Referendum, il sì al 50,5% e il 21% non voterà: il sondaggio per ‘Porta a porta’

AGENZIA DIRE • 5 marzo 2026

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C'è ancora una buona fetta, di italiani, il 41 %, che sono indecisi su cosa votare al referendum sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo


 Il 38% degli italiani dichiara che il 22 e il 23 marzo andrà a votare per il referendum confermativo sulla riforma della giustizia, non andrà il 21%, indecisi il 41 %. In particolare, il 47,9% degli italiani voterebbe sì alla conferma della legge di riforma della giustizia, erano il 47,2% nella scorsa rilevazione del 16 febbraio, mentre il 47% voterebbe no, quindi per l’abrogazione (erano il 43,1%). In percentuale il sì è dato al 50,5% mentre il no si attesta al 49,5% (0,3% le schede bianche, 4,8% ancora non sa se voterà si, no o bianca). E’ quanto emerge da un sondaggio dell’Istituto ‘Only Numbers’ (Alessandra Ghisleri) per “Porta a Porta”.

Alla domanda: la legge prevede l’introduzione di due diversi Consigli superiori della magistratura, composti rispettivamente da pubblici ministeri e da magistrati giudicanti, entrambi presieduti dal presidente della Repubblica, lei è favorevole o contrario? Favorevole il 43,4% degli intervistati, contrario il 39,8%, non sa il 16,8%.

Alla domanda, invece: i due Consigli superiori saranno composti per due terzi da magistrati sorteggiati all’interno della categoria e per un terzo da professori universitari o avvocati con almeno 15 anni di attività professionale, sorteggiati all’interno di un elenco approvato dal Parlamento in seduta comune, sono favorevoli il 41,2% degli intervistati, contrari il 41%, indecisi o non sanno il 17,8%.

Alla domanda, infine: la legge prevede che i magistrati vengano giudicati da un’alta corte disciplinare, composta da 15 membri, tre nominati dal presidente della Repubblica, tre da professori universitari e avvocati con almeno 20 anni di anzianità estratti a sorte in un elenco approvato dal Parlamento in seduta comune e a nove magistrati estratti a sorte tra i pubblici ministeri e i magistrati giudicanti è favorevole il 43,9% degli italiani, contrario il 38,4%, non sa il 17,7%.




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Autore: FRV NEWS MAGAZINE 5 marzo 2026
La prima borsa carichi basata sulla fiducia tra imprese, nata dalla sinergia tra 360 PAY e Trans.eu Group, viene presentata mercoledì 11 marzo presso l’ALIS HUB di Verona. In occasione di LetExpo, l’evento di riferimento per il trasporto e la logistica sostenibile organizzato da ALIS, debutta ufficialmente Golia Exchange. La piattaforma rappresenta un’evoluzione significativa per il settore, configurandosi come la prima borsa carichi di tipo relazionale. Il progetto, frutto della collaborazione strategica tra 360 PAY e Trans.eu Group, mira a trasformare la fiducia tra le imprese in un’infrastruttura operativa concreta. L’obiettivo è fornire ad aziende e operatori un ambiente digitale evoluto per gestire offerte e richieste di carichi in modo trasparente, collaborativo ed efficiente, convertendo la flessibilità operativa in un solido vantaggio competitivo. La presentazione ufficiale a LetExpo Il lancio della piattaforma è fissato per oggi, mercoledì 11 marzo alle ore 13:00, all'interno dell'ALIS HUB. Durante l’incontro verranno analizzate le principali sfide che Golia Exchange si propone di risolvere: la frammentazione del mercato, le inefficienze operative e l'urgenza di una maggiore sostenibilità, sia economica che ambientale. Innovazione e collaborazione al servizio della logistica Golia Exchange nasce per ottimizzare le operazioni quotidiane della filiera logistica attraverso un approccio che valorizza il network professionale. La piattaforma consente di superare i limiti strutturali del comparto, offrendo strumenti tecnologici capaci di armonizzare i processi di carico e scarico, ridurre gli sprechi e potenziare la collaborazione tra i partner di trasporto. Con questa iniziativa, presentata nel contesto d'eccellenza garantito da ALIS, Golia360 e i suoi partner confermano l'impegno verso un modello di logistica integrata dove l'innovazione tecnologica funge da abilitatore per relazioni commerciali più solide e performanti.
