Salvini: “Nuove regole autovelox: validi solo quelli post-2017 o adeguati ai nuovi standard”

FRV NEWS MAGAZINE • 11 marzo 2026

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Sicurezza stradale, Salvini: “Stop autovelox per fare cassa. Nuove regole su omologazione e trasparenza”

 

Il Vicepremier e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, è intervenuto oggi al Question Time alla Camera dei Deputati per fare chiarezza sulla riorganizzazione dei dispositivi di rilevamento della velocità, delineando i nuovi criteri di legittimità degli apparecchi.

 

La distinzione tra approvazione e omologazione

 

Al fine di garantire la massima trasparenza e la certezza del diritto per i cittadini, il Ministero ha stabilito una linea netta basata sulla data di autorizzazione dei dispositivi:

  • Dispositivi post-2017: Tutti gli autovelox approvati dal 2017 in poi saranno considerati automaticamente conformi ai nuovi requisiti tecnici e di omologazione.
  • Dispositivi pre-2017: Gli apparecchi approvati precedentemente potranno essere utilizzati solo se il relativo prototipo verrà adeguato ai nuovi e più stringenti standard tecnici previsti dalla normativa attuale.

Sicurezza, non profitto


L’obiettivo della riforma è porre fine all’uso distorto degli strumenti di rilevamento della velocità, spesso percepiti come un mezzo per rimpinguare i bilanci comunali piuttosto che come presidi di sicurezza.

“Superiamo definitivamente l’idea dell’autovelox utilizzato solo per fare cassa”, ha dichiarato il Ministro Salvini. “Con queste nuove regole riaffermiamo un principio fondamentale: la sicurezza stradale viene prima di tutto. Gli strumenti devono essere posizionati dove servono realmente a prevenire incidenti, seguendo criteri tecnici oggettivi e non logiche di profitto”.


Prossimi passi



Il MIT continuerà a lavorare per uniformare la giurisprudenza e la prassi amministrativa, riducendo il contenzioso e garantendo che ogni sanzione elevata sia basata su rilevazioni effettuate con strumenti tecnologicamente all'avanguardia e regolarmente certificati.

 


