Milano, tram deraglia in centro: due morti e 38 feriti. Il conducente: "Ho avuto un malore"

Redazione • 27 febbraio 2026

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Le vittime sono un italiano di 60 anni e un giovane straniero. Si indaga per omicidio colposo e lesioni colpose. Deragliamento ripreso da un video, tram inclinato ad alta velocità prima dell'impatto


    Un tram della linea 9 è deragliato oggi pomeriggio 27 febbraio a Milano. Il bilancio è di due morti, un uomo italiano di 60 anni residente a Rozzano e un giovane straniero, e 38 feriti, di cui uno in codice rosso e 20 in codice giallo.


    “Le vittime sono due e dovremmo escluderne altre. C’era un altro ferito in codice rosso, che mi dicono non sia rischio”, riferisce il sindaco, con tutte le cautele del caso. I feriti “erano quasi tutti sul mezzo”.


 Le due vittime dell’incidente di viale Vittorio Veneto sono “un residente di Abbiategrasso italiano del ‘66”, che “stava attraversando la strada” e “un immigrato di cui non ho ancora indicazioni, credo residente a Milano, che era a bordo del mezzo”, ha riferito il sindaco Giuseppe Sala dal luogo dell’incidente.

    L’incidente è avvenuto alle 16. “Per fortuna era un momento in cui non c’era molta gente, altrimenti la tragedia sarebbe potuta essere anche più grave, ma è relativo perché di fronte a due vittime è difficile usare questa definizione”, ha detto ancora.



    Il conducente: "Ho avuto un malore"


    "Mi sono sentito male, ho avuto un malore". E’ la versione che il conducente del tram ha fornito a chi è intervenuto subito sul luogo dell’incidente. L’uomo, portato in ospedale, è stato sottoposto agli accertamenti di rito. Le sue parole dovranno ora essere confermate dagli accertamenti disposti dalla pm che ha anche sequestrato il cellulare del conducente.

       

 

