Notte di raid sull’Iran, e intanto Trump cerca i curdi per incoraggiare rivolta interna
Ancora intensi bombardamenti sull'Iran e sulla capitale Teheran, si parla di oltre mille morti in pochi giorni. Trump punta sull'aiuto dei curdi per rovesciare il regime iraniano
Nella notte l’Iran è stato raggiunto da nuovi intensi bombardamenti che hanno riguardato varie zone del Paese tra cui la capitale Teheran. Qui le forze israelo-statunitensi hanno colpito una base militare dei Pasdaran, ma anche zone residenziali. Sfiorata, secondo la stampa internazionale, anche l’università di Teheran. Ieri, l’ultimo bilancio aggiornato riferiva di 1.045 morti, secondo fonti della Repubblica islamica.
Nel Paese intanto permane il blackout di internet – scattato all’indomani dell’aggressione del 28 febbraio delle forze israelo-statunitense – rendendo difficile la verifica delle notizie e facendo temere anche violazioni dei diritti umani contro i civili, in particolare gli oppositori.
Ieri all’emittente Nbc News, il presidente dell’Iran Abbas Araghchi ha dichiarato che il suo Paese “non intende chiedere il cessate il fuoco agli Stati Uniti e non vediamo ragioni per le quali dovremmo negoziare con gli Stati Uniti. Lo abbiamo fatto per bene due volte, e ogni volta gli Stati Uniti ci hanno attaccato nel mezzo dei colloqui. Da parte nostra non c’è quindi nessuna richiesta né di cessate il fuoco né di negoziati”. Ha poi detto che l’Iran “è pronto” a contrastare un’eventuale invasione di terra da parte delle truppe statunitensi.
Intanto, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump avrebbe offerto “aiuto e supporto” ai curdi dell’Iran e dell’Iraq per “fomentare una rivolta interna“ che contribuisca a rovesciare il regime di Teheran. Lo rivela il Washington Post, secondo cui “l’amministrazione Trump, preparandosi ad affrontare ulteriori perdite e valutando se inviare truppe sul terreno, ha iniziato a contattare l’opposizione interna“. La testata cita “diverse persone a conoscenza dell’iniziativa” e “telefonate di questa settimana ai leader della minoranza curda in Iran e nel vicino Iraq”, durante le quali Trump avrebbe offerto “ampia copertura aerea statunitense” e “altro sostegno ai curdi iraniani anti-regime per prendere il controllo di parti dell’Iran occidentale”.
Il Wp cita anche un alto esponente l’Unione Patriottica del Kurdistan, uno dei due principali partiti politici che governano la regione curda semi-autonoma dell’Iraq, secondo cui “la richiesta americana ai curdi iracheni è di aprire la strada e non di ostacolare” i gruppi curdi iraniani che si stanno mobilitando in Iraq, “fornendo al contempo supporto logistico“. La notizia del Washington Post conferma quanto riferito due giorni fa dall’emittente Cnn, che ha avuto notizia di contatti tra la Cia e gli stessi gruppi curdi.
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