Un’eroina dei nostri tempi

Anna Maria Rengo • 27 maggio 2026

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In “Muti legami” Cinzia Proietti racconta la storia vera di Rosa, donna che ha sfidato le convenzioni e che ha anteposto l’amore per i propri figli adottivi a qualsiasi altra cosa.

 

Una storia vera, d’esempio per tutti come possono esserlo solo le storie vere di coraggio, amore, dedizione, anticonformismo in nome di ideali ben più alti.

La racconta Cinzia Proietti, con la sensibilità e l’empatia che le sono proprie e che le consentono di immedesimarsi e di fare immedesimare il lettore nelle straordinarie vicende di Rosa: una lunga vita caratterizzata da sfide, solitudini e battaglie combattute in nome dei suoi figli e con il sostegno emotivo e concreto di una rete di donne.

 

Ma iniziamo dal principio, lasciando a Cinzia il compito di raccontare com’è nato il suo nuovo romanzo “Muti legami” (Bertoni editore).

“Quando mi chiedono come abbia conosciuto Rosa penso sempre che certe storie non arrivino mai per caso, di questo ne sono convinta: bussano piano alla porta della nostra vita e quando accade è impossibile ignorarle.
Fu una cara amica a chiamarmi un giorno, era allora assessore alla Cultura del paese dove ero nata e avevo abitato. Mi disse che un’altra donna era alla ricerca di qualcuno che potesse dare voce a una vicenda straordinaria, una storia vera capace di attraversare il dolore, la forza e la dignità umana. Così ci mise in contatto e da quel momento iniziò qualcosa che andava ben oltre la semplice scrittura di un romanzo.

Rosa mi inviò il suo mondo custodito nel tempo: un diario di ricordi consumato dagli anni, vecchi appunti scritti a mano, fotocopie ingiallite di articoli di giornale, fotografie in bianco e nero che sembravano trattenere ancora il respiro di un tempo. Sfogliando quelle pagine ebbi la sensazione di entrare in una memoria viva, fragile e potentissima insieme. I suoi racconti mi colpirono nel profondo. C’era nelle sue parole una verità nuda, intensa, quasi dolorosa nella sua autenticità. E così accettai di raccontare le sue vicende, perché alcune storie non chiedono soltanto di essere ascoltate: chiedono di essere custodite, tramandate, amate. Muti legami, edito da Bertoni editore, nasce proprio da questo incontro umano prima ancora che letterario: dal desiderio di dare voce a una donna la cui esistenza possiede qualcosa di incredibile e profondamente universale. Scrivere di Rosa ha significato attraversare emozioni autentiche, lasciarmi toccare il cuore da una storia tanto intensa da restarmi dentro, pagina dopo pagina, come una traccia indelebile dell’anima.”


Divorzio e adozione: due realtà in passato straordinarie, soprattutto la prima e soprattutto combinate assieme. Che ritratto emerge di Rosa?

“Muti legami affronta temi profondamente umani e sociali: le adozioni, il divorzio, il peso dei pregiudizi in un’Italia ancora incapace di accogliere davvero le donne che sceglievano di uscire dagli schemi. Rosa divorziò appena due anni dopo l’introduzione della legge sul divorzio, in un tempo in cui una donna separata veniva spesso guardata con sospetto, quasi come se avesse infranto un ordine invisibile e sacro. E quel prezzo lo pagò tutto: si ritrovò senza denaro, senza un lavoro stabile, senza automobile e soprattutto senza una casa.

Ma ciò che più mi ha colpito di Rosa è stato il suo modo di attraversare il dolore senza mai lasciare che la vita la piegasse davvero. In lei emerge il ritratto di una donna fuori da ogni convenzione sin da ragazza: inquieta nel senso più luminoso del termine, curiosa del mondo, incapace di vivere dentro confini troppo stretti. A soli nove anni partì con la famiglia per il Brasile, vivendo quell’esperienza di emigrazione italiana all’estero che le spalancò gli occhi su culture, volti e orizzonti diversi. Quando tornò nel suo paese da adolescente, portava già dentro di sé una visione più ampia della vita, quasi un respiro differente rispetto a chi non aveva mai lasciato la propria terra.