Autore: AGENZIA DIRE ultimo aggiornamento Ore: 14.37 5 marzo 2026
Il ministro della Giustizia: "Spero che gli italiani, al di là delle polemiche politiche si rendano conto che questa è una riforma sulla giustizia, si informino sui contenuti" Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, teme che si stia entrando poco nel merito della riforma “perché purtroppo si sta politicizzando“. Lo ha affermato rispondendo ai giornalisti a margine di un incontro a Castel Capuano a Napoli organizzato dal Comitato per le riforme, Sì cambia. “Questo – ha evidenziato – è un rischio che mi dispiace perché questa è una riforma epocale voluta anche da molti della sinistra a cominciare proprio dal professor Vassalli, ma poi sostenuta da personaggi importanti come il professor Barbera, il professor Ceccanti, l’onorevole Salvi, il senatore Pellegrino, cioè persone della sinistra che volevano questa riforma ma che purtroppo oggi viene politicizzata con una sorta di referendum contro il governo, peraltro nella vana speranza di dare una spallata al governo nel caso in cui dovesse vincere il no”. Secondo il ministro “il governo è solido, in Parlamento ha un’ampia maggioranza, quindi non avrebbe nessuna conseguenza. Però sarebbe un’occasione perduta perché questa riforma ci allineerebbe alle grandi democrazie liberali europee, anglosassoni dove le carriere sono separate”.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 5 marzo 2026
Prenderà il via domani la perizia psicologica disposta dal Tribunale dei minori dell'Aquila sui tre bambini allontanati dalla 'casa nel bosco' e che, da quattro mesi ormai, sono ospiti di una struttura protetta. I tre figli della coppia anglo-australiana dovranno essere sottoposti ad una serie di test dalla consulente tecnica d'ufficio nominata dai giudici minorili, la psichiatra Simona Ceccoli.
Autore: Redazione 5 marzo 2026
La premier sarà in aula per riferire sulla crisi in Iran dopo le critiche delle opposizioni Giorgia Meloni riferirà in Parlamento sulla crisi in Iran. Ad annunciarlo oggi, giovedì 5 marzo, è stato Luca Ciriani, ministro per i Rapporti con il Parlamento: ''Il presidente Meloni mi ha comunicato la sua disponibilità a riferire in Parlamento mercoledì 11 marzo'', ha detto in Transatlantico, "anticipando le comunicazioni del Consiglio europeo e allargandole alla crisi in Medio Oriente. Ho comunicato la notizia ai presidenti di Camera e Senato". Le parole di Meloni Giorgia Meloni, nelle scorse ore, aveva già parlato della guerra in Iran . "Sono preoccupata da una crisi sempre più evidente del diritto internazionale e degli organismi multilaterali, che sta generando un mondo sempre più governato dal caos", ha detto la premier ai microfoni di Rtl 102.5, "era purtroppo prevedibile dopo l'anomalia totale di un membro del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che invadeva un suo vicino chiaramente più debole. Come abbiamo visto, la situazione è sempre più instabile e imprevedibile". La premier ha aggiunto di essere "ovviamente preoccupata per le possibili ripercussioni sull'Italia. Ovviamente noi stiamo lavorando su tutti questi fronti: intanto siamo in