USA-IRAN, TRUMP: "TRUPPE DI TERRA? UNA PERDITA DI TEMPO. TEHERAN HA GIÀ PERSO TUTTO"

FRV NEWS MAGAZINE • 6 marzo 2026

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Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha escluso categoricamente l’invio di truppe di terra in Iran, definendo l’opzione militare terrestre come una «perdita di tempo». In un’intervista rilasciata alla NBC News, il Presidente ha sottolineato come la capacità bellica di Teheran sia ormai drasticamente compromessa: «Hanno perso tutto. Hanno perso la loro marina, hanno perso tutto ciò che potevano perdere», ha dichiarato Trump, ritenendo superflua ogni ulteriore escalation di terra.

Il Presidente ha poi liquidato come «chiacchiere inutili» i recenti avvertimenti del Ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. Quest'ultimo, parlando alla medesima emittente, aveva paventato un «disastro» per le forze americane in caso di sbarco, dichiarando che le difese iraniane sono «preparate a qualsiasi eventualità» e pronte allo scontro.

La posizione della Casa Bianca resta ferma: l'amministrazione considera le minacce di Teheran prive di fondamento tattico, ribadendo la superiorità strategica già acquisita nel quadrante mediorientale.


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Autore: AGENZIA DIRE 6 marzo 2026
Ci sono otto principali basi militari americani in Italia, navali e aeree. Ma ci sono anche molte altre strutture di servizio e anche basi segrete Le principali e le più conosciute sono Sigonella, Aviano e Camp Derby. Ma in realtà le basi militari americane in Italia sono di più. Ce ne sono otto (erano nove contando quella della Maddalena, che è stata smantellata), più tutta una serie di strutture (circa un centinaio) dislocate per la penisola per un totale di quasi 13 mila militari americani che vivono e operano su suolo italiano. Centri di ricerca, depositi, poligoni di addestramento, stazioni di telecomunicazione e antenne radar nel quadro della Nato. Sempre in Italia ci sono poi anche dei siti non conosciuti, le cosiddette basi segrete, che sarebbero circa una ventina. COME SONO REGOLATE LE BASI Funzionano e sono regolate da una serie di accordi, in parte secretati, che di fatto le pongono sotto la diretta giurisdizione degli Usa, secondo un principio di extraterritorialità: l’Italia ha accordato all’America la possibilità di avere basi sul territorio italiano con un accordo bilaterale che risale al 1954 (il Bilateral Infrastructure Agreement), il cui testo non è mai stato reso noto nella sua interezza. L’accordo è poi stato aggiornato nel 1973 e ancora rinnovato con il Memorandum d’intesa Italia-Usa del 1995. Anche si questo testo, non si conosce tutto. Si sa, però, che stabilisce che la responsabilità delle operazioni svolte nelle basi ricade sui vertici Usa. “Ci sono delle autorizzazioni tecniche per operazioni non cinetiche, non di bombardamento”, ha detto ieri mattina Giorgia Meloni su Rtl 102.5. E ha aggiunto: “Se arrivassero richieste di uso di basi italiane per fare altro, dovremmo deciderlo con il Parlamento. Al momento non abbiamo nessuna richiesta in questo senso”. QUALI SONO LE BASI Camp Darby (tra Livorno e Pisa): si tratta di una base logistica Usa nata negli anni Cinquanta. E’ uno dei principali depositi di armamenti e materiali militari statunitensi in Europa: ci sono missili, ordigni e munizioni di ogni tipo. È servita anche da un canale dedicato che, dal porto, arriva fino al cuore della struttura militare. Sigonella, in Sicilia, si trova la Naval Air Station Sigonella. È forse la principale base Usa in Italia e rappresenta il principale centro operativo dell’aviazione navale americana nel Mediterraneo. Aviano (Pordenone): qui si trova la base aerea utilizzata dalla United States Air Force. Ospita il 31esimo Fighter Wing, una delle principali unità operative statunitensi presenti in Europa. Ci sono i ‘famosi’ jet F16 del 31esimo Stormo, alcuni dei quali nei giorni scorsi sono stati traferiti in Medio Oriente. Ghedi (Brescia): creata nel 1962, la base è utilizzata come infrastruttura per lo stoccaggio di armamenti e munizioni. Dal 2007 fornisce supporto operativo al 52esimo Fighter Wing dell’US Air Force e alle unità italiane integrate nelle operazioni Nato. Vicenza: la caserma Ederle è sede della 173esima Airborne Brigade dell’United States Army, brigata paracadutisti impiegata nelle operazioni in Europa, Africa e Medio Oriente. Hanno già combattuto in molti scenari di guerra e potrebbero entrare in azione nel caso di un’azione sull’Iran via terra. Nella stessa area si trova anche l’installazione di Motta di Livenza. Gaeta (Latina): il porto ospita un punto di attracco e supporto logistico per le unità navali della Sesta Flotta statunitense. Napoli: nell’area di Lago patria ha sede l’Allied Joint Force Command Naples, uno dei principali comandi operativi della Nato in Europa. All’aeroporto di Capodichino, invece, c’è il quartier generale delle forze navali statunitensi in Europa e Africa. Niscemi ( Caltanissetta): qui ha sede il Muos (Mobile User Objective System), un potente sistema di comunicazioni satellitari gestito dalla Marina Usa. LE PAROLE DI CROSETTO Con l’avvio della guerra tra Usa e Israele e Iran, il tema delle basi americane in Italia è tornato prepotentemente tra gli argomenti più dibattuti. Come possono essere utilizzate? Chi decide? L’Italia ha poteri decisionali? Il ministro della Difesa Guido Crosetto, ieri, alla Camera ha detto questo: “L’utilizzo delle basi militari sul territorio nazionale, specie quelle Usa, avviene in aderenza ad accordi quali il Nato Sofa del 1951, il Bilateral Infrastructure Agreement del 1954 aggiornato nel 1973 e attualizzato con il Memorandum d’intesa Italia-Usa del 1995. Come si può facilmente notare, quindi, tali cornici giuridiche regolamentano queste attività da decenni e nessun governo ha avvertito l’esigenza di modificarle”. L’ARTICOLO 11 DELLA COSTITUZIONE L’utilizzo delle basi americane rischia in andare in conflitto con l’articolo 11 della Costituzione italiana, secondo cui “l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”. È proprio su questo punto che l’opposizione è più allertata vista la situazione di questi giorni. “Non siamo in guerra e non vogliamo entrare in guerra” , ha detto ieri la premier Giorgia Meloni. (nell’immagine di copertina l’ingresso della base di Campo Darby) 
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 6 marzo 2026
Iniziano oggi, venerdì 6 marzo, le Paralimpiadi di Milano Cortina 2026 con la cerimonia di apertura all'Arena di Verona. Dopo il grande spettacolo offerto dalle Olimpiadi invernali, tocca ai Giochi Paralimpici, che da domani al 15 marzo accompagneranno gli italiani. Grande attesa per lo spettacolo inaugurale, che per la prima volta si terrà in un sito patrimonio Unesco (l'Arena di Verona, tra l'altro, ha già ospitato la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi). . Cerimonia apertura Paralimpiadi, orario e ospiti La cerimonia di apertura delle Paralimpiadi si svolgerà all'Arena di Verona e inizierà alle 20. Queste alcune delle star internazionali che prenderanno parte al grande evento: Stewart Copeland, Meduza, Miky Bionic, Dardust, Mimì Caruso.  La cerimonia di Apertura dei Giochi Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 sarà trasmessa in diretta tv sui canali Rai e in streaming su Raiplay.