Rosa è una donna profondamente altruista, una di quelle anime rare che mettono sempre gli altri davanti a se stesse, anche a costo del sacrificio personale. Eppure non c’è mai vittimismo nel suo cammino: c’è piuttosto una fiducia ostinata nella vita, quella che lei chiamava ‘ La Provvidenza’. Credeva, anche nei momenti più bui, che qualcuno o qualcosa sarebbe arrivato a tenderle una mano. Una fede che negli anni della maturità si sarebbe trasformata anche in un percorso spirituale e religioso, quasi come se dopo tante tempeste avesse finalmente trovato un approdo interiore.

Ciò che rende Rosa indimenticabile è proprio questa sua capacità di rialzarsi sempre. Curiosa, positiva, coraggiosa, capace di ricominciare anche quando tutto sembrava perduto. È una donna che cade e si ferisce, ma che non smette mai di camminare. E forse è proprio questo il cuore più autentico del romanzo: raccontare non soltanto una vita difficile, ma la straordinaria forza silenziosa di chi continua ad amare il mondo nonostante tutto.”


Nel tuo libro si parla di “legami”, affettivi e/o formali. Cosa lega Rosa ai suoi mariti e ai suoi figli?

“In 'Muti legami’ i legami sono silenziosi, profondi, spesso invisibili agli occhi degli altri, ma dentro quel silenzio vivono anche fermenti interiori potentissimi, desideri inespressi, inquietudini dell’anima che cercano continuamente un senso e una direzione.

Rosa amava Ernesto, il suo primo grande amore, il primo uomo della sua vita. Amava ciò che insieme avevano costruito: una casa, una famiglia, una stabilità economica che agli occhi degli altri poteva sembrare il ritratto perfetto della felicità. Eppure dentro di lei esisteva una parte irrequieta, una voce silenziosa che continuava a dirle che la vita non poteva ridursi soltanto a un’apparenza ordinata.

Quando arrivò la loro prima figlia adottiva, una bambina di pochi mesi, quel quadro sembrò finalmente completarsi. Rosa si donò totalmente alla maternità con un amore assoluto, naturale, viscerale. Per lei non esisteva differenza tra un figlio biologico e un figlio adottato: esisteva soltanto l’amore, quello autentico, fatto di presenza, sacrificio e dedizione quotidiana.

Ma mentre Rosa cercava nei legami affettivi un nutrimento profondo, Ernesto veniva assorbito sempre più dal lavoro. E così, lentamente, quasi senza rumore, il loro rapporto iniziò a consumarsi. L’arrivo del secondo figlio adottivo, un ragazzo di undici anni dal vissuto difficile e dal carattere complesso, rese ancora più evidenti le crepe già esistenti. Quel bambino portava dentro ferite profonde e il rapporto con i genitori fu sin dall’inizio travagliato, pieno di ostacoli, incomprensioni e dolore. In qualche modo, però, quel nuovo ingresso in famiglia non spezzò il matrimonio: rese soltanto visibile ciò che già da tempo si stava incrinando nel silenzio.

La rottura definitiva con Ernesto arrivò quando Rosa, seguendo la richiesta di un sacerdote con cui collaborava in un doposcuola, decise di aiutare una famiglia disagiata e tre ragazzi praticamente abbandonati a se stessi da genitori alcolisti. In quella scelta emerge tutta l’essenza di Rosa: una donna incapace di voltarsi dall’altra parte davanti alla sofferenza degli altri. Ed è forse proprio lì che si manifesta il contrasto più forte tra lei e il marito: Rosa sentiva il bisogno quasi vitale di donarsi, di accogliere, di salvare, anche a costo di sacrificare sé stessa.

