PEDOPORNOGRAFIA ONLINE: OPERAZIONE ‘FLY TRAP’ DELLA POLIZIA DI STATO. 17 ARRESTI E OLTRE 56MILA FILE SEQUESTRATI

FRV NEWS MAGAZINE • 17 settembre 2026

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L'indagine sotto copertura, coordinata dalla DDA di Roma, ha smantellato una rete criminale attiva su Telegram. Il Procuratore Lo Voi: "Orrendo fenomeno criminale".


Una massiccia operazione di contrasto alla pedopornografia online, denominata ‘Fly Trap’, ha portato all’arresto di 17 persone (di cui 10 in flagranza di reato) e al sequestro di un immenso archivio digitale contenente oltre 22mila video e 34mila immagini di abusi sui minori, per un totale di circa 282,9 gigabyte di materiale illecito.

Le indagini, avviate nel 2024 e condotte dal Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online (Cncpo) del Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica, sono state coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) della Procura di Roma.

Il Procuratore Capo di Roma, Francesco Lo Voi, ha commentato duramente l'esito dell'operazione definendolo un "orrendo fenomeno criminale", sottolineando la gravità delle condotte emerse e l'importanza del lavoro investigativo per tutelare le vittime più vulnerabili.

La genesi dell'indagine e il network su Telegram

L'inchiesta è scaturita dalla cooperazione internazionale e, in particolare, dalle segnalazioni fornite dall'agenzia statunitense Homeland Security Investigations (HSI). Gli investigatori americani avevano individuato sulla piattaforma di messaggistica Telegram un gruppo privato, denominato ‘New Saga’, utilizzato specificamente per la divulgazione e la vendita di materiale pedopornografico.

Le tecniche investigative e l'uso di criptovalute

Gli specialisti della Polizia Postale sono riusciti a risalire alla filiera criminale monitorando e analizzando i flussi finanziari in criptovaluta, lo strumento di pagamento richiesto dagli indagati per consentire agli utenti l'accesso alla comunità privata.

I successivi accertamenti tecnologici e finanziari hanno permesso di identificare uno dei principali amministratori del gruppo, un ventiquattrenne residente in Campania, sottoposto a perquisizione informatica e locale nel maggio 2024. Questo filone ha aperto la strada a una complessa e delicata attività sotto copertura da parte degli agenti della Postale, culminata nei provvedimenti restrittivi eseguiti nelle ultime ore.

Le operazioni di analisi del materiale sequestrato e gli accertamenti sui dispositivi informatici degli arrestati sono tuttora in corso per individuare ulteriori complici o acquirenti della rete.


 


