Tajani: "Sforzo enorme per rimpatriare gli italiani"
Il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha spiegato che "c'è una situazione di pericolosità, molto complicata" e "con uno sforzo governativo enorme" si sta "facendo tutto il possibile per riportare in patria gli italiani", ma "ce ne sono 100mila coinvolti da questa situazione di guerra nel Golfo o in altre parti del mondo", di cui "già 10mila sono stati rimpatriati. Questa notte - ha detto a Radio Globo - abbiamo portato 50 italiani fuori da Teheran e abbiamo fatto bene perché stanno bombardando Teheran. Sono talmente tante le persone da far partire" che "stiamo incrementando i voli usando i voli militari". Il ministro ha anche spiegando che si sta lavorando per inviare "i medicinali" alle persone che ne hanno bisogno, citando in particolare il caso di alcuni italiani "cardiopatici che sono alle Maldive" e che hanno finito i farmaci.
Secondo il vicepremier quella in corso contro l'Iran "non sarà una guerra breve, credo che durerà almeno 6-7 settimane", ha dichiarato ai microfoni di Sky TG24. "Anche le forze armate iraniane hanno capacità per resistere ancora qualche giorno, saranno giornate difficili".
"Basi italiane non richiese neanche per uso logistico"
"Nessuno ci ha chiesto" l'uso delle nostre basi, "neanche per uso logistico", ha assicurato Tajani. Per concedere "uso delle nostre basi ci deve essere un passaggio parlamentare", ha chiarito lanciando una stoccata al centrosinistra: "Non faremo come ha fatto D'Alema che ordinò di bombardare i Balcani senza il sostegno del Parlamento".
"Tutto in questi ultimi anni si muove al di fuori del diritto internazionale e chi dovrebbe garantire il rispetto del diritto internazionale, cioè le Nazioni Unite, hanno al vertice, nel Consiglio di Sicurezza, un Paese, la Russia, che ha invaso l'Ucraina in violazione del diritto internazionale, quindi è difficile far rispettare il diritto internazionale".
"Teniamo presente - ha proseguito il vicepremier - che nessuno, tranne il lavoro molto positivo del responsabile dell'Aiea, Rafael Grossi, aveva fermato l'Iran che stava costruendo la bomba atomica - sostiene il ministro - e stava creando un armamento tale da colpire Israele in maniera letale", ha proseguito osservando che "più volte da Teheran erano partiti messaggi" del tipo "bisogna cancellare Israele dalla carta".
"Le Nazioni Unite non è che abbiano fatto granché, come non hanno fatto granché per scongiurare la guerra tra la Russia e l'Ucraina: avevamo proposto all'Onu mandate due inviati speciali, io avevo proposto i nomi di Angela Merkel e di Berlusconi all'epoca. Io sono un sostenitore dell'Onu, quindi dobbiamo rinforzare le Nazioni Unite, non cancellare le Nazioni Unite affinché possano svolgere un ruolo più pregnante, decisivo per scongiurare le guerre, per meglio far rispettare il diritto internazionale".
Quindi Tajani parlando della posizione del premier spagnolo Pedro Sanchez rispetto alla guerra contro l'Iran afferma che quella di Madrid "è stata una scelta politica" che "non credo abbia molto a cuore le relazioni transatlantiche". "Anche noi - ha assicuratoTajani - siamo contro la guerra, ma si possono dire le cose in modo diverso", ha aggiunto sottolineando che "abbiamo detto che non faremo mai la guerra, ci siamo mossi per non inviare armi in Ucraina, figuriamoci se vogliamo fare la guerra adesso".
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