Oggi I funerali dei quattro militari italiani morti in Bosnia
Presenti in chiesa tra gli altri Mattarella, Meloni, Tajani, e i presidenti di Camera e Senato. Crosetto: "Loro sono l'Italia"
ROMA – Con l’arrivo dei feretri avvolti dal tricolore sono iniziate le esequie solenni dei 4 militari morti nello schianto dell’elicottero in Bosnia, rientrati ieri in Italia con un volo da Ciampino. A dare l’estremo saluto ai sergenti dell’Aviazione Simone Ruggia e Claudio Marchesi, al tenente Franco Adriano Zecchillo e alla sergente Laura Procacci del Corpo militare volontario della Cri, alla basilica Santa Maria degli Angeli e dei Martiri di Roma, i più alti rappresentanti delle istituzioni, delle forze armate e di polizia – che hanno tributato loro il picchetto d’onore – oltre che numerosi cittadini.
Presenti tra gli altri, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la premier Giorgia Meloni, il suo vice Antonio Tajani, i presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, il sottosegretario Alfredo Mantovano e vari ministri. Tra i rappresentanti delle opposizioni hanno portato il loro saluto la segretaria dem, Elly Schlein, il leader M5s, Giuseppe Conte e Nicola Fratoianni di Avs.
“Loro sono l’Italia migliore e l’Italia migliore va difesa sempre”. Lo dice il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nel corso delle esequie dei 4 miliari morti in Bosnia.
Il ministro si rivolge quindi ai familiari dei caduti: “Voi vorreste stare soli con loro senza tutta questa gente intorno, erano i bambini che avete tenuto in braccio, i ragazzi che avete visto crescere. Le persone con cui pensavate di vivere il vostro futuro. Ma loro sono anche altro, il motivo per cui siamo qua oggi. Non sono più solo i vostri figli, sono diventati simboli.
Che onoreremo e custodiremo. Simboli di entusiasmo, orgoglio, gioia e non possono essere dimenticati”.
“Verrà costruito un monumento alla loro memoria. Un monumento alla storia delle forze armate italiane”, conclude.
Dopo il picchetto d’onore delle forze armate, i feretri di Simone Ruggia, Claudio Marchesi, Franco Adriano Zecchillo e Laura Procacci hanno lasciato la Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri di Roma. Ad accompagnare le salme, i familiari delle vittime con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e le alte cariche dello Stato, subito dietro.
Il Capo dello Stato ha atteso che le bare venissero caricate nelle auto funebri. La partenza delle auto è stata infine salutata da un lungo e sentito applauso. Il ministro della Difesa, Giudo Crosetto, ha abbracciato i familiari delle vittime e poi ha consegnato loro il tricolore che avvolgeva i feretri.

Recent Posts














