Sale la tensione nel Golfo: raid Usa sull’isola di Qeshm, l’Iran lancia missili e droni contro basi americane in Kuwait e Bahrein
L'Us Centcome: "Missili neutralizzati". La Guardie rivoluzionarie iraniane: "Le nostre risposte servano da lezione". Poco prima dell'ondata di attacchi Trump scriveva su Truth: "È ora di giungere a un accordo"
ROMA – Il freno messo alle ostilità in Libano tra Israele e Hezbollah non calma gli animi sull’altro fronte, nel Golfo persico, dove nella notte si è invece registrata un’improvvisa ondata di attacchi iraniani, questa volta contro Bahrein e Kuwait. Resta alta dunque la tensione tra Stati uniti e Iran dove i negoziati sembrano non voler registrare passi in avanti, anzi paiono- malgrado gli annunci di Washinghton- ad uno stallo.
“NEUTRALIZZATI MISSILI IRANIANI CONTRO IL BAHREIN E KUWAIT”
Le ostilità nel Golfo si sono sono riaccese tra la notte di martedì 2 giugno e nelle prime ore di oggi, mercoledì 3 giugno, come riferisce l’agenzia Reuters: l’esercito statunitense ha riferito che diversi attacchi missilistici iraniani contro il Bahrein, il Kuwait e altri obiettivi regionali sono stati sventati o sono falliti. Secondo quanto riferito dal Comando Centrale degli Stati Uniti, due missili iraniani lanciati contro il Kuwait sono caduti o si sono disintegrati in volo, mentre diversi missili balistici diretti verso obiettivi regionali non hanno raggiunto il bersaglio e tre missili diretti in Bahrein sono stati intercettati.
“Le forze statunitensi hanno neutralizzato con successo diversi missili balistici e droni iraniani e hanno condotto attacchi di autodifesa sull’isola di Qeshm in risposta ai tentativi di attacco dell’Iran in tutto il Medio Oriente”, si legge in una comunicazione del Centcome, l’Us Central Command. “L’Iran ha lanciato diversi missili balistici verso i paesi vicini della regione; tuttavia, nessuno di essi ha raggiunto i bersagli previsti- prosegue la nota pubblicata anche su X- Due missili iraniani diretti verso il Kuwait sono caduti o si sono disintegrati durante la traiettoria, e tre missili lanciati verso il Bahrein sono stati immediatamente intercettati dalle forze di difesa aerea statunitensi e bahreinite”. Non solo: “Poco prima, le forze del Comando Centrale degli Stati Uniti avevano abbattuto tre droni d’attacco unidirezionali lanciati dall’Iran contro marinai civili che stavano navigando nelle acque territoriali. E le forze americane hanno anche condotto attacchi di autodifesa contro una stazione di controllo terrestre militare iraniana sull’isola di Qeshm”. Nel corso dei raid infine non risultano feriti tra i militari statunitensi.
I PASDARAN: “ATTACCATE BASI USA IN RISPOSTA AL RAID SULL’ISOLA DI QESHM”
Reuters cita quindi i media iraniani, da parte di Teheran, secondo i quali le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno attaccato il quartier generale e la base aerea della Quinta Flotta statunitense utilizzando missili e droni, in risposta a un attacco statunitense a una torre di comunicazione a sud dell’isola di Qeshm.
A conferma, arriva una comunicazione ufficiale delle Guardie Rivoluzionarie iraniane, pubblicata su Al Jazeera, in cui affermano che gli attacchi di rappresaglia “dovrebbero servire da lezione” per gli Stati Uniti. A muovere i raid di Teheran anche l’attacco a una petroliera iraniana in transito a Hormuz. “Nella tarda serata di ieri- riferiscono infatti i Pasdaran- l’esercito statunitense ha colpito con un proiettile aereo una petroliera iraniana vicino allo Stretto di Hormuz, danneggiando la sala macchine”, si legge nel comunicato. “In risposta a questo atto di aggressione e alla violazione delle norme che regolano lo Stretto di Hormuz, una nave appartenente al nemico americano-sionista, denominata Panaya, è stata colpita da missili lanciati dalla Marina delle Guardie Rivoluzionarie”.
Il comunicato riprende anche la distruzione, da parte dell’esercito statunitense, di una torre di comunicazione delle Guardie Rivoluzionarie sull’isola di Qeshm. “In risposta, le Forze Aerospaziali delle Guardie Rivoluzionarie hanno effettuato attacchi missilistici e con droni contro la loro base aerea ed elicotteristica situata in uno dei paesi della regione, nonché contro il quartier generale della Quinta Flotta statunitense”, prosegue il comunicato. “Avevamo già avvertito che qualsiasi atto di aggressione avrebbe incontrato una risposta diversa e più severa, e abbiamo agito di conseguenza- puntualizzano i militari iraniani- Queste risposte dovrebbero servire da lezione. Ribadiamo che compromettere la sicurezza dello Stretto di Hormuz avrà un prezzo elevato per l’aggressiva presenza militare statunitense”.
TRUMP SU TRUTH: “COLLOQUI INTERROTTI TRA IRAN E USA? FAKE NEWS”
Prima dell’ondata di attacchi sulle basi Usa, Donald Trump dal suo social Truth aveva incalzato la controparte iraniana per stringere i tempi sull’accordo e per rassicurare il resto del mondo sul fatto che i negoziati non si siano mai arrestati. “Le notizie false secondo cui la Repubblica Islamica dell’Iran e gli Stati Uniti avrebbero interrotto i colloqui qualche giorno fa sono infondate ed errate”, ha scritto infatti nel post. “Le conversazioni tra noi sono proseguite ininterrottamente- ha assicurato- anche quattro giorni fa, tre giorni fa, due giorni fa, un giorno fa e oggi. Non si può mai sapere dove porteranno, ma come ho detto all’Iran: ‘È ora, in un modo o nell’altro, che voi raggiungiate un accordo. Sono 47 anni che andate avanti così e non si può permettere che continui ancora!'”.
(photo credit: European Space agency)
Recent Posts