Autore: a80d0376_user 6 marzo 2026
"Questa guerra, che si è aperta all'insaputa del mondo, è al di fuori delle regole del diritto internazionale" L'aula del Senato ha approvato con 94 voti favorevoli, 39 contrari e otto astenuti la risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni dei ministri Crosetto e Tajani sulla crisi in Medio Oriente dopo l'attacco in Iran di Stati Uniti e Israele. "Questa guerra, che si è aperta all'insaputa del mondo, è al di fuori delle regole del diritto internazionale. E nessun governo al mondo, nemmeno la più alta catena di comando americana sapeva della partenza degli aerei", ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, alla Camera nelle repliche alle comunicazioni sulla richiesta di aiuti dai Paesi del Golfo, dopo l'attacco di Usa e Israele all'Iran e la risposta di Teheran. Ieri pomeriggio, in Senato, il ministro della Difesa ha sottolineato che "la situazione è drammatica; sono convinto che mai, negli ultimi decenni, si sia arrivati come adesso sull'orlo dell'abisso". Per Crosetto, "è una situazione che non ha precedenti da nessun punto di vista". "L'Europa è impossibilitata a fermare questa guerra - ha evidenziato - può coordinarsi per gestire le conseguenze, ma nessun Paese al mondo e neppure i Paesi europei uniti possono convincere Usa e Israele a interrompere questa guerra". Poi la questione delle basi. "Sento l'esempio spagnolo dilagare come se la Spagna stesse dando un grandissimo esempio: l'utilizzo delle basi che noi stiamo concedendo agli americani è uguale a quello che concede la Spagna. Per ripristinare la verità penso sia importante dire questo", ha messo in chiaro. Quanto ai raid da parte di Teheran, "circa l'85% degli attacchi iraniani è stato perpetrato verso i Paesi del Golfo - ha spiegato Crosetto - non verso Israele che tuttavia è stato colpito da più di 180 missili balistici, più di 120 droni, e da più di 120 missili e droni dal Libano, sono stati colpiti 10 siti con 11 morti e 120 feriti". "Il 67% degli attacchi è stato portato da droni, un dato rilevante", ha specificato. Il ministro ha anche replicato alle polemiche che lo hanno investito. "Non avrei mai pensato di sentirmi attaccare perché, da tre anni e mezzo, mi pago le ferie e mi muovo con la famiglia, quando posso, senza scorta", ha affermato. "Tutti i sabati e le domeniche, quando non lavoro, mi muovo con la mia macchina - ha continuato – dalle prossime volte mi muoverò solo con aerei di Stato anche con i miei figli e mi porterò, quando vado in ferie, le otto persone di scorta che mi seguono normalmente". "Non pensavo di poter essere attaccato su una cosa di questo tipo", ha concluso.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE - redazione MVN 6 marzo 2026
Jannik Sinner torna in campo. Oggi, venerdì 6 marzo, il fuoriclasse azzurro debutta nel Masters 1000 di Indian Wells contro il ceco Dalibor Svrcina. Dopo l'eliminazione ai quarti del torneo di Doha, per il numero 2 del ranking ATP ricomincia dal cemento californiano la corsa verso la vetta mondiale e la sfida a distanza con Carlos Alcaraz. Ecco orario, precedenti e copertura TV dell'incontro. Sinner-Svrcina: orario e precedenti Tra l'azzurro e il ceco non ci sono precedenti: i due si incrociano per la prima volta in carriera. Il match è in programma come chiusura del programma giornaliero: l'orario d'inizio è fissato non prima delle 3:00 (ora italiana) nella notte tra venerdì 6 e sabato 7 marzo. Dove vedere il match in TV e streaming La sfida, come tutto il torneo di Indian Wells, sarà trasmessa in diretta da Sky sui canali Sky Sport Uno, Sky Sport Tennis e Sky Sport Max. Il match sarà inoltre disponibile in streaming su Sky Go e NOW.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 6 marzo 2026
Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, interviene con fermezza per chiarire la posizione dell’Italia in merito alle crescenti tensioni geopolitiche internazionali e rassicurare la nazione.  “Non siamo in guerra” “Voglio ribadire con estrema chiarezza che l’Italia non è in guerra e non ha alcuna intenzione di entrarci”, ha dichiarato il Presidente Meloni. “La nostra priorità assoluta è la de-escalation diplomatica. Ad oggi, non è stata avanzata alcuna richiesta per l'impiego delle basi militari sul nostro territorio per operazioni belliche e ogni nostra azione rimane rigorosamente confinata nel quadro degli accordi bilaterali e internazionali vigenti.” Confronto con le opposizioni In risposta alle sollecitazioni parlamentari, è stato confermato che il prossimo 11 marzo il Premier Meloni sarà presente in Aula per rispondere direttamente alle opposizioni. Durante la seduta, il Capo del Governo illustrerà i dettagli della strategia diplomatica italiana e le misure adottate per garantire la sicurezza nazionale, garantendo la massima trasparenza istituzionale. Tutela dei prezzi e dell'economia Il Governo ribadisce inoltre l'impegno a monitorare i mercati per impedire che l'instabilità estera alimenti speculazioni sui prezzi di energia e beni alimentari. “Agiremo con ogni strumento necessario per proteggere il potere d’acquisto delle famiglie italiane”, conclude la nota della Presidenza del Consiglio.