Il secondo matrimonio fu diverso, più maturo, forse più consapevole. Ed è con il secondo marito che Rosa decide di adottare un’altra figlia, continuando ancora una volta a costruire la propria vita attorno all’amore e alla cura. Ma anche quel legame, col tempo, si dissolve. Rosa si ritrova nuovamente sola, senza un compagno accanto, con i figli ormai cresciuti. Eppure non si lascia travolgere dalla sconfitta: si reinventa, riparte, continua a camminare con quella forza quieta che la contraddistingue da sempre.

Ciò che lega davvero Rosa ai suoi figli è un amore totale, limpido, privo di condizioni. Un legame costruito sulla verità, sul dialogo, sulla presenza costante. Rosa ha dedicato loro tutta sé stessa, esattamente come farebbe una madre biologica, perché per lei la maternità non è mai stata una questione di sangue, ma di anima. Ed è forse questo il significato più profondo del titolo: legami muti, perché non hanno bisogno di essere spiegati per esistere davvero. Sono fili invisibili che resistono al tempo, alle cadute, alle assenze e persino alle ferite della vita.”


Pregiudizio, giudizio e solidarietà femminile. Come si coniugano questi elementi nel tuo libro?

“Uno degli aspetti più intensi di ‘Muti legami’ è proprio il rapporto tra donne, quella forma di sorellanza silenziosa e potente che spesso nasce nei momenti più difficili della vita. Quando Rosa affronta il divorzio, in un’epoca in cui una donna separata rischiava non solo il giudizio sociale ma anche l’isolamento e la povertà, sono proprio altre donne a tenderle la mano.

Un gruppo di femministe le rimane accanto con una solidarietà concreta e profondamente umana: l’aiutano a trovare una casa, ad arredarla, a renderla un luogo vivo e accogliente, le cercano un lavoro, ma soprattutto la sostengono emotivamente, giorno dopo giorno. Le fanno comprendere che ciò che ha intrapreso non è una caduta, bensì un viaggio difficile e coraggioso verso la libertà e la consapevolezza di sé. In qualche modo, quelle donne diventano per Rosa uno specchio nel quale imparare finalmente a riconoscere la propria forza.

Nel romanzo mi interessava raccontare proprio questo: la straordinaria capacità delle donne di unirsi quando la vita le mette alla prova. Una solidarietà che non ha bisogno di proclami, ma che si costruisce attraverso piccoli gesti quotidiani, attraverso l’ascolto, la presenza, il prendersi cura l’una dell’altra. È una forma di amore quasi ancestrale, una rete invisibile che impedisce di precipitare del tutto.

Anche quando Rosa sceglie di vivere in una casa comune insieme a due sorelle, continua questo percorso di apertura verso il mondo e verso gli altri. In quella realtà condivisa incontra persone diverse per provenienza, idee, esperienze di vita. Partecipa a riunioni, dibattiti, incontri in cui si parlava già di diritti umani, di uguaglianza, di giustizia sociale, di libertà di essere sé stessi in una società ancora piena di confini e pregiudizi.

Per Rosa quelle esperienze non rappresentano soltanto un rifugio, ma una rinascita interiore. Attraverso le altre donne comprende che la fragilità può trasformarsi in forza collettiva, che il dolore condiviso perde parte del suo peso e che nessuna rivoluzione autentica nasce davvero in solitudine.

Credo che il romanzo racconti anche questo: la sorellanza come possibilità di salvezza. Donne che si sostengono senza competere, che si rialzano insieme, che fanno squadra contro le difficoltà della vita e contro una società che troppo spesso le voleva silenziose e dipendenti. E in fondo Rosa riesce a sopravvivere alle sue tempeste proprio perché, lungo il cammino, incontra mani femminili capaci di sorreggerla senza mai trattenerla.”


