Autore: AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamento Ore: 10.00
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28 luglio 2026
Maurizio Bufalini della Telt: "Il peggior attacco ai cantieri dal 2011". Un milione di euro di danni solo al Chiomonte ROMA – Oltre 120 feriti tra le forze dell’ordine, un milione di euro di danni stimati ‘solo’ per uno dei quattro cantieri presi di mira, 1.500 persone circa identificate e 4 antagonisti fermati: questo, a distanza di tre giorni, è il bilancio degli scontri del 25 luglio nei cantieri della Torino-Lione in Val di Susa. E nel frattempo la procura di Torino sta valutando di contestare, oltre ai reati di devastazione e saccheggio, già iscritti nel relativo fascicolo, l’aggravante del terrorismo. I CONTROLLI A TAPPETO L’indomani degli attacchi ai cantieri, tra domenica e ieri, sono stati avviati controlli a tappeto su praticamente tutti i partecipanti al Festival dell’Alta Felicità, tenuto nella spianata di Venaus, da cui ha preso le mosse il corteo dei manifestanti verso i cantieri, poi degenerato in guerriglia. In totale sono state identificate 1.500 persone da un imponente dispiegamento di forze dell’ordine che ha messo sotto la lente e fermato ai posti di blocco tutti coloro che con le loro tende, camper, auto, persino monopattini era passato di lì. Per il momento gli investigatori della polizia di Stato della Questura di Torino avrebbero fermato quattro antagonisti di nazionalità straniera , probabilmente appartenenti al cosiddetto “ Blocco Nero”, il gruppo riconducibile agli attivisti più violenti . L’indagine della Digos sta infatti procedendo a identificare gli appartenenti al “blocco nero” responsabile degli attacchi ai quattro siti del cantiere eseguiti- secondo gli investigatori- con tecnica paramilitare, con armamenti specifici, secondo strategie condivise tra più gruppi e secondo una precisa regia. LA RICERCA DI ‘MATCH’ Tra i destinatari del fermo preventivo vi sarebbero due tedeschi. Mentre per quattro francesi e altri cinque tra olandesi e spagnoli è scattata una misura amministrativa assimilabile al foglio di via. Ma la situazione è in evoluzione: sotto la lente ci sono i partecipanti al corteo- un migliaio di persone circa- che sono stati schedati e fotografati con l’ausilio della scientifica per ricercare “match” con le immagini girate dagli investigatori e dai droni nei due violenti attacchi ai siti di San Didero e Chiomonte. DALLA DEVASTAZIONE ALL’IPOTESI DEL TERRORISMO La Procura di Torino che sta indagando sulla guerriglia nei cantieri ipotizza il reato di devastazione . Ma, a carico di singoli, in sede giudiziaria potrebbero aggiungersene altre. Al vaglio ci sarebbe anche l’ipotesi dell’aggravante della finalità di terrorismo. A coordinare le indagini è il procuratore capo di Torino, Giovanni Bombardieri. TELT: “IL PEGGIOR ATTACCO SUBITO AI CANTIERI DAL 2011” “È il peggiore attacco che abbiamo subito sui nostri cantieri dal 2011”: Maurizio Bufalini, direttore generale di Telt, società italofrancese che gestisce la costruzione della galleria ferroviaria, ha parlato ai cronisti, aprendo loro i cancelli proprio dei luoghi degli scontri in Val di Susa e mostrandone i danni. Bufalini parla di una lotta anacronistica, inutile e controproducente: “Uno sfogatoio di violenza che trova qui un suo punto facile di attacco”. Poi passa in rassegna i danni importanti: “Un milione di euro solo nel cantiere di Chiomonte”, sono quelli stimati finora. Ma “quello che è più grave è che sono andate distrutte le centraline per il monitoraggio ambientale- spiega- dovremo verificare se ci sono stati degli inquinamenti perché sono stati usati materiali incendiari”. “NON CI FACCIAMO INDIMIDIRE, AVANTI PER FINIRE LAVORI NEI TEMPI PREVISTI” E ancora: “Non ci facciamo intimidire– assicura Bufalini – Siamo abituati a questo genere di cose, purtroppo. Faremo il più velocemente possibile per ricominciare il lavoro che ci spetta, nell’ottica di terminare e attivare la linea per la fine del 2033, come previsto”. L’opera è realizzata “praticamente al trenta per cento: abbiamo scavato 50 chilometri di galleria su 160. Già abbiamo