Sciopero venerdì 27 marzo, si fermano i trasporti pubblici e la scuola. Stop anche per i giornalisti
Nella giornata del 27 marzo sono previsti tre scioperi: dei trasporti, della scuola e dei giornalisti con possibili disagi per milioni di pendolari e cittadini
Venerdì di disagi e mobilitazione dei lavoratori all’orizzonte. Nella giornata del 27 marzo sono previsti tre scioperi: dei trasporti, della scuola e dei giornalisti con possibili disagi per milioni di pendolari e cittadini. Ma vediamo gli impatti nei diversi settori.
Lo sciopero è stato proclamato da AL Cobas e ha una durata di 24 ore, anche se, come di consueto, il servizio non sarà sospeso per tutta la giornata. Sono infatti previste delle fasce di garanzia, durante le quali i mezzi pubblici circoleranno regolarmente per assicurare gli spostamenti essenziali dei cittadini. A Milano, metro, autobus e tram saranno garantiti nelle prime ore del mattino e nel tardo pomeriggio, mentre potranno subire forti riduzioni o cancellazioni tra le 8:45 e le 15:00 e dopo le 18:00 fino a fine servizio.La scuola
Sciopero anche della scuola, proclamato a livello nazionale dal sindacato SISA per l’intero comparto istruzione e ricerca. La mobilitazione riguarda tutto il personale scolastico: docenti, dirigenti e personale ATA, sia di ruolo sia precario. Di conseguenza, non sarà garantito il regolare svolgimento delle lezioni e ogni istituto potrà registrare situazioni diverse, dalla normale attività fino alla sospensione totale delle lezioni. Per studenti e famiglie si prospetta quindi una giornata incerta: in molte scuole potrebbero verificarsi ingressi posticipati, uscite anticipate o cancellazioni delle attività didattiche, oltre a possibili disagi nei servizi amministrativi. Tra le principali richieste dei lavoratori: l’aumento degli stipendi, indicato intorno al 20% per compensare l’inflazione, e la stabilizzazione del personale precario attraverso assunzioni sui posti vacanti.
La stampa
Anche i giornalisti si preparano a incrociare le braccia, con la proclamazione di uno sciopero nazionale da parte della Fnsi (la Federazione nazionale della stampa italiana) che ha indetto due giornate di stop, previste per il 27 marzo e per il 16 aprile. Spiega la Federazione in una nota: «Il nostro contratto di lavoro è scaduto da dieci anni, i nostri stipendi sono stati erosi dall'inflazione e hanno perso il 20% del potere di acquisto. Siamo l'unica categoria ad attendere da così tanto tempo il rinnovo. C'è una evidente questione economica e c'è un altrettanto evidente tema di autorevolezza e indipendenza della stampa».
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