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Lo ha detto un ricercatore di punta nel campo della sicurezza di Anthropic. Secondo i ricercatori non è un allarme campato in aria ROMA – Un ricercatore di punta nel campo della sicurezza di Anthropic ha lanciato un allarme destinato a far discutere: secondo lui esiste una probabilità superiore al 10% che l’intelligenza artificiale “sterminare tutta l’umanità” nel prossimo decennio. Lo ha scritto in un post su X Evan Hubinger, precisando che il pericolo posto dai modelli oggi esistenti resta “basso”, ma dicendosi “preoccupato” per la rapidità con cui la tecnologia potrebbe evolversi fino a rappresentare una minaccia esistenziale. Non ha indicato per quale via, a suo giudizio, l’IA potrebbe arrivare a un simile esito. L’intervento arriva dopo un post di Jacob Coxon, ricercatore che ha appena lasciato Anthropic dopo un’esperienza precedente in OpenAI, secondo cui “nessuna delle due aziende si sta comportando in modo responsabile” e presto ci si troverà davanti a “sistemi sovrumani in grado di hackerare qualsiasi cosa, rivoluzionare qualsiasi settore da un giorno all’altro e acquisire potere e risorse reali”. OpenAI è stata contattata per un commento. Le reazioni non si sono fatte attendere. Dame Wendy Hall, informatica e consulente ONU sull’intelligenza artificiale, ha detto alla BBC di essersi detta “scioccata” da quei post, ipotizzando che dietro possa esserci anche una componente di “pubbliche relazioni e marketing”, visto che sia Anthropic sia OpenAI si preparano alla quotazione in borsa. Ma ha aggiunto: “Perché qualcuno dovrebbe dire una cosa del genere? Pregherei gli investitori di non investire in questa azienda se questo è il loro sistema di valori.” Sul piano politico, l’ex segretario capo del Tesoro britannico Darren Jones ha scritto una lettera aperta al primo ministro Andy Burnham chiedendo un trattato multilaterale per lo sviluppo sicuro dell’IA: “A meno che i governi non prendano sul serio questi avvertimenti e non si attivino, il ritmo dello sviluppo potrebbe far sì che ci ritroviamo con dei problemi prima ancora di aver iniziato a valutare se si tratti o meno di un problema per noi.” A complicare il quadro, il Financial Times ha rivelato che Anthropic avrebbe negato l’accesso al suo ultimo modello all’AI Security Institute britannico (AISI), uno degli enti di riferimento a livello mondiale per la valutazione dei rischi legati all’IA. L’azienda ha rifiutato di commentare sia questa notizia sia i post dei propri dipendenti; l’Ufficio di Gabinetto britannico si è limitato a dichiarare di continuare “a collaborare strettamente con i partner del settore, tra cui Anthropic, per rendere i modelli più sicuri”, senza confermare né smentire l’esclusione. Nel suo post, letto oltre 10 milioni di volte, Hubinger ha scritto che in Anthropic “crediamo davvero fermamente” che l’IA rappresenti un rischio di estinzione, aggiungendo: “Credo che Anthropic stia facendo del suo meglio, ma non abbiamo ancora un piano per risolvere il problema dell’allineamento per la superintelligenza e non siamo chiaramente sulla buona strada per farlo.” Hubinger si occupa in particolare di allineamento, la disciplina che studia come mantenere i sistemi di IA coerenti con i valori umani – un obiettivo che, secondo diversi ricercatori del settore, sta mostrando crepe evidenti, come dimostrato da una serie di episodi avvenuti quest’estate in cui agenti IA autonomi hanno condotto veri e propri attacchi informatici. OpenAI, Anthropic e Meta hanno tutte reso pubblici episodi di questo tipo legati ai propri strumenti. Nel rapporto sulla sicurezza pubblicato ad agosto, la stessa Anthropic aveva definito basso il rischio che i propri modelli, disallineandosi dagli obiettivi di un’ipotetica organizzazione potente, potessero indurla a manometterli o sfruttarli, così come quello di un’IA capace di condurre autonomamente attività di ricerca e sviluppo con conseguenze catastrofiche. L’azienda ha però ammesso di essere “meno fiduciosa in questa valutazione” rispetto al passato, parlando di “primi segnali di una potenziale accelerazione”. Gli allarmi sulla sicurezza dell’IA non sono una novità: già nel 2023 i vertici di OpenAI, Google DeepMind e Anthropic avevano firmato appelli in tal senso. Ma il tono si è fatto più pressante nelle ultime settimane, complici i segnali di un settore che fatica a mantenere il controllo sui propri sistemi. Il responsabile scientifico di OpenAI Jakub Pachocki ha chiesto di recente “estrema cautela” sui progressi dell’IA, sottolineando la necessità che “gli esseri umani mantengano il controllo del futuro”. Anche i vertici di Anthropic, Dario Amodei e Jared Kaplan, hanno invocato negli ultimi mesi un rallentamento dello sviluppo, mentre una lettera aperta firmata da 1.300 dipendenti di aziende del settore ha chiesto al governo statunitense di sostenere uno sforzo internazionale per costruire gli strumenti tecnici e di governance necessari a gestire i progressi dell’IA con maggiore attenzione. 