Autore: AGENZIA DIRE 5 marzo 2026
C'è ancora una buona fetta, di italiani, il 41 %, che sono indecisi su cosa votare al referendum sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo Il 38% degli italiani dichiara che il 22 e il 23 marzo andrà a votare per il referendum confermativo sulla riforma della giustizia, non andrà il 21%, indecisi il 41 %. In particolare, il 47,9% degli italiani voterebbe sì alla conferma della legge di riforma della giustizia, erano il 47,2% nella scorsa rilevazione del 16 febbraio, mentre il 47% voterebbe no, quindi per l’abrogazione (erano il 43,1%). In percentuale il sì è dato al 50,5% mentre il no si attesta al 49,5% (0,3% le schede bianche, 4,8% ancora non sa se voterà si, no o bianca). E’ quanto emerge da un sondaggio dell’Istituto ‘Only Numbers’ (Alessandra Ghisleri) per “Porta a Porta”. Alla domanda: la legge prevede l’introduzione di due diversi Consigli superiori della magistratura, composti rispettivamente da pubblici ministeri e da magistrati giudicanti, entrambi presieduti dal presidente della Repubblica, lei è favorevole o contrario? Favorevole il 43,4% degli intervistati, contrario il 39,8%, non sa il 16,8%. Alla domanda, invece: i due Consigli superiori saranno composti per due terzi da magistrati sorteggiati all’interno della categoria e per un terzo da professori universitari o avvocati con almeno 15 anni di attività professionale, sorteggiati all’interno di un elenco approvato dal Parlamento in seduta comune, sono favorevoli il 41,2% degli intervistati, contrari il 41%, indecisi o non sanno il 17,8%. Alla domanda, infine: la legge prevede che i magistrati vengano giudicati da un’alta corte disciplinare, composta da 15 membri, tre nominati dal presidente della Repubblica, tre da professori universitari e avvocati con almeno 20 anni di anzianità estratti a sorte in un elenco approvato dal Parlamento in seduta comune e a nove magistrati estratti a sorte tra i pubblici ministeri e i magistrati giudicanti è favorevole il 43,9% degli italiani, contrario il 38,4%, non sa il 17,7%.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 5 marzo 2026
La prima borsa carichi basata sulla fiducia tra imprese, nata dalla sinergia tra 360 PAY e Trans.eu Group, viene presentata mercoledì 11 marzo presso l’ALIS HUB di Verona. In occasione di LetExpo, l’evento di riferimento per il trasporto e la logistica sostenibile organizzato da ALIS, debutta ufficialmente Golia Exchange. La piattaforma rappresenta un’evoluzione significativa per il settore, configurandosi come la prima borsa carichi di tipo relazionale. Il progetto, frutto della collaborazione strategica tra 360 PAY e Trans.eu Group, mira a trasformare la fiducia tra le imprese in un’infrastruttura operativa concreta. L’obiettivo è fornire ad aziende e operatori un ambiente digitale evoluto per gestire offerte e richieste di carichi in modo trasparente, collaborativo ed efficiente, convertendo la flessibilità operativa in