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Autore: FRV NEWS MAGAZINE 17 settembre 2026
Vinovo, scatta la corsa al nastro d'oro: sabato le batterie del Trotto per Derby e Oaks C'è il profumo delle grandi occasioni, l'elettricità che solo le sfide leggendarie sanno regalare. Il lungo e appassionante viaggio verso la gloria del trotto mondiale inizia ufficialmente sabato 19 settembre (dalle ore 14:30) sui nastri di partenza dell' Ippodromo di Vinovo . Sarà un "primo atto" da brividi: una sfilata di 82 campioni a quattro zampe pronti a sputare fuoco sulla pista per inseguire il sogno chiamato 99° Derby del Trotto e Oaks del Trotto. Le finalissime dell'11 ottobre che vedranno Torino al centro del mondo insieme all'Uet Elite Circuit Final — passano inevitabilmente da questo caldissimo pomeriggio di selezione.
Autore: REDAZIONE 17 settembre 2026
Lettera aperta alla Premier: sul tavolo un piano in cinque interventi per investire 14 miliardi di euro entro il 2028 contro il caro bollette e a sostegno delle imprese. Il Partito Democratico apre al confronto con il Governo sulla gestione energetica e sulla sfida climatica del Paese. In una lettera indirizzata alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e pubblicata questa mattina dal quotidiano La Repubblica, la segretaria dem Elly Schlein ha formalizzato la disponibilità del principale partito di opposizione a collaborare su un piano strategico per accelerare la transizione ecologica. Al centro della proposta vi è l'utilizzo efficiente di 14 miliardi di euro che l'Italia potrebbe impiegare entro il 2028. Un dialogo costruttivo per la resilienza del Paese "Come Partito Democratico siamo disponibili al dialogo su come utilizzare queste risorse al meglio", ha scritto Schlein nella lettera alla Premier. "In questo spirito costruttivo offriamo la nostra proposta di un piano in cinque interventi, fondato in buona parte su misure già esistenti e pienamente attuabili, che potrebbe contribuire in modo significativo alla resilienza energetica del Paese". I pilastri del piano del Partito Democratico La strategia si articola in cinque interventi mirati a sostenere il tessuto produttivo e le fasce sociali più vulnerabili: Efficienza residenziale ed elettricità: Stanziamento di 2 miliardi di euro per raddoppiare le risorse del Conto Termico, incentivando la sostituzione degli impianti a combustibili fossili con pompe di calore elettriche. Sostegno alle famiglie: Incremento di 3 miliardi di euro dei fondi destinati al Piano casa del governo, con l'obiettivo di avviare la riqualificazione energetica degli alloggi di edilizia residenziale pubblica (Erp) e proteggere i cittadini più esposti al caro bollette. Decarbonizzazione industriale: Destinazione di 4 miliardi di euro per accompagnare le imprese italiane nella conversione dei processi produttivi, riducendo drasticamente il consumo e la dipendenza dal gas naturale. Rifinanziamento delle misure strategiche: Stanziamento dei restanti 5 miliardi di euro (di cui i primi 3 già opzionati) per il potenziamento degli strumenti di autoproduzione energetica e lo sviluppo delle reti nazionali. Con questa iniziativa il Partito Democratico intende superare gli steccati ideologici per offrire risposte immediate alla crisi climatica e ai costi energetici che gravano su famiglie e imprese, ponendo come condizione un monitoraggio trasparente e condiviso delle risorse.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 17 settembre 2026
– Lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale (IA) rappresenta una rivoluzione tecnologica straordinaria, ma la sua velocità e la sua portata impongono una riflessione profonda e una vigilanza costante. Questo il messaggio centrale lanciato oggi da S.M. Re Carlo III in apertura del forum internazionale promosso dalla King’s Foundation a Dumfries House, in Scozia. Davanti ai massimi esponenti globali del settore tecnologico e della politica, il Sovrano ha definito l'evoluzione dell'IA come un processo "intrigante e al contempo profondamente preoccupante", esortando i leader presenti a garantire che il progresso tecnologico non comprometta la centralità dell'uomo. "Manteniamo il controllo sul nostro destino" è stato l'appello accorato del Re, il quale ha ribadito come l'IA debba rimanere uno strumento rigorosamente al servizio dell'umanità e del bene comune, anziché