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 10 settembre 2026
– Prosegue la tendenza al rialzo dei prezzi dei carburanti sulla rete nazionale. Secondo gli ultimi dati rilevati dall' Osservatorio sui prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) , la modalità 'self service' fa registrare oggi un ulteriore incremento sia per la benzina che per il gasolio. Nello specifico, lungo la rete stradale ordinaria , il prezzo medio della benzina in modalità self-service sale a 2,077 euro al litro (rispetto ai 2,067 euro della rilevazione precedente), mentre il gasolio si attesta a una media di 2,184 euro al litro (in aumento rispetto ai 2,177 euro di ieri). Il trend di crescita si conferma ancora più marcato sulla rete autostradale , dove il prezzo medio in modalità self-service ha superato la soglia dei 2,2 euro per il diesel: Benzina: 2,163 euro al litro (ieri 2,152 euro) Gasolio: 2,258 euro al litro (ieri 2,248 euro) Il Mimit continuerà a monitorare costantemente l'andamento dei prezzi attraverso l'Osservatorio Nazionale per garantire la massima trasparenza a tutela dei consumatori. Per consultare nel dettaglio i prezzi medi regionali e i dati storici, è possibile accedere al portale ufficiale dell'Osservatorio Carburanti Mimit.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 10 settembre 2026
La tenacia di una famiglia e la sinergia istituzionale riportano la scuola nella frazione dell'isola di Stromboli. Un presidio di speranza e futuro contro lo spopolamento delle piccole isole. Questa mattina a Ginostra, frazione del comune di Lipari nell’arcipelago delle Eolie, si è compiuto un piccolo miracolo civile e culturale: dopo oltre vent’anni di silenzio, è tornata a suonare la campanella scolastica. A varcare la soglia della nuova aula è stata la piccola Aysha, unica scolara del borgo, che oggi ha inaugurato il suo percorso nella prima classe della scuola primaria. L’emozione era palpabile tra le strette vie del paese. Accompagnata dai genitori, Aysha è stata accolta con calore dalla maestra Laura Mongi, che la guiderà in questo anno scolastico unico nel suo genere. Per l’occasione, l'aula è stata provvisoriamente allestita all'interno di un locale della Chiesa di San Vincenzo Ferreri, diventando il simbolo del riscatto di un'intera comunità. Questo storico traguardo non è frutto del caso, ma della straordinaria perseveranza dei genitori di Aysha. La famiglia ha trovato un alleato fondamentale nell’Amministrazione Comunale di Lipari e nella Dirigenza dell’Istituto Comprensivo "Isole Eolie", che hanno perorato con determinazione la causa presso l’Ufficio Scolastico Provinciale, superando le barriere burocratiche e logistiche legate all’isolamento geografico. La riapertura della scuola a Ginostra non è solo un atto formale, ma rappresenta un segnale politico e sociale di fondamentale importanza: la difesa del diritto allo studio anche nei luoghi più remoti d’Italia e un argesto concreto contro lo spopolamento dei piccoli borghi marinari e montani. Dove c'è una scuola che apre, c'è una comunità che continua a vivere.
Autore: AGENZIA DIRE 10 settembre 2026
A New York gli azzurri sono stati battuti in due set (6-3, 6-2) dalla coppia formata dal britannico Neal Skupski e dallo statunitense Chris Harrison. ROMA – E’ finito nei quarti di finale il cammino di Simone Bolelli e Andrea Vavassori nel torneo di doppio degli Us Open. A New York, sui campi di Flushing Meadows, gli azzurri sono stati battuti in due set (6-3, 6-2) dalla coppia formata dal britannico Neal Skupski e dallo statunitense Chris Harrison.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE - Redazione 10 settembre 2026
Il leader di Kiev è arrivato nella notte in Canada per incontrare il premier Carney. Nel frattempo, Mosca rivendica attacchi a mercantili nel porto di Odessa e afferma di aver sventato un piano contro l'ambasciatore britannico. Fonti della presidenza ucraina hanno formalmente ridimensionato l'allarme riguardante la sicurezza del Presidente Volodymyr Zelensky, definendo "esagerata" la ricostruzione secondo cui il leader di Kiev avrebbe corso un pericolo di vita diretto a causa di un drone russo. Il chiarimento giunge dopo che il volo di Zelensky, in viaggio con la moglie Olena Zelenska, ha registrato un forte ritardo durante lo scalo in Moldova. Il blocco è stato causato dalla temporanea chiusura dello spazio aereo di Chisinau in