ALIS RIUNISCE IL CONSIGLIO DEI SOCI AD ASCOLI PICENO: CONFRONTO CON ISTITUZIONI E IMPRESE SU COMPETITIVITÀ, PORTUALITÀ E INFRASTRUTTURE

FRV NEWS MAGAZINE • 18 settembre 2026

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Guido Grimaldi: "Ringraziamo i nostri Soci e le Istituzioni locali e governative presenti, tra cui il Sindaco Fioravanti, il Sottosegretario Albano e il Viceministro Rixi. Sosteniamo la competitività del Paese partendo dal valore dei territori".


Ascoli Piceno – Il Consiglio dei Soci di ALIS (Associazione Logistica dell'Intermodalità Sostenibile) si è riunito presso lo storico Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno per un importante momento di confronto focalizzato su competitività, portualità, infrastrutture e sviluppo della rete logistica nazionale. L'assise, che ha registrato anche il formale ingresso di nuovi importanti Soci all'interno della compagine associativa, ha visto la partecipazione di numerosi imprenditori e dei massimi rappresentanti delle istituzioni locali e governative.


"È per noi un grande piacere aver riunito il nostro Consiglio dei Soci ad Ascoli Piceno ed è ormai una buona abitudine per ALIS incontrarsi in diverse parti d'Italia, perché crediamo sia importante conoscere da vicino i territori, le imprese e le tante eccellenze che contribuiscono ogni giorno alla crescita del nostro Paese", ha aperto il Presidente di ALIS, Guido Grimaldi. "Le Marche rappresentano una Regione ricca di capacità imprenditoriale, cultura del lavoro e forte legame tra istituzioni, comunità e sistema produttivo e, al tempo stesso, offrono una straordinaria ricchezza culturale ed artistica, come testimonia questo bellissimo Teatro Ventidio Basso. Ringraziamo quindi il Sindaco Marco Fioravanti e le istituzioni locali per la presenza e la straordinaria ospitalità".

In un contesto internazionale caratterizzato da profondi mutamenti geopolitici, trasformazioni delle catene di approvvigionamento e forti pressioni sui mercati energetici, ALIS ha ribadito come l'Italia stia mostrando segnali importanti sul piano della crescita economica, dell'occupazione e della stabilità politica. In questo scenario, il settore dei trasporti e della logistica assume un ruolo sempre più centrale e strategico per sostenere la competitività delle imprese e collegare in modo efficiente territori, mercati e persone.

Il dibattito ha messo al centro le riforme strutturali del sistema portuale, l'efficienza dei traffici commerciali e l'urgente necessità di un'integrazione sempre più stretta tra i nodi marittimi e le infrastrutture dell'entroterra  come gli interporti  per dare pieno supporto al tessuto industriale marchigiano e nazionale.


I lavori hanno beneficiato del contributo attivo e del confronto diretto con autorevoli rappresentanti del Governo e delle istituzioni, tra cui il Viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Edoardo Rixi, il Sottosegretario di Stato all'Economia e alle Finanze Lucia Albano, il Sindaco di Ascoli Piceno Marco Fioravanti, il Direttore Generale del MIT Donato Liguori, e i Presidenti Mirco Carloni, Francesco Benevolo e Francesco Mastro.

L'incontro di Ascoli Piceno conferma la determinazione di ALIS nel proseguire la propria azione di stimolo e di proposta, consolidando il dialogo tra il sistema produttivo e le istituzioni per favorire una transizione infrastrutturale efficiente, sostenibile e orientata al futuro del Paese.

