Nordio: “Magistrati preparati, ma il confine tra genio e matto è molto sfumato”

AGENZAI DIRE Ultimo aggiornamento ore: 13.01 • 21 febbraio 2026

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Il ministro Nordio, da Bologna, invoca "umiltà e buonsenso" come "correttivi al potere immenso che hanno i magistrati, soprattutto i pubblici ministeri"


 “I magistrati sono tutti bravi e preparati, su questo non c’è dubbio. Perché qualcuno è anche troppo preparato e, come sapete, molto spesso il confine tra il genio e il matto è un confine sfumato“. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, a Bologna per l’evento. “Non c’è sicurezza senza giustizia” a sostegno del sì al referendum sulla riforma della giustizia. Dunque, i magistrati “per essere preparati, sono preparati sicuramente tutti. Quello che però non tutti hanno e che, invece, dovrebbe essere la caratteristica principale del magistrato sono l’umiltà e il buon senso“, è l’affondo do del ministro.

“UMILTÀ E BUONSENSO COME CORRETTIVI ALLO STRAPOTERE DEI MAGISTRATI”

“Avendo in mano questo potere colossale, che è quello di limitare la libertà degli individui mandandoli in prigione e di minare l’onore degli individui facendoli finire sui giornali, magari senza ragione o non vigilando abbastanza sulla diffusione delle intercettazioni, ecco, umiltà e buonsenso dovrebbero essere i correttivi di questo potere immenso che hanno soprattutto i pubblici ministeri“, afferma il Guardasigilli. “Umiltà e buon senso non si imparano dai libri di diritto, si imparano molto di più dalla cultura generale. Quindi, io direi che tutte queste persone dovrebbero leggersi una tragedia di Shakespeare di più e magari un libro di diritto di meno“, conclude.

“L’OPPOSIZIONE CERCA CRISI GOVERNO SUL REFERENDUM, MA È VANA SPERANZA”

Le opposizioni cercano di utilizzare il referendum per mettere in discussione il Governo, è l’accusa lanciata dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio. “L’Italia ha uno standing internazionale di stabilità che i nostri avversari politici non hanno mai avuto e che ci invidiano. Cercano, evidentemente, di minare questa stabilità con tutti i mezzi, compreso quello di pensare, o di far pensare, che un’eventuale loro vittoria del ‘no’ potrebbe essere risolutiva”, sostiene il ministro, a Bologna per l’evento organizzato da Fratelli d’Italia a sostegno del ‘sì’ al referendum sulla riforna della giustizia. “Credo che questa serie di contumelie e banalità che ci sono state rivolte, dal fatto che saremmo dei piduisti che vogliono realizzare il progetto dei Liccio Gelli o che addirittura siamo amici dei camorristi, dipendono dal fatto che l’opposizione non ha delle argomentazioni razionali da opporre a quella che è la riforma”, sostiene Nordio.
“C’è purtroppo questa vana speranza che, nella denegata ipotesi che vincesse il ‘no’, allora il governo entrerebbe in crisi e così il Parlamento e la legislatura”, prosegue Nordio. “A parte il fatto che io sono, non convinto, ma arcisicuro che vincerà il sì, ma, come è stato detto varie volte, questo non avrebbe nessuna conseguenza per il governo”, conclude.



