Ucraina-Russia-Usa, trilaterale negli Emirati per porre fine alla guerra: resta il nodo Donbass

a80d0376_user • 23 gennaio 2026

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Ad Abu Dhabi ripartono i negoziati che puntano a trovare un accordo di pace tra Mosca e Kiev. Durante l'incontro verranno discussi quattro documenti differenti, ma il problema principale rimane la porzione di territorio nel Donetsk che Putin reclama e che Zelensky non vuole cedere

Un solo tavolo e tre interlocutori: Ucraina, Russia e Stati Uniti. Nella giornata di oggi, venerdì 23 gennaio, è previsto il primo incontro trilaterale dei negoziati per porre fine al conflitto tra Mosca e Kiev, che ormai va avanti da quasi quattro anni. Negli Emirati Arabi gli emissari di Putin, guidati dall'ammiraglio russo Igor Kostyukov, si incontreranno con Donald Trump e Volodymyr Zelensky, come confermato anche dal consigliere diplomatico del Cremlino Yuri Ushakov: "È stato concordato che già oggi si terrà ad Abu Dhabi la prima riunione di un gruppo di lavoro trilaterale sulle questioni di sicurezza. L'incontro tra Putin e Witkoff di giovedì - ha aggiunto - è stato utile sotto ogni aspetto".

Il trilaterale negli Emirati Arabi

La delegazione ucraina negli Emirati sarà composta dal capo dell'ufficio presidenziale e dal suo vice, Kyrylo Budanov e Serhii Kyslytsia, dal leader parlamentare del partito Servitore del Popolo e negoziatore, David Arakhamia, e dal capo di Stato Maggiore dell'Ucraina, Andrii Hnatov. "Gli americani hanno fatto molto per preparare questa riunione e sperano che sia un successo e apra la strada al progresso su tutte le questioni relative alla fine del conflitto - ha sottolineato Ushakov -. Siamo sinceramente interessati a una risoluzione del conflitto attraverso mezzi politici e diplomatici. Finché ciò non accadrà, la Russia continuerà a perseguire i suoi obiettivi sul campo di battaglia".

Dopo gli incontri preliminari avvenuti nelle scorse settimane, i negoziatori avrebbero una "base" di quattro documenti diversi che puntano a trovare un accordo di pace. Tra questi c'è anche quello che prevede la cessione del Donbass alla Russia, la porzione del Donetsk che Putin non è riuscito a conquistare, ma sui cui il presidente ucraino ha sempre risposto "no". Un punto sottolineato anche da Ushakov: "Soprattutto, durante questi colloqui tra il nostro presidente e gli americani, è stato ribadito che senza risolvere la questione territoriale secondo la formula concordata ad Anchorage, non c’è speranza di raggiungere un accordo a lungo termine". Donald Trump, a bordo dell'Air Force One, ha detto di essere ottimista in vista di una soluzione del conflitto tra Russia e Ucraina: "Stanno facendo concessioni entrambi. Penso che Zelensky e Putin vogliano trovare un accordo".

 

Il nodo del Donbass

Un nodo Donbass è cruciale anche per Zelensky: "La questione dei territori nell'est dell'Ucraina non è ancora stata risolta e continua a rappresentare la parte più difficile nei negoziati. Al trilaterale verranno discusse diverse varianti per sbloccare l'impasse". L'obiettivo di Mosca fin qui è stato molto chiaro: ottenere il Donbass, in qualsiasi modo, con la diplomazia o con le armi. In realtà, le truppe di Mosca sono lontane dall'obiettivo di controllare l'intera regione. Kiev non è intenzionata a prendere in considerazione sacrifici territoriali, soprattutto senza prima aver consultato la popolazione con un referendum. Lo stallo, inevitabile, dura da mesi, per la frustrazione di Trump che non riesce a completare la missione da pacificatore. "Abbiamo incontrato il presidente Trump e i nostri team stanno lavorando quasi ogni giorno. Non è semplice. I documenti volti a porre fine a questa guerra sono quasi, quasi pronti - ha aggiunto Zelensky -. Il dialogo con Trump non è semplice, nonostante l'incontro positivo avuto a margine del World Economic Forum".

