Tragedia ad Anguillara: Suicidi i genitori di Claudio Carlomagno, l'uomo è sorvegliato a vista in carcere.

Redazione • 25 gennaio 2026

Share this article

Si aggrava il bilancio della tragedia che ha colpito la famiglia Carlomagno. Dopo l’omicidio di Federica Torzullo, uccisa dal marito Claudio Carlomagno nella loro villetta, i genitori dell'uomo, Pasquale Carlomagno e Maria Messenio, si sono tolti la vita. A lanciare allarme la zia.

 

I corpi senza vita dei due coniugi sono stati rinvenuti sabato scorso all'interno della loro abitazione; a lanciare l'allarme è stata una zia. La coppia ha lasciato una lettera d'addio indirizzata all'altro figlio, Davide, spiegando le ragioni del terribile gesto legato all'insostenibile dolore e alla vergogna per quanto accaduto.

 

La situazione di Claudio Carlomagno

 

Claudio Carlomagno, reo confesso del femminicidio della moglie, si trova attualmente detenuto nel carcere di Civitavecchia. In seguito alla notizia del suicidio dei genitori, le autorità carcerarie hanno disposto la sorveglianza a vista per l'uomo, nel timore che possa compiere atti di autolesionismo. 

 

L'avvocato difensore, Andrea Miroli, ha espresso profondo cordoglio sottolineando come i familiari di chi commette gravi reati diventino spesso "vittime collaterali": 

 

"Questa vicenda dimostra che i familiari sono vittime di un crimine le cui conseguenze si estendono a chi non ha responsabilità. Una discesa agli inferi che i signori Carlomagno non sono riusciti a sopportare".

Il legale ha inoltre puntato il dito contro la pressione mediatica e l'odio sociale:

Miroli ha chiesto silenzio sul contenuto della lettera lasciata ai familiari, ha denunciato commenti d'odio apparsi online contro la madre di Carlomagno, auspicando una "pedagogia collettiva" per evitare che il giudizio mediatico travolga persone innocenti.

 