 


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Massima attenzione da parte delle istituzioni, ma nessun allarme sul fronte della sicurezza informatica nazionale. È quanto emerso al termine della riunione presieduta dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, insieme al Ministro Francesco Lollobrigida, alla quale hanno preso parte i vertici dei Servizi di informazione e dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN). I punti chiave emersi dall'incontro istituzionale: Impatto contenuto: Gli attacchi cyber registrati sul territorio italiano hanno mostrato un'efficacia estremamente limitata. Nessun rischio sanitario: Le autorità smentiscono categoricamente l'esistenza di rischi per la salute dei cittadini legati a possibili fenomeni di scongelamento o anomalie nei sistemi di conservazione. Monitoraggio preventivo: L'ACN continua a notificare tempestivamente ogni potenziale anomalia ai Carabinieri dei NAS per consentire interventi immediati a tutela della collettività. Tavoli di confronto: L'Agenzia ha già avviato una serie di incontri con i rappresentanti delle categorie produttive interessate e con gli amministratori dei principali operatori del settore. "Non sussiste quindi alcun allarme – sottolinea la nota di Palazzo Chigi – ma permane la massima attenzione da parte di tutti i soggetti istituzionali competenti", confermando la piena reattività della rete di difesa cibernetica dello Stato.
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In tutti i casi sembra scongiurato un pericolo reale, sono in corso tutti i controlli di sicurezza ROMA – Quattro aerei di linea sono stati oggetto in mattinata di allarmi bomba, in tre Paesi europei: Polonia, Bulgaria e Spagna. Tutti gli aerei sono atterrati senza conseguenze e sono ora sottoposti a controlli da parte dei servizi di sicurezza. Non ci sono al momento elementi che indichino un pericolo reale, ma la concentrazione degli episodi in poche ore è insolita, tanto più che un altro allarme era stato segnalato il giorno precedente. In Polonia il volo LOT LO286 da Londra Heathrow a Varsavia, con 181 persone a bordo di un Boeing 737 MAX, è stato dirottato su Modlin, secondo scalo della capitale, dove ha toccato terra in sicurezza. L’aeroporto ha comunicato che il velivolo sarà ispezionato e che resterà chiuso fino a nuovo avviso. Un secondo caso riguarda un volo SAS da Copenaghen, atterrato a Varsavia Okecie: secondo il Guardian, lo scalo aveva ricevuto la segnalazione di un oggetto potenzialmente pericoloso a bordo, mentre il quotidiano danese BT ha pubblicato foto di cani da fiuto al lavoro vicino all’aereo. In Bulgaria un volo proveniente da Israele, identificato dal sito dello scalo come un El Al da Tel Aviv, è atterrato a Sofia dopo una minaccia ricevuta via e-mail; sul posto sono intervenute le unità antiterrorismo. Per l’emittente pubblica BNT l’allerta era più ampia e riguardava “diverse istituzioni”. In Spagna, infine, il Ryanair FR4116 da Manchester è atterrato a Murcia con 114 passeggeri e 7 membri dell’equipaggio, tutti sbarcati illesi. L’episodio è stato confermato dal delegato del governo nella regione, Francisco Lucas.
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Presenti in chiesa tra gli altri Mattarella, Meloni, Tajani, e i presidenti di Camera e Senato. Crosetto: "Loro sono l'Italia" ROMA – Con l’arrivo dei feretri avvolti dal tricolore sono iniziate le esequie solenni dei 4 militari morti nello schianto dell’elicottero in Bosnia, rientrati ieri in Italia con un volo da Ciampino. A dare l’estremo saluto ai sergenti dell’Aviazione Simone Ruggia e Claudio Marchesi, al tenente Franco Adriano Zecchillo e alla sergente Laura Procacci del Corpo militare volontario della Cri, alla basilica Santa Maria degli Angeli e dei Martiri di Roma, i più alti rappresentanti delle istituzioni, delle forze armate e di polizia – che hanno tributato loro il picchetto d’onore – oltre che numerosi cittadini. Presenti tra gli altri, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la premier Giorgia Meloni, il suo vice Antonio Tajani, i presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, il