un fattore di rischio per l'autodeterminazione delle generazioni future. Un tavolo di confronto tra colossi tech e istituzioni Il summit di Dumfries House si è configurato come uno dei più rilevanti tavoli di confronto dell'anno sul futuro della transizione digitale. Al forum hanno preso parte i vertici dei principali colossi statunitensi dell'IA, tra cui: Nvidia Google DeepMind OpenAI Anthropic La rilevanza strategica dell'incontro è stata sottolineata anche dalla presenza di Kanishka Narayan, viceministro designato per l'inedito e neo-istituito incarico di responsabile dell'IA all'interno del governo britannico guidato da Andy Burnham. La partecipazione dell'esecutivo testimonia la volontà del Regno Unito di porsi in prima linea nella regolamentazione e nella governance etica di queste tecnologie emergenti.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 17 settembre 2026
È un duro botta e risposta quello che si è consumato tra il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, e la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sul tema del bollo auto. Quello che doveva essere il commento a una misura economica si è trasformato rapidamente in una accesa querelle politica che affonda le radici nel passato dei due leader. Tutto è iniziato durante la trasmissione Start su SkyTg24, dove Renzi ha commentato l'alleggerimento della tassa automobilistica approvato dall'esecutivo. Pur definendo la riduzione delle tasse "sempre una buona idea" e un "passo in avanti", il leader di Italia Viva ha fortemente ridimensionato la portata del provvedimento. Secondo Renzi, la premier avrebbe tolto solo "un bollino, più che un bollo", stanziando appena due miliardi a fronte dei sei o sette necessari per una cancellazione totale. Il clima si è surriscaldato quando Renzi ha spostato il dibattito sui social, rispolverando un vecchio post della Meloni risalente al 2016. All'epoca, l'allora leader di Fratelli d'Italia lo aveva duramente criticato per le sue promesse fiscali, daccapo definendolo un "venditore di pentole". "Mi diede del venditore di pentole, ora si scusi", ha incalzato Renzi, rivendicando i tagli effettuati dal suo governo come l'Imu sulla prima casa e l'Irap sul costo del lavoro. La replica di Giorgia Meloni non si è fatta attendere ed è arrivata fulminea: "Bravo, hai finalmente scoperto la differenza che passa tra l'annunciare una misura e il realizzarla". Con questa battuta la premier ha voluto rivendicare la concretezza della propria azione di governo, respingendo al mittente le richieste di scuse e le accuse di parzialità del provvedimento. Il confronto, rimbalzato immediatamente sulle piattaforme social e rilanciato dalle principali agenzie di stampa .
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 17 settembre 2026
È un duro botta e risposta quello che si è consumato tra il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, e la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sul tema del bollo auto. Quello che doveva essere il commento a una misura economica si è trasformato rapidamente in una accesa querelle politica che affonda le radici nel passato dei due leader. Tutto è iniziato durante la trasmissione Start su SkyTg24, dove Renzi ha commentato l'alleggerimento della tassa automobilistica approvato dall'esecutivo. Pur definendo la riduzione delle tasse "sempre una buona idea" e un "passo in avanti", il leader di Italia Viva ha fortemente ridimensionato la portata del provvedimento. Secondo Renzi, la premier avrebbe tolto solo "un bollino, più che un bollo", stanziando appena due miliardi a fronte dei sei o sette necessari per una cancellazione totale. Il clima si è surriscaldato quando Renzi ha spostato il dibattito sui social, rispolverando un vecchio post della Meloni risalente al 2016. All'epoca, l'allora leader di Fratelli d'Italia lo aveva duramente criticato per le sue promesse fiscali, daccapo definendolo un "venditore di pentole". "Mi diede del venditore di pentole, ora si scusi", ha incalzato Renzi, rivendicando i tagli effettuati dal suo governo come l'Imu sulla prima casa e l'Irap sul costo del lavoro. La replica di Giorgia Meloni non si è fatta attendere ed è arrivata fulminea: "Bravo, hai finalmente scoperto la differenza che passa tra l'annunciare una misura e il realizzarla". Con questa battuta la premier ha voluto rivendicare la concretezza della propria azione di governo, respingendo al mittente le richieste di scuse e le accuse di parzialità del provvedimento. Il confronto, rimbalzato immediatamente sulle piattaforme social e rilanciato dalle principali agenzie di stampa .