Recent Posts

Autore: FRV NEWS MAGAZINE 25 marzo 2026
In arrivo giornate più lunghe e risparmi energetici: ecco tutto quello che c’è da sapere sul cambio d’ora di questa primavera. Il momento del cambio d’ora è ormai alle porte. Nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo 2026, l’Italia e i Paesi dell’Unione Europea daranno il benvenuto all’ora legale, il sistema nato per ottimizzare l'uso della luce solare e favorire il risparmio energetico durante i mesi più caldi. Come e quando cambiare l’orario Il passaggio ufficiale avverrà alle ore 02:00 di domenica mattina, momento in cui le lancette dovranno essere spostate un’ora avanti, posizionandole direttamente sulle 03:00. Dispositivi digitali: La stragrande maggioranza di smartphone, computer, tablet e orologi connessi alla rete effettuerà il passaggio in modo automatico senza richiedere l’intervento dell’utente. Orologi analogici: Per orologi da parete, da polso meccanici e dispositivi non connessi (come i timer di alcuni elettrodomestici o i cruscotti delle auto meno recenti), sarà necessario l'intervento manuale. Gli effetti del passaggio Nonostante la perdita di un'ora di sonno nella notte del passaggio, l'introduzione dell'ora legale garantisce un immediato aumento della luce naturale nelle ore pomeridiane. Questo slittamento permette di ridurre sensibilmente il consumo di energia elettrica per l'illuminazione, portando benefici sia in termini ambientali che economici.  Verso l’autunno L’ora legale rimarrà in vigore per sette mesi, accompagnandoci per tutta l’estate fino alla notte tra il 24 e il 25 ottobre 2026, quando verrà ripristinata l’ora solare.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE - Francesca Romana Nucci 25 marzo 2026
Mentre i mercati energetici continuano a oscillare e le famiglie si trovano a fare i conti con rinc ari senza sosta, la nostra redazione ha deciso di vederci chiaro. Siamo andati a incontrare le aziende leader del settore e abbiamo parlato con una Consulente Energetica Senior, che ci ha mostrato dati alla mano cosa significhi oggi passare al fotovoltaico. L’Incontro: Numeri che non Mentono "Non parliamo di promesse, parliamo di fatture alla mano", ci spiega la nostra consulente Signora Barbara Icardi, mentre ci mostra i grafici di una famiglia tipo. Grazie all’installazione di pannelli solari di ultima generazione, il risparmio non è solo una voce nel futuro, ma un taglio netto immediato. " Molte persone arrivano da noi spaventate dai costi iniziali," prosegue l’esperta, "ma quando vedono l'abbattimento dei costi in bolletta e gli incentivi attivi, capiscono che l'impianto si ripaga da solo. In pochi anni, quella che era una spesa fissa diventa un guadagno netto che la famiglia può reinvestire." Una Scelta di Benessere: Proteggere chi Amiamo Oltre al risparmio economico, emerge un dato psicologico fortissimo. La consulente ci conferma che sempre più italiani accettano questa sfida non solo per il portafoglio, ma per un profondo desiderio di serenità familiare. Libertà dall'ansia: Non essere più schiavi delle decisioni geopolitiche che alzano il prezzo del gas e dell’energia elettrica. Investimento sui figli: Ogni euro risparmiato oggi è un fondo per l'università o i progetti futuri dei ragazzi e per te stesso e i tuoi cari. Valore all'immobile: Una casa energeticamente indipendente vale molto di più sul mercato. I l Futuro è un Tetto Splendente Il mondo che sogniamo un pianeta al 100% pulito non è un’utopia lontana, ma una costruzione quotidiana. Se ogni famiglia facesse questo passo, ridurremmo drasticamente le emissioni e creeremmo un’economia circolare dove l’energia è un bene comune e accessibile. I l Commento della Redazione Abbiamo toccato con mano la realtà: le aziende oggi offrono tecnologie così avanzate (con batterie di accumulo che permettono di usare l'energia del sole anche di notte) che restare legati al vecchio sistema è quasi un controsenso economico. Il benessere della tua famiglia parte da una scelta consapevole.  Guardare al futuro significa smettere di subire i costi e iniziare a produrre valore per la tua famiglia.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 25 marzo 2026