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Autore: AGENZIA DIRE ORE: 13.00 21 luglio 2026
L'Italia spera, anche perché l'alternativa è il brusco risveglio con Pirlo. Abodi: "Serve uno che faccia sognare la gente" ROMA – In Italia stiamo raccontando il viaggio in Spagna di Maldini e Leonardo come una sorta di speranzosa odissea (perché tutto, al momento, è un richiamo citazionistico al film di Nolan): Pep Guardiola, la nostra Itaca. Anche perché l’alternativa tangibile resta Andrea Pirlo. Insomma: gli ultimi irriducibili tifosi della Nazionale – dopo ormai lunghi anni di epici travagli – tremano ancora. Un po’ per l’attesa d’un lieto evento, un po’ per il possibile (probabile?) risvolto della stessa medaglia. Il countdown è iniziato, tanto che ne scrive anche L’Equipe. Il giornale – con tutto il suo carico di credibilità internazionale – ci regala un fragile appiglio: “Il leggendario curriculum del duo Maldini-Leonardo potrebbe convincere Pep Guardiola”. Tanto basta per sognare. O perlomeno – nell’ottica della nuova Figc di Malagò – per tenere sospesa la critica prima di dare l’annuncio, qualunque esso sia. Il contesto internazionale, per confronto diretto, è prrmente: la Germania ha scelto Klopp, la Francia Zidane. L’Italia con Pirlo stonerebbe un po’ (eufemismo). “Qualunque sarà la scelta, sarà anche la mia scelta – dice democristianamente alla Dire il ministro dello Sport Andrea Abodi – Sarà l’allenatore della Nazionale e quindi mi auguro che venga scelto presto e che faccia bene. Guardiola? Ce ne sono tanti che mi piacerebbero, ogni valutazione sul singolo rischia di creare delle confusioni, quindi sarà una scelta buona della quale abbiamo bisogno. Abbiamo bisogno di un allenatore che faccia riprendere a sognare e che faccia ricominciare ad amare la maglia azzurra. Io sono convinto che questi elementi saranno tra le motivazioni delle scelte. Poi, chiaramente, deve saper scegliere anche gli uomini, questo non c’è dubbio, e metterli in campo. Ma così sarà”. Il paradosso è che Guardiola, tecnicamente, non ha bisogno di nulla: svincolato dopo dieci anni al Manchester City, ha più volte lasciato intendere di volersi prendere una pausa sabbatica dal calcio. Ma il legame con l’Italia esiste, ed è personale prima che professionale: i trascorsi da giocatore a Roma, e soprattutto a Brescia, città dove torna con regolarità anche a distanza di anni. Su questo terreno affettivo punta la federazione, convinta che il prestigio del duo Maldini-Leonardo – e non i soli argomenti economici – possa fare la differenza. E’ un classico dell’appeal italiano, sperando che gli ultimi anni di risultati balordi non l’abbiano consumato. Anche secondo L’Equipe se Guardiola dovesse resistere al canto delle sirene, la federazione virerebbe sull’opzione low cost. Non Conte, non Mancini. Giovedì prossimo, all’assemblea della Lega Serie A, Maldini presenterà il proprio progetto ai presidenti dei club, in teoria disponibili a contribuire finanziariamente per un allenatore di livello internazionale. Loro, i club, vorrebbero Conte.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 21 luglio 2026
Ha riaperto al pubblico nella mattinata di oggi la gioielleria di Mario Roggero, situata in località Gallo di Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo. La ripresa delle attività commerciali è stata confermata direttamente da una delle figlie del titolare. La gestione operativa del punto vendita è stata assunta interamente dalla moglie e da una delle figlie del gioielliere, quest'ultimo condannato in sede giudiziaria per l'omicidio di due dei tre rapinatori che assaltarono il negozio nel mese di aprile del 2021. La proprietà ha scelto la linea del totale riserbo nei confronti degli organi di informazione. All'esterno del locale è stato infatti esposto un cartello esplicito con la dicitura "Nessuna dichiarazione", volto a evitare commenti o interviste sulla riapertura e sulle note vicende processuali che hanno coinvolto la famiglia.
Autore: AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamento Ore: 12.40 21 luglio 2026
