Garlasco, scontro in tv tra Milo Infante e l'ex colonnello Cassese: "Cercavate le prove della colpevolezza di Alberto Stasi"
Il giornalista incalza Cassese sulla consegna delle scarpe di Stasi ai carabinieri durante la puntata di Quarta Repubblica del 19 ottobre: "Se lei smentisce sta dando una notizia esclusiva"
Nuovo capitolo mediatico sul delitto di Garlasco. Durante la puntata del talk show Quarta Repubblica, andata in onda ieri sera su Rete 4 e condotta da Nicola Porro, si è consumato un durissimo botta e risposta tra il giornalista Milo Infante e l'ex colonnello dei Carabinieri Gennaro Cassese, all'epoca alla guida delle prime indagini sull'omicidio di Chiara Poggi.
Al centro della violenta polemica un dettaglio cruciale dell'inchiesta del 2007: le modalità con cui gli inquirenti acquisirono le scarpe di Alberto Stasi, l'unico condannato in via definitiva per il delitto.
Il fulcro del dibattito: il mistero delle scarpe
Il confronto si è infiammato quando Milo Infante ha incalzato direttamente l'ex colonnello, contestando l'approccio investigativo iniziale dell'Arma: "Voi cercavate le prove della colpevolezza di Alberto Stasi. Mi spieghi perché gli avete preso le scarpe?".
La replica di Cassese non si è fatta attendere, spostando l'asse della verità processuale finora conosciuta: "Dove c’è scritto che gliele abbiamo chieste?", ha ribattuto l'ex ufficiale, negando di fatto che vi fosse stato un ordine o una richiesta esplicita da parte dei militari.
Le contestazioni in diretta
L'affermazione ha scatenato l'immediata reazione del giornalista, che ha richiamato le dichiarazioni storiche rilasciate dallo stesso Stasi:
- La versione della difesa: Secondo quanto sostenuto a più riprese da Alberto Stasi, i carabinieri avrebbero aperto un armadio, notato la scarpiera e chiesto espressamente di consegnare le calzature.
- L'affondo di Infante: "Lei adesso mi dice che non avete chiesto le scarpe ad Alberto? È un pazzo che consegna volontariamente le scarpe che voi non avete chiesto?", ha incalzato Infante, sottolineando come una smentita ufficiale da parte di Cassese rappresenterebbe una vera e propria notizia esclusiva rispetto alla cronaca del caso.
Il delitto di Garlasco, avvenuto il 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli, continua a far discutere l'opinione pubblica e i media, dimostrando come la distanza tra la verità giudiziaria e il dibattito giornalistico resti ancora profondamente aperta.

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