un solido vantaggio competitivo. La presentazione ufficiale a LetExpo Il lancio della piattaforma è fissato per oggi, mercoledì 11 marzo alle ore 13:00, all'interno dell'ALIS HUB. Durante l’incontro verranno analizzate le principali sfide che Golia Exchange si propone di risolvere: la frammentazione del mercato, le inefficienze operative e l'urgenza di una maggiore sostenibilità, sia economica che ambientale. Innovazione e collaborazione al servizio della logistica Golia Exchange nasce per ottimizzare le operazioni quotidiane della filiera logistica attraverso un approccio che valorizza il network professionale. La piattaforma consente di superare i limiti strutturali del comparto, offrendo strumenti tecnologici capaci di armonizzare i processi di carico e scarico, ridurre gli sprechi e potenziare la collaborazione tra i partner di trasporto. Con questa iniziativa, presentata nel contesto d'eccellenza garantito da ALIS, Golia360 e i suoi partner confermano l'impegno verso un modello di logistica integrata dove l'innovazione tecnologica funge da abilitatore per relazioni commerciali più solide e performanti.
Autore: AGENZIA DIRE ultimo aggiornamento Ore: 14.37 5 marzo 2026
Il ministro della Giustizia: "Spero che gli italiani, al di là delle polemiche politiche si rendano conto che questa è una riforma sulla giustizia, si informino sui contenuti" Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, teme che si stia entrando poco nel merito della riforma “perché purtroppo si sta politicizzando“. Lo ha affermato rispondendo ai giornalisti a margine di un incontro a Castel Capuano a Napoli organizzato dal Comitato per le riforme, Sì cambia. “Questo – ha evidenziato – è un rischio che mi dispiace perché questa è una riforma epocale voluta anche da molti della sinistra a cominciare proprio dal professor Vassalli, ma poi sostenuta da personaggi importanti come il professor Barbera, il professor Ceccanti, l’onorevole Salvi, il senatore Pellegrino, cioè persone della sinistra che volevano questa riforma ma che purtroppo oggi viene politicizzata con una sorta di referendum contro il governo, peraltro nella vana speranza di dare una spallata al governo nel caso in cui dovesse vincere il no”. Secondo il ministro “il governo è solido, in Parlamento ha un’ampia maggioranza, quindi non avrebbe nessuna conseguenza. Però sarebbe un’occasione perduta perché questa riforma ci allineerebbe alle grandi democrazie liberali europee, anglosassoni dove le carriere sono separate”.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 5 marzo 2026
Prenderà il via oggi la perizia psicologica disposta dal Tribunale dei minori dell'Aquila sui tre bambini allontanati dalla 'casa nel bosco' e che, da quattro mesi ormai, sono ospiti di una struttura protetta. I tre figli della coppia anglo-australiana dovranno essere sottoposti ad una serie di test dalla consulente tecnica d'ufficio nominata dai giudici minorili, la psichiatra Simona Ceccoli.