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Autore: Redazione 10 aprile 2026
Possibili ritardi, cancellazioni e riprogrammazioni di numerosi voli Possibili disagi per chi ha in programma di viaggiare in aereo. Oggi, venerdì 10 aprile, è infatti previsto uno sciopero nazionale del comparto aereo. A proclamare l’agitazione i sindacati Uiltrasporti, UGL-TA, Astra e FAST-CONFSAL-AV. "Dopo mesi di trattative infruttuose, senza risposte su salario, diritti e futuro, è il momento di farsi sentire. Recupero inflattivo insufficiente. Tutele messe in discussione. Carichi di lavoro in aumento. Nessun confronto reale sui cambiamenti organizzativi. Noi non abbiamo firmato accordi al ribasso. Noi stiamo dalla parte delle lavoratrici e dei lavoratori", si legge in un post su Facebook di Uiltrasporti Nazionale. L'Enav nell'annunciare lo sciopero, nella stessa nota sottolinea come "saranno garantite le prestazioni indispensabili secondo norma vigente". Gli orari Si tratta di uno sciopero di 4 ore, dalle 13 alle 17, che potrebbe causare ritardi, cancellazioni e riprogrammazioni di numerosi voli. I voli garantiti Come stabilito dalla regolamentazione italiana e dalle linee guida Enac, anche durante uno sciopero alcuni collegamenti devono essere assicurati per tutelare il diritto alla mobilità. Saranno quindi sempre operativi: i voli nelle fasce sempre garantite: dalle 07:00 alle 10:00 e dalle 18:00 alle 21:00; i voli di Stato e voli militari; voli sanitari, di emergenza e per trasporto organi; collegamenti di continuità territoriale, essenziali per le isole e per i collegamenti unici della giornata.
Autore: Redazione 10 aprile 2026
La Premier: "Nessun rimpasto, dimissioni? Mi sarebbe convenuto, ma non facciamo piombare il Paese nell'incertezza". E aggiunge: "Non ignoriamo il segnale del referendum, ma un 'No' ti riaccende" "Io non scappo", il governo andrà avanti fino alla fine. Nessun rimpasto all’orizzonte, perché "questo è il governo che ha restituito all'Italia stabilità". E guai a parlare di "fase 2" o di "ripartenza": l'esecutivo, rivendica la premier, non si è mai fermato. Davanti all'Aula di Montecitorio - e poi a quella di Palazzo Madama - Giorgia Meloni torna a "metterci la faccia" dopo la cocente sconfitta nel referendum sulla riforma della giustizia, che resta comunque "necessaria", secondo la premier, nonostante il verdetto netto delle urne. Un passaggio delicato che la presidente del Consiglio trasforma in una controffensiva politica: rilancia l’azione del governo e chiama le opposizioni - a partire dalla leader del Pd Elly Schlein - a confrontarsi "nel merito", soprattutto su uno dei nodi più sensibili del momento, la crisi iraniana e i suoi riflessi sull’approvvigionamento energetico. Senza risparmiare critiche agli "insulti" e alla "demagogia" che attribuisce alla sinistra. "Rispettiamo il voto del referendum, ma persa un'occasione" Meloni riporta le lancette dell'orologio alla vittoria del No del 23 marzo e al clima che ha lasciato nel Paese. Il voto, dice, restituisce un’immagine chiara: "Un’Italia che ha visto una grande partecipazione popolare al voto e, allo stesso tempo, una altrettanto grande polarizzazione. Un confronto serrato, ahimè non sempre sul merito, ma con un esito comunque chiaro". Il risultato va rispettato, ribadisce la presidente del Consiglio, "qualunque esso sia, anche quando non coincide con le nostre opinioni o le nostre aspettative". Ma resta "il rammarico di aver perso un’occasione storica di modernizzare l’Italia". Per questo, l’invito è a non chiudere il dossier: "I problemi sul tappeto rimangono, e noi abbiamo il dovere di trovare soluzioni concrete, coraggiose, efficaci". "Nessun rimpasto, no ai giochi di palazzo" Da qui Meloni allarga il discorso al metodo di governo. E il passaggio più atteso è quello sulla tenuta dell’esecutivo. L'inquilina di Palazzo Chigi respinge le ipotesi di crisi: "Non c’è alcuna ripartenza da fare, posto che il governo non si è mai fermato". E ancora: "Non c’è alcuna intenzione di fare un rimpasto". Sulle dimissioni, Meloni ammette: "Certo, probabilmente sarebbe convenuto sul piano tattico. Invocare le elezioni per giocare sull’effetto sorpresa e nella peggiore delle ipotesi lasciare a qualcun altro il compito di mettere la faccia sui difficili mesi che arriveranno". Ma la scelta