Europa "smarrita" e "spettatrice"

Zelensky ha lanciato anche una "frecciata" ai Paesi europei, riconoscendo gli Stati Uniti come unico interlocutore occidentale: "L'Europa sembra intrappolata nel copione del "film 'Il giorno della marmotta': facciamo le stesse cose ogni giorno per mesi, anni. Non si può vivere così. L'Europa sembra ancora più una questione di geografia, storia e tradizione che una vera forza politica. Non una grande potenza. Non dovremmo accettare l'idea che l'Europa sia solo un insieme di potenze piccole e medie, condite con nemici dell'Europa. Quando siamo uniti, siamo davvero invincibili. L'Europa può e deve essere una forza globale. Non una forza che reagisce in ritardo, ma una forza che definisce il futuro".

Ma per il presidente ucraino il quadro è totalmente differente: "Invece di diventare una potenza veramente globale, l'Europa rimane un affascinante ma frammentato caleidoscopio di potenze piccole e medie. Invece di assumersi la responsabilità decisiva di difendere la libertà in tutto il mondo, soprattutto ora che l'attenzione dell'America si sta spostando altrove, l'Europa sembra smarrita. Alcuni cercano di convincere il presidente degli Stati Uniti a cambiare rotta. Ma lui non cambierà. Il presidente Trump ama ciò che è. Dice di amare l'Europa, ma non ascolterà questo tipo di Europa. Qual è il messaggio che mandiamo a Putin, alla Cina? L'Europa resta in modalità Groenlandia, quasi spettatrice. Forse un giorno qualcuno farà qualcosa".