una fresa in Francia, le prossime frese verranno montate fra il prossimo anno e quello successivo. È assolutamente irreversibile- conclude- quindi credo che questa lotta sia ormai una battaglia di retroguardia”. NO TAV: “SIAMO TUTI BLACK BLOCK” E “MELONI E PIANTEDOSI QUI? SIGNIFICA CHE L’AVVERSARIO È DEBOLE” La lunga giornata di ieri, lunedì 27 luglio, è iniziata con la visita ai cantieri della premier Meloni e si è conclusa in Val di Susa con la conferenza stampa convocata dal Movimento No Tav. Tra gli interventi, quello di Guido Fissore, storico attivista per il Movimento No Tav: dal racconto dei media viene dipinto il corteo di sabato attraverso presunte distinzioni tra buoni e cattivi ma, ribadisce “é una storia vecchia: lo abbiamo detto dopo il g8 di Genova e lo abbiamo ricordato nel 2011 dopo l’assedio di Chiomonte, scrivendolo su uno striscione – Siamo tutti Black Block”. Guido cita l’editoriale apparso su “La Stampa” di ieri, dove viene addirittura ammesso che la linea ad Alta Velocità è inutile “forse è ora che ricominciamo a ripensare a quest’opera perché le prove che non serve a niente le abbiamo da anni, la necessità di continuare è conseguenza delle lobby che spingono per guadagnarci nonostante sia evidente che neanche l’Unione Europea sia più in grado di sostenere la costruzione dell’opera nonostante le promesse fatte”. Poi a parlare Nicoletta, che ha passato in rassegna la storia del movimento: ha rimarcato poi la partecipazione trasversale alla marcia popolare di sabato scorso sottolineando che la resistenza del Movimento No Tav continua a dare speranza a tanti. “Abbiamo praticato il diritto alla difesa anche sui cantieri ma ci viene imputata la devastazione del cantiere di Chiomonte: ebbene la devastazione noi l’abbiamo trovata giorno dopo giorno su questo territorio e il vero dire no è dire no a quella devastazione”. Continua sottolineando che la bellezza di una Valle è stata trasformata in un deserto e il deserto che vorrebbero è anche economico e sociale oltre che ambientale. La grande opera doveva essere una linea passeggeri, poi una linea per le merci mentre oggi secondo i suoi promotori è sempre più necessaria. Questo perché un’opera del genere deve diventare “strumento per trasportare armi e eserciti. Ma noi siamo contro la guerra. Noi diciamo no a questi disegni dell’Europa di Maastricht della Nato”. Franco, consigliere di minoranza di Giaglione, sottolinea come “il nostro territorio sia fortemente interessato dal cantiere e sia uno dei Comuni della Valsusa ad avere preso le compensazioni” e ribadisce il paradosso per cui, da un lato viene tolta l’acqua bucando la montagna e, dall’altro, si costruiscono opere idrauliche. “In questa valle le forze dell’ordine non sono qui per difendere le persone – come vorrebbero far credere – ma a difendere la devastazione”. Conclude con una battuta sulla visita di questa mattina di Meloni e Piantedosi al cantiere di Chiomonte: “Certo proviamo un po’ di fastidio per la loro presenza qui ma questo significa che l’avversario è debole. Questi giorni sono un grande risultato per noi data la grande partecipazione al Festival e alle iniziative chiamare dal Movimento No Tav contro i cantieri, quindi continueremo così”. Anche i giovani No Tav prendono parola, Matilde afferma “eravamo tutti e tutte in corteo e una grande parte erano giovani e giovanissimi. Questa lotta è ancora giovane e vogliamo opporci a questa opera che ci toglie spazi risorse. Si è parlato di violenza ma la violenza è quella che noi da trent’anni subiamo con la militarizzazione che anche oggi viene riproposta con i blocchi di questa mattina per uscire da Venaus. L’ennesima prova di forza del governo per intimidire ulteriormente, per colpire e criminalizzare i giovani che subiscono repressione nei movimenti sociali ma che, nonostante ciò, alzano la testa. Siamo nati in questa valle e sappiamo cosa significa vivere in questo territorio devastato con sempre nuovi cantieri. Anche noi siamo parte della resistenza”. “Sembriamo un po’ arrabbiati invece siamo felici perché la lotta rende giovani” con queste parole di Nicoletta si conclude la conferenza stampa.