Una manovra volta a "ridurre il carovita per restituire respiro alle famiglie". Prossimi passi la riforma del welfare e della sanità e la lotta alla povertà ROMA – Il governo di Andy Burnham si è già messo al lavoro e stamani i britannici si sono svegliati con l’annuncio della cancellazione dell’Iva sulle bollette dell’energia elettrica, che scatterà da ottobre. Una manovra volta a “ridurre il carovita per restituire respiro alle famiglie”, che solo il primo luglio scorso si sono ritrovate a pagare il 13% in più, proprio durante una delle estati più torride per il Paese. La manovra, riferiscono dal governo, verrà finanziata dall’abolizione del contestato programma sull’identià digitale. Questo libererà nell’immediato 850 milioni di sterline, per un totale di 1,8 miliardi nei prossimi tre anni, pari a circa 2 milioni di euro. IL WELFARE E I TAGLI ALLE LISTE DI ATTESA PER LE VISITE Altra novità importante nel rimpasto di governo, è il passaggio di Yvette Cooper alla guida del ministero della Sanità. L’ex ministra degli Esteri della squadra Starmer è stata sostituita da Ed Miliband, e a sua volta prende il posto di Wes Streeting, che a maggio si era dimesso con la speranza di prendere il posto di Starmer, il cui mandato era entrato in crisi dopo le sconfitte registrate dai laburisti alle elezioni amministrative. Il passaggio di Cooper dagli Esteri alla Salute, come evidenzia l’emittente Bbc, non va letto come una “retrocessione”, bensì come un segnale di fiducia. Uno dei punti centrali del programma di riforme annunciato da Andy Burnham riguarda proprio la sanità a partire dai tagli alle liste di attesa per visite e prestazioni del Servizio sanitario nazionale (Nhs), insieme a un miglioramento complessivo dell’offerta sanitaria, maternità compresa. D’altronde, Cooper è stata ministra del Tesoro e segretaria di Stato per il lavoro e le pensioni durante i governi di Tony Blair e Gordon Brown, pertanto può essere la figura con le competenze necessarie a migliorare il welfare. LA LOTTA ALLA POVERTÀ Altro punto centrale del “Piano decennale” di Burnham in campo economico e sociale è la lotta alla povertà e risposte alla questione dei senzatetto a partire da incentivi all’edilizia popolare: annunciato un piano da 340 milioni di sterline in tre anni, per togliere le persone dalle strade “il prima possibile”, come ha assicurato il neopremier.
Autore: Redazione 21 luglio 2026
Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, si appresta a varare una nuova ondata di tariffe commerciali contro decine di Paesi già nel corso di questa settimana. Lo rivela un'anticipazione del Financial Times, confermando la determinazione del tycoon a proseguire sulla linea del protezionismo economico nonostante i severi avvertimenti del suo stesso staff. I consiglieri economici della Casa Bianca hanno messo in guardia il Presidente sul rischio di replicare lo shock economico della prima guerra commerciale, uno scenario giudicato pericoloso anche in vista delle imminenti elezioni di metà mandato (Midterm). Dietro le quinte, alti funzionari hanno raccomandato di preservare la stabilità con i partner internazionali e di rispettare gli accordi di riduzione tariffaria siglati da Washington nel 2025. L'offensiva doganale si è resa necessaria per aggirare i recenti ostacoli legali: la Corte Suprema ha infatti annullato i dazi reciproci introdotti nell'aprile 2025. Per superare la scadenza – prevista per questo venerdì – del regime transitorio al 10% stabilito a febbraio, l'amministrazione utilizzerà come scudo legale un'indagine sulle pratiche di lavoro forzato all'estero, evitando così il ricorso ai poteri di emergenza bocciati dai giudici. Se da un lato la nuova tranche di dazi immediati ricalcherà l'aliquota del 10% attualmente in vigore, dall'altro Washington è già al lavoro su ulteriori dossier ispettivi per ottenere le coperture legali necessarie a imporre tariffe ancora più elevate. La mossa segue i duri provvedimenti già annunciati ieri da Trump, che prevedono dazi del 50% sulle merci provenienti dal Canada e del 25% su quelle del Brasile, riaccendendo bruscamente le tensioni commerciali globali.
Autore: Redazione 21 luglio 2026