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Autore: FRV NEWS MAGAZINE 21 marzo 2026
Proseguono senza sosta le attività investigative coordinate dalla Procura di Roma a seguito del decesso di Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, avvenuto nel crollo di un casale nel Parco degli Acquedotti. Le indagini, affidate alla Digos e al pool antiterrorismo, si concentrano sulla ricostruzione della filiera logistica e sull'individuazione del potenziale obiettivo dell'azione. Le operazioni notturne Nella notte, gli agenti della Digos hanno eseguito cinque decreti di perquisizione domiciliare presso abitazioni riconducibili ad ambienti dell'anarco-insurrezionalismo romano. L’operazione ha portato al sequestro di materiale d’area e supporti informatici, attualmente sotto esame da parte degli esperti della Postale e della Scientifica. Sebbene i primi riscontri non abbiano evidenziato un nesso diretto e immediato con l'esplosivo detonato nel casale, il materiale è ritenuto utile per mappare la rete di contatti delle vittime. Il vertice strategico In mattinata, il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha presieduto il Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo (CASA). Durante la riunione è stato fatto il punto sulla pericolosità della cellula e sulle possibili rotte di approvvigionamento dell'esplosivo. Massima attenzione è rivolta alla prevenzione di eventuali azioni emulative o di "ritorsione" da parte di frange radicali. Piste investigative Gli inquirenti stanno analizzando i resti dell’ordigno per accertarne la composizione chimica. L’ipotesi prevalente resta quella di un incidente avvenuto durante la fase di assemblaggio di un dispositivo ad alto potenziale, destinato a un obiettivo sensibile non ancora identificato. Al vaglio ci sono gli spostamenti della coppia nei giorni precedenti la tragedia, supportati dall’analisi delle celle telefoniche e delle telecamere di sorveglianza della zona Tuscolana. L’autorità giudiziaria ha confermato che le salme sono state identificate e restano a disposizione per ulteriori accertamenti medico-legali.
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Oggi è la Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie In occasione della Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, il nostro pensiero va anzitutto a tutte le vittime innocenti e alle loro famiglie, che portano ogni giorno il peso di un dolore che riguarda l’intera Nazione. Il nostro ringraziamento va a chi ha sacrificato la propria vita per proteggere quella altrui: donne e uomini, servitori dello Stato, imprenditori e cittadini che non hanno mai piegato la testa di fronte ai ricatti del crimine organizzato, e a quegli eroi silenziosi che ogni giorno lavorano incessantemente per difendere la legalità”. Lo scrive la premier Giorgia Meloni su X. “A noi il compito di non dimenticare e di portare avanti l’opera di chi ha sempre creduto in un’Italia più forte, più giusta e libera da ogni forma di mafia”, aggiunge Meloni.
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L’ultimo messaggio del Presidente degli Stati Uniti su Truth: “Degradare i missili iraniani e fermare il nucleare” MISSILI IRANIANI SU BASE MILITARE SULL’ISOLA DIEGO GARCIA L’Iran ha confermato di aver lanciato due missili balistici contro una base militare congiunta anglo-americana sull’isola di Diego Garcia, situata nell’Oceano Indiano, a circa 3.800 chilometri dal territorio iraniano. A riferirlo è l’agenzia Mehr. Secondo quanto riportato, l’operazione rappresenterebbe “un passo significativo nel confronto con gli Stati Uniti”, evidenziando un’escalation nelle tensioni tra Teheran e Washington. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, un missile è caduto nell’Oceano, mentre l’altro è stato intercettato dalla Difesa. Il dato più rilevante riguarda la distanza del bersaglio: il fatto che l’isola sia stata colpita suggerisce infatti che i missili iraniani possano avere una gittata superiore rispetto a quanto dichiarato ufficialmente. Solo il mese scorso, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi aveva affermato che l’Iran aveva scelto di limitare volontariamente la portata dei propri vettori a circa 2.000 chilometri. ORE 10.30 – USA E ISRAELE ATTACCANO L’IMPIANTO NUCLEARE DI NATANZ Israele e gli Stati Uniti hanno colpito l’impianto nucleare iraniano di Natanz, come confermato dall’Organizzazione per l’energia