continuo contatto con i principali alleati, con i leader del Medio Oriente, e poi siamo impegnati soprattutto su tre fronti. E cioè lavorare sul piano diplomatico, anche attraverso questi contatti, per capire se ci siano i margini per una ripresa del negoziato sul nucleare iraniano. Obiettivo che però, dal mio punto di vista, è impossibile se l'Iran non smette di attaccare i Paesi limitrofi, i Paesi del Golfo, favorendo una de-escalation". Parlando delle ripercussioni della crisi iraniana sui costi dell'energia, Meloni ha affermato che "dobbiamo impedire che la speculazione faccia esplodere, anche ingiustamente, i prezzi dell'energia e i prezzi dei generi alimentari". "Faremo tutto quello che possiamo per non darla vinta alla speculazione. Io sono pronta anche, se necessario, ad aumentare le tasse alle aziende che eventualmente dovessero speculare, per rimettere i proventi sul taglio delle bollette", ha concluso la premier. Le critiche delle opposizioni Proprio l'intervento in radio di Meloni ha provocato una pioggia di critiche da parte delle opposizioni. Elly Schlein ha parlato di una situazione dai "risvolti imprevedibili, che rischia di allargarsi a livello globale e far tremare la fragile tregua a Gaza: Per questo oggi non basta riferire, serve una linea politica e doveva essere qui Giorgia Meloni in Parlamento a parlare al Paese che è preoccupato. Invece abbiamo un governo che non chiarisce la posizione dell'Italia", ha detto alla Camera la segretaria del Partito Democratico durante le dichiarazioni di voto sulle comunicazioni dei ministri Antonio Tajani e Guido Crosetto . Anche il Movimento 5 stelle ha attaccato la premier: "Meloni scappa dal Parlamento e fa monologhi alla radio e su una crisi internazionale di tale portata manda i due ministri, della Difesa e degli Esteri, in Parlamento tra varie approssimazioni e ferie a Dubai", ha dichiarato Giuseppe Conte in un punto stampa davanti Montecitorio, "la realtà è che non abbiamo avuto ancora nessuna parola di condanna degli attacchi armati degli Stati Uniti e di Israele, che sono in violazione del diritto internazionale. Critiche sono arrivate direttamente dal Parlamento: ""Vi domandiamo, perché la presidente Meloni non è in aula e continua a fuggire dal Parlamento? E' inaccettabile", ha detto alla Camera il leader di Avs Angelo Bonelli, "Ci avete chiesto di essere responsabili, di lavorare insieme, ma unità su che cosa? Noi non vogliamo che l'Italia entri in guerra, voi state portando l'Italia in guerra. Noi non siamo d'accordo, no grazie". Sulla stessa linea il segretario di +Europa Riccardo Magi: "Meloni oggi manca di rispetto a quest'aula, venendo meno a un dovere politico in un momento in cui c'è una crisi internazionale dalle conseguenze gravissime, potenzialmente dilaganti e incontrollabili", ha detto intervenendo alla Camera, "Meloni non è qui perché non saprebbe cosa dire, Meloni non è qui perché questo governo non esprime un pensiero rispetto a quello che sta accadendo in questo momento: Meloni non sapeva che Trump avrebbe attaccato, come molti altri leader internazionali non lo sapevano, ma non sa neanche cosa Trump farà domani".