è un’altra: "Ci siamo presi l’impegno di governare questa Nazione per cinque anni, ed è esattamente quello che faremo". Il messaggio è chiaro, l'esecutivo va avanti: "Non scapperemo, non indietreggeremo, non ci metteremo al riparo facendo pagare ai cittadini il prezzo dei soliti giochi di palazzo". La sfida alle opposizioni: "Vediamo chi ha soluzioni" Nel confronto politico, la premier chiama direttamente in causa le opposizioni: "Vi sfido sulla politica, sulla vera politica. Vi sfido a un dibattito nel merito". E indica i terreni: crisi internazionale, energia, economia. "Parliamo delle soluzioni, vediamo chi ne ha". Iran, "arrivati a un passo dal punto di non ritorno" Proprio il contesto internazionale occupa una parte centrale dell’intervento. Sul dossier iraniano, Giorgia Meloni descrive una situazione ancora instabile, nonostante il cessate il fuoco: "Siamo arrivati a un passo dal punto di non ritorno, ma ora abbiamo davanti una pur flebile prospettiva di pace". Da qui l’indicazione delle priorità, che per il governo restano nette: "Cessazione permanente delle ostilità, pieno ripristino della libertà di circolazione nello Stretto di Hormuz". Su questo punto "siamo già al lavoro con la coalizione per lo Stretto di Hormuz promossa dal Regno Unito, alla quale partecipano oltre 30 Paesi, per provare a costruire condizioni di sicurezza che consentano il pieno ripristino della libertà di navigazione e di approvvigionamento", assicura. "Usa? Noi testardamente occidentali" Meloni rivendica la posizione italiana nei rapporti con gli alleati, a partire dagli Stati Uniti, respingendo quello che definisce l’"ormai scontato ritornello" sulla sua presunta subalternità a Donald Trump. Allo stesso tempo, però, marca le distanze su singoli dossier. L’offensiva contro Teheran, sottolinea, è stata un’operazione militare che "l’Italia non ha condiviso e a cui non ha partecipato", richiamando anche il caso Sigonella. Da qui il rilancio dell’asse euro-atlantico: "Siamo 'testardamente occidentali'", afferma, parafrasando uno slogan caro a Schlein. Ma avverte: "Per stare insieme, bisogna volerlo in due. Ed è per questo che, nel rapporto con gli Stati Uniti, dobbiamo essere chiari. Lavorare per tenere insieme le due sponde dell’Atlantico; lavorare per rafforzare la Nato". Il dossier energia Il legame tra politica estera e interna passa soprattutto dall’energia. Meloni difende le missioni internazionali compiute durante il suo mandato, tra cui il recente blitz nel Golfo persico: "È preciso dovere del presidente del Consiglio fare tutto il possibile per assicurare energia sufficiente e a prezzi il più possibile contenuti". Ricorda gli interventi già adottati, come il taglio temporaneo di 25 centesimi al litro del prezzo di diesel e benzina. E insiste sull'idea di una possibile sospensione temporanea del Patto di stabilità e crescita ("non dovrebbe essere un tabu"): "Non una deroga per singolo Stato Membro, ma un provvedimento generalizzato", rimarca Meloni, sottolineando come l'Italia sia "pronta ad attivare ogni possibile misura per prevenire possibili comportamenti speculativi", compresi, se necessari, "ulteriori interventi sui profitti delle società energetiche". Un passaggio del discorso della premier è dedicato anche al nodo Ets: "Continueremo a chiedere in Europa di sospendere temporaneamente l’applicazione" di questo meccanismo alla produzione di elettricità da fonti termiche, ossia dal termoelettrico. Dal lavoro al fisco, Meloni risponde alle critiche Sul piano economico, la presidente del Consiglio rivendica i risultati e risponde alle critiche. "Siamo l'unico Paese del G7 ad essere tornato in avanzo primario", con "il tasso di disoccupazione generale ai minimi storici". E sul lavoro bolla come "menzogne" le accuse di aumento della precarietà arrivate dalla segretaria dem Schlein, citando invece "quasi 1,2 milioni di occupati stabili in più e oltre 550 mila precari in meno". Tra i dati indicati anche la lotta all’evasione: "Abbiamo combattuto, come nessun altro, l’evasione fiscale. In tre anni abbiamo raccolto oltre 100 miliardi di euro". Nel capitolo sviluppo, Meloni insiste sul Mezzogiorno: "Il Sud sta colmando il divario". E partendo dall'esperienza della Zes unica nel Meridione, annuncia che sono allo studio le modalità per applicarla a tutto il