atomica dell’Iran. In una nota diffusa dall’agenzia Tasnim l’ente ha parlato di “attacchi criminali” attribuiti a Washington e a quello che ha definito “il regime sionista”, precisando che il sito di arricchimento è stato preso di mira nelle prime ore della giornata. Nonostante l’attacco, le autorità iraniane hanno riferito che non si sono registrate fuoriuscite di materiale radioattivo nell’area dell’Iran centrale. Sulla stessa linea anche l’Agenzia internazionale per l’energia atomica, che ha invitato tutte le parti alla moderazione e ha comunicato che, dalle prime verifiche, non è stato rilevato alcun aumento dei livelli di radiazione al di fuori del sito. ORE 9 – IL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE RUSSO A TEHERAN ROMA – Il presidente russo Vladimir Putin ha inviato un messaggio di congratulazioni alla leadership iraniana in occasione del Nowruz, il capodanno persiano, ribadendo il sostegno di Mosca a Teheran. Secondo quanto riferito dal Cremlino, Putin si è rivolto alla Guida Suprema Mojtaba Khamenei e al presidente Masoud Pezeshkian, augurando al popolo iraniano di superare “con dignità” le attuali difficoltà e sottolineando che, “in questo momento difficile”, la Russia resta “un amico leale e un partner affidabile”. Il messaggio arriva mentre cresce l’instabilità nella regione mediorientale. Mosca attribuisce la crisi all’escalation militare che coinvolge Iran, Stati Uniti e Israele, con ripercussioni anche sul piano energetico globale. Secondo quanto riportato da media internazionali, il rafforzamento dei rapporti tra Russia e Iran passa anche attraverso la cooperazione militare e tecnologica, con il possibile supporto di Mosca in termini di intelligence e sistemi avanzati. Nonostante la vicinanza politica, il partenariato tra i due Paesi non prevede una clausola di difesa reciproca. Mosca ha inoltre più volte ribadito la propria contrarietà allo sviluppo di armi nucleari da parte dell’Iran, temendo un’escalation regionale. Il messaggio per il Nowruz si inserisce quindi in un quadro geopolitico complesso, segnato da tensioni crescenti ma anche da un consolidamento dei rapporti tra Mosca e Teheran. ORE 3.15 – TRUMP: “FERMARE IL NUCLEARE IRANIANO” “Siamo molto vicini a raggiungere i nostri obiettivi” e stiamo “valutando di ridurre i nostri grandi sforzi militari in Medio Oriente”. Donald Trump affida a Truth un nuovo aggiornamento sulla strategia Usa nella regione. Nel messaggio, il presidente elenca le priorità: “Degradare completamente la capacità missilistica iraniana, i lanciatori e tutto ciò che li riguarda”, ma anche “distruggere la base industriale della difesa”. Tra gli obiettivi indicati anche “eliminare la marina e l’aeronautica, comprese le armi antiaeree”. Trump ribadisce poi la linea sul nucleare: “non permettere mai all’Iran di avvicinarsi alla capacità nucleare”, assicurando che gli Stati Uniti resteranno “in una posizione tale da poter reagire rapidamente e con forza” a eventuali sviluppi. Nel post sottolinea anche la protezione “al massimo livello” degli alleati in Medio Oriente, citando Israele, Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Bahrain e Kuwait. Infine, il passaggio sullo Stretto di Hormuz: “Dovrà essere controllato da altri Paesi che lo utilizzano, gli Stati Uniti non lo fanno”. Washington, aggiunge, potrà aiutare “se richiesto”, ma “non dovrebbe essere necessario una volta eliminata la minaccia iraniana”. Per Trump si tratterebbe di “un’operazione militare facile”, mentre gli Stati Uniti valutano un possibile ridimensionamento della loro presenza nella regione.
Autore: AGENZIA DIRE: Ore: 14.35 21 marzo 2026
Si tratta della quarta italiana a vincere il trofeo dopo Isolde Kostner (due volte, 2001 e 2002), Sofia Goggia (quattro volte, 2018, 2021, 2022 e 2023) e Brignone (2025) E’ Laura Pirovano la regina della discesa femminile. L’azzurra ha vinto a Kvitfjell, in Norvegia, nell’appuntamento finale della stagione dello sci alpino, ma soprattutto ha conquistato la Coppa di specialità. ‘Lolli’ non smette più di vincere e, dopo lo splendido uno-due in Val di Fassa che ha infranto un tabù che sembrava implacabile, ha centrato quindi il terzo successo di fila, nel primo giorno in cui ha vestito il pettorale di leader della classifica di specialità. Un pettorale che ora resterà con lei fino al prossimo autunno: Pirovano è regina della discesa libera con 536 punti ed un margine di 83 punti