Il Ministero degli Esteri della Federazione Russa respinge le dichiarazioni del Ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, in merito all'allontanamento del personale diplomatico italiano da Mosca. La portavoce Maria Zakharova ha definito "false" le affermazioni del vicepremier italiano, secondo cui il provvedimento russo sarebbe privo di motivazioni. La posizione di Mosca · Risposta speculare: L'espulsione dell'attaché militare italiano e del suo collaboratore costituisce una diretta replica alle precedenti misure adottate dall'Italia contro i funzionari russi. · Principio di reciprocità: Il Ministero degli Esteri russo ha ribadito che ogni azione ostile o provocatoria contro i propri diplomatici riceverà sempre una risposta ferma. · Provvedimento ufficiale: La decisione è stata formalizzata ieri durante la convocazione al Ministero dell'Incaricato d'Affari italiano a Mosca, G. Scopa. I dettagli dell'espulsione · Funzionari coinvolti: L'addetto militare Vittorio Parrella e il collaboratore Davide D'Aprile sono stati dichiarati personae non gratae. · Tempistiche: I due funzionari e i rispettivi nuclei familiari hanno tre giorni di tempo per abbandonare il territorio della Federazione Russa. Il precedente italiano La contromisura di Mosca fa seguito alla recente espulsione dall'Italia dell'addetto navale e aeronautico e del vice addetto navale dell'ambasciata russa a Roma. Secondo quanto dichiarato dal Ministro Tajani, il provvedimento italiano era scattato a seguito di attività di spionaggio ai danni della sicurezza nazionale, riscontrate in flagranza di reato.
Autore: AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamento Ore: 12.22 21 luglio 2026
È polemica per la coda violenta del presidio di vicinanza alla famiglia di Abderrahim Fakir, morto mentre era ammanettato: violenze in serata da parte di anarchici, centri sociali e collettivi BOLOGNA – Guerriglia a Bologna, nella serata di ieri, dopo il presidio per la morte di Abderrahim Fakir, il 43enne morto domenica mattina mentre era ammanettato a terra durante un controllo della Polizia al Pilastro. Al presidio, che si è svolto pacificamente in piazza Nettuno (con la partecipazione di migliaia di persone e le parole toccanti pronunciate dalla nipote del 43enne morto) è seguitauna coda di violenza, prima con gli scontri davanti alla Prefettura e poi, in serata, con altri atti di vandalismo nelle strade della città e auto incendiate. Protagonisti di questa ‘coda’ violenta sono stati i centri sociali, gli anarchici e alcune frange violente dei collettivi, che hanno animato lo scontro con le forze di polizia a partire da piazza Roosevelt, dove la Polizia (dopo un fitto lancio di oggetti, bottiglie e bombe carta) ha caricato e poi usato gli idranti per allontanare i manifestanti. Il bilancio della serata di violenza è ancora da tracciare nel dettaglio, ma a Bologna si sono registrate vetrine infrante, transenne divelte, almeno due auto incendiate, scritte contro la Polizia tracciate sui muri e vetrine. Ci sarebbero almeno11 feriti lievi tra manifestanti e agenti, ma in realtà il sindacato del Coisp fornisce un numero ben più alto: parla infatti di 56 feriti. Per terra, in centro, ci sono ancoracocci di bottiglie rotte. Nella tarda serata, sei attivisti protagonisti dei disordini sono stati portati in Questura per identificazione e sono stati poi rilasciati circa all’1: fuori, ad attenderli, c’erano altri attivisti. Sono indagati per i fatti di ieri sera. La famiglia di Fakir, per bocca dell’avvocato Fabio Anselmo, si è dissociata dalle violenze avvenute in piazza e ha parlato di “strumentalizzazioni”. Inevitabile l’accendersi della polemica sulla scelta del sindaco di Bologna Matteo Lepore di convocare un presidio di solidarietà alla famiglia di Fakir e alla comunità del Pilastro: il centrodestra, già da ieri, ha puntato il dito contro l’iniziativa accusando il primo cittadino di schierarsi contro la Polizia prima dell’accertamento dei fatti. Oggi, dopo quello che è successo, si attende una giornata piena di polemiche per il fatto che il presidio convocato nel cuore della città abbia in qualche modo dato un’opportunità alla frangia antagonista di sfogare la propria violenza. Il capogruppo