Quanto è importante raccontare storie vere?

“Credo che raccontare storie vere sia uno dei compiti più profondi e necessari della letteratura. Le storie realmente vissute possiedono una forza particolare: portano dentro di sé le imperfezioni, le ferite, le contraddizioni e la complessità dell’esistenza umana. Non nascono per stupire, eppure spesso riescono a farlo molto più della fantasia, proprio perché custodiscono quella verità emotiva che ogni lettore, in qualche modo, riconosce dentro di sé. ‘Muti legami’ nasce da questa esigenza: dare voce a una vita autentica, attraversata dal dolore, dall’amore, dalle cadute e dalla rinascita. Raccontare Rosa ha significato entrare in punta di piedi nella memoria di una donna reale, rispettandone la delicatezza, la dignità e persino i silenzi. Ed è proprio qui che entra in gioco uno degli aspetti più complessi e affascinanti della scrittura: il rapporto tra verità e romanzo.

Credo che uno scrittore, quando racconta una storia vera, non compie mai una semplice trascrizione della realtà. La letteratura non è un verbale della vita, ma una sua rielaborazione emotiva e umana. Per questo ritengo che sia fondamentale riuscire a raccontare il vero senza necessariamente rendere riconoscibili nomi, luoghi o situazioni precise. Esiste una forma di autenticità più profonda della cronaca: quella che riesce a conservare intatta l’anima della storia pur trasformandola nella narrazione.

Romanzare secondo me non significa tradire la verità, ma darle respiro universale. Significa proteggere le persone reali e allo stesso tempo permettere al lettore di riconoscersi in quelle vicende come se appartenessero un po’ a tutti noi. È un equilibrio delicato, quasi etico, che la letteratura ha sempre cercato: raccontare il vero senza esporlo brutalmente, custodirlo dentro la forza evocativa della parola.

Penso che uno scrittore debba essere autentico prima di tutto nelle emozioni che trasmette. Anche quando modifica dettagli, fonde personaggi, trasfigura ambienti o dilata il tempo narrativo, ciò che conta è che resti viva la verità interiore della storia. Perché il lettore percepisce immediatamente quando una pagina nasce da qualcosa di profondamente vissuto e sincero.

Ed è forse proprio questa la magia della letteratura: riuscire a trasformare una vicenda personale in una memoria collettiva, fare in modo che il dolore, il coraggio e la speranza di una sola persona possano diventare, silenziosamente, patrimonio emotivo di molti altri.”

 

L’AUTRICE - Cinzia Proietti è nata in Umbria, dove vive. Musicista e docente. Tra le sue opere poetiche “diSEGNI diVERSI. Indissolubilità fra segno e parola” (Gambini editore, 2021), “Crome” (Bertoni editore, 2021), “Linee di parole” (Eretica edizione). Esordisce nella narrativa nel 2022 con il romanzo storico “Il sapore delle sorbe. Vissuti di guerra 1917-1945” (Gambini editore). Curatrice e autrice del romanzo corale “Anche se non sto gridando” (Dalia edizioni, 2025). Co-autrice del saggio musicale “La mia donna perché canta. Barbara Strozzi, una voce tra storia e modernità. Evoluzioni stilistiche dell’Aria dal Barocco al Contemporaneo” (Erom Edizioni Romana Musica, 2025).