sulla tedesca Emma Aicher e di 123 sulla campionessa olimpica Breezy Johnson, oggi seconda alle sue spalle. E’ il terzo trionfo consecutivo, in un marzo letteralmente magico per Pirovano che conquista il globo di cristallo, succedendo a Federica Brignone, detentrice del trofeo. Pirovano è la quarta italiana a vincere il trofeo dopo Isolde Kostner (due volte, 2001 e 2002), Sofia Goggia (quattro volte, 2018, 2021, 2022 e 2023) e appunto Brignone (2025). Perchè ora la ventottenne trentina di Spiazzo Rendena sa solo vincere: 1’30″85 il tempo che strozza la gioia di Johnson, seconda a 0″15, con la teutonica Kira Weidle Winkelmann terza a 0″25. Ai piedi del podio, è quarta Ariane Rädler (+0″29) che precede a sua volta una Emma Aicher (+0″37) che vede svanire la possibilità del sorpasso ai danni dell’azzurra. Più che buona la prova di Nicol Delago che è settima a 0″51, mentre Sofia Goggia è nona a 0″81, separata dall’altra azzurra da Cornelia Hütter, ottava. Appena oltre la top ten, Nadia Delago è undicesima a 0″95, scivola invece oltre la zona punti Elena Curtoni, 21esima. Le finali di Coppa del Mondo proseguono domenica 22 marzo con il superG. “NEMMENO NEI SOGNI, E’ INCREDIBILE” “Ho una paura folle di farla cadere, questa coppa- sorride- Davvero non so cosa dire: se già le vittorie in Val di Fassa mi avevano tolte le parole, oggi è davvero incredibile. Al traguardo sono crollata in lacrime. In partenza ero tesa, in gara non mi sentivo perfetta e le prove non erano andate bene. Avevo quasi paura a guardare il risultato perchè non mi aspettavo nulla e poi quando ho visto… è stato devastante. Non sapevo del risultati di Aicher, avevo solo visto la gara di Weidle e mi dicevo che sarebbe stata dura. E’ incredibile – credo sia l’aggettivo migliore – perchè sono passata dall’essere sempre lì ma mai abbastanza vicina, a collezionare risultati che avrei mai immaginato, come questa coppetta. Non era nemmeno nei miei sogni. Tre podi e tutte vittorie: forse tra qualche giorno troverò le parole per esprimere tutto questo. Intanto- conclude Pirovano- oggi ho fatto un bel regalo di compleanno a mio papà”.
Autore: AGENZIA DIRE 21 marzo 2026
Nelle indagini sul deragliamento di Milano che ha causato due morti emerge una telefonata di tre minuti e 40 secondi fatta dall'autista pochi istanti prima dell'incidente Spunta una telefonata sospetta nella vicenda del deragliamento del tram numero 9 a Milano, che il 27 febbraio alle 16.11 è uscito dalle rotaie andando a schiantarsi contro un palazzo all’angolo tra via Vittorio Veneto e via Lazzaretto. Si tratta di una telefonata di tre minuti e 40 secondi che l’autista del mezzo, Pietro M., avrebbe fatto a un collega subito prima dello schianto in cui sono morte due persone. Tra la chiusura della telefonata (ovviamente vietatissima quando si è alla guida di tram e autobus) e lo sbandamento, scrive il Corriere della Sera, sarebbero passati appena 12 secondi. E proprio in quei frangenti risulta una fermata saltata, lo scambio non azionato e la curva imboccata a tutta velocità. Pochi istanti dopo, il deragliamento. Insomma, se fino a oggi si era parlato quasi certamente di malore, l’emergere di questa telefonata potrebbe cambiare le cose. A CHI AVEVA TELEFONATO L’AUTISTA L’autista del tram, che è indagato per disastro ferroviario, omicidio e lesioni colpose, ha 60 anni e una lunga carriera in Atm. I colleghi hanno detto di lui che è sempre stato un guidatore molo prudente e, anzi, raccontavano che andava anche troppo piano (e veniva ‘raggiunto’ da chi aveva il turno dopo di lui). La chiamata di quel giorno, Pietro M. l’aveva fatta ad un collega, un altro altro autista, e il Corriere racconta che lo avrebbe chiamato per parlargli del dolore a un piede che si era procuratore poco prima aiutando una passeggero disabile a scendere dal tram. Nell’incidente del 27 febbraio sono morte due persone: Ferdinando Favia di 59 anni e l straniero Okon Johnson Lucky di 49 anni. I feriti sono stati più di 50.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 21 marzo 2026