territorio nazionale. Sicurezza, "non sono soddisfatta" Su immigrazione e sicurezza, la presidente del Consiglio rivendica la linea seguita finora: "Abbiamo ridotto gli sbarchi, aumentato sensibilmente i rimpatri e, soprattutto, abbiamo ridotto le morti nel Mediterraneo". Ma sul piano dell’ordine pubblico riconosce che i risultati non sono ancora sufficienti: "Personalmente non sono soddisfatta". Il tono si fa più duro quando affronta il tema della criminalità organizzata. "Non accetto lezioni su questo tema", afferma, rivendicando il proprio impegno personale: "Combatto la mafia fin da ragazzina, e continuerò a farlo fino al mio ultimo respiro". Quindi liquida come "palate di fango" le polemiche legate a un selfie del 2019 con Gioacchino Amico, pentito ed ex referente del clan camorristico dei Senese in Lombardia, respingendo ogni accostamento tra la sua figura politica e ambienti criminali. E rilancia, chiedendo alla Commissione Antimafia "di occuparsi dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata nei partiti politici, Fratelli d’Italia compreso". Sanità e piano casa Sui temi sociali, Meloni riconosce le criticità della sanità: "Per molti italiani, i tempi restano troppo lunghi, l’accesso troppo difficile". E annuncia un intervento sulla casa: "Un piano robusto, imponente, strutturale. Che ha come obiettivo quello di rendere disponibili, tra alloggi popolari e alloggi a prezzi calmierati, oltre 100 mila case nei prossimi 10 anni". "Un 'Sì' ti conferma, un 'No' ti riaccende" Nella parte conclusiva dell’intervento, la leader di Fdi rivendica una linea alternativa alle politiche del passato: "Misure puramente demagogiche che devastavano i conti pubblici". Lo sguardo si sposta quindi sull’ultimo anno di legislatura, che - assicura - "non sarà un tempo di attesa. Sarà un tempo di lavoro, di scelte, di risultati". Il referendum viene infine reinterpretato come uno stimolo: "Un 'sì' ti conferma, ma un 'no' ti riaccende... il rifiuto non è la fine di un percorso, ma l’inizio di una nuova spinta". Il finale, assicura Meloni, è ancora da scrivere. (di Antonio Atte) 
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 9 aprile 2026
La Procura di Milano, sotto la direzione del Procuratore Marcello Viola, ha annunciato una svolta decisiva nell’inchiesta "Equalize", il sistema di dossieraggio illegale che ha scosso i vertici dell'imprenditoria e delle istituzioni. Le decisioni della Procura: 13 richieste di processo e 81 nuovi indagati I pubblici ministeri Francesco De Tommasi ed Eugenio Fusco, in coordinamento con la Direzione Nazionale Antimafia (DNA), hanno formalizzato la richiesta di rinvio a giudizio per 13 persone. Al centro dell'accusa figura Enrico Pazzali, ex presidente di Fondazione Fiera Milano, indicato come il promotore di un’associazione a delinquere finalizzata all'esfiltrazione massiva di dati riservati. Contestualmente, è stata notificata la chiusura delle indagini per una seconda tranche che coinvolge 81 persone. Questo filone si focalizza sulla fitta rete di "clienti" e collaboratori, inclusa un'articolazione attiva a Ferrara guidata da Luca Cavicchi, che avrebbe operato in un regime di scambio reciproco di informazioni illecite. Nuovi nomi tra le vittime di spionaggio Dalle carte dell’inchiesta emerge un "mare magnum" di accessi abusivi che non ha risparmiato il mondo dello sport e dello spettacolo. Tra i nuovi nomi di rilievo nazionale monitorati illegalmente figurano: Sport: Christian Vieri e il velocista olimpico Marcell Jacobs (per le cui chat private sarebbero stati pagati 10.000 euro). Media e Spettacolo: Selvaggia Lucarelli, Fabrizio Corona e Ricky Tognazzi. Il sistema dei dossieraggi Le indagini hanno delineato un mercato parallelo di dati segreti "esfiltrati" da banche dati strategiche nazionali. Il sistema non riguardava solo la società milanese Equalize, ma una pluralità di agenzie investigative su tutto il territorio italiano. Tra i nuovi indagati compare anche un generale della Guardia di Finanza, mentre resta sotto la lente degli inquirenti il presunto coinvolgimento di figure apicali dell'ufficio legale di Eni. L’obiettivo dell'organizzazione, secondo la Procura, era quello di condizionare settori nevralgici della politica e dell'imprenditoria attraverso l'uso di report illeciti e dossieraggi su commissione.