Autore: AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamento Ore: 14.42 5 marzo 2026
Il ministro degli Esteri e quello della Difesa hanno riferito ai deputati dell'evoluzione della guerra in Medio oriente “La situazione ha fatto registrare un’ulteriore evoluzione non positiva” e stamani gli attacchi iraniani hanno raggiunto “anche contro l’Azerbaigian”. Parte da qui il ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale Antonio Tajani, riferendo alla Camera dei Deputati dell’evoluzione della guerra in Medio oriente insieme al ministro della Difesa Guido Crosetto. Per Tajani “È concreto il rischio di un ulteriore allargamento del conflitto”. Il ministro riferisce di essere “in costante contatto col ministro degli Esteri cipriota” dopo il drone che ha raggiunto il Paese nelle ultime ore, “per esprimere vicinanza: un paese dell’Ue a cui è doveroso garantire solidarietà ed assistenza”. Prima di ringraziare le Forze dell’Ordine e il personale diplomatico che “lavora senza sota anche rinunciando al riposo” il ministro degli Esteri ha spiegato che gli italiani presenti sia nelle aree interessate direttamente e indirettamente dal conflitto “sono oltre 100mila”. TAJANI: A RUBIO HO CONFERMATO ACCORDI ITALIA-USA “La scomparsa di Khamenei apre una nuova fase di pace” e “ieri con il segretario di Stato americano Rubio abbiamo sottolineato le enormi responsabilità del regime sia sul dossier nucleare che sul programma balistico, evidenziando anche la necessità di contenere la spirale di violenza avviata da Teheran nei giorni scorsi”, ha aggiunto Tajani. Il sottosegretario Rubio, ha detto ancora Tajani, ha dato dell’operazione statunitense contro l’Iran “una valutazione positiva: le forze americane stanno raggiungendo rapidamente e con efficacia i loro obiettivi. Rubio ha ribadito che la durata della crisi dipenderà dalle decisioni di Teheran. Ho ribadito la validità degli accordi esistenti tra Italia e Stati uniti”. TAJANI: ENERGIA È PRIORITÀ, NE DISCUTEREMO A VERTICE UE-CCG “Il tema della sicurezza energetica è un tema prioritario che ho già sollecitato a Bruxelles e che ribadiremo tra poco con li sottosegretario Tripodi nel corso del vertice dei ministri degli Esteri europei e coi ministri degli Esteri dei Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo (Ccg), che abbiamo fortemente voluto e ottenuto: un dialogo fondamentale e abbiamo incoraggiato la commissione europea a rafforzarlo”, ha spiegato il ministro ai deputati.Tajani ha ribadito che “il governo è pronto a intervenire anche sul fronte economico: preoccupa il blocco dello Stretto di Hormuz. I prezzi del petrolio e del gas hanno già fatto registrare rialzi significativi, così come i premi assicurativi sulle rotte marittime”, un aumento dei prezzi al consumo “a volte anche ingiustificati”. Questa situazione, avverte il ministro degli Esteri, “rischia di pesare anche su tante materie prime e su grano e cereali. L’attacco a una petroliera statunitense di stamani non agevola certamente la situazione”. Per evitare l’inasprirsi di tensioni anche interne, “sosteniamo i nostri partner del Mediterraneo allargato anche attraverso il Piano Mattei”.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE - Francesca Romana Nucci 5 marzo 2026