sottosegretario Alfredo Mantovano e vari ministri. Tra i rappresentanti delle opposizioni hanno portato il loro saluto la segretaria dem, Elly Schlein, il leader M5s, Giuseppe Conte e Nicola Fratoianni di Avs. “Loro sono l’Italia migliore e l’Italia migliore va difesa sempre”. Lo dice il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nel corso delle esequie dei 4 miliari morti in Bosnia. Il ministro si rivolge quindi ai familiari dei caduti: “Voi vorreste stare soli con loro senza tutta questa gente intorno, erano i bambini che avete tenuto in braccio, i ragazzi che avete visto crescere. Le persone con cui pensavate di vivere il vostro futuro. Ma loro sono anche altro, il motivo per cui siamo qua oggi. Non sono più solo i vostri figli, sono diventati simboli. Che onoreremo e custodiremo. Simboli di entusiasmo, orgoglio, gioia e non possono essere dimenticati”. “Verrà costruito un monumento alla loro memoria. Un monumento alla storia delle forze armate italiane”, conclude. Dopo il picchetto d’onore delle forze armate, i feretri di Simone Ruggia, Claudio Marchesi, Franco Adriano Zecchillo e Laura Procacci hanno lasciato la Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri di Roma. Ad accompagnare le salme, i familiari delle vittime con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e le alte cariche dello Stato, subito dietro. Il Capo dello Stato ha atteso che le bare venissero caricate nelle auto funebri. La partenza delle auto è stata infine salutata da un lungo e sentito applauso. Il ministro della Difesa, Giudo Crosetto, ha abbracciato i familiari delle vittime e poi ha consegnato loro il tricolore che avvolgeva i feretri .
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Inizio con luci e ombre per i colori azzurri all'ultimo Masters 1000 della stagione sul cemento indoor di Parigi-Bercy. A guidare la spedizione italiana è Lorenzo Musetti, autore di una prestazione maiuscola all'esordio. Il carrarese ha superato in due set l'ostico polacco Hubert Hurkacz, mettendo in mostra un tennis solido e centrando il pass per il secondo turno. Un traguardo prestigioso che spalanca però le porte a una sfida d'altissimo livello: Musetti è atteso ora dal confronto con Alexander Zverev, fresco di ascesa al numero uno del ranking mondiale. I nsieme a Musetti sorride anche Mattia Bellucci, capace di superare il primo turno e di regalarsi la prosecuzione dell'avventura parigina. La prima giornata del tabellone principale lascia però anche molto amaro in bocca alla delegazione italiana. Si ferma subito la corsa di Luciano Darderi, Lorenzo Sonego e Matteo Arnaldi, tutti eliminati al debutto. Non è nemmeno sceso in campo Flavio Cobolli, costretto al ritiro e a rinunciare definitivamente al torneo prima del suo match d'esordio. I riflettori sono ora tutti puntati sul big match tra Musetti e Zverev, un esame durissimo per l'azzurro contro il tennista del momento.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE • 2 novembre 2026
Conclusa una vasta attività di polizia giudiziaria coordinata dallo SCO. Monitorati più di 1.100 profili social e sequestrati ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti e armi. Nelle ultime due settimane, migliaia di operatori delle Questure italiane, coordinati dal Servizio Centrale Operativo (SCO), hanno eseguito una imponente operazione di polizia giudiziaria su tutto il territorio nazionale. L'attività ha preso di mira il fenomeno della criminalità giovanile e minorile, contrastando attivamente singoli e contesti associativi dediti a reati contro la persona, il patrimonio, lo spaccio di stupefacenti e l'illecito porto di armi. L'azione capillare, condotta dagli agenti delle 106 Squadre Mobili con il supporto dei Reparti Prevenzione Crimine, ha inferto un durissimo colpo alle reti criminali composte da giovani e giovanissimi. I NUMERI COMPLESSIVI DELL'OPERAZIONE: Provvedimenti restrittivi: In totale sono stati eseguiti 644 arresti, di cui 575 a carico di soggetti maggiorenni e 69 nei confronti di minorenni. Soggetti denunciati: Sono 1.695 i giovani deferiti in stato di libertà alle competenti Autorità Giudiziarie; tra