Autore: Redazione 9 aprile 2026
La tregua dalle 15 di sabato 11 aprile alla mezzanotte del giorno dopo Vladimir Putin ha annunciato un cessate il fuoco con l'Ucraina per la Pasqua ortodossa, che cade nel weekend: lo riportano i media statali citando il Cremlino. La tregua inizierà alle 16 locali (le 15 in Italia) di sabato 11 aprile e durerà sino alla mezzanotte del giorno successivo. Mosca si aspetta che Kiev segua il suo esempio
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 9 aprile 2026
Oggi a Palazzo Chigi con i medagliati olimpici e paralimpici dei Giochi di Milano Cortina 2026 e con gli atleti che hanno conquistato il quarto posto. A tutti loro va il mio grazie per i risultati raggiunti, per i sacrifici affrontati e per l'esempio che offrono ogni giorno ai giovani e all'intera Nazione". Lo afferma sui social la premier Giorgia Meloni, pubblicando un video dell'incontro con gli azzurri reduci dalle olimpiadi invernali.
Autore: AGENZIA DIRE 9 aprile 2026
“Lunedì prossimo sarò in Libano per manifestare la solidarietà e la vicinanza del Governo italiano al Presidente Aoun e a tutto il popolo libanese a seguito dei bombardamenti subiti. Non vogliamo che a pagare sia ancora la popolazione civile come a Gaza”. Lo scrive su X il vicepremier e ministro Antonio Tajani. “Sarà l’occasione per portare un saluto ai nostri militari impegnati per la pace e la stabilità- aggiunge-. Una visita per promuovere e incoraggiare i negoziati diretti annunciati oggi tra il Libano e Israele. L’Italia sosterrà con un ruolo da protagonista questa nuova fase di dialogo in Medioriente, anche per evitare un’escalation del conflitto in tutta la regione e mettere fine alle azioni terroristiche di Hezbollah”.
Autore: AGENZIA DIRE 9 aprile 2026
La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, “accoglie con soddisfazione e sostiene con forza la notizia dell’avvio di negoziati diretti tra Israele e Libano, annunciato oggi dal Primo Ministro Netanyahu. Il Governo italiano, che ha già condannato la decisione irresponsabile di Hezbollah di trascinare il Libano in questo conflitto, da tempo sostiene attivamente l’avvio di negoziati diretti tra le due Nazioni, nella convinzione che essi costituiscano l’unica strada per porre fine in modo duraturo alle ostilità tra Libano e Israele”, si legge in una nota di palazzo Chigi. “In questo quadro, l’Italia continuerà a sostenere il rafforzamento dello Stato libanese e delle sue istituzioni in modo che il Governo libanese possa ripristinare la sua sovranità sull’intero territorio nazionale, incluso il monopolio statale sulle armi- prosegue Meloni- Un immediato cessate il fuoco è anche necessario per porre fine alle sofferenze delle popolazioni civili libanese e israeliana e per creare le condizioni migliori per il successo del processo negoziale avviato martedì scorso tra Usa, Iran e Israele”.