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La Direzione Approfondimento ha ritenuto opportuno sospendere cautelativamente la messa in onda Le repliche estive di Report non andranno in onda. A comunicarlo è la Rai tramite una nota: “In attesa che si faccia piena chiarezza sulla delicata e complessa vicenda che vede coinvolto il conduttore Sigfrido Ranucci, la Direzione Approfondimento ha ritenuto opportuno sospendere cautelativamente la messa in onda delle repliche estive della trasmissione televisiva Report, a tutela di un patrimonio editoriale di grande valore per il servizio pubblico”. Nessuna modifica invece, per le nuove puntate del programma: “Resta fermo l’appuntamento con la nuova stagione di Report, che tornerà in onda a partire dal prossimo mese di novembre“. M5S: NO A SOSPENSIONE REPLICHE REPORT “La Rai parla di ‘ragioni cautelari’ alla base della sospensione delle repliche di Report. Bene: quali, esattamente? Cosa state tutelando? Qual è il rischio, qual è il pericolo che ci sarebbe trasmettendo le repliche? Perché, finché non lo spiegano con chiarezza, il sospetto è che questa dirigenza stia cogliendo la palla al balzo per attuare un piano targato Fratelli d’Italia. Vale a dire che questo sia l’ennesimo tassello di un progetto che da tempo punta a fare fuori Sigfrido Ranucci dalla guida di Report”. Così gli esponenti M5S in commissione di vigilanza Rai. “Noi siamo fermamente contrari alla sospensione delle repliche– sottolineano-. Che tra l’altro portano in dote ascolti sempre ottimi nella landa desolata in cui vogliono trasformare Rai 3, ancor più desolata durante la stagione estiva. Anche se dimissionari possiamo, anzi abbiamo ancor di più il dovere, di chiedere una risposta alla Rai. Perché al momento Ranucci resta una vittima, e tagliare le repliche ha il gusto acre di una indegna ritorsione“. FLORIDIA: SOLIDARIETÀ A REPORT, SITUAZIONE FUORI DA OGNI LOGICA “Quanto sta accadendo in queste ore con la sospensione delle repliche estive di Report è fuori da ogni logica. Anche sforzandosi non si capisce quale sia la ratio di questa decisione, se non quella di una pressione politica violentissima a cui l’azienda sta dando seguito. Esprimo solidarietà a Sigfrido Ranucci e alla redazione di Report. Davanti ad episodi come questi la mia scelta di rassegnare le dimissioni da presidente della della commissione di vigilanza assume ogni giorno maggiore solidità di quanta già non ne avesse prima. Con una situazione come questa non esistono margini di riapertura“. Così la senatrice M5S Barbara Floridia, già presidente della commissione di vigilanza Rai. LEGA: STOP A REPLICHE REPORT? GIUSTO COSÌ “Giusto così. Dopo gli inquietanti sviluppi dell’inchiesta che riguarda il signor Ranucci, e in attesa che venga fatta piena luce su una vicenda sempre più opaca, è doveroso tutelare la credibilità del servizio pubblico, pagato dai cittadini italiani”. Così sul profilo X della Lega. “Rai: sospese in via cautelativa le repliche estive di Report. Una decisione più che legittima, a tutela del servizio pubblico”, scrive Fdi USIGRAI: INACCETTABILE SOSPENSIONE DELLE REPLICHE DI REPORT “La decisione della Direzione Approfondimento di sospendere le repliche di Report colpisce il lavoro di tutta la redazione. Una scelta che non tutela il lavoro di colleghe e colleghi e anzi alimenta dubbi sul futuro di Report. Non mandare in replica puntate i cui contenuti hanno già avuto ogni controllo editoriale, con la scusa degli sviluppi sull’inchiesta della bomba a Ranucci, è solo un modo per togliere dagli schermi il programma che più di altri ‘infastidisce’ con le sue inchieste. Un danno per la Rai, per chi ci lavora, per un programma che da decenni rappresenta il giornalismo di inchiesta del servizio pubblico”. Così l’Usigrai in una nota. CDR APPROFONDIMENTO: CONTRARI A SOSPENSIONE REPLICHE REPORT Il Cdr Approfondimento “sostiene i colleghi della redazione Report e ne condivide le preoccupazioni sul futuro del programma. Sebbene rassicurati sul punto dal direttore Corsini, il Cdr continua a esprimere contrarietà sull’iniziativa di sospendere le repliche estive. Il messaggio che giunge all’opinione pubblica è infatti ambiguo: da un lato si parla di voler tutelare ‘un patrimonio editoriale di grande valore per il servizio pubblico’ dall’altro si mette di fatto in dubbio la qualità del lavoro svolto dai giornalisti. Ricordiamo che non è in discussione nessuna delle puntate e delle inchieste svolte, quindi il Cdr si interroga su chi dovrebbe essere il beneficiario di tale tutela. La decisione di sospendere le puntate getta un ombra su Sigfrido Ranucci, che ricordiamo essere parte lesa di questa vicenda”.
Autore: AGENZIA DIRE 11 luglio 2026
Il principe aveva visto il padre lo scorso settembre, ma in quell'occasione era da solo ROMA – Prove di disgelo in casa Windsor. Re Carlo III e la regina Camilla hanno ricevuto Harry e Meghan e i loro bambini, Archie e Lilibet. A renderlo noto è la Bbc che cita Buckingham Palace. L’incontro, il primo in quattro anni, è avvenuto nel primo pomeriggio. Il principe Harry e Meghan non si trovavano insieme nel Regno Unito dal 2022, anno in cui avevano partecipato ai funerali della regina Elisabetta II. Lo scorso settembre, il Duca aveva incontrato suo padre, ma in quell’occasione si trovava in viaggio da solo. Il Palazzo scrive la Bbc ha descritto l’incontro nella residenza privata del Re nel Gloucestershire come un “evento privato di famiglia”. Non sono stati rilasciati ulteriori dettagli. Il sito riferisce soltanto che, secondo alcune fonti, padre e figlio tenevano molto ad incontrarsi e il re era desideroso di rivedere i suoi due nipotini di 7 e 5 anni, ormai stabili in California dal trasferimento definitivo dei genitori in seguito alla rinuncia dei loro ruoli di membri attivi della famiglia reale nel 2020. Un momento distensivo in una settimana complicata per Harry, uscito sconfitto nella causa contro l’editore del Daily Mail che lo vedeva coinvolto insieme ad altre celebrità come Elton John o Elizabeth Hurley. Se la distanza tra Harry e il padre si accorcia, sembrerebbe non esserci nulla da fare, invece, con il fratello William. Il principe di Galles oggi era impegnato in una partita di polo di beneficenza a Windsor, accompagnato dalla moglie Kate. Sempre secondo quanto scrive Bbc, non sono previsti incontri tra i due.
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Dopo una lunga malattia è morto Peppino di Capri. Il celebre musicista e cantante aveva 86 anni. Ha trascorso le sue ultime giornate proprio a Capri, a villa Castiglione. I funerali si terranno domenica pomeriggio nell’ex cattedrale di Santo Stefano, nella piazzetta dell’isola. I funerali si terranno domenica pomeriggio nell'ex cattedrale di Santo Stefano, nella piazzetta dell'isola
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 11 luglio 2026
La Spagna è la prima semifinalista dei Mondiali 2026. Presso il Los Angeles Stadium, le Furie Rosse hanno superato il Belgio per 2-1 al termine di un quarto di finale intenso e ricco di colpi di scena, conquistando il pass per la semifinale del torneo dove affronteranno la Francia. LA CRONACA DELL'INCONTRO I campioni d'Europa in carica sbloccano il match alla mezz'ora: Lamine Yamal innesca Pedro Porro sulla fascia destra, il cui cross basso trova la girata di Dani Olmo. Sulla respinta corta di Thibaut Courtois si avventa Fabián Ruiz, che firma l'1-0 al 30'. La reazione del Belgio è immediata e si concretizza al 41' alla prima vera azione offensiva: perfetto traversone da destra di Timothy Castagne e straordinario colpo di testa in avvitamento di Charles De Ketelaere, che sigla il momentaneo 1-1. Nella ripresa l'equilibrio si spezza all'88' dopo l'uscita per infortunio di Courtois, sostituito dal giovane Senne Lammens. Una conclusione dalla distanza (25 metri) di Pau Cubarsí mette in crisi l'estremo difensore belga, che non trattiene il pallone; sulla respinta si fionda Mikel Merino – già uomo partita nel turno precedente contro il Portogallo – che insacca il definitivo 2-1. In pieno recupero, al 92', un salvataggio sulla linea di Aymeric Laporte a porta vuota nega a Romelu Lukaku il gol del pareggio, blindando la qualificazione spagnola.  IL PROSSIMO APPUNTAMENTO La Spagna vola in semifinale per la seconda volta nella sua storia calcistica. Il prossimo appuntamento è fissato per martedì 14 luglio 2026 a Dallas, dove andrà in scena la supersfida contro la Francia: un match stellare che vedrà di fronte Lamine Yamal e Kylian Mbappé per un posto nella finalissima mondiale.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 11 luglio 2026
Sabato di grandissimo livello per tutti gli appassionati di sport, con un palinsesto televisivo e streaming ricchissimo di eventi in diretta che coprono motori, tennis, ciclismo, grandi tornei internazionali e competizioni di squadra. Di seguito il programma dettagliato dei principali eventi della giornata e le relative informazioni su orari e piattaforme di trasmissione.  MOTORI: MOTOGP AL SACSENRING E SUPERBIKE A DONINGTON I motori sono protagonisti fin dalla mattina con le due massime categorie delle due ruote: · Ore 08.40 - 11.35 | MotoGP, GP Germania: Prove libere e Qualifiche in diretta su Sky Sport Uno e Sky Sport MotoGP. Streaming su Sky Go e NOW. Differita/diretta delle qualifiche disponibile in chiaro su TV8. · Ore 10.00 - 12.35 | Superbike, GP Gran Bretagna: Prove e Superpole in diretta su Sky Sport Arena (streaming su Sky Go e NOW). · Ore 14.00 | Superbike, GP Gran Bretagna (Gara-1): Diretta su Sky Sport Arena, Sky Go e NOW. · Ore 15.00 | MotoGP, GP Germania (Sprint Race): Diretta su Sky Sport Uno, Sky Sport MotoGP e in chiaro su TV8. Streaming su Sky Go, NOW e TV8.it. RUGBY E VOLLEY: AZZURRI IN PRIMA LINEA · Ore 07.10 | Rugby, Nations Championship: Nuova Zelanda - Italia. Il grande match è trasmesso in diretta TV su TV8, Sky Sport Uno e Sky Sport Arena. Streaming su Sky Go, NOW e TV8.it. · Ore 12.30 | Volley Femminile U22, Europei: Semifinale Italia - Spagna (Copertura informativa e aggiornamenti su OA Sport). · Pomeriggio | Volley Femminile, Nations League: Italia - Canada. Diretta streaming riservata agli abbonati su DAZN e Volleyball World TV. TENNIS E CICLISMO: LA FINALE DI WIMBLEDON E IL TOUR DE FRANCE · Ore 13.00 | Ciclismo, Tour de France: Ottava tappa (Périgueux-Bergerac). Diretta TV in chiaro su Rai Sport / Rai 2 e per gli abbonati su Eurosport. Streaming su RaiPlay, Discovery+ e DAZN. · Ore 15.00 | Tennis, Wimbledon: Finale Singolare Femminile (Derby ceco Muchova-Noskova). Diretta esclusiva su Sky Sport Tennis (streaming su Sky Go e NOW). A seguire si disputerà la Finale del Doppio Maschile. CALCIO: MONDIALI 2026 · Ore 23.00 | Quarto di finale: Norvegia - Inghilterra. Il match serale della rassegna iridata viene trasmesso in diretta TV in chiaro su Rai 1 HD, con streaming gratuito su Rai Play e diretta per gli abbonati su DAZN. Il palinsesto odierno include inoltre ampi spazi dedicati alle finali e alle prove di Coppa del Mondo di mountain bike, arrampicata sportiva, tiro con l'arco, canoa sprint, tiro a volo ed Europei juniores di nuoto.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE - FONTE UFFICIO STAMPA FISE 10 luglio 2026
Grande novità̀ nel mondo degli sport equestri: la Federazione Italiana Sport Equestri presenta "Road to Los Angeles", una strategia orientata al futuro per accompagnare il cammino sportivo dei binomi azzurri. Con questa iniziativa - presentata stamattina all'Ippodromo Militare di Tor di Quinto di Roma, sede del Centro Ippico Militare del Reggimento Lancieri di Montebello - la FISE segna una svolta, introducendo nella propria gestione un approccio di tipo "corporate", volto a sostenere e raggiungere un unico grande obiettivo comune: supportare gli atleti verso i Giochi Olimpici e Paralimpici 2028. Dalle qualifiche al sogno olimpico: i tre pilastri del progetto Il progetto guiderà̀ i binomi azzurri degli sport equestri dalle imminenti gare di qualifica fino all'ambizioso traguardo dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Los Angeles 2028. Questo percorso d'eccellenza si distingue per tre pilastri: un sistema innovativo e meritocratico che riserva risorse specifiche agli atleti di interesse federale; una partnership che unisce cavalieri, proprietari, sponsor e Federazione, ciascuno con ruoli definiti ma tutti uniti verso la qualificazione olimpica; il "Diario di Bordo", uno strumento di aggiornamento in tempo reale che trasforma i partner commerciali da semplici finanziatori a protagonisti attivi del team. La visione della FISE: gli interventi della presentazione "Road to Los Angeles 2028 non è solo un progetto sportivo – Èha detto il Presidente FISE, Marco Di Paola – ma un piano aziendale che guarda al futuro di tutto il movimento. Oggi presentiamo un percorso di crescita che unisce per la prima volta la filiera e gli sponsor, investendo su giovani, programmazione e continuità̀ per costruire binomi sempre più̀ competitivi”. "Il lavoro tecnico verso i Giochi di Los Angeles è in corso – ha dichiarato il Direttore Sportivo FISE, Francesco Girardi – e l’obiettivo più̀ immediato sono le gare di selezione per l’ottenimento dei pass di qualifica nelle discipline olimpiche (Salto Ostacoli e Concorso Completo) e paralimpiche (Paradressage). Grazie a questa pianificazione strutturata, garantiremo ai nostri migliori talenti criteri trasparenti, monitoraggi costanti e risorse mirate”. "Le Olimpiadi – ha aggiunto Mauro Checcoli, medaglia d’oro individuale e a squadre di Concorso Completo a Tokyo 1964 - sono un patrimonio unico di valori, sacrificio e responsabilità̀. Questo nuovo progetto federale ha il grande merito di proteggere e valorizzare questo patrimonio, offrendo ai giovani una strada meritocratica e una struttura solida per raccogliere e trasmettere la nostra grande eredità sportivau”. "Per ottenere risultati di rilievo – ha commentato il Segretario Generale FISE, Simone Perillo – serve un progetto solido anche fuori dal campo, ispirato dall’obiettivo di promuovere congiuntamente l’eccellenza dei nostri atleti con l’eccellenza del Made in Italy della filiera equestre. Con 'Road to Los Angeles 2028' diamo vita a un ecosistema sostenibile tra sport e imprese, dove i partner fanno squadra con atleti, proprietari e dirigenza federale. L'obiettivo comune è chiaro: valorizzare il brand della Nazionale e supportare concretamente l'intero movimentof”. Unendo l'eredità della nostra storia a una programmazione d'avanguardia, la FISE apre la strada a una nuova stagione per gli sport equestri italiani. Il viaggio è iniziato: l'obiettivo è portare il tricolore a brillare sotto i riflettori di Los Angeles 2028 fic
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