fondata dalla stessa Santanché e coinvolta in diverse vicende giudiziarie. La ministra è stata infatti rinviata a giudizio il 17 gennaio 2025 dal Gup di Milano con l’accusa di falso in bilancio (false comunicazioni sociali). Il processo riguarda in sostanza i conti della società Visibilia Editore di cui Santanché è stata fondatrice, presidente e amministratrice delegata fino al dicembre 2021 e di cui h mantenuto il controllo tramite la sua controllante Athena Srl. Nonostante le indagini e il rinvio a giudizio, Santanchè ha sempre sostenuto la sua estraneità ai fatti, dichiarando di non aver mai truccato i bilanci.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 25 marzo 2026
In arrivo giornate più lunghe e risparmi energetici: ecco tutto quello che c’è da sapere sul cambio d’ora di questa primavera. Il momento del cambio d’ora è ormai alle porte. Nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo 2026, l’Italia e i Paesi dell’Unione Europea daranno il benvenuto all’ora legale, il sistema nato per ottimizzare l'uso della luce solare e favorire il risparmio energetico durante i mesi più caldi. Come e quando cambiare l’orario Il passaggio ufficiale avverrà alle ore 02:00 di domenica mattina, momento in cui le lancette dovranno essere spostate un’ora avanti, posizionandole direttamente sulle 03:00. Dispositivi digitali: La stragrande maggioranza di smartphone, computer, tablet e orologi connessi alla rete effettuerà il passaggio in modo automatico senza richiedere l’intervento dell’utente. Orologi analogici: Per orologi da parete, da polso meccanici e dispositivi non connessi (come i timer di alcuni elettrodomestici o i cruscotti delle auto meno recenti), sarà necessario l'intervento manuale. Gli effetti del passaggio Nonostante la perdita di un'ora di sonno nella notte del passaggio, l'introduzione dell'ora legale garantisce un immediato aumento della luce naturale nelle ore pomeridiane. Questo slittamento permette di ridurre sensibilmente il consumo di energia elettrica per l'illuminazione, portando benefici sia in termini ambientali che economici.  Verso l’autunno L’ora legale rimarrà in vigore per sette mesi, accompagnandoci per tutta l’estate fino alla notte tra il 24 e il 25 ottobre 2026, quando verrà ripristinata l’ora solare.
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