Tajani: “Siamo stati informati dell’attacco a operazione iniziata, corridoi per far rientrare gli italiani bloccati all’estero”

AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamento Ore: 16.24 • 2 marzo 2026

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"L'irrigidimento iraniano ha contribuito alla degenerazione della situazione, come dimostrano anche gli attacchi insensati e inaccettabili contro i Paesi del Golfo"

 

 “Sono ore difficili cariche di tensione per il Medio oriente e l’intera comunità internazionale”.
Inizia così il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, in audizione in Commissione Affari esteri e Difesa del Senato e in Commissioni congiunte Affari Esteri e Difesa della Camera, sulla situazione in Iran e nel Golfo Persico, insieme al ministro della Difesa, Guido Crosetto. Nelle operazioni militari, conferma il ministro, “risultano deceduti la guida suprema Khamenei e vari vertici della Repubblica islamica”.

Gli attacchi iraniani, continua Tajani, “stanno provocando la paralisi del traffico aereo in tutta la regione e la chiusura dello stretto di Hormuz”, mentre il conflitto “rischia di allargarsi in tutta la regione a causa di gruppi che rispondono al governo iraniano”. Stati Uniti e israele, ha detto il ministro, “hanno deciso in autonomia e nella riservatezza come e quando intervenire”. Poi: “Noi come i tedeschi e i polacchi siamo stati informati ad operazione iniziata, come ho subito riferito al presidente del Consiglio Meloni. Sono stato informato dal ministro degli esteri israeliano Kats di quanto stava avvenendo”.

L’operazione militare Usa-Israele in corso contro l’Iran “potrebbe segnare un punto di svolta per gli equilibri regionali e aprire strada per medio oriente di pace, sviluppo e crescita, in cui i conflitti, tra cui quello israelo-palestinese, possano trovare una soluzione equilibrata e pacifica”.

Ribadendo che “la tutela dei connazionali sono la nostra priorità nella regione” insieme alla “difesa della nostra economia”, secondo Tajani l’Iran rappresenterebbe “un rischio nucleare e missilistico, una minaccia esistenziale come hanno dimostrato i fatti di questi giorni e come ha ribadito anche la anche la Commissione europea”. Una minaccia da cui “non sarebbe al riparo nessuno”.

Abbiamo ricevuto richieste di aiuto logistico e di materiale che coincidono anche con le nostre esigenze di protezione dei nostri militari nell’area. Su questo riferirà nel dettaglio il ministro Crosetto e siamo naturalmente pronti a tutti passi parlamentari necessari”.

“L’Iran non ha mostrato passi chiari di marcia indietro” nel corso dei negoziati a Ginevra sul nucleare con la controparte statunitense, e inoltre “ha rigettato proposte di compromesso avanzate dall’Agenzia per l’energia atomica (Aiea). Stiamo ribadendo oggi questi concetti alla Conferenza dei governatori a Vienna dell’Agenzia per l’energia atomica, per discutere la questione del nucleare iraniano, in cui siede anche l’Italia. Noi continueremo a chiedere all’Iran il pieno accesso dell’Agenzia a tutti i siti nucleari per assicurare piena trasparenza e credibilità del suo programma nucleare”.

Secondo Tajani, “l’irrigidimento iraniano ha contribuito alla degenerazione della situazione, come dimostrano anche gli attacchi insensati e inaccettabili contro i Paesi del Golfo nonostante non fossero coinvolti nell’operazione militare, che noi abbiamo condannato la massima fermezza” e nella serata di ieri “ribadita anche dall’Ue”.

“Gli sconsiderati attacchi” dell’Iran rischiano di “allargare il conflitto e per scongiurare questo stiamo lavorando coi nostri partner internazionali. L’unità del G7 è un elemento decisivo. Con il segretario di Stato Rubio e gli altri colleghi abbiamo condiviso la minaccia del programma missilistico e la necessità di contenere la crisi. Coi ministri dell’Ue riunitisi ieri abbiamo concordato di lavorare in modo coordinato per evitare estensione del conflitto e instabilità regionale. Ieri è stata anche decisa la prosecuzione delle missioni Aspides e Atlanta nel Mar rosso per proteggere i traffici commerciali da parte degli Houthi”.

