Crisi Iran, Meloni al Senato: "L'Italia non entrerà in guerra. Tasse per chi specula sui carburanti". Disponibile a tavolo con opposizioni a Palazzo Chigi
In un tesissimo passaggio delle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio UE, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha delineato la posizione dell’Italia di fronte all'escalation in Medio Oriente. La premier ha definito l'attuale situazione "una delle crisi più complesse degli ultimi decenni", chiarendo fin da subito la linea di non intervento: "L'Italia non entrerà in guerra".
Critiche a Usa e Israele
Meloni ha espresso parole nette sull'azione militare in corso contro Teheran, prendendo le distanze dalle manovre degli alleati: "Il governo non è complice di decisioni altrui. Dobbiamo collocare l'intervento americano e israeliano contro il regime iraniano in un contesto di interventi unilaterali condotti fuori dal perimetro del diritto internazionale".
Speculazione e rincari
Sul fronte interno, la Premier ha lanciato un monito contro il caro-energia derivante dall'instabilità geopolitica, annunciando misure drastiche: "Non permetteremo che la crisi ricada interamente sulle spalle dei cittadini. Sono previste tasse per chi specula sui carburanti".
Apertura alle opposizioni
Nonostante il clima di scontro politico, Meloni ha mostrato un segnale di distensione istituzionale, dichiarandosi ufficialmente disponibile a un tavolo a Palazzo Chigi con i leader delle opposizioni per condividere una strategia nazionale comune sulla crisi iraniana.
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