Oggi, in tutta Italia, si celebra la Giornata Nazionale della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime delle mafie, un appuntamento istituito ufficialmente per legge il 21 marzo di ogni anno. In questa data, che coincide con l'inizio della primavera, la nostra comunità si unisce alla rete nazionale promossa da Libera e Avviso Pubblico per onorare gli oltre 1.100 nomi di vittime innocenti – servitori dello Stato, magistrati, giornalisti, imprenditori e semplici cittadini – che hanno perso la vita per mano della criminalità organizzata. Il Valore della Memoria e dell'Impegno Il tema di quest'anno invita a trasformare il ricordo in azione quotidiana. Come sottolineato dal simbolo della formica, scelto per l'edizione 2026, la lotta alle mafie non è solo compito della magistratura o delle forze dell'ordine, ma richiede uno sforzo corale di cittadinanza attiva. "Fare memoria" significa impegnarsi affinché la verità e la giustizia non restino velate, sostenendo i familiari delle vittime nel loro percorso di dignità e coraggio. Le Iniziative
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 21 marzo 2026
È stata confermata l’identità delle due vittime dell’esplosione avvenuta nella serata di giovedì 19 marzo all'interno del Parco degli Acquedotti. Si tratta di Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, figure già note agli organi di polizia per la loro vicinanza ai gruppi dell'anarco-insurrezionalismo. Secondo le ricostruzioni della DIGOS e degli artificieri, i due sarebbero rimasti uccisi mentre stavano confezionando un ordigno artigianale ad alto potenziale. La deflagrazione accidentale della miscela chimica ha provocato il crollo del solaio dell’ex casa cantoniera che utilizzavano come base logistica. Le autorità collegano l’attività della coppia alla mobilitazione anarchica contro il regime di 41 bis, ipotizzando che la bomba dovesse essere utilizzata per un’azione imminente nella Capitale.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 21 marzo 2026
L’Italia dell’atletica resta sul gradino più alto del podio grazie ad Andy Diaz. Con una prova di forza straordinaria a Torun, l’azzurro ha conquistato la medaglia d’oro, confermandosi campione mondiale indoor nel salto triplo. Subito dopo il successo, Diaz ha espresso tutto il suo orgoglio ai microfoni di Sky Sport, sottolineando il momento magico dello sport italiano: "Siamo un’Italia vincente. Dopo i successi di Kimi Antonelli e Jannik Sinner, l’atletica non poteva essere da meno. Non potevo restare indietro". Il campione azzurro non si è però fermato alle celebrazioni, spostando immediatamente l’obiettivo verso i prossimi appuntamenti all'aperto e lanciando un guanto di sfida diretto al suo grande rivale, il portoghese Pedro Pichardo: "Ti aspetto all'Europeo". Con questa vittoria, Diaz si conferma leader globale della disciplina, trascinando una Nazionale sempre più protagonista nel panorama sportivo internazionale.
Autore: REDAZIONE 21 marzo 2026
La scossa più significativa alle ore 2.46 di magnitudo 4.6 a Nord di Cefalù, a Ovest di Alicudi, a una profondità di 29 chilometri con epicentro nel mar Tirreno meridionale Notte di paura a Palermo per delle scosse di terremoto che si sono avvertite in diverse zone della città. L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia parla di uno sciame sismico in corso nell’area delle Isole Eolie, con epicentro in mare, tra Alicudi e Palermo. Secondo i dati ufficiali, nelle ultime ore si sono susseguite almeno 15 scosse intorno all’arcipelago eoliano. La più significativa quella registrata alle ore 2.46 di magnitudo 4.6 a Nord di Cefalù, a Ovest di Alicudi, a una profondità di 29 chilometri con epicentro nel mar Tirreno meridionale. Appena tre minuti dopo, alle 2.49, un’altra scossa - stavolta di magnitudo 4.3 - è stata registrata nella stessa area. A queste due scosse, le più forti finora registrate, sono seguite numerose repliche di minore intensità, comprese tra magnitudo 2.0 e 3.0, che hanno caratterizzato un vero e proprio sciame sismico con oltre 15 eventi rilevati in un paio di ore, dalle 1.19 alle 4.28. In molte zone, soprattutto lungo la fascia costiera tra Palermo e Messina, il terremoto è stato percepito in modo netto. Nonostante l’intensità delle scosse principali, non risultano al momento danni a persone o cose.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 21 marzo 2026
Matteo Berrettini vola al terzo turno dell'Atp Masters 1000 di Miami. L'azzurro, al secondo round, supera in 2 set il kazako Alexander Bublik, testa di serie numero 10. Berrettini si impone per 6-4, 6-4 in 1h28'. Il romano affronterà il vincente della sfida tra l'argentino Mariano Navone e il monegasco Valentin Vacherot, testa di serie numero 24.
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