EREDITÀ CARRÀ, BERNARDINI DE PACE: "L’ADOZIONE DI UN ADULTO È UNA SCELTA NOBILE PER TUTELARE LA MEMORIA"
L’avvocato Annamaria Bernardini de Pace interviene in merito alle recenti rivelazioni riguardanti l’eredità di Raffaella Carrà e l’esistenza di un figlio adottivo, Gian Luca Pelloni Bulzoni. L’adozione, rimasta riservata per anni, conferisce all’ex manager il ruolo di unico erede legittimo dell'artista.
Una scelta di protezione e riservatezza
Secondo l'avvocato Bernardini de Pace, l'adozione di un maggiorenne — seppur percepita come "irrituale" per l'età dei protagonisti è una procedura perfettamente legale e, in questo contesto, assume un alto valore simbolico e morale. "Si tratta di una decisione presa con la proverbiale riservatezza della Carrà", spiega la civilista. "Un gesto nobile che risponde alla volontà di affidare a una persona di fiducia il compito di conservare e tutelare l’immenso patrimonio artistico e umano della propria carriera".
Il caso del musical spagnolo e la violazione dei diritti
L’analisi legale si sposta poi sulla battaglia giudiziaria intrapresa dall’erede contro una società di produzione spagnola per la realizzazione di un musical non autorizzato sulla vita della Carrà.
"Siamo di fronte a una potenziale violazione dei diritti ora si può chiedere il risarcimento" afferma Bernardini de Pace.
Nonostante lo spettacolo abbia concluso le rappresentazioni, l’avvocato sottolinea che sussistono i presupposti per una richiesta di risarcimento danni.
L’azione legale, sebbene possa apparire tardiva, è lo strumento necessario per riaffermare il controllo sulla memoria dell'artista, impedendo utilizzi impropri della sua immagine.
Conclusione
L'intervento di Gian Luca Pelloni Bulzoni, in qualità di erede universale, non è dunque solo una questione patrimoniale, ma un preciso dovere morale derivante dal legame familiare legalmente riconosciuto da Raffaella Carrà per proteggere il suo lascito eterno.
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