Presso la Sala Meuccio Ruini del CNEL, il mondo equestre ha vissuto una giornata destinata a restare negli annali. Il convegno “Il cavallo: un patrimonio vivente ed un bene da proteggere” ha fatto da cornice alla firma ufficiale del protocollo d’intesa per la costituzione del Comitato promotore per la candidatura UNESCO delle Arti, Tradizioni e Culture Equestri. In prima linea in questo percorso di valorizzazione, spicca la figura del Presidente FITETREC-ANTE Franco Amadio, che con la sua presenza e la firma del documento ha sancito il ruolo centrale della Federazione nella tutela del patrimonio equestre legato al territorio, alla tradizione rurale e al turismo lento. Il progetto, che vede come "collante" istituzionale Emilio Minunzio (Consigliere CNEL e Vicepresidente ASI) e il Forum ICASTE come promotore, ha raccolto il consenso corale delle principali realtà del settore. Fondamentale il sostegno del MASAF (Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste), che riconosce nel cavallo un elemento strategico per la biodiversità e il legame storico tra comunità e territorio. I lavori e le prospettive Dopo i saluti del Presidente del CNEL Renato Brunetta, che ha testimoniato la fiducia verso l'iniziativa, e l'intervento del Presidente FISE Marco Di Paola, i lavori sono entrati nel vivo con il coordinamento di Nicoletta Angelini (ASI). Gli interventi di Rodolfo Lorenzini (Presidente Comitato Promotore), della dott.ssa Papiccio e degli esperti Riccardo Di Giovanni, Antonio Giarola e Umberto Scotti hanno evidenziato come il rapporto uomo-cavallo nel teatro e nelle tradizioni equestri rappresenti un'eccellenza etica e sociale da proteggere. Un fronte unito per l'UNESCO Il momento culminante si è svolto nella Sala Verde del CNEL, dove il Presidente Franco Amadio e i rappresentanti di FITETREC-ANTE, insieme ad ASI, FISE, ANAM, Fiera Cavalli Verona, ANAREAL, ANAMF, ASVI Sardegna e l’Istituto Incremento Ippico per la Sicilia, hanno apposto le firme sul Protocollo. L'impegno di Amadio e della Federazione guarda già ai prossimi passi, inclusi gli Stati Generali del Turismo Equestre previsti per giugno, per consolidare un'identità nazionale che finalmente punta al riconoscimento mondiale.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 5 marzo 2026
Con l’arrivo della bella stagione, l’IPPODROMO S. ARTEMIO annuncia l’apertura ufficiale del suo attesissimo meeting primaverile. Un mese di marzo che si preannuncia vibrante per gli appassionati, grazie a un calendario d’eccellenza che vedrà alternarsi sulla pista trevigiana le spettacolari discipline del trotto e del galoppo. L’INAUGURAZIONE E L’OMAGGIO ALLE DONNE Il sipario si alzerà domenica 8 marzo con la prima giornata dedicata al galoppo. L’evento sportivo di punta sarà la 18^ edizione del Gran Premio Steeple Chases di Treviso, una prova di resistenza e tecnica che da anni rappresenta un punto di riferimento nel panorama ostacolistico nazionale. In concomitanza con la Festa della Donna, l’IPPODROMO S. ARTEMIO renderà omaggio a tutte le spettatrici con un cocktail di benvenuto e un omaggio floreale, confermando la vocazione dell’impianto come luogo di aggregazione e festa per le famiglie. IL RITORNO DEL TROTTO E IL GRANDE EVENTO DI TRIESTE Dopo i successivi appuntamenti di galoppo (sabato 14 e venerdì 20 marzo), i riflettori si sposteranno sul trotto domenica 22 marzo. La giornata segnerà un momento storico per l’IPPODROMO S. ARTEMIO: per la prima volta, la struttura ospiterà il prestigioso Gran Premio Giorgio Jegher, traslocato dalla sua sede storica di Trieste. CULTURA E INTRATTENIMENTO: LA FESTA DI PRIMAVERA Oltre all’aspetto agonistico, domenica 22 marzo l’ippodromo si trasformerà in una vetrina d’eccellenza per il territorio con la Festa di Primavera. Il programma prevede: Mostre di artigianato locale e florovivaismo; La rassegna artistica del maestro Letterio Riso, con opere dedicate al mondo del cavallo; Aree giochi e attività didattiche dedicate ai più piccoli.  L’appuntamento per il debutto stagionale è fissato per domenica 8 marzo. L’inizio delle competizioni all’IPPODROMO S. ARTEMIO è previsto per le ore 13.45.