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 17 settembre 2026
Il Giudice per le indagini preliminari (Gip) del Tribunale di Brescia ha disposto l'archiviazione del procedimento nei confronti di Mario Venditti, ex procuratore aggiunto di Pavia. Il giudice ha accolto integralmente la richiesta avanzata dalla Procura di Brescia, guidata dal procuratore Francesco Prete, decretando la totale infondatezza delle accuse. L'ex magistrato era stato iscritto nel registro degli indagati con l'ipotesi di reato di corruzione in atti giudiziari. Secondo il teorema accusatorio, ormai definitivamente caduto, Venditti avrebbe percepito del denaro per agevolare l'archiviazione della posizione di Andrea Sempio, il giovane che era stato iscritto nel registro degli indagati in seguito a una memoria difensiva presentata dai legali di Alberto Stasi nell'ambito dell'inchiesta sul delitto di Garlasco. Con questo provvedimento viene messa la parola fine alle ombre sull'operato del magistrato, confermando la piena regolarità e correttezza delle indagini svolte a suo tempo per l'omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007.
Autore: REDAZIONE 17 settembre 2026
Il Premier canadese interviene alla Plenaria di Bruxelles dopo l’annuncio dello status di membro associato all’UE: "Nessun terzo blocco rivale, difendiamo sovranità e mercati aperti dalle minacce esterne". "Il Canada e l'Europa non sono legati da vincoli geografici, siamo legati da un'affinità elettiva, scelta, rinnovata e, proprio per questo, ancora più forte. Canada ed Europa insieme sono più forti". Con queste parole il Premier canadese, Mark Carney, ha aperto il suo discorso davanti alla Plenaria dell'Europarlamento, all'indomani dello storico annuncio della Presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen, riguardante l’ingresso di Ottawa come membro associato dell’Unione Europea. Il Primo Ministro ha voluto inviare un messaggio chiaro e distensivo, ma fermo, anche verso Washington, replicando alle recenti minacce del Presidente statunitense Donald Trump di imporre dazi commerciali qualora l’iter di associazione venisse completato. "Un'alleanza è un processo positivo", ha sottolineato Carney. "Questo lo dico anche rivolgendomi al Presidente degli Usa. Un Canada più forte, più resiliente, è un partner più efficace anche per gli Usa, e lo stesso vale per l'Ue". Il Premier ha poi precisato che questo storico accordo non intende minare l’autonomia nazionale, ma al contrario "rafforzerà la sovranità del Canada". Respinte con decisione anche le accuse di voler creare una coalizione geopolitica ostile: "Non sto proponendo un terzo blocco con l'obiettivo di diventare una grande potenza rivale. Non cerchiamo il potere per dominare gli altri. Al contrario, perseguiamo la resilienza affinché nessuno possa controllare i nostri mercati aperti, la nostra sovranità, minacciare la nostra integrità territoriale o le nostre democrazie". La partnership transatlantica tra Ottawa e Bruxelles segna l'inizio di una nuova era di cooperazione economica e politica, fondata sulla difesa dei valori democratici condivisi e sulla stabilità dei mercati internazionali.
Autore: AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamento Ore: 10.49 17 settembre 2026
Meloni insiste: "La misura sarà strutturale, definitiva". Ci sono paletti di potenza e multiproprietà: chi ha uno scooter e un'auto per esempio risparmierà solo quello meno oneroso ROMA – Più che abolito, il bollo auto e moto è stato per ora “sospeso” dal governo: solo per il 2027, e con molte limitazioni. In attesa che divenga in futuro una misura “strutturale”, come annunciato dalla premier Giorgia Meloni e dal ministro Giorgetti. E’ dunque un’ “abolizione” temporanea, anche se Meloni insiste sul concetto di “definitivo”, postando sui suoi social un passaggio del suo intervento di ieri sera nella trasmissione ‘Dieci minuti’ su Retequattro: “L’abolizione del bollo auto non vale solo per il 2027. Come il Governo ha già ampiamente garantito e ribadito, la misura è pensata per essere strutturale, quindi definitiva. Facciamo chiarezza”. Di fatto – per ora – la misura è stata inserita in un decreto-legge. Per renderla permanente dovrà essere approvata con la legge di bilancio di fine anno. Ora è coperta coperta da fondi del Pnrr, ma per il futuro servirà trovarne altri. LEGGI ANCHE: Il bollo auto vale 7 miliardi di euro l’anno, per le Regioni. Chi li coprirà? 