Sulla libertà di circolazione nel Mar rosso, area strategica fondamentale per i traffici navali mondiali e l’export italiano, Tajani ha ricordato di aver presieduto stamani una riunione della task force commercio per informare le imprese sulle conseguenze economiche della crisi e le azioni messe in campo”.

“La morte dell’ayatollah Khamenei apre una nuova fase per l’Iran a cui dovranno contribuire le nuove forze iraniane, penso ai giovani che sono scesi in piazza” per chiedere “diritti e libertà, pagando anche un prezzo altissimo” e “a loro va nostro rispetto e vicinanza: il governo italiano è al fianco dei giovani iraniani e al popolo”.

Tajani ha chiarito: “Una volta trascorsa la fase più complessa bisognerà lavorare per favorire in Iran una transizione pacifica e rispettosa delle aspirazioni del popolo iraniano. L’Europa ha un importate ruolo da giocare, voce di equilibrio e fautrice di quel dialogo richiamato anche ieri dal Santo Padre, Papa Leone XIV”.

“Sono presenti nella regione quasi 70mila connazionali, di cui l’80% presenze stabili e poi temporanee, di cui 30mila circa a Dubai e Abu Dhabi”, quanto a Israele “sono circa 20mila residenti con passaporto italiano. Negli Emirati arabi uniti, Arabia Saudita, Bahrein, Oman e Kuwait sono presenti comunità numerose, invece in Iran poco meno di 500 connazionali. La prima notizia positiva è che non ci sono italiani coinvolti negli attacchi, né civili né militari”.

La difesa dei connazionali in Medio oriente, ha ribadito Tajani, “è una priorità di questo governo”, ricordando lo stretto lavoro di raccordo con le ambasciate nella regione ma anche le autorità istituzionali nei Paesi: “tutti hanno garantito massima attenzione”, ha assicurato il capo della Diplomazia.

“Su nostra richiesta domani, le autorità emiratine hanno messo a disposizione un volo speciale Abu Dhabi-Milano per gli studenti minorenni che si trovano bloccati nel Paese”. Secondo Tajani, in questi giorni l’Unità di crisi ha gestito “7mila chiamate” per fornire assistenza agli italiani bloccati in Medio oriente. “La situazione più complessa- informa Tajani- per numero di residenti è quella di Dubai e Abu Dhabi: gli Emirati, come molti altri Paesi della regione, hanno chiuso lo spazio aereo, determinando la paralisi del traffico. Stiamo seguendo tanti casi, li potrei citare tutti, ma voglio concentrarmi sui circa 200 giovani studenti bloccati a Dubai” che, fino alla partenza di domani, “sono ospitati in condizioni di sicurezza presso un albergo e stanno bene. Il nostro console generale è i costante contatto ed è stato a visitarli nel pomeriggio”.

“Stiamo lavorando alla creazione di corridoi e reti di ambasciate per facilitare il trasferimento di italiani verso Paesi dove sono disponibili voli, in particolare da Dubai e Abu Dhabi verso l’Oman, dal Bahrein e dal Qatar verso l’Arabia Saudita, e infine India, Thailandia e Sri Lanka, e per sostenere questi trasferimenti, in particolare dagli Emirati, stiamo lavorando per inviare una squadra dell’Unità di crisi di cui faranno parte anche carabinieri e finanzieri dei reparti della Farnesina e un elemento della protezione civile”, da dislocare anche “negli aeroporti per evitare ‘bagarini’ che possano vendere biglietti approfittando di questo momento di difficoltà”.

“Approntati negli aeroporti specifici banchi con la bandiera italiana e personale dell’ambasciata e dell’Unità di crisi”, continua il capo della Farnesina confermando che “Stiamo assistendo anche le migliaia di turisti italiani dalle Maldive che dovevano transitare per Dubai. Proprio oggi abbiamo attivato voli charter. Il nostro console onorario alle Maldive è presente in aeroporto. L’ambasciata in Sri Lanka, competente per le Maldive, è a disposizione per fornire assistenza a chi passa da Colombo”. Qui e a Nuova Delhi “siamo al lavoro per reperire i farmaci per coloro che ne hanno bisogno”.