Autore: AGENZIA DIRE ULTIMO AGGIORNAMENTO Ore: 20.32 9 aprile 2026
Il Primo ministro di Israele, Benjamin Netanyahu, ha comunicato di aver dato disposizione al suo governo di avviare colloqui diretti con il Libano “il prima possibile”. La presa di posizione è stata diffusa con un messaggio sul social X in lingua ebraica. Netanyahu ha riferito di aver preso la decisione alla luce delle “ripetute richieste” da parte del Libano di aprire negoziati. Il primo ministro ha aggiunto che i colloqui si concentreranno “sul disarmo di Hezbollah e sulla costruzione di relazioni pacifiche tra Israele e Libano”.ù LA GIORNATA DI OGGI Mentre Stati Uniti e Iran mettono in pausa la guerra per due settimane, Netanyahu rilancia con la campagna più pesante dall’inizio della guerra. L’ha chiamata – per evitare malintesi – “Oscurità eterna”: 160 bombe con raid di 150 aerei, “100 obiettivi in 10 minuti”, 250 libanesi uccisi e Beirut nel panico. Trump l’ha definita “scaramuccia”. Su queste basi è entrata in vigore una “tregua fragilissima“, definita così da J.D. Vance, il vicepresidente Usa che guiderà la spedizione americana ai programmati colloqui di sabato in Pakistan. L’Iran nel frattempo ha deciso di richiudere lo stretto di Hormuz e ha minacciato di riprendere le ostilità se il Libano non sarà inserito nel cessate il fuoco. Posizione appoggiata e ribadita anche dai leader internazionali e comunicata a Trump direttamente da Macron . Per tutta risposta l’esercito israeliano ha sparato colpi d’avvertimento contro un convoglio della missione UNIFIL in Libano, senza feriti ma suscitando la protesta di Roma. E così comincia il 41esimo giorno di guerra, il secondo di “tregua”. Tutti gli aggiornamenti: 16:53 – LIBANO, MERZ: ISRAELE RISCHIA DI FAR FALLIRE PROCESSO DI PACE “Particolare preoccupazione” è stata espressa dal cancelliere tedesco Friederich Merz in merito alla “situazione nel Libano meridionale”. Secondo Merz, “la violenza con cui Israele sta conducendo la guerra in quella regione potrebbe far fallire l’intero processo di pace, e questo non deve assolutamente accadere”. Il cancelliere si è detto preoccupato in particolare per l’ipotesi di eventuali nuove tensioni tra Stati Uniti ed Europa, e quindi nella Nato, nel caso il percorso negoziale venisse compromesso: “Non vogliamo – io non voglio – che la Nato si divida- ha detto, sottolineando che “la Nato è garante della nostra sicurezza, soprattutto in Europa”. Merz ha poi confermato che sono ripresi i colloqui diplomatici con l’Iran, dopo l’accordo di cessate il fuoco raggiunto nella notte tra martedì e mercoledì con gli Stati Uniti: “Dopo un lungo silenzio, per il quale avevamo seri motivi, ora come governo stiamo riprendendo i colloqui con Teheran, in coordinamento con gli Stati Uniti e i nostri partner europei”.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 9 aprile 2026
MONTE CARLO ROLEX MASTERS: JANNIK SINNER CONQUISTA I QUARTI DI FINALE Jannik Sinner prosegue la sua corsa nel prestigioso torneo Masters 1000 di Monte Carlo. Il numero 2 del mondo ha superato agli ottavi di finale il ceco Tomas Machac, assicurandosi un posto tra i migliori otto del tabellone. Il match, disputato sul Court Rainier III, si è concluso con il punteggio di 6-1, 6-7(3), 6-3 dopo una battaglia di nervi e resistenza fisica durata oltre due ore. Sintesi dell'incontro: L'azzurro ha dominato il primo parziale, chiuso in appena 26 minuti. Nel secondo set, la reazione di Machac e un calo di tensione dell'altoatesino hanno portato la frazione al tie-break, vinto dal ceco. Con questo risultato, si interrompe la storica striscia di Sinner di 37 set vinti consecutivamente nei tornei Masters 1000. Nonostante un fastidio alla schiena che ha richiesto l'intervento del fisioterapista all'inizio del terzo set, Sinner ha dimostrato la consueta solidità mentale, piazzando il break decisivo e chiudendo la pratica con autorevolezza. Prossimo impegno: Jannik Sinner tornerà in campo domani per i quarti di finale, dove affronterà il canadese Félix Auger-Aliassime. L'obiettivo resta la conquista del primo titolo stagionale sulla terra battuta e la difesa della seconda posizione nel ranking ATP.