13 MILIONI DI VEICOLI “POTENZIALI” Il beneficio riguarda innanzitutto “un solo veicolo regolarmente assicurato” a persona, quello con il bollo più basso. E si applica- almeno per ora- ai versamenti della tassa automobilistica con termine ordinario di pagamento compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027. Nel decreto si legge poi che il beneficio riguarda le auto alimentate a benzina o gasolio (anche ibride) “aventi potenza non superiore a 80 kW“. Nel caso in cui il contribuente abbia più autovetture agevolabili, l’esenzione viene riconosciuta per una sola vettura, individuata in quella con la minore potenza. In soldoni: chi ha un’auto e uno scooter, risparmierà solo il bollo dello scooter. Significa anche che gli “oltre 13 milioni” di veicoli interessati dal provvedimento secondo il governo sono solo “potenziali”, perché chiaramente sono esclusi almeno la metà di tutti i mezzi che appartengono a chi ne ha due o più di due. In Italia circolano 41,8 milioni di auto e 7,9 milioni di moto: il governo ha stimato che la misura impatterà su 14,5 milioni di auto, quindi su circa il 35% delle auto totali. Un dato coerente con i quasi 2,3 miliardi di euro che il governo ha previsto come compensazione per le Regioni: circa il 30 per cento dei 7,5 miliardi di gettito annuo totale. Il Sole 24 Ore ha calcolato che il risparmio massimo per cittadino sarà di circa 240 euro. Una tantum, se il provvedimento non diventerà “strutturale” come ha promesso Meloni. COME RISALIRE AL REQUISITO DELLA POTENZA IN KW DELLA PROPRIA AUTO Il primo passo da compiere per capire se la propria autovettura dovrà o meno pagare il bollo è guardare il relativo libretto di circolazione: è lì infatti che si può recuperare l’informazione relativa alla potenza massima in Kw, più precisamente nel campo P.2. In linea generale 80 kW di potenza corrispondono a circa 109 cavalli. Si tratta per lo più di citycar e utilitarie: queste infatti hanno in genere motorizzazioni al di sotto degli 80 kW. ‘PROMOSSE’ PER L’ESENZIONE PANDINA, DACIA, POLO & LE ALTRE CITY CAR Nel dettaglio, i modelli più in circolazione sulle strade italiane che offrono versioni sotto gli 80 kW sono Fiat Pandina, Dacia Sandero, Citroën C3, Toyota Yaris, Renault Clio. Ma anche crossover come la Jeep Avenger la cui versione a benzina (1.2 Turbo) eroga esattamente 74 kW di potenza. Rietrano nel parametro anche Volkswagen Polo, Seat Ibiza, Peugeot 208, Opel Corsa, Hyundai i20 e Lancia Ypsilon. Ma bisogna fare attenzione perché per questi modelli 80 kW di potenza corrispondono alla versione più economica della vettura. E CHI RESTA ESCLUSO DAL BENEFICIO Fuori dai giochi dunque tutte le auto con motori dalla potenza superiore ai 110 cavalli. E quindi modelli, per esempio, come Volkswagen Golf, Toyota Yaris Cross fino ad Audi A3, Bmw Serie 1 o Mercedes Classe A. E tanto meno restano esclusi anche i modelli che pagano già il super bollo, la tassa per le auto con una potenza superiore a 185 kW (circa 252 cavalli).
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 17 settembre 2026
Nelle scorse settimane è stato registrato un gravissimo atto di intimidazione ai danni del Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. Presso la sede centrale del Ministero a Roma è stata recapitata una busta indirizzata al Ministro contenente un proiettile e una lettera con esplicite frasi minatorie. A seguito del ritrovamento del plico, gli uffici del Dicastero hanno immediatamente sporto formale denuncia alle autorità competenti. Gli organi di polizia e le forze dell'ordine hanno tempestivamente avviato le indagini e i rilievi necessari per fare piena luce sull'episodio e risalire ai responsabili del gesto. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito condanna con fermezza ogni forma di violenza, minaccia e intolleranza, ribadendo che nessuna azione intimidatoria potrà scalfire l'impegno delle istituzioni nel perseguire il percorso di riforma, dialogo e crescita della scuola italiana.
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