Autore: Redazione 5 marzo 2026
La premier sarà in aula per riferire sulla crisi in Iran dopo le critiche delle opposizioni Giorgia Meloni riferirà in Parlamento sulla crisi in Iran. Ad annunciarlo oggi, giovedì 5 marzo, è stato Luca Ciriani, ministro per i Rapporti con il Parlamento: ''Il presidente Meloni mi ha comunicato la sua disponibilità a riferire in Parlamento mercoledì 11 marzo'', ha detto in Transatlantico, "anticipando le comunicazioni del Consiglio europeo e allargandole alla crisi in Medio Oriente. Ho comunicato la notizia ai presidenti di Camera e Senato". Le parole di Meloni Giorgia Meloni, nelle scorse ore, aveva già parlato della guerra in Iran . "Sono preoccupata da una crisi sempre più evidente del diritto internazionale e degli organismi multilaterali, che sta generando un mondo sempre più governato dal caos", ha detto la premier ai microfoni di Rtl 102.5, "era purtroppo prevedibile dopo l'anomalia totale di un membro del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che invadeva un suo vicino chiaramente più debole. Come abbiamo visto, la situazione è sempre più instabile e imprevedibile". La premier ha aggiunto di essere "ovviamente preoccupata per le possibili ripercussioni sull'Italia. Ovviamente noi stiamo lavorando su tutti questi fronti: intanto siamo in continuo contatto con i principali alleati, con i leader del Medio Oriente, e poi siamo impegnati soprattutto su tre fronti. E cioè lavorare sul piano diplomatico, anche attraverso questi contatti, per capire se ci siano i margini per una ripresa del negoziato sul nucleare iraniano. Obiettivo che però, dal mio punto di vista, è impossibile se l'Iran non smette di attaccare i Paesi limitrofi, i Paesi del Golfo, favorendo una de-escalation". Parlando delle ripercussioni della crisi iraniana sui costi dell'energia, Meloni ha affermato che "dobbiamo impedire che la speculazione faccia esplodere, anche ingiustamente, i prezzi dell'energia e i prezzi dei generi alimentari". "Faremo tutto quello che possiamo per non darla vinta alla speculazione. Io sono pronta anche, se necessario, ad aumentare le tasse alle aziende che eventualmente dovessero speculare, per rimettere i proventi sul taglio delle bollette", ha concluso la premier. Le critiche delle opposizioni Proprio l'intervento in radio di Meloni ha provocato una pioggia di critiche da parte delle opposizioni. Elly Schlein ha parlato di una situazione dai "risvolti imprevedibili, che rischia di allargarsi a livello globale e far tremare la fragile tregua a Gaza: Per questo oggi non basta riferire, serve una linea politica e doveva essere qui Giorgia Meloni in Parlamento a parlare al Paese che è preoccupato. Invece abbiamo un governo che non chiarisce la posizione dell'Italia", ha detto alla Camera la segretaria del Partito Democratico durante le dichiarazioni di voto sulle comunicazioni dei ministri Antonio Tajani e Guido Crosetto . Anche il Movimento 5 stelle ha attaccato la premier: "Meloni scappa dal Parlamento e fa monologhi alla radio e su una crisi internazionale di tale portata manda i due ministri, della Difesa e degli Esteri, in Parlamento tra varie approssimazioni e ferie a Dubai", ha dichiarato Giuseppe Conte in un punto stampa davanti Montecitorio, "la realtà è che non abbiamo avuto ancora nessuna parola di condanna degli attacchi armati degli Stati Uniti e di Israele, che sono in violazione del diritto internazionale. Critiche sono arrivate direttamente dal Parlamento: ""Vi domandiamo, perché la presidente Meloni non è in aula e continua a fuggire dal Parlamento? E' inaccettabile", ha detto alla Camera il leader di Avs Angelo Bonelli, "Ci avete chiesto di essere responsabili, di lavorare insieme, ma unità su che cosa? Noi non vogliamo che l'Italia entri in guerra, voi state portando l'Italia in guerra. Noi non siamo d'accordo, no grazie". Sulla stessa linea il segretario di +Europa Riccardo Magi: "Meloni oggi manca di rispetto a quest'aula, venendo meno a un dovere politico in un momento in cui c'è una crisi internazionale dalle conseguenze gravissime, potenzialmente dilaganti e incontrollabili", ha detto intervenendo alla Camera, "Meloni non è qui perché non saprebbe cosa dire, Meloni non è qui perché questo governo non esprime un pensiero rispetto a quello che sta accadendo in questo momento: Meloni non sapeva che Trump avrebbe attaccato, come molti altri leader internazionali non lo sapevano, ma non sa neanche cosa Trump farà domani".
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