Fdi alla Camera, Galeazzo Bignami, ha chiesto le dimissioni di Lepore, definendolo un “irresponsabile”. Ecco le sue parole: “A casa. Lui e il Pd. È stato proprio il sindaco a invocare la piazza, scelta profondamente sbagliata perché nel momento in cui si chiede giustizia, si parte dal concetto che sia stata compiuta un’ingiustizia, finendo per colpevolizzare gli agenti”. COISP: “I 56 POLIZIOTTI FERITI SU COSCIENZA DI CHI HA AIZZATO PIAZZA” “Il bilancio dei disordini di ieri sera a Bologna è un bollettino di guerra: sono 56 i poliziotti rimasti feriti perché colpiti da enormi pietre, bottiglie di vetro e bombe carta lanciate dai violenti gruppi di antagonisti e anarchici. Nello specifico contiamo 15 agenti feriti del Reparto Mobile di Padova, 26 da quello di Firenze e 15 da quello di Bologna, con prognosi che arrivano fino a 15 giorni. Questi feriti pesano sulla coscienza di chi ha irresponsabilmente aizzato la piazza offrendo agli estremisti il pretesto per attaccare la Polizia. Perché di fatto si è messa a repentaglio l’incolumità degli agenti solo per fare propaganda. A questi 56 poliziotti, che ieri sera hanno affrontato la guerriglia urbana per tutelare Bologna e i suoi cittadini, deve andare la solidarietà unanime di tutta la politica. Affinché sia chiaro un principio fondamentale: chi indossa una divisa non può essere trattato come un bersaglio”. Lo dichiara in una nota Domenico Pianese, segretario generale del Sindacato di Polizia Coisp. BIGNAMI (FDI): LEPORE? “IRRESPONSABILE, A CASA LUI E IL PD” “A casa. Lui e il Pd”. Lo scrive su X il capogruppo di Fdi alla Camera Galeazzo Bignami, che posta un fotomontaggio in cui si vede anche l’immagine del sindaco di Bologna Matteo Lepore e sopra la scritta ‘Il sindaco un irresponsabile. Adesso deve dimettersi’, che riprende l’intervista rilasciata dallo stesso Bignami al quotidiano ‘il Resto del Carlino’. Intervista in cui, tra l’altro, su quanto accaduto ieri sera a Bologna, afferma: “Lepore ha fomentato un clima incendiario e questo è il risultato. E chi oggi paga il conto di tutto questo sono i bolognesi e chi deve difendere la nostra sicurezza, che ora è indicato come un bersaglio da colpire”.
Autore: AGENZIA DIRE 21 luglio 2026
Le parole della premier Meloni: "La verità va ricercata fino in fondo, senza pregiudizi e senza sconti per nessuno. Ma nulla può giustificare la violenza" BOLOGNA – “Alimentare un clima di odio e di delegittimazione verso un intero Corpo dello Stato è un atto di grave irresponsabilità. Trasformare migliaia di donne e uomini in divisa in un bersaglio significa colpire chi ogni giorno serve l’Italia con professionalità, sacrificio e coraggio”. Lo scrive sui social la premier Giorgia Meloni. “NULLA PUÒ GIUSTIFICARE LA VIOLENZA CONTRO LE FORZE DELL’ORDINE “Quanto accaduto a Bologna è inaccettabile. Sul decesso di Abderrahim Fakir è doveroso che vengano accertate eventuali responsabilità con il massimo rigore. La verità va ricercata fino in fondo, senza pregiudizi e senza sconti per nessuno. Ma nulla può giustificare la violenza contro le Forze dell’Ordine. Chi ha scelto di usare questa vicenda come pretesto per mettere a ferro e fuoco la città, aggredire gli agenti e seminare violenza, mettendo a rischio anche l’incolumità di cittadini del tutto estranei ai disordini, non cercava la verità: cercava lo scontro“. Lo scrive sui social la premier Giorgia Meloni.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 21 luglio 2026
Scatta domani, mercoledì 22 luglio, il conto alla rovescia per la scherma azzurra ai Campionati del Mondo Assoluti di Hong Kong 2026. La delegazione italiana, composta da 30 atleti (24 titolari e 6 riserve), ha completato la preparazione a Shenzhen per assorbire il fuso orario ed è pronta a scendere in pedana per la rassegna iridata che si concluderà il 30 luglio. Le prime tre giornate saranno dedicate interamente ai gironi e ai tabelloni preliminari. Saranno 10 gli azzurri impegnati nelle qualificazioni per conquistare l'accesso ai tabelloni principali, dove sono già ammessi di diritto i "top 16" del ranking mondiale. Questo il programma dei debutti italiani nella fase preliminare: Mercoledì 22 luglio: Tommaso Marini (fioretto maschile) e Gaia Caforio (spada femminile). Giovedì 23 luglio: Mariella Viale, Manuela Spica, Claudia Rotili (sciabola femminile) e Andrea Santarelli (spada maschile). Venerdì 24 luglio: Pietro Torre, Michele Gallo, Cosimo Bertini e Matteo Neri (sciabola maschile). Esentate le fiorettiste azzurre, già tutte qualificate nel gruppo d'élite. Da sabato 25 luglio l'evento entrerà nel vivo con l'assegnazione delle medaglie individuali e a squadre.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 21 luglio 2026