Nella giornata di oggi, mercoledì 25 marzo, il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, accoglierà a Palazzo Giustiniani Catherine Birmingham e Nathan Trevallion. L'incontro, previsto per le ore 12:30 in forma privata, accende i riflettori sulla complessa vicenda dei tre figli della coppia, allontanati dalle autorità lo scorso novembre mentre vivevano in un casolare a Palmoli, in Abruzzo. Il contesto legale L’incontro giunge a pochi giorni dal deposito di un ricorso di 37 pagine presso la Corte d'Appello dell'Aquila. I legali della famiglia contestano l'ultimo provvedimento del Tribunale per i Minorenni, che ha disposto il trasferimento dei bambini in una nuova comunità e l’allontanamento della madre dagli stessi. Le criticità sollevate La difesa dei coniugi parla apertamente di una "lettura distorta dei fatti" e denuncia un presunto pregiudizio sistematico nei confronti di Catherine Birmingham. Secondo i legali, il sistema avrebbe progressivamente isolato la figura materna, interpretando ogni sua azione in chiave punitiva e precludendo alla donna una reale possibilità di difesa. L'attenzione della seconda carica dello Stato segna un momento di forte rilievo istituzionale per un caso che continua a dividere l'opinione pubblica tra il rispetto dei protocolli di tutela minorile e il diritto alla genitorialità.
Autore: AGENZIA DIRE In aggiornamento 25 marzo 2026
" E’ il venticinquesimo giorno di guerra in Medio Oriente. A fine giornata, emergono spiragli per l’avvio dei colloqui di pace con la possibilità di farli partire già giovedì. Anche se gli attacchi sui diversi fronti aperti vanno avanti. Intanto sui media israeliani circola un piano di 15 punti per lo stop al conflitto inviato da Washington a Teheran. Ecco quali sarebbero le richieste di Washington. NYT: “DAGLI USA ALL’IRAN UN PIANO DA 15 PUNTI PER LA PACE” E I MEDIA ISRAELIANI LO RIPORTANO PUNTO PER PUNTO Secondo quanto riferito dal quotidiano statunitense New York Times, gli Stati Uniti avrebbero inviato all’Iran un piano di pace. La proposta in 15 punti, inoltrata alla leadership iraniana tramite il Pakistan, riflette la volontà dell’amministrazione Trump di trovare una via d’uscita dal conflitto. Il quotidiano cita come fonte “due funzionari informati sulla vicenda diplomatica”. Anche i media israeliani, tra cui Canale 12 e Haaretz riportano la notizia che Kushner e Witkoff hanno delineato un processo che prevede “la dichiarazione di un periodo di cessate il fuoco della durata di un mese, durante il quale le parti negozieranno un accordo in 15 punti”. Non solo, i media israeliani riferiscono persino i contenuti delle richieste americane e pesino i vantaggi previsti perTeheran. Tra i punti elencati dagli Usa: “L’Iran deve smantellare le sue attuali capacità nucleari” e “deve impegnarsi a non perseguire mai lo sviluppo di armi nucleari nè l’arricchimento dell’uranio”, inclusa la consegna in tempi brevi all’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica delle sue scorte di “circa 450 chilogrammi di uranio arricchito al 60%, secondo un calendario da concordare”. Inoltre gli Usa chiedono lo smantellamento degli impianti nucleari di Natanz, Isfahan e Fordo. E ancora: pieno accesso e trasparenza all’Aiea, l’organismo di controllo nucleare delle Nazioni Unite. E ancora: “L’Iran deve abbandonare il suo “paradigma” regionale basato sui rapporti con i suoi alleati” e “cessare di finanziare, dirigere e armare i suoi gruppi alleati nella regione”. Tra i 15 punti ovviamente la riapertura dello Stretto di Hormuz e la limitazione del programma missilistico iraniano. In cambio, l’Iran otterrebbe in vantaggio: la revoca completa delle sanzioni imposte dalla comunità internazionale l’assistenza degli Usa “nel portare avanti il ​​suo programma nucleare civile, compresa la produzione di energia elettrica presso la centrale nucleare di Bushehr”. Secondo il quotidiano Haaretz, gli Stati Uniti hanno trasmesso all’Iran, tramite il Pakistan, la loro proposta in 15 punti, concedendo alla Repubblica islamica 24 ore di tempo per rispondere. Ma Teheran avrebbe risposto di non essere in grado di rispettare la scadenza perché i responsabili del regime incontrano notevoli difficoltà a comunicare o a incontrarsi per timore di essere presi di mira.
Autore: Redazione 25 marzo 2026
Jannik Sinner soffre ma supera in due set Alex Michelsen negli ottavi di finale di Miami e, con un 7-5 7-6, conquista per la ventesima volta in carriera i quarti di finale in un Masters 1000, allungando anche a 28 la striscia di set vinti consecutivi in questa categoria di tornei
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 24 marzo 2026
