In Francia la protesta degli studenti, a Parigi 56.000 manifestanti, disordini e 300 arresti. Trump: “Colpa di migranti e Islam”
Oggi la giornata nazionale di mobilitazione per chiedere il miglioramento della scuola pubblica. Scontri con le forze dell'ordine nella Capitale e in diverse città. Per gli organizzatori in piazza oltre 450 mila persone in tutta la Francia
ROMA – A Parigi 56mila persone stanno sfilando per le strade nell’ambito della giornata nazionale di mobilitazione per chiedere il miglioramento della scuola pubblica. Qui i cortei sono partiti alle 14, ma da stamani iniziative si registrano in tutto l’Esagono, dove secondo il ministero i partecipanti in totale raggiungerebbero quota 260mila.
Cifre diverse rispetto a quelle stimate dagli organizzatori ossia le sigle Usl, Fage, Union étudiante e Unef – secondo cui, solo nella capitale, i manifestanti sarebbero quasi il doppio:
100mila. Ben 450mila le persone in tutto il Paese. Ad aderire al “terzo atto” della mobilitazione nazionale sono studenti delle scuole superiori e universitari, insegnanti, docenti, ricercatori, personale ausiliario e genitori, sostenuti dalle unioni studentesche, i sindacati, esponenti dei partiti di opposizione e semplici cittadini.
Secondo il ministero dell’Interno a Parigi non mancano i disordini, che hanno condotto all’arresto di “300 individui ostili” al loro arrivo a place de la Nation.
Sono poi almeno 891 gli istituti scolastici in Francia dove oggi le lezioni sono state sospese almeno parzialmente, a causa di chiusure preventive, blocchi o altre forme di interruzione: lo ha riferito il ministero dell’Istruzione, nell’aggiornamento di metà giornata.
MINISTERO: “CIRCA 256MILA IN PIAZZA, 56MILA A PARIGI”. MA PER GLI ORGANIZZATORI DELLE PROTESTE SONO OLTRE 450 MILA
Almeno 256mila persone hanno manifestato oggi in Francia aderendo alla proteste degli studenti delle scuole superiori: lo ha riferito il ministero dell’Interno, secondo il quale a Parigi le presenze sono state circa 56mila. Gli organizzatori delle manifestazioni, secondo i media locali, hanno invece parlato di 450mila dimostranti in tutto il Paese. Di questi, circa 100mila a Parigi.
Non sono mancati i momenti di tensioni e veri e propri scontri tra i manifestanti e le forze dell’ordine. I manifestanti hanno lanciato petardi e fumogeni contro le forze dell’ordine, che hanno risposto con gas lacrimogeni. Scontri in particolare a Parigi, a margine del corteo, in Place de la Nation, dove almeno 300 persone hanno fronteggiato gli agenti: uomini vestiti di nero e incappucciati, alcuni con elmetti e caschi, hanno lanciato petardi e fumogeni, con le forze dell’ordine che hanno replicato con gas lacrimogeni. Disordini anche a Strasburgo, Rennes, Marsiglia.
‘CAOS E VIOLENZA’, È SCONTRO TRA IL GOVERNO E MÉLENCHON
Scontro politico in Francia dopo la giornata di mobilitazione degli studenti: a dividere non sono tanto i numeri della partecipazione nelle piazze, tra le 250mila e le 450mila persone stimate a seconda delle fonti, ma la gestione dell’ordine pubblico da parte della polizia.
A respingere le accuse di repressione è stato anche il primo ministro Sébastien Lecornu. Una risposta, la sua, anzitutto alla sinistra di La France insoumise (Lfi). Il suo candidato alla presidenza della Repubblica,
Jean-Luc Mélenchon, ha accusato Lecornu di aver ordinato di “lanciare lacrimogeni e manganellare i giovani per creare caos e violenza”.
Opposta la lettura governativa. “Sono state date istruzioni alle forze dell’ordine sul principio di proporzionalità”, ha scritto il primo ministro sul social X. “A far scattare il loro intervento è la violenza”.
TRUMP: MANIFESTAZIONI RISULTATO DI IMMIGRAZIONE E ISLAM
Dagli Stati Uniti, il presidente Donald Trump – su Truth – commenta: “Ciò che sta accadendo in Francia è nientemeno che un’immigrazione di massa fuori controllo. Qui non si tratta di scuole: si tratta dell’Islam che vuole prendere il sopravvento su un Paese un tempo grande”.

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