seguito all'incursione di un drone russo, successivamente intercettato e abbattuto dai sistemi di difesa a circa 160 chilometri dall'aeroporto moldavo. Il viaggio istituzionale in Nord America Superate le tensioni nei cieli moldavi, Zelensky è atterrato nella notte in Canada , proveniente da Oslo dove aveva presenziato ai funerali di Stato di re Harald. La visita ufficiale si estenderà fino a venerdì e prevede una fitta agenda di appuntamenti istituzionali dislocati tra Calgary, Toronto, North Bay e Banff. Al centro dei colloqui bilaterali con il Primo Ministro canadese, Mark Carney , ci saranno i dossier relativi al potenziamento degli aiuti nei settori chiave della difesa, dell'economia e della sicurezza energetica. L'offensiva di Mosca sui porti Parallelamente alla missione diplomatica, non si ferma la pressione militare sul terreno. Il Ministero della Difesa di Mosca ha annunciato il lancio di una serie di attacchi coordinati contro i nodi logistici e le infrastrutture portuali dell'Ucraina. Nel corso della notte, i raid delle forze russe hanno colpito due navi mercantili dirette al porto di Odessa – che secondo il Cremlino trasportavano rifornimenti militari per Kiev –, oltre a un rimorchiatore di scorta e a un deposito logistico di droni nella città di Mykolaiv. Tensione diplomatica parallela Da Mosca si solleva inoltre un nuovo fronte di scontro diplomatico: le autorità della Federazione Russa hanno dichiarato di aver sventato un presunto piano operativo orchestrato dai servizi di Kiev che avrebbe avuto come obiettivo l'ambasciatore del Regno Unito in Russia.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 10 settembre 2026
Discorso fiume a Dallas. Le elezioni di midterm trasformate in un referendum sul Presidente degli Stati Uniti. Il costo dell'operazione supererebbe probabilmente i mille miliardi di dollari, e richiederebbe un via libera del Congresso molto difficile da ottenere ROMA – Cinquemila dollari a testa, ma solo se vince lui. “Dividendi”, li chiama. Trump è passato alla fase cassa della campagna elettorale. Un assegno da 5.000 dollari dal governo federale ad ogni adulto americano se i Repubblicani dovessero vincere le elezioni di midterm a novembre: è la proposta con cui il presidente degli Stati Uniti ha chiuso la prima serata della convention repubblicana di Dallas, trasformando di fatto le elezioni di metà mandato in un referendum su di lui . “Votate come se sulla scheda ci fosse il mio il mio nome”. Dei dettagli tecnici, per ora, non c’è traccia. Il costo dell’operazione supererebbe probabilmente i mille miliardi di dollari, richiederebbe un via libera del Congresso, e proprio il Congresso l’anno scorso aveva già respinto un’idea per certi versi simile – gli assegni da 2.000 dollari finanziati con gli introiti dei dazi doganali. Non che questo abbia scoraggiato più di tanto l’entusiasmo del comizio. Il discorso è durato cento minuti, tipo un’Odissea di Nolan. Un tempo sterminato in cui Trump ha descritto l’American Airlines Center come “pieno zeppo”, mentre interi settori del piano superiore restavano vistosamente vuoti. Un tempo servito anche a difendere le due decisioni più impopolari della sua presidenza recente: la guerra con l’Iran e le tariffe doganali, entrambe accusate di aver fatto lievitare i prezzi di benzina, alimentari e beni di consumo. “Vi chiedo di fingere che io sia candidato” , l’appello chissà se controproducente o meno. È la prima convention di questo tipo da decenni: di norma i partiti se le riservano per gli anni delle presidenziali. Trump ha promesso comunque un tour elettorale a sostegno dei candidati repubblicani, cosa che finora non ha spostato granché. Alcuni di quei candidati, del resto, avrebbero probabilmente preferito che restasse a casa: la senatrice Susan Collins del Maine e il senatore Dan Sullivan dell’Alaska, entrambi impegnati in corse elettorali complicate, hanno scelto di non presentarsi a Dallas, segno di quanto l’ombra presidenziale sia diventata, in alcuni collegi, più un ingombro che un aiuto. Per il resto, la convention ha seguito il canovaccio consueto: sicurezza dei confini, attacchi ai democratici, qualche colpo all’ex presidente Biden. Sullo sfondo, il quadro elettorale resta incerto: i democratici partono favoriti per la Camera, il Senato è più aperto, ma i repubblicani possono contare su un vantaggio che in politica conta quanto i sondaggi, se non di più: quello finanziario. Il super PAC di Trump, MAGA Inc., ha appena iniziato a spendere le proprie enormi risorse, e più di un candidato in difficoltà, tra il pubblico di Dallas, sperava soprattutto che un po’ di quei fondi arrivasse presto anche a lui.
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