L’ex magistrato Luca Palamara, commentando l’esito della consultazione referendaria ai microfoni dell’Adnkronos, analizza le ripercussioni interne alla magistratura, lanciando un monito sulla tenuta del sistema. “Nel breve periodo l’Associazione Nazionale Magistrati esce rafforzata, ma è un rafforzamento che rischia di trasformarsi in un boomerang”, ha dichiarato Palamara. Secondo l’ex magistrato, la vittoria del ‘No’ consolida il ruolo dell'ANM come soggetto di opposizione politica, ma sposta sensibilmente gli equilibri interni: “Il peso della corrente di Area è destinato a crescere, condizionando la futura leadership e la successione a Parodi”. Palamara sottolinea come, da oggi, la magistratura associata si assuma una responsabilità storica: Fine degli alibi: "Se il sistema resta com'è, la responsabilità ricade su chi lo ha difeso. Se emergeranno ancora le distorsioni del correntismo, sarà impossibile spiegare agli italiani perché non si è voluto cambiare nulla". La domanda di riforma: "Milioni di cittadini hanno votato per il cambiamento. Esiste una sfiducia profonda verso l’attuale assetto della giustizia che non può essere ignorata da chi oggi canta vittoria". In conclusione, Palamara avverte che la partita non è chiusa, ma solo rimandata a un terreno "molto più scomodo" per i conservatori: "Non necessariamente ogni riforma deve toccare la Costituzione. Il risultato va rispettato, ma non va raccontato come una resa: la domanda di giustizia del Paese resta inevasa".
Autore: AGENZAI DIRE ORE: 20.32 24 marzo 2026
"Non ho fatto niente di scorretto": così il sottosegretario di Stato per la Giustizia comunica le sue dimissioni 'irrevocabili'. A stretto giro la decisione della capo di Gabinetto, ufficializzata dopo il colloquio con Nordio. In serata il diktat per la ministra del Turismo ROMA – Effetto domino sul governo, l’indomani del Referendum sulla Giustizia. La vittoria del “No” e la bocciatura della riforma sostenuta da maggioranza ed esecutivo non è indolore, in particolare, per il Ministero della Giustizia. Nel tardo pomeriggio di oggi, martedì 24 marzo, si sono succedute a distanza ravvicinata le dimissioni del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e del capo di gabinetto Giusi Bartolozzi. A seguire, il diktat- travestito da ‘auspicio’- della premier Giorgia Meloni all’indirizzo della ministra del Turismo Daniela Santanché perché segua l’esempio di Delmastro e Bartolozzi e dimostri la stessa “sensibilità istituzionale”. MELONI: “BENE LE DIMISSIONI DI BARTOLOZZI E DELMASTRO, SANTANCHÈ ABBIA LA STESSA SENSIBILITÀ“ La presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni “esprime apprezzamento per la scelta del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e del capo di gabinetto Giusi Bartolozzi di rimettere gli incarichi finora ricoperti e li ringrazia per il lavoro svolto con dedizione”. Meloni “auspica che, sulla medesima linea di sensibilità istituzionale, analoga scelta sia condivisa dal ministro del Turismo Daniela Santanchè“. Così una nota di Palazzo Chigi. DELMASTRO: “NON HO FATTO NIENTE DI SCORRETTO MA MI DIMETTO” “Ho consegnato oggi le mie irrevocabili dimissioni da sottosegretario alla Giustizia. Ho sempre combattuto la criminalità, anche con risultati concreti e importanti e pur non avendo fatto niente di scorretto, ho commesso una leggerezza a cui ho rimediato non appena ne ho avuto contezza. Me ne assumo la responsabilità, nell’interesse della Nazione, ancor prima che per l’affetto e il rispetto che nutro verso il governo e verso il Presidente del Consiglio”. Lo dichiara in una nota Andrea Delmastro Delle Vedove. ANCHE GIUSI BARTOLOZZI SI È DIMESSA. LA DECISIONE UFFICIALIZZATA DOPO IL COLLOQUIO CON NORDIO Sono ufficialmente arrivate le dimissioni di Giusi Bartolozzi da capo di Gabinetto in Via Arenula. A quanto si apprende da fonti vicine al ministero della Giustizia, il passo indietro ora è stato formalizzato dopo il colloquio con il ministro Carlo Nordio. LEGGI ANCHE: VIDEO | Referendum, Bartolozzi choc: “Se vince il no? Scapperò dall’Italia” LEGGI ANCHE: Caso Visibilia, Santanchè: “Il rinvio a giudizio? Come vedete sto lavorando normalmente…” Le posizioni di Delmastro e Bartolozzi, rispettivamente Sottosegretario e Capo di Gabinetto del Ministero della Giustizia, alla vigilia delle urne, erano considerate a rischio in caso di sconfitta del ‘sì’ al referendum. Due nomi finiti della bufera della campagna referendaria per diversi motivi. IL CASO DELLA “BISTECCHERIA D’ITALIA” Le dimissioni di Delmastro sono l’ultimo capitolo delle polemiche sollevate nei giorni scorsi da un’inchiesta giornalistica lanciata da “Il Fatto Quotidiano”: al centro la