Autore: AGENZIA DIRE ORE: 09.38 5 marzo 2026
"E' una bufala che punti a far vincere il centrodestra. Numeri alla mano, con questa legge, il campo largo potrebbe avere una maggioranza molto più ampia" “Considero un’altra bufala” quella secondo cui la proposta di modifica della legge elettorale presentata dalla maggioranza “servirebbe a far vincere il centrodestra che altrimenti perderebbe. Questa è una legge proporzionale, con indicazione non del leader della coalizione ma del premier, ma è una legge proporzionale. Significa che governa chi prende un voto in più, solo che a chiunque prenda un voto in più dà un premio di governabilità. Perché la cosa più importante, almeno per me, è dare stabilità a questa nazione. Cioè mettere chiunque vinca nella condizione di governare”. Lo afferma la premier Giorgia Meloni intervistata su Rtl 102.5. “Numeri alla mano, con questa legge, il campo largo – ammesso che esista – potrebbe avere una maggioranza molto più ampia di quella che avrebbe con l’attuale sistema. Quindi l’unica cosa che la legge impedisce, questo è il punto, sono gli inciuci. Adesso io non so se la sinistra la osteggia per questo, perché negli ultimi anni è riuscita a governare solo con i giochi di palazzo. Però io penso che i cittadini debbano scegliere chi deve governare questa nazione. Quindi meritano un governo scelto da loro, con un mandato chiaro, indipendentemente da chi poi dovesse vincere le elezioni. Meritano che, quando loro decidono, con un sistema proporzionale e quindi a maggioranza, chi loro decidono che deve governare abbia anche la possibilità di farlo”, conclude Meloni.  “Secondo me la cosa che non va bene nell’attuale proposta” di riforma della legge elettorale presentata dal centrodestra “è che mancano le preferenze per l’elezione dei parlamentari. Proprio su questo voglio dire che ho chiesto e so che Fratelli d’Italia presenterà un emendamento per inserirle. Speriamo di convincere la maggioranza in Parlamento”.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 5 marzo 2026
I risultati dell’operazione 'Vinum Mentitum' confermano l'efficacia del nostro sistema di controllo nella tutela delle eccellenze italiane. Il sequestro di 2,5 milioni di litri di vino, falsamente certificato DOP e IGP, è la prova che la sinergia tra Guardia di Finanza e ICQRF funziona a pieno regime per proteggere il nostro Made in Italy”. Lo dichiara in una nota il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida. “Chi prova a inquinare il mercato con certificati falsi compie un atto di concorrenza sleale che non viene tollerato”, prosegue il Ministro. “Chi opera onestamente sa che lo Stato è dalla sua parte e tutela la reputazione costruita in anni di duro lavoro. Difendere il marchio Italia significa proteggere la qualità dei nostri territori. Ringrazio le Fiamme Gialle e gli ispettori dell'ICQRF per questo straordinario impegno”.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 5 marzo 2026
È ufficiale la convocazione dei comizi elettorali per il 22 e 23 marzo 2026: i cittadini italiani saranno chiamati alle urne per il referendum confermativo sulla riforma della magistratura (ddl costituzionale Nordio). Trattandosi di un referendum ai sensi dell’articolo 138 della Costituzione, non è previsto il raggiungimento di un quorum: la riforma entrerà in vigore se i voti favorevoli supereranno quelli contrari, a prescindere dall'affluenza. I CONTENUTI DEL VOTO Il quesito referendario sottopone al giudizio degli elettori tre pilastri fondamentali che puntano a ridisegnare l'assetto giudiziario del Paese: Separazione delle carriere: la distinzione netta tra magistratura giudicante e requirente, con l'istituzione di due CSM separati. Sorteggio dei membri del CSM: un nuovo meccanismo di selezione per eliminare l'influenza delle correnti interne. Alta Corte disciplinare: un organo esterno per giudicare gli illeciti dei magistrati, garantendo maggiore imparzialità. LE POSIZIONI Il dibattito vede una contrapposizione netta. I sostenitori della riforma rivendicano la necessità di una giustizia più rapida e di un giudice "terzo", realmente distaccato dall'accusa. Di contro, l’Associazione Nazionale Magistrati e le opposizioni denunciano il rischio di un indebolimento dell'autonomia della magistratura e di un possibile controllo della politica sull'azione penale. MODALITÀ DI VOTO Le urne resteranno aperte domenica 22 marzo (dalle 7:00 alle 23:00) e lunedì 23 marzo (dalle 7:00 alle 15:00). Per esercitare il diritto di voto, i cittadini dovranno presentarsi presso il proprio seggio elettorale muniti di tessera elettorale e documento di riconoscimento valido.
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