Dall’Iran, conclude Tajani, “Non abbiamo ricevuto richieste di evacuazione ma siamo pronti a intervenire se necessario”. Tajani conferma che “se la situazione dovesse peggiorare siamo in grado di organizzare dei convogli da Teheran nel giro di poche ore, mentre sul confine con l’Azerbaigian sono già pronti degli autobus”.

“Abbiamo partecipato a una riunione dei ministri esteri Ue di ieri e quella è la linea che segue l’Ue in questa vicenda, non siamo affatto isolati. Partecipiamo al G7 e alle riunioni del Consiglio di sicurezza dell’Onu e in entrambi [gli organismi] ci sono gli Stati Uniti. Dovremmo forse non partecipare perché ci sono gli Usa? Sono la più grande democrazia occidentale, forse il più importante Paese al mondo, non possiamo non partecipare. Allora facciamo un mondo senza Stati Uniti ma mi pare un periodo ipotetico dell’irrealtà”. Così replica poi a Giuseppe Conte Tajani.

Il ministro continua: “Siamo stati con l’Ue – una riunione che si è chiusa con documento scritto insieme – ed è la nostra linea. Al G7, [la riunione è finita] senza documento ma abbiamo avuto un confronto e abbiamo condiviso un percorso e una valutazione della situazione. Nessuno sa cosa accadrà e io sono sempre aperto all’ascolto di proposte, idee e suggerimenti”.

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Autore: FRV NEWS MAGAZINE 1 settembre 2026
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Prende il via domani al Lido l'83ª edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, inaugurandosi sotto il segno di una forte pressione politica internazionale e di conflitti globali. Al centro dell'attenzione si collocano la mobilitazione del collettivo Venice4Palestine, le polemiche sui finanziamenti del progetto 'Dau', lo scontro diplomatico tra la Biennale e l'Unione Europea e la presenza in selezione di pellicole incentrate sulla minaccia atomica.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 1 settembre 2026
A margine del vertice informale Gymnich, il Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani ha espresso la solidarietà del Governo italiano alla Germania per i recenti e gravi fatti avvenuti sul territorio tedesco. Tajani ha escluso il rischio di un'offensiva militare russa in Europa, definendo gli episodi come attacchi ibridi e provocazioni, pur sottolineando la necessità di vigilare e mantenere solida la deterrenza dell'Occidente. Per ulteriori aggiornamenti e note stampa istituzionali è possibile consultare i canali ufficiali del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
Autore: Redazione 1 settembre 2026
Attacco ibrido all'aeroporto di Lipsia/Halle e adozione di contromisure diplomatiche e di sicurezza nei confronti della Federazione Russa I l Governo Federale della Germania attribuisce formalmente alla Federazione Russa la responsabilità del grave attacco ibrido sventato lo scorso 4 agosto presso l'aeroporto di Lipsia/Halle. Le indagini e le prove valutate dai servizi di intelligence e dagli enti deputati alla sicurezza nazionale confermano il coinvolgimento diretto di Mosca nel posizionamento di un drone d'attacco con esplosivo in prossimità di velivoli cargo ucraini. A tutela della sicurezza nazionale e in risposta a questo intollerabile atto di sabotaggio, il Governo Federale ha disposto l'immediata applicazione delle seguenti misure coercitive: Misure diplomatiche: Chiusura delle rispettive rappresentanze consolari a partire dal 18 settembre 2026 e risoluzione immediata del contratto relativo alla Casa Russa (Russisches Haus) a Berlino. Controlli di frontiera: Inasprimento drastico dei requisiti d'ingresso, delle verifiche documentali e del monitoraggio dei flussi di persone provenienti dalla Federazione Russa. Sicurezza delle infrastrutture: Elevazione dei livelli di allerta e potenziamento dei dispositivi di controllo all'interno di tutti gli scali aeroportuali e delle aree strategiche nazionali. I vertici dell'Unione Europea e della NATO, informati direttamente dal Cancelliere Friedrich Merz, hanno espresso unanime e totale solidarietà alla Repubblica Federale di Germania. Il dossier relativo alla minaccia ibrida russa sarà oggetto di un vertice d'urgenza a Bruxelles nelle prossime ore. Il Governo Federale ribadisce che, pur non considerandosi in stato di belligeranza, non tollererà alcuna violazione della propria sovranità e della sicurezza dei propri cittadini, riservandosi il diritto di adottare ulteriori e più severe risposte in sede internazionale.
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