rivelazione della sua partecipazione societaria in un ristorante di Roma, denominato “Bisteccheria d’Italia”. Tra i soci dell’attività figura infatti anche la figlia di Mauro Caroccia, recentemente condannato in via definitiva per intestazione fittizia di beni legati al clan mafioso Senese. Il ministro Nordio, proprio in mattinata, si era detto fiducioso nei confronti del Sottosegretario: “Sono certo che riuscirà a chiarire”, ha dichiarato ai microfoni di Sky Tg24. Delmastro a sua volta, nel presentare le dimissioni, ha ammesso di aver commesso una “leggerezza” e di aver ceduto le sue quote non appena appresa la gravità dei legami della famiglia Caroccia. Ha infine ribadito di non aver mai compiuto atti scorretti. QUELLE PAROLE DI BARTOLOZZI: “GIUDICI? UN PLOTONE DI ESECUZIONE” Diverso il caso del passo indietro di Bartolozzi: a renderle la vita difficile al Ministero sono state le reazioni alle sue recenti dichiarazioni pubbliche sui magistrati. Durante la recente campagna elettorale per il Referendum sulla Giustizia. Bartolozzi aveva infatti attaccato duramente i togati, tra l’altro etichettandoli come un “plotone d’esecuzione”. Un’uscita risultata infelice, e a sua volta stigmatizzata sul piano politico dall’opposizione, anche se il Ministro Nordio, ai microfoni di Sky Tg 24, stamane aveva ribadito che la posizione di Bartolozzi non sarebbe stata in discussione. SANTANCHÈ NEI GUAI PER IL CASO VISIBILIA Le ultime parole della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, rivolte alla ministra del Turismo, riguardano il suo coinvolgimento nel caso Visibilia, società fondata dalla stessa Santanché e coinvolta in diverse vicende giudiziarie. La ministra è stata infatti rinviata a giudizio il 17 gennaio 2025 dal Gup di Milano con l’accusa di falso in bilancio (false comunicazioni sociali). Il processo riguarda in sostanza i conti della società Visibilia Editore di cui Santanché è stata fondatrice, presidente e amministratrice delegata fino al dicembre 2021 e di cui h mantenuto il controllo tramite la sua controllante Athena Srl. Nonostante le indagini e il rinvio a giudizio, Santanchè ha sempre sostenuto la sua estraneità ai fatti, dichiarando di non aver mai truccato i bilanci.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 24 marzo 2026
Andrea Delmastro Delle Vedove lascia l'incarico di Sottosegretario alla Giustizia. Le dimissioni, definite "irrevocabili", arrivano sulla scia della sconfitta del governo al referendum sulla magistratura, ma sono motivate soprattutto dal coinvolgimento in un caso societario scottante. Al centro della bufera c'è la partecipazione di Delmastro a una società di ristorazione intestata alla figlia di Mauro Caroccia, attualmente detenuto e condannato per legami con il clan Senese. Pur ribadendo la propria correttezza, l'esponente di Fratelli d'Italia ha ammesso una "leggerezza": "Ho sempre combattuto la criminalità, ma ho commesso un errore di valutazione a cui ho rimediato appena possibile. Mi assumo la responsabilità per rispetto delle istituzioni e del Presidente del Consiglio". L'uscita di scena di Delmastro apre ora una fase di incertezza per il Ministero, mettendo a rischio anche la posizione di un altro nome chiave: Giusi Bartolozzi.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE - Francesca Romana Nucci 24 marzo 2026
Fonti di Palazzo Chigi chiariscono all'ANSA che non è previsto alcun colloquio con il Colle. La premier Giorgia Meloni esclude il ricorso al voto parlamentare dopo l'esito del referendum sulla giustizia, ritenendo che non sussistano i presupposti per una crisi di governo.
Autore: AGENZIA DIRE 24 marzo 2026
Il Ministro commenta l'esito delle votazioni e sul capo di gabinetto Bartolozzi dice: "Non è assolutamente in discussione" La riforma “porta il mio nome e me ne assumo la responsabilità politica”. Lo dice il ministro della Giustizia Carlo Nordio a Sky Tg24 all’indomani della vittoria del No al referendum sulla Giustizia. “Se vi sono stati dei difetti di comunicazione e di impostazione sono stati anche i miei. Le sconfitte in politica si devono mettere in bilancio e si devono affrontare con serenità e continuare a lavorare”. Il ministro ha spiegato inoltre che non si è sentito con Giorgia Meloni ma con altri colleghi di partito si “e siamo d’accordo con la linea espressa dalla premier”. Durante l’intervista poi, Nordio sottolinea inoltre che il suo capo di gabinetto Bartolozzi “non è assolutamente in discussione”. NORDIO: RITORSIONI DA MAGISTRATURA? LO