Autore: Redazione 9 aprile 2026
Il segretario lavora al nodo Congressi. Marina e Pier Silvio Berlusconi si muovono all'unisono ma non pensano a scendere in campo C'è un clima di attesa in casa Forza Italia . Nelle ultime ore le voci di un avvicendamento al gruppo della Camera attualmente guidato da Paolo Barelli, fedelissimo di Antonio Tajani , sono sempre più insistenti nei corridoi di Montecitorio. In Transatlantico, dopo l'informativa di Giorgia Meloni in Aula sull'azione del governo, nei capannelli azzurri non si parla d'altro. Marina Berlusconi e il segretario nazionale, grazie anche alla mediazione di Gianni Letta, raccontano qualificate fonti azzurre all'Adnkronos, avrebbero già raggiunto un accordo sul nuovo presidente dei deputati forzisti e anche sul nodo dei Congressi locali , regionali e provinciali, che una parte rilevante del partito vorrebbe rinviare a dopo le amministrative (restano forti i malumori in Campania). Allo stato in pole position come capogruppo alla Camera ci sarebbe Enrico Costa , uno dei responsabili della passata campagna referendaria per il sì sulla riforma della giustizia, che viene dato per favorito rispetto agli altri papabili, come Pietro Pittalis. Tajani, raccontano fonti parlamentari del centrodestra, starebbe lavorando con gli alleati a una exit strategy per Barelli , che potrebbe andare ad occupare un posto da sottosegretario nel governo Meloni: forse al Mimit per il dopo Bitonci, anche se sarebbe aperta sempre la finestra alla Cultura, posto lasciato libero da Gianmarco Mazzi approdato al dicastero del Turismo. L'occasione per l'eventuale 'rimpastino' potrebbe essere già oggi pomeriggio nel Cdm annunciato per affrontare l'emergenza della frana di Petacciato. Il Guardasigilli Carlo Nordio, però, interpellato in proposito alla Camera, avrebbe escluso, al momento, la possibilità di riempire almeno una delle cinque caselle vacanti nel sottogoverno (oltre al Mimit e alla Cultura, ci sono la Farnesina, l'Università e la Giustizia). Una volta chiuso il cerchio, raccontano, Tajani si dovrebbe recare domani a Milano per incontrare Marina Berlusconi e formalizzare le scelte sul dopo Barelli e la stagione congressuale con conseguente sfida sulle tessere per il controllo di Fi. Si prospetterebbe una diluizione delle assise, con un cronoprogramma che dia garanzie anche alla minoranza interna. Il colloquio doveva tenersi in un primo momento prima di Pasqua nella residenza milanese della presidente Fininvest in Corso Venezia e, a oggi, non sarebbe stato ancora convocato ufficialmente, perché sarebbero in corso contatti per definire ogni aspetto della vicenda Barelli. Gli ultimi boatos assicurano che Tajani avrebbe avuto l'ok dalla primogenita del Cav per 'indicare' il successore. Il ministro degli Esteri dovrebbe scegliere il capogruppo alla Camera tra gli uomini a lui più vicini, a patto che sia un volto nuovo. La famiglia Berlusconi, raccontano, si sta ritrovando unita su ogni scelta che riguarda il futuro di Fi . In questa fase, Pier Silvio Berlusconi sembra più defilato, ma in realtà lui e Marina si muovono all’unisono.  Proprio l’ad di Mediaset l’estate di tre anni fa aveva evocato la necessità di un rinnovamento della classe dirigente nei partiti e in particolare nel movimento azzurro. Chi conosce bene i due fratelli, a quanto si apprende, esclude una loro volontà di scendere in campo in prima persona e ricorda che hanno più volte dichiarato di essere imprenditori ma anche e soprattutto cittadini. E che entrambi si sentono in dovere di tutelare al meglio quello che considerano un lascito del padre a loro e al Paese.
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