Dopo l’ultimo giorno di riposo, la sedicesima tappa della Grande Boucle propone 26,1 km insidiosi. Filippo Ganna lancia la sfida ai big. Diretta integrale in chiaro sulla Rai. Il Tour de France 2026 entra nella sua fase calda e decisiva. Dopo il secondo e ultimo giorno di riposo, la carovana della Grande Boucle riparte oggi, martedì 21 luglio, con la sedicesima tappa: una spettacolare e impegnativa cronometro individuale di 26,1 chilometri che collegherà Évian-les-Bains a Thonon-les-Bains. Il percorso e i favoriti Non sarà una cronometro per soli specialisti puri della pianura. A rendere duro il tracciato e a sparigliare le carte ci penserà una salita di seconda categoria posizionata poco prima di metà percorso, che richiederà un perfetto connubio tra potenza e doti di scalatore. Il grande favorito di giornata è il belga Remco Evenepoel, campione delle corse contro il tempo, che cercherà di strappare il successo parziale e rosicchiare secondi preziosi. Dovrà vedersela direttamente con la maglia gialla e dominatore del Tour, lo sloveno Tadej Pogačar, apparso finora in condizioni straordinarie. Per l'Italia, gli occhi sono tutti puntati su Filippo Ganna, pronto a recitare un ruolo da assoluto protagonista su un percorso tecnico e stimolante. Orari e programmazione TV La competizione scatterà ufficialmente alle ore 13:00 con la partenza del primo corridore, mentre l'arrivo dell'ultimo atleta in maglia gialla è previsto per le ore 17:50 circa. Per gli appassionati italiani la copertura sarà totale e accessibile a tutti. La tappa sarà trasmessa in diretta televisiva e in chiaro sui canali Rai (Rai 2 e RaiSport) e in streaming gratuito su RaiPlay. Per gli abbonati, la diretta sarà visibile anche sui canali Eurosport e sulle piattaforme streaming HBO Max, Discovery+, DAZN, TIMvision e Prime Video Channels.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 21 luglio 2026
Nel giorno della grande festa nazionale per la conquista della Coppa del Mondo 2026, la Nazionale spagnola di calcio è stata ricevuta con i massimi onori al Palazzo della Zarzuela dal Re Felipe VI e dalla Regina Letizia. La delegazione delle 'Furie Rosse', reduce dal trionfo iridato, è stata guidata dal commissario tecnico Luis de la Fuente e dal capitano Rodri, che ha mostrato con orgoglio il trofeo ai sovrani. Durante il suo discorso ufficiale, il Re Felipe VI ha espresso il profondo orgoglio di tutta la nazione, definendo l'impresa sportiva come un "trionfo epico" arrivato al termine di una vera e propria odissea calcistica. Il sovrano ha lodato la capacità del gruppo di superare le critiche iniziali e di compattarsi nel momento decisivo, mettendo in campo grinta, resistenza e coraggio, unendo testa e cuore senza mai perdere la fiducia nei propri mezzi. Il Capo dello Stato ha poi voluto sottolineare l'immenso valore sociale del successo: "Quando gioca la Nazionale giochiamo tutti. E adesso che avete vinto, lo avete fatto per tutta la Spagna". Con questa vittoria, la Federazione calcistica spagnola centra uno storico e prestigioso primato globale, potendosi fregiare contemporaneamente del titolo di Campione del Mondo in carica sia nella categoria maschile (2026) sia in quella femminile (2023). Dopo il tributo reale e la celebrazione delle "due stelle" che da oggi brillano sulla maglia della Roja, la squadra si è diretta verso il cuore di Madrid. I festeggiamenti ufficiali proseguiranno per tutta la serata a Plaza de Cibeles, dove l'abbraccio di migliaia di tifosi accorsi da ogni parte del Paese attende i nuovi campioni del mondo.
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