ESCLUDO CATEGORICAMENTE Il ministro esclude “ritorsioni in senso tecnico” e cioè che “la magistratura invii raffiche di informazioni di garanzia o provvedimenti verso chi ha patrocinato la riforma lo escludo categoricamente e sarebbe sacrilego strumentalizzare il potere della magistratura per infierire sui vinti. È una concezione assolutamente irrealistica”. NORDIO: ANM DIVENTA SOGGETTO POLITICO, SINISTRA DOVRÀ FARNE I CONTI “Quello che sarà purtroppo l’intervento della magistratura associata e sindacalizzata sarà una forte pressione politica. Questa è una vittoria dell’Anm che ha subito introdotto il comitato del no. Questo dara all”Anm un potere contrattuale che sarà aumentato e dovrà farne i conti anche la sinistra se dovesse andare al governo”, dice Nordio. Qui, aggiunge, “i vincitori non sono due, Pd, 5 stelle” e magisrati, “ma è l’Anm che diventa un soggetto politico e sarebbe un soggetto politico anomalo”. NORDIO: DA FRANCESCHINI CHIAMATA ALLE ARMI CON SOAVE DISCORSO VESCOVILE “Se noi avessimo voluto una collaborazione, diciamo così, leale da parte anche dell’opposizione, questo forse si sarebbe potuto fare. Ma noi abbiamo capito sin dall’inizio che questa riforma aveva un veto senza se e senza ma dell’Associazione Nazionale Magistrati, che si sono subito pronunciati, come ricorderete, con uno sciopero e con una serie di manifestazioni anche pittoresche durante gli anni giudiziari. L’opposizione ha colto al balzo questa possibilità di alleanza con la potentissima corporazione non della magistratura, ma dell’Associazione Nazionale Magistrati, e ha chiamato alle armi in senso politico”, dice Nordio. “L’ha fatto l’onorevole Franceschini- aggiunge- con un discorso molto abile e con una soavità vescovile che gli riconosco, ma molto incisivo, l’ha fatto davanti a me in Parlamento praticamente subito. Ha detto: ‘questo è un voto politico e dobbiamo cogliere l’occasione per dare una spallata al governo’. E da lì si è visto anche nelle commissioni, e soprattutto in quella della riforma… della commissione Affari Costituzionali, che vi sono stati così tanti e così lunghi e così inutili emendamenti che avrebbero portato, diciamo, alle calende greche la risoluzione finale. Come avete visto, una riforma del genere che necessita di due passaggi parlamentari, Camera-Senato, Camera-Senato, più un referendum, se vai avanti troppo non riesci a farla. Infatti noi siamo arrivati praticamente in limite facendo una riforma cosiddetta blindata. Se avessimo seguito quelle che erano le loro aspirazioni, cioè di prolungare i tempi, non saremmo arrivati neanche al referendum”. DELMASTRO. NORDIO: A CENA IN RISTORANTE NON È CHE PUOI CHIEDERE CARTA IDENTITÀ PROPRIETARIO In merito al caso Delmaestro invece, Nordio spiega che “fino a ieri sono stato così occupato, come voi ben sapete, per questo referendum che questa vicenda mi è arrivata completamente inattesa, non sapevo neanche di cosa si parlasse. Però ho letto le prime dichiarazioni sia del collega Delmastro, sia della presidente Meloni. Sono certo che riuscirà a chiarire. Sa, andare a cena in un ristorante – se ho ben capito – andare a cena in un ristorante non è che puoi chiedere la carta d’identità del proprietario. Io avrò stretto diecimila mani in questo periodo di campagna elettorale, non vorrei che un giorno uscisse che sono abbracciato con un mafioso, potrebbe anche essere accaduto…”. Però se fa una società e ha di fronte qualcuno di 18 anni che non conosce e paga in contanti… “Beh, guardi- aggiunge-, io su questo non conosco nemmeno quali siano i termini di questa società perché, ripeto, fino a ieri mi sono occupato, come ben sapete, soltanto del referendum”. Questa vicenda, prosegue Nordio, “sicuramente sarà chiarita, credo. Ho letto che anche l’antimafia se ne occuperà e quindi sarà chiarita. Ma conoscendo Andrea Delmastro, tutto posso pensare di lui, magari qualche eccesso nella comunicazione, ma certamente non che abbia, non dico delle contiguità, ma anche delle simpatie mafiose o delle conoscenze mafiose. Proprio perché anche quando parliamo tra di noi, lui è, posso dire il più fermo… Ecco, io sarei un po’ più garantista su certe cose anche nei confronti di alcuni… dello stesso 41 bis, per esempio. Lui con molti colleghi della maggioranza è, diciamo, il più fermo sostenitore di tutti i provvedimenti contro la mafia. Quindi se c’è proprio una persona che non può essere sospettata non dico di simpatie, ma neanche di una minima contiguità, chiamiamola così, occasionale,
Show More