questi si contano 373 minori. Controlli e identificazioni: L'attività di prevenzione e monitoraggio delle aree calde ha portato all'identificazione di ben 236.138 persone, tra cui 23.060 minorenni. MONITORAGGIO DEL WEB E CYBER-CRIMINALITÀ Un pilastro fondamentale dell’operazione ha riguardato il contrasto ai fenomeni di devianza online, spesso usati come cassa di risonanza o strumento di coordinamento per risse e attività illecite. Gli esperti della Polizia di Stato hanno analizzato e monitorato 1.115 profili social e chat sulle principali piattaforme di messaggistica e intrattenimento. SEQUESTRI DI DROGA E ARMI Nel corso delle perquisizioni e degli interventi sul campo, sono stati sottratti al mercato illegale ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti, a dimostrazione della forte penetrazione della criminalità giovanile nei canali dello spaccio: 69,4 kg di cocaina 174,8 kg di cannabinoidi (hashish e marijuana) 328,44 grammi di eroina Sono state inoltre rinvenute e poste sotto sequestro numerose armi da taglio, da fuoco e oggetti atti a offendere, sottratti alla disponibilità di gruppi violenti. La Polizia di Stato ribadisce il massimo e costante impegno non solo sul fronte della repressione dei reati, ma anche nel monitoraggio dei fenomeni di disagio ed emarginazione che alimentano le catene della criminalità giovanile, a tutela della sicurezza pubblica e delle stesse giovani generazioni.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE • 2 novembre 2026
Si arricchisce di un nuovo, inquietante capitolo il giallo di Garlasco. Nell'ambito delle recenti indagini sull'omicidio di Chiara Poggi, la Procura di Pavia ha aperto un nuovo fascicolo d'inchiesta contro ignoti con l'ipotesi di reato di omicidio volontario. Al centro degli accertamenti vi è la morte di Giovanni Ferri, il pensionato di 88 anni trovato privo di vita nel 2010 in un’intercapedine di via Mulino a Garlasco, una vicenda all'epoca archiviata come suicidio. L a svolta nasce dal sequestro, avvenuto lo scorso maggio, dei diari personali di Andrea Sempio. Secondo quanto rivelato oggi in esclusiva dalla trasmissione Mattino Cinque su Canale 5, all'interno delle pagine manoscritte comparirebbe in modo inequivocabile il cognome dell'anziano, associato a inquietanti riflessioni su presunti suicidi avvenuti nella zona. Tra gli appunti mostrati nel corso del programma televisivo si leggono frasi frammentarie e criptiche: “Partito da Giada a seguito di mia interc. suicidi. Giada-ragazzi, Ale-Ferri. Sapevano (o sapevamo) la versione Poggi? Sapevano (o sapevamo) quando si sarebbe chiusa”. Subito dopo, un ulteriore appunto recita: “Ale sì, io aiutato. Parla con Lov”. Le annotazioni sollevano pesanti interrogativi sul ruolo di un "uomo misterioso" e sulle dinamiche di alcuni decessi locali, suggerendo possibili retroscena legati alla stessa vicenda Poggi. Alla luce di questi elementi, i legali della famiglia Ferri hanno formalmente richiesto l'audizione di Andrea Sempio per fare chiarezza sul significato di tali dichiarazioni e su un eventuale collegamento tra i due casi che hanno sconvolto la comunità di Garlasco. La Procura di Pavia prosegue gli accertamenti per verificare la fondatezza delle annotazioni e l'identità dei soggetti citati nei diari.
Autore: REDAZIONE • 2 novembre 2026
Volodymyr Zelensky ha denunciato un attacco russo assolutamente devastante contro l'abitato di Komyshuvakha, nella regione di Zaporizhzhia, che ha preso di mira una scuola utilizzata per attività umanitarie dove le persone stavano ricevendo aiuti. I dettagli principali dell'evento: Le vittime: Il raid aereo ha provocato 24 morti (tra cui due soccorritori e quattro agenti di polizia), cinque feriti e oltre venti dispersi. L'attacco: Secondo le autorità locali, il centro del villaggio è stato colpito da almeno nove bombe guidate Fab-3000. Il cyberattacco: L'azione militare è stata preceduta dal sabotaggio informatico delle app di allerta antiaerea in Ucraina e Russia, utilizzate dagli hacker per diffondere falsi messaggi di imminenti attacchi nucleari o chimici.
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