UDINE, «DISTRUTTA DA CHI DOVEVA TUTELARMI, ORA CONFIDIAMO NELLA MAGISTRATURA PER LA VERITÀ - SOLO PARCELLE DA 2 MILIONI DI EURO AI LEGALI
UDINE, «DISTRUTTA DA CHI DOVEVA TUTELARMI, ORA CONFIDIAMO NELLA MAGISTRATURA PER LA VERITÀ VORTICE DA 2 MILIONI IN PARCELLE LEGALI
Dopo cinque anni di silenzio, sofferenza e isolamento, una famiglia udinese ha deciso di rompere il muro dell'omertà e di rivolgere un appello pubblico e formale agli organi inquirenti. Sotto la lente della Procura e delle autorità competenti vengono portati due fatti di estrema gravità: la mancata comunicazione di un’udienza chiave relativa al procedimento penale per la morte di un ragazzo di soli sedici anni e un giro di parcelle legali che supera complessivamente i 2 milioni di euro, pretese nonostante i professionisti abbiano già percepito ampi compensi per l'attività svolta.
L'appello disperato: «Traditi da chi doveva difenderci»
«Mi sento distrutta racconta proprio da chi avrebbe dovuto difendermi e tutelarmi», dichiara la donna S.B. portavoce della famiglia. «Dopo tre anni ho trovato il coraggio di parlare. In un momento di totale debolezza psicologica e fisica, dovuto alla perdita improvvisa dei miei affetti più cari, ho chiesto aiuto a dei professionisti. Invece di sostenerci, hanno approfittato dello stato di fragilità mio e della mia famiglia. Oggi non cerchiamo una condanna mediatica, ma riponiamo la massima fiducia nella Magistratura affinché faccia piena luce su questa vicenda».
L'origine del dramma: una catena di lutti e speculazioni
La vicenda affonda le radici nel drammatico 2021. A gennaio scompare il capofamiglia, fondatore di un importante patrimonio immobiliare e imprenditoriale. Appena tre mesi dopo, un secondo e devastante lutto travolge il nucleo familiare: la morte prematura del nipote di soli sedici anni.
Trovandosi improvvisamente a gestire una situazione patrimoniale, bancaria e giudiziaria di estrema complessità, e senza alcuna esperienza in materia di esecuzioni e pignoramenti, la donna si era affidata ciecamente a legali del settore. Da quel momento, la tutela legale si è trasformata in un vero e proprio tunnel fatto di richieste economiche sproporzionate e gravi anomalie procedurali.
Il "Giallo" dell'udienza fantasma e le parcelle milionarie
L'istanza presentata all'attenzione dei magistrati si concentra in particolare su due punti:
· La mancata comunicazione dell'udienza penale: La famiglia è stata tenuta all'oscuro di un'udienza fondamentale legata all'accertamento delle responsabilità per la morte del nipote sedicenne, privandola di fatto del diritto di difesa e di giustizia per il minore scomparso.
· Il vortice economico da 2 milioni di euro: A fronte di attività già ampiamente retribuite, sono sopraggiunte pretese creditorie e parcelle per cifre astronomiche (superiori ai 2 milioni di euro) che hanno messo in ginocchio il patrimonio familiare.
La richiesta formale agli Organi Inquirenti
Con questo appello, la famiglia chiede formalmente:
1. L'apertura immediata di un'inchiesta o la verifica approfondita dei fascicoli e dei documenti ufficiali da parte degli organi giudiziari competenti.
2. Il controllo ispettivo sulla regolarità deontologica e professionale dei mandati e delle relative richieste economiche avanzate dai professionisti coinvolti.
3. L'accertamento di eventuali profili di circonvenzione di persone incapaci o truffa aggravata, legati allo stato di minorata difesa in cui versava la famiglia al momento del conferimento degli incarichi.
«Chiediamo solo che la verità emerga dalle carte e che nessuno debba mai più subire il calvario che stiamo vivendo noi. Confidiamo fermamente nell'operato della Magistratura affinché venga ripristinata la legalità e la dignità della nostra famiglia».

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