Olimpiadi, Mornati: “Il futuro è un problema, abbiamo atleti vecchi. Sei milioni di premi, semmai si indebiterà il Coni”
Per il numero uno del Coni serve un cambio radicale a partire dalle scuole, dove "lo sport a scuola è educazione motoria", altrimenti l'Italia farà fatica ad avere atleti
CORTINA “Per CORTINA “Per continuare a vincere anche in futuro cosa si può fare? Poco. Questo è un problema vero: l’alta età media degli atleti è lo specchio della nostra società, dal momento che l’Italia è il secondo Paese più vecchio al mondo dopo il Giappone. Dal 1996 a oggi abbiamo 4,5 milioni in meno di giovani nella fascia 18-30 anni”. Così il segretario generale del Coni, Carlo Mornati, incontrando la stampa verso la fine dei Giochi di Milano Cortina 2026 per fare un punto sulla preparazione tecnica dell’Italia Team.
“Questo significa che facciamo risultati migliori con un campione umano molto più basso, i risultati arrivano grazie a un approccio tecnico molto superiore alla media: lavoriamo con un sistema di artigianato di eccellenza rispetto a Paesi che hanno un approccio più industriale per la presenza di numeri molto più alti e quindi vincono proprio per la legge dei grandi numeri”, ha aggiunto. Per Mornati, quindi, “o c’è un cambio radicale nelle scuole, dove si può attingere a un bacino naturale inserendo lo sport nei piani didattici come si fa nei Paesi anglosassoni, oppure diventa complicato. Lo sport a scuola da noi è educazione motoria, non si ha un approccio serio“. Senza inversione di tendenza “i risultati di oggi andranno a ridursi”.
Inoltre “negli ultimi 12 anni ci conforta il fatto che abbiamo spinto molto sugli investimenti sul settore giovanile, per le competizioni invernali c’è del fieno in cascina. Anche le federazioni sono consapevoli che c’è una ricaduta sugli investimenti, dunque c’è da parte nostra una inversione di tendenza. Il grido di allarme riguarda proprio altri ambiti, il primo è la scuola, in cui si deve capire come porre rimedio a questo tema”.
“AD ORA 6,24 MLN DI EURO IN PREMI PER MEDAGLIATI, AL MASSIMO SI INDEBITERÀ IL CONI”
“Al momento siamo a 6,24 milioni di euro di premi da pagare agli atleti. Tranquilli, sono tutti a bilancio: al limite andrà in perdita il Coni sul suo patrimonio, non chiederemo soldi ad altri“. Così il segretario generale del Coni, Carlo Mornati, incontrando la stampa verso la fine dei Giochi di Milano Cortina 2026.
Un dato che si sposa con una analisi del Censis secondo cui, ha riportato Mornati, “per l’81% degli italiani è fondamentale garantire un sostegno agli atleti che vanno alle Olimpiadi”.
“QUI CON SQUADRA ITALIANA PIÙ FORTE DI SEMPRE“
“Mesi fa dissi che avevamo la squadra più forte mai andata a una Olimpiade: il nostro ‘Olympic index’ era il più alto di sempre con una percentuale quasi del 6,6% che ora è salita a 7,15: la prova dell’eccezionalità dei nostri risultati”. Così Carlo Mornati, segretario generale del Coni, in un punto stampa tecnico verso la fine dei Giochi di Milano Cortina 2026. “Oggi possiamo dire che effettivamente era la squadra più forte di sempre e che questa forza è stata capitalizzata con il numero di medaglie”, al momento 27, ha concluso Mornati.
“NESSUNA DELLE MEDAGLIE VINTE ERA IMPREVISTA”
“Ci siamo presentati a Milano con 63 gare potenzialmente da medaglia, poi abbiamo sgrossato” togliendo i fattori contingenti come possono essere quelli ambientali, “e siamo arrivati a 27 podi. Nessuna delle medaglie era impreviste”, posto che “alle Olimpiadi vince chi si adatta meglio”. Così il segretario generale del Coni, Carlo Mornati, incontrando la stampa verso la fine dei Giochi di Milano Cortina 2026.
“SIAMO CAMPIONI OLIMPICI NEL SUPPORTO AGLI ATLETI”
“A Milano Cortina abbiamo 196 atleti e ci sono 268 officials: si tratta di un numero eccezionale che dimostra come il Coni sia campione olimpico indiscusso nel supporto logistico agli atleti. Ogni singolo atleta ha al suo servizio un ingegnere, un medico, un fisioterapista e così via, infinitamente superiore alla media di un suo competitor. Gli Stati Uniti, per fare un esempio, hanno il doppio degli atleti e gli stessi officials nostri. Siamo bravi? Sì. Organizzare e pianificare tutto questo non è banale. Siamo come una piccola Protezione civile, ci siamo occupati di fare una organizzazione parallela a quella che fa un Comitato organizzatore, a cominciare per esempio dai villaggi olimpici extra che ci costruiamo da soli”. Così il segretario generale del Coni, Carlo Mornati, incontrando la stampa verso la fine dei Giochi di Milano Cortina 2026.
continuare a vincere anche in futuro cosa si può fare? Poco. Questo è un problema vero: l’alta età media degli atleti è lo specchio della nostra società, dal momento che l’Italia è il secondo Paese più vecchio al mondo dopo il Giappone. Dal 1996 a oggi abbiamo 4,5 milioni in meno di giovani nella fascia 18-30 anni”. Così il segretario generale del Coni, Carlo Mornati, incontrando la stampa verso la fine dei Giochi di Milano Cortina 2026 per fare un punto sulla preparazione tecnica dell’Italia Team.
“Questo significa che facciamo risultati migliori con un campione umano molto più basso, i risultati arrivano grazie a un approccio tecnico molto superiore alla media: lavoriamo con un sistema di artigianato di eccellenza rispetto a Paesi che hanno un approccio più industriale per la presenza di numeri molto più alti e quindi vincono proprio per la legge dei grandi numeri”, ha aggiunto. Per Mornati, quindi, “o c’è un cambio radicale nelle scuole, dove si può attingere a un bacino naturale inserendo lo sport nei piani didattici come si fa nei Paesi anglosassoni, oppure diventa complicato. Lo sport a scuola da noi è educazione motoria, non si ha un approccio serio“. Senza inversione